Elezioni a Cipro
Il partito conservatore Disy si conferma prima forza politica del paese
 

Nicosia, 23 Mag - (Agenzia Nova) - Il partito governativo di centrodestra Raggruppamento democratico (Disy) si è confermato come prima forza politica nelle elezioni parlamentari di domenica 22 maggio a Cipro. Il Disy ha ottenuto il 30,7 per cento delle preferenze, con un calo di 3,5 punti percentuali rispetto alle elezioni parlamentari del 2011 che determina due seggi in meno per i conservatori rispetto ai 20 ottenuti nel 2011 (56 i seggi complessivi in palio nell’Assemblea nazionale cipriota). Questa lieve flessione è più che compensata anche dal calo registrato dalla seconda forza politica dell’isola: i comunisti del Partito progressista dei lavoratori (Akel) hanno ottenuto il 25,7 per cento dei voti, in calo di 7 punti percentuali rispetto alle parlamentari del 2011. Dopo queste elezioni l’Akel avrà quattro seggi in meno rispetto ai 19 conquistati nel 2011. Le elezioni come previsto sono state caratterizzate da un tasso di astensionismo piuttosto elevato, con un buon risultato per i numerosi partiti minori che hanno preso parte a queste elezioni. Il capo della Commissione elettorale ha confermato un astensionismo pari al 32,6 per cento particolarmente elevato nella fascia dei più giovani tra i 542.915 elettori.


La flessione nei consensi del Disy non sembra in grado di minare la stabilità del governo guidato dal presidente Nicos Anastasiades. Lo stesso presidente, dopo aver votato nella sua città natale di Limassol, ha spiegato che dopo il giuramento del nuovo governo avvierà un’iniziativa per raggiungere la convergenza delle forze di opposizione sulle questioni prioritarie per l'isola. Il riferimento è anche ai negoziati con il leader turco-cipriota Mustafa Akinci sulla riunificazione di Cipro, questione sulla quale si attendono “importanti sviluppi” entro la fine dell’anno. Anastasiades punta infatti al sostegno dell’Akel per l’approvazione di un eventuale accordo con i turco-ciproti, dal momento che gli altri partiti si oppongono al tipo di soluzione attualmente oggetto di negoziati. Disy e Akel infatti, nonostante le divergenze ideologiche profonde e la visione opposta in campo economico, hanno una visione molto similare sulla necessità di arrivare ad un accordo per la riunificazione di Cipro nel quadro di uno stato federale. Dall’altra parte nell’Autoproclamata repubblica turca di Cipro del Nord è presente da inizio maggio una nuova coalizione di governo, formata da due forze di centro destra, il Partito di unità nazionale (Ubp) e il Partito democratico turco-cipriota (Dp). Sembra adesso probabile un riallineamento tra il nuovo governo di centro-destra e la Turchia, con possibili ripercussioni anche sui negoziati sulla riunificazione dell’isola.

In ogni caso a Nicosia si respira un clima di ottimismo attorno ai negoziati: "Nei giorni immediatamente successivi alle elezioni mi aspetto un'intensificazione degli sforzi", ha detto Anastasiades secondo cui i greco-ciprioti sono "pronti e determinati a continuare i negoziati con tutta la buona volontà". "Rimango ottimista - ha detto Anastasiades - nonostante le difficoltà, che ammetto stiamo affrontando, in quanto considero che sia un'ottima opportunità per trovare una soluzione al nostro problema nazionale in questo periodo". Parlando dopo l’annuncio dei risultati elettorali Anastasiades ha sottolineato che il verdetto del popolo sarà pienamente rispettato. Secondo il presidente questa situazione aiuterà nella creazione di un clima di unità e di consenso, aggiungendo al contempo che l’elevato tasso di astensionismo è un segnale preoccupante. “Il popolo di Cipro, attraverso il verdetto di oggi, ha eletto una nuova legislatura. Vorrei congratularmi con le persone che sono state onorate con il voto del popolo, il cui verdetto sarà pienamente rispettato”, ha detto il capo della Repubblica presidenziale secondo cui la nuova Assemblea dei rappresentanti sarà chiamata a “decisioni cruciali per il futuro del paese”. In questo contesto - ha detto Anastasiades – “onorerò il mio ruolo istituzionale per creare un clima di unità e di consenso, al fine di rispondere alle sfide principali che sono davanti a noi, sia per quanto riguarda il nostro problema nazionale che per proseguire le riforme“.
 

 

 
Bene i partiti minori; anche l'estrema destra in parlamento
 

Nicosia, 23 Mag - (Agenzia Nova) - La principale novità è l’ingresso in parlamento del Fronte popolare nazionale (Elam), forza politica che la stampa locale paragona al partito Alba dorata in Grecia, che ha ottenuto due seggi. Si tratta della prima volta che la formazione nazionalista entra in parlamento a Nicosia ed è significativo che ciò accada proprio nelle prime elezioni dopo l’accordo del novembre 2015 tra Disy e Akel per l’innalzamento della soglia di sbarramento dall’1,8 al 3,5 per cento. L’Elam ha ottenuto il 3,7 per cento dei voti. Molto positivo il risultato anche degli altri partiti minori, con un numero record di partiti che ha ottenuto alcuni seggi nell’Assemblea nazionale. Secondo i dati del ministero dell’Interno di Nicosia, sono otto i partiti che hanno ottenuto un numero di voti sufficiente per l’ingresso in parlamento. Entrano in parlamento anche il Partito democratico (Diko) con il 14,4 per cento, il Movimento dei socialdemocratici (Edek) con il 6,1 per cento, Unità dei cittadini (6 per cento), Movimento per la solidarietà (5,2 per cento), Movimento ecologico e ambientale (4,8 per cento) e del Fronte popolare nazionale (Elam) con il 3,7 per cento. Si è confermata dunque come fondamentale per superare la soglia di sbarramento la fusione annunciata nel marzo 2016 tra il partito Europeo (Evroko), formazione di centrodestra che si è unita al Movimento per la solidarietà guidato da Eleni Theocharous. Il leader dell’Akel Andros Kyprianou ha riconosciuto la sconfitta elettorale, ammettendo che si tratta di un passo indietro “inaspettato”.

Secondo i primi commenti degli analisti locali, l’Akel avrebbe pagato la disastrosa gestione dell’economia quando era al governo nel periodo attorno al 2011, con un aumento della spesa pubblica che ha creato un deficit tale da rendere necessario il salvataggio internazionale nel 2012. Gli analisti politici sostengono che il lieve calo anche del Disy sia dovuto al fatto che il partito ha dovuto adottare una serie di riforme fiscali e di austerità, nell’ambito del programma di riforme previste nel salvataggio internazionale avviato sotto il governo dell’Akel. Nonostante i successi nella stabilizzazione dell’economia e il ritorno alla crescita, il Disy paga anche gli “scarsi riflessi delle sue politiche sull’economia reale”, con i tagli ai salari è una disoccupazione ancor elevata sopra il 12 per cento. "Il Disy è l'unico partito politico in Europa che ha attuato uno dei più duri memorandum e ancora rimane il maggiore partito politico al potere con uno stacco importante dagli altri partiti", ha detto il leader del partito di centrodestra Averof Neofytou, commentando i risultati elettorali. "Ci troviamo di fronte all'Assemblea nazionale con più partiti nella storia della Repubblica di Cipro", ha detto Neofytou secondo cui è ora determinante trovare un accordo tra i partiti politici rappresentati in parlamento per rispondere alle sfide cruciali per Cipro.

"Serve - ha detto il leader - il più ampio consenso politico e una intensa cooperazione per continuare sulla strada delle riforme economiche". Sembra ora probabile la creazione di una nuova coalizione di governo, come già avvenuto dopo le elezioni parlamentari del 2011. Al momento la stampa locale riferisce che il Disy, con solo 18 seggi, potrebbe avere maggiori problemi nell’adozione dei provvedimenti facendo troppo affidamento al sostegno del partito Diko, che dall’altra parte ha mantenuto i suoi nove seggi parlamentari. Secondo un analista politico cipriota, interpellato dal sito d’informazione “Cyprus Mail”, “le possibilità che i provvedimenti proposti dal governo possano essere approvati sono calate in maniera sostanziale”.Quelle del 22 maggio 2016 sono state le 11me elezioni a Cipro da quando il paese ha ottenuto l'indipendenza nel 1960. Secondo la Costituzione del 1960 sono 50 i deputati eletti per la Camera dei rappresentanti. Nel giugno 1985, l’assemblea nazionale ha deciso all’unanimità di aumentare il numero a 80 (56 da parte della comunità greco-cipriota e 24 da quella turco-cipriota). La Costituzione stabilisce che "la comunità greca di Cipro", che comprende i greco-ciprioti, latini, armeni e maroniti, eleggano i propri rappresentanti alla Camera e "la comunità turca di Cipro" i propri deputati sulla base di un rapporto del 70 per cento e del 30 per cento. I 24 seggi della comunità turco-cipriota rimangono tuttavia vacanti dal 1964, quando i rappresentanti della comunità turca hanno deciso di abbandonare il parlamento.