Intervista a Thaci
Kosovo: obiettivi prioritari adesione a Ue e Nato
     

I grandi processi nell’ambito dell’adesione del Kosovo alle organizzazioni internazionali, l’istituzione del Tribunale speciale Uck e l’importanza del ruolo di mediazione svolto dall’Unione europea nel processo di normalizzazione dei rapporti Pristina-Belgrado: questi i principali temi affrontati dal presidente della Repubblica del Kosovo Hashim Thaci, nel corso di un’intervista con “Agenzia Nova”. Thaci ha inoltre raccontato l’incontro con papa Francesco, il primo da quando è stato nominato presidente, e dell’appoggio del Vaticano al paese balcanico. “Il Vaticano è vicino a riconoscere l'indipendenza del Kosovo”, ha detto Thaci, parlando dell'incontro con papa Francesco. Il presidente si è detto fiducioso che il Kosovo sarà riconosciuto presto dalla Santa Sede. Thaci ha ribadito che il Kosovo è un esempio nella regione per la tolleranza e la convivenza tra i popoli di diversi gruppi religiosi ed etnici. "Il Vaticano mi ha accolto come presidente della Repubblica del Kosovo e questo avviene solo a livello bilaterale, il livello più alto. Questo non è il primo incontro di tali livelli. Credo che il Vaticano prenderà ufficialmente la decisione di riconoscere il Kosovo nel prossimo futuro. Così voglio credere che l’incontro con il cardinale (Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati del Vaticano) sia servito ad accelerare il progresso di riconoscimento del Kosovo da parte del Vaticano", ha detto Thaci, che ha sottolineato come il Kosovo abbia ottime relazioni con il Vaticano da oltre 20 anni. “E’ stata la prima visita in qualità di presidente con il Santo padre; lo avevo incontrato in precedenza come primo ministro. Ho informato il Papa dei progressi del Kosovo per quanto riguarda il consolidamento dello stato, la tolleranza etnica e religiosa. Siamo uno stato piccolo che ha al suo interno grandi valori, dimostrati per esempio con Madre Teresa. Speriamo che il Papa possa visitare il Kosovo nel futuro prossimo”, ha affermato Thaci, ribadendo l’invito al Papa a visitare il paese balcanico.

In merito al processo di liberalizzazione dei visti d’ingresso, Thaci ha detto che il Kosovo ha adempiuto a tutte le richieste raggiungendo gli standard necessari, e ora è in attesa dell’attuazione dell’accordo. Il presidente kosovaro ha poi rimarcato come i cittadini si sentano europei e siano favorevoli all’adesione alle organizzazioni internazionali. “Il Kosovo è uno stato europeo. Oltre il 90 per cento della popolazione è favorevole all’adesione all’Unione europea e alle organizzazioni euro atlantiche. Le persone supportano i valori nel mondo occidentale, degli Stati Uniti”, ha affermato poi Thaci, che ha poi parlato dell’intesa sulla demarcazione dei confini tra Kosovo e Montenegro, ribadendo come le relazioni tra i due paesi siano eccezionali, quindi l’attuazione degli accordi non comporta nessun tipo di problema. “In futuro il Kosovo riuscirà a portare a termine anche un’intesa sui confini con la Serbia”, ha aggiunto Thaci, secondo cui però al momento non ci sono le condizioni per parlare di questo tipo d’intesa. Il presidente del Kosovo ha infine ribadito i suoi 3 grandi obiettivi: la libertà per il popolo del Kosovo e l’indipendenza, entrambi raggiunti, e l’adesione alla Nato e all’Unione europea, processi per i quali le autorità di Pristina stanno lavorando per portarli a termine.

Il presidente kosovaro ha poi elogiato il “lavoro eccezionale” svolto dall'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, nell’ambito del processo di normalizzazione delle relazioni tra Serbia e Kosovo. In questo senso, Thaci ha inoltre ricordato che gli accordi sottoscritti tra Pristina e Belgrado (firmati il 25 agosto scorso a Bruxelles grazie alla mediazione dell’Ue) sono in via di approvazione in entrambi i paesi. “Stiamo lavorando per la sottoscrizione di un altro accordo per la riappacificazione dei popoli. Grazie alla nostra volontà e all’impegno dell’Ue adotteremo tutti gli accordi sottoscritti e ne firmeremo di altri”, ha aggiunto Thaci. Lo scorso 25 agosto nell’ambito del dialogo sulla normalizzazione delle relazioni Pristina-Belgrado mediate dall’Unione europea, le delegazioni di Serbia e Kosovo hanno raggiunto un’intesa sull’istituzione dell’Associazione delle municipalità a maggioranza serba, in materia di liberalizzazione del sistema dell’energia, la dotazione di un codice telefonico e la rivitalizzazione del ponte sul fiume Ibar, nella parte settentrionale del Kosovo.

 

 

     
Estensione missione Ue Eulex importante per il Kosovo    
     
Parlando poi della missioni dell’Unione europea a Pristina Eulex, Thaci ha rimarcato l’importanza che la missione prosegua per altri due anni. “Ho firmato personalmente le lettere con Mogherini (l’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Ue, Federica)”, ha aggiunto il presidente kosovaro, che ha lodato il “lavoro straordinario” svolto negli ultimi due anni del capo uscente della missione Eulex Gabriele Meucci. Thaci ha detto che Eulex è una missione europea che serve al Kosovo, ribadendo come Pristina negli ultimi 9 anni abbia costruito le proprie basi per poter proseguire nella giusta direzione. Il Consiglio dell'Unione europea ha approvato l’estensione del mandato della missione dell'Ue sullo stato di diritto in Kosovo (Eulex) per due anni, fino al 14 giugno 2018. Inoltre è stato approvato un budget di 63,6 milioni di euro per le operazioni di Eulex fino alla fine dell'anno e per le spese del tribunale speciale e l'ufficio del procuratore speciale per i crimini di guerra in Kosovo a L'Aia fino a giugno 2017. La missione è stata lanciata nel 2008 dopo il Kosovo ha dichiarato la sua indipendenza.

Thaci ha poi parlato della formazione del Tribunale speciale, che avrà il compito di giudicare su eventuali crimini di guerra commessi dall’Esercito di liberazione del Kosovo (Uck), durante e dopo il conflitto del 1999, definendola positiva per il paese. Il presidente ha inoltre ribadito come la guerra del Kosovo non abbia violato nessuna delle norme internazionali. “Ci siamo opposti al regime dittatoriale di Milosevic (l'ex presidente jugoslavo Slobodan) e io ne sono fiero”, ha aggiunto Thaci, che ha rimarcato di aver personalmente supportato questo progetto e preso parte alla formazione della Corte. “Sono convinto che il Kosovo ha bisogno di liberarsi una volta per tutte delle macchie del passato. Il Kosovo non ha nulla da nascondere; non c’è nessuna sfida che non possiamo affrontare o che possa ostacolare il percorso euro atlantico del paese”, ha affermato ancora Thaci, rimarcando che il Kosovo ha un’esperienza eccezionale nella collaborazione con gli altri organismi internazionali, come per esempio quella con il Tribunale penale dell’Aia. In precedenza Thaci ha invitato i politici kosovari, nel caso siano perseguiti, a rispettare il lavoro del Tribunale speciale. “Il tribunale è stato istituito con le istituzioni del Kosovo e con la volontà dei parlamentari di Pristina”, ha aggiunto Thaci, ricordando che da primo ministro del paese aveva contribuito alla creazione di questo tribunale. “In ogni caso non si tratta di qualcosa di negativo per il Kosovo; è un vantaggio, perché saranno chiarite tutte le accuse che aleggiano come nuvole nere sopra di noi", ha affermato Thaci, secondo cui la guerra dell’Uck ha rispettato tutte le leggi internazionali. “Se ci sono state violazione delle legge, si è trattato di una violazione delle leggi di Slobodan Milosevic, non di quelle internazionali", ha dichiarato Thaci.

Thaci ha poi affrontato il problema del terrorismo, sottolineando il grande lavoro del Kosovo per arginare il fenomeno. “Negli ultimi 10 mesi in Kosovo non c’è stato nessun caso di persone arruolate nei conflitti in Medio Oriente, grazie alle riforme nel campo giuridico e al processo di educazione del popolo”, ha detto il presidente della Repubblica del Kosovo, che ha rimarcato come anche il papa Francesco abbia lodato la convivenza pacifica tra le diverse etnie e religioni in Kosovo. “Anche il Kosovo, come gli altri paesi dell’Europa, non è stato immune al fenomeno delle persone che sono partite per combattere nei conflitti di Siria e Iraq. Il Kosovo è stato attento e ha individuato prontamente queste persone, che sono state subito arrestate”, ha aggiunto Thaci, che ha ribadito come attualmente ci siano circa 50-60 cittadini kosovari che combattono in Medio Oriente, tutti però identificati dalle autorità di Pristina. Il presidente kosovaro ha inoltre ribadito come il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il segretario di Stato Usa John Kerry abbiano definito il paese “un campione nella lotta al terrorismo”. “Lo Stato islamico è un’organizzazione terroristica che non ha nulla a che fare la religione”, ha dichiarato ancora Thaci.