Elezioni in Slovacchia
Il partito di Fico perde la maggioranza assoluta
     

Bratislava, 08 Mar - (Agenzia Nova) - Dopo le elezioni del 5 marzo in Slovacchia l’esito che viene fuori è quello di un parlamento caratterizzato dalla frammentarietà e divisione, col partito del primo ministro Robert Fico, Direzione-Socialdemocrazia (Smer-sd), che perde la maggioranza assoluta e l’aspirazione a guidare un governo monopartitico. Lo sbarramento del 5 per cento è stato superato da ben 8 formazioni, molte delle quali profondamente diverse e divise tra loro, per un quadro complessivo che sovverte tutte le proiezioni pre-elettorali. Smer-sd doveva vincere e così è stato ma secondo i risultati definitivi il partito di Fico ha chiuso al 28,28 per cento, perdendo tra i 4 e i 7 punti rispetto alle aspettative pur confermandosi, per la quarta volta, il partito più votato alle parlamentari. Lo seguono Libertà e solidarietà (Sas) al 12,10 per cento, Gente comune e personalità indipendenti (Olano-nova) all'11,02 per cento, il Partito nazionale slovacco (Sns) all'8,64 per cento, il Partito popolare per la nostra Slovacchia (Lsns) all'8,04 per cento, Sme Rodina al 6,62 per cento, Most-hid al 6,50 per cento e #Siet con il 5,74 per cento. Rimangono fuori i Cristiano-democratici (Kdh) e il Partito maggioranza ungherese (Smk). Nel dettaglio Smer-sd, ha ottenuto 49 seggi su 150 (per una maggioranza servono invece 76), perdendone 33 rispetto allo scorso mandato. Lo seguono Sas con 21 seggi, Olano-nova con 19, il Sns con 15, Lsns con 14, Sme Rodina e Most-hid con 11, e infine #Siet con i 10. L’affluenza alle urne è stata del 59,82 per cento degli aventi diritto. Il presidente slovacco Andrej Kiska ha già incontrato i leader dei partiti politici che alle elezioni di sabato hanno ottenuto seggi in parlamento, e attende di vedere il premier Fico per cercare di sciogliere il generale clima di incertezza sulla formazione e sulla direzione del governo che verrà a formarsi nei prossimi 30 giorni in Slovacchia. Se Fico riceverà dal presidente Kiska il mandato di formare un esecutivo sarà dunque necessario trovare un compromesso per una nuova coalizione in grado di governare . E i problemi connessi all'incarico sono molteplici.

 

 

     
I possibili scenari
     
Bratislava, 08 Mar - (Agenzia Nova) - Al di là dei numeri, la situazione della Slovacchia, che ha bisogno di un governo stabile in vista del turno di presidenza Ue, è estremamente complicata. I possibili scenari sono tre: il primo (e il meno auspicabile) prevede nuove elezioni nel minor tempo possibile mentre gli altri due puntano alla formazione di due coalizioni molto ampie ma composte da partiti profondamente divisi. Ad ogni modo, la soluzione più probabile sembra essere un terzo governo retto da Robert Fico. L’unica cosa che al momento accomuna la maggior parte dei partiti entrati in parlamento è la distanza dal Partito popolare la nostra Slovacchia (Lsns), espressione dell'estrema destra neofascista, vera sorpresa di questa elezioni. E proprio per la presenza di Lsns che la possibilità di un governo tecnico incaricato di indire nuove elezioni è stata scartata da tutti gli esponenti dei vari partiti prima ancora che il conteggio dei voti fosse terminato. E' timore diffuso che, se ci fosse questa eventualità, Lsns potrebbe ottenere ancora maggiori consensi. Le discussioni avviate hanno anche screditato la possibilità di una super coalizione di centrodestra guidata da Sas e Olano-nova, i due partiti che hanno fatto del rifiuto a Smer-sd la loro bandiera in campagna elettorale. A questi si aggiungerebbero Sns, Sme rodina, Most-hid e #Siet per lasciare Smer-sd all'opposizione assieme all’estrema destra. La possibilità è stata scartata per una serie di motivi estremamente pragmatici. Sebbene il leader di Olano-nova, Igor Matovic, abbia invitato "i partiti di destra a tracciare una profonda linea tra ciò che è stato e ciò che sarà", intendendo in questo modo sancire la fine della cosiddetta "era-Fico", molti dei suoi papabili alleati si sono opposti.

Radoslav Prochazka (#Siet) e Bela Bugar (Most-hid) hanno infatti sottolineato che una coalizione tra sei partiti non sarà mai in grado di governare stabilmente e che l'esperimento si concluderà con un'inevitabile caduta, come già accaduto con il governo Radicova (2010-12). Problema principale di questa coalizione, tuttavia, sembra essere Richard Sulik (Sas). Le discussioni hanno messo infatti in evidenza che il leader di Sas, pur godendo della stima dei suoi colleghi, sembra essere troppo inesperto per diventare primo ministro della Slovacchia. Inoltre Sas, formazione nuova nata nel 2009, è soprattutto un'unione di economisti con un ottimo programma a livello finanziario che però risulta poco preparata in tutti gli altri campi politici. La soluzione più probabile dunque, sembra essere quella di un terzo governo Fico. Il leader dei socialdemocratici riceverà a breve dal presidente Andrej Kiska l'incarico e dovrà necessariamente tener conto di una cooperazione tra forze di sinistra e centrodestra. In secondo luogo, i partiti disposti a collaborare con Smer-sd sono estremamente pochi. Sicuro il rifiuto di Sas e Olano, mentre principale partner dei socialdemocratici sarà necessariamente Sns, partito di destra ed estremamente conservatore. Le due forze sembrano destinate a rinnovare la collaborazione di coalizione del primo governo Fico (2006-10), oltre a ciò Smer-sd e Sns erano stati all'opposizione durante il governo Radicova. Su questa base, Fico dovrà costruire altre due alleanze andando per esclusione.

Unici due partiti che avevano dato deboli segnali di apertura erano #Siet e Most-hid, e Fico avrebbe avuto bisogno di entrambi per ottenere un'alleanza parlamentare. Questa coalizione di quattro partiti infatti disporrebbe di 85 deputati: la defezione di Most-hid abbasserebbe il numero a 74, quella di #Siet a 75, e per una maggioranza servono invece 76 dei 150 seggi presenti nel parlamento. #Siet e Most-hid, pur essendo di recente fondazione, sono governati da due politici di lungo corso, Bela Bugar (Most-hid) e Radoslav Prochazka (#Siet). Entrambi hanno riconosciuto la complessa situazione del nuovo parlamento slovacco, in aggiunta al fatto che i risultati dei due partiti siano di molto inferiori alle aspettative. Entrambi sanno anche che, molto probabilmente, in caso di nuove elezioni i rispettivi partiti non raggiungerebbero lo sbarramento del 5 per cento. Con la crescita di Lsns, infatti, è molto probabile che la minoranza ungherese, principale serbatoio di voti per Most-hid, preferisca dare il proprio voto al Partito ungherese (Smk), più radicale.

Problema principale di questa nuova coalizione sarebbe la collaborazione tra Sns e Most-hid, entrambi partiti di destra ma molto diversi. Se il primo è estremamente conservatore e promotore di una Slovacchia unita, il secondo è filo europeista e sostenitore delle differenze etniche del Paese, tant'è che lo stesso Bugar è di etnia ungherese. Gli ultimi anni hanno registrato accese lotte tra i due partiti, con una Sns che, sotto la direzione di Jan Slota, si era avvicinata a posizioni sempre più intolleranti. La speranza è che la nuova gestione di Sns, guidata da Andrej Danko, sia più moderata. I segnali sono stati lanciati nel corso degli ultimi giorni: sia Danko che il suo vice Pavol Paska hanno aperto alla cooperazione con Most-hid. Bugar nel fine settimana ha respinto le offerte. Tuttavia oggi, dopo l'incontro con il presidente Andrej Kiska ha aggiunto che "una nostra cooperazione con Sns sarebbe molto difficile da spiegare". Bugar ha inoltre detto che "Most-hid valuterà tutte le possibili soluzioni, in modo da capire quale sia la scelta migliore per la Slovacchia". In attesa che Fico riceva l’incarico Radoslav Prochazka di #Siet e Bela Bugar di Most-hid hanno però chiarito di non essere intenzionati a discutere con Smer-sd sulla formazione di un governo congiunto.
 

 

 

     
Partito neofascista Lsns entra in parlamento
     
Bratislava, 08 Mar - (Agenzia Nova) - Il dato più allarmante tra tutti è la presenza in parlamento di un partito neofascista – Il Partito popolare per la nostra Slovacchia (Lsns) – che ribadisce la preoccupante deriva a destra dell'Europa centro orientale. La Slovacchia segue così la linea delle elezioni polacche del 2015 che hanno decretato il trionfo della destra nazionalista, così come dell’Ungheria, dove un partito simile a Lsns (Jobbik), è in parlamento da diversi anni. Lsns è stata fondata nel 2000 con il nome di Partito popolare solidarietà sociale (Lsss) ma successivamente ha cambiato nome. Il primo successo della formazione si è registrato nel 2013, quando il leader Marian Kotleba è stato eletto governatore di Banska Bystrica, regione della Slovacchia centrale. Il programma del partito è piuttosto semplice: lotta alla corruzione della politica e di Smer-sd, chiusura completa della Slovacchia a qualsiasi tipo di infiltrazione esterna, con annesse uscite da Ue e Nato, e "pulizia del Paese dai parassiti" di etnia rom. Kotleba è stato agli arresti domiciliari nel 2009 per "sostegno a gruppi che intendono limitare i diritti umani" e, prima della vittoria del 2013, i sostenitori di Lsns indossavano delle divise nere durante i raduni e i comizi. La presenza di Lsns è il denominatore comune su cui gli altri sette partiti devono costruire dialoghi e alleanze: il rifiuto ad una collaborazione con Kotleba sembra essere l'unico elemento che li accomuna.