Le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 non saranno solo un grande evento sportivo, ma una “grande impresa di lavoro comune” e un’occasione strategica per la crescita e l’unità del Paese. È questo il messaggio emerso oggi dall’incontro “Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026” tenutosi al Meeting di Rimini, dove i principali protagonisti dell’organizzazione hanno illustrato la visione e l’eredità dei Giochi. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha definito l’evento un «appuntamento con la storia», sottolineando come al motto olimpico “più veloce, più alto, più forte” sia stata aggiunta la parola cruciale “insieme”. “Le Olimpiadi restano una piattaforma universale privilegiata per promuovere il dialogo tra le culture, celebrare la diversità e l’uguaglianza”, ha dichiarato Abodi, evidenziando come “lo sport può essere ancora sorgente viva di speranza condivisa”. La mobilitazione prevista è imponente: 10 mila tedofori e circa 18 mila volontari. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha rivendicato l’unicità di un modello nato dal basso. “Sono le prime Olimpiadi che sono partite su stimolo e su proposta di due Regioni”. La sostenibilità è al centro del progetto, con la precisa indicazione di “non fare opere inutili» ma di valorizzare le infrastrutture esistenti su un’area di 22 mila chilometri quadrati. L’eredità sarà duplice: una immateriale, basata su valori come l’inclusione e la collaborazione, e una materiale, con 98 opere che lasceranno un sistema viario e ferroviario potenziato. L’indotto turistico stimato è di circa 1,1 miliardi di euro durante i Giochi, con un ulteriore 1,2 miliardi nei 18 mesi successivi.
La sfida costruttiva è stata descritta da Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato di Simico, come un “cantiere umano” dove 21 nazionalità hanno lavorato insieme, realizzando imprese complesse come la pista da bob a Cortina in soli 305 giorni. “Non so se lascerò professionisti migliori, però sicuramente lascio uomini migliori”, ha affermato Saldini. Questo spirito si lega alla visione di Vittorio Bosio, presidente del Csi, secondo cui i campioni “vengono dai campetti di periferia”, evidenziando il ruolo cruciale dello sport di base come scuola di vita. Il viaggio della fiamma olimpica, che partirà da Roma il 6 dicembre, sarà il simbolo di questa unione nazionale. Luca Santandrea di Coca-Cola, partner dei Giochi dal 1928, ha annunciato che la torcia “toccherà tutte le province italiane”, portando i valori olimpici in ogni angolo del Paese. Infine, Andrea Varnier, amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina 2026, ha parlato dell’eredità educativa. “Attraverso i Giochi di Milano Cortina 2026 credo si possa gettare un seme importante”, ha detto, riferendosi ai programmi che hanno già raggiunto milioni di studenti. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che i Giochi non siano una “parentesi che si apre e si chiude”, ma l’inizio di un nuovo cammino per l’Italia.
Leggi anche altre notizie su Nova News
Clicca qui e ricevi gli aggiornamenti su WhatsApp
Seguici sui canali social di Nova News su Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram
















