Elezioni iraniane
 Il successo di riformisti e moderati rafforza il presidente Rohani
     

Teheran, 29 Feb - (Agenzia Nova) - Gli elettori iraniani “hanno scelto la strada giusta e corretta per il paese”. Con queste parole il presidente Hassan Rohani ha commentato lo scorso 1 marzo i risultati ufficiali delle elezioni per il parlamento e per l’Assemblea degli esperti, tenutesi lo scorso 26 febbraio, da cui è emerso un significativo passo avanti del fronte moderato e dei riformisti. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa iraniana “Irna”, il presidente ha dichiarato: "I proprietari di questo paese sono i cittadini, sono loro che determinano il percorso e la direzione dell’Iran. Ringrazio i nostri cittadini intelligenti e coraggiosi che hanno fatto un passo in avanti". Di fronte al successo dei moderati il presidente ha lanciato un appello affinché vi sia uno spirito di collaborazione tra i parlamentari, indipendentemente dalla loro posizione politica. "Se ci sono ancora alcuni che pensano che il paese debba essere in confronto con gli altri, non hanno ancora recepito il messaggio del 2013", ha affermato Rohani, alludendo alla sua vittoria alle elezioni presidenziali e all’impegno di condurre il paese fuori dall’isolamento internazionale, attraverso un accordo sul nucleare con le potenze mondiali e alla conseguente cancellazione delle sanzioni economiche. "La cooperazione – ha aggiunto Rohani - dovrà essere la vera preoccupazione. Per tutti l'era del confronto è finita".

 

 

     
Gli unici risultati certi sono l'affluenza al 62 per cento e il numero dei seggi assegnati
     
Teheran, 29 Feb - (Agenzia Nova) - Le elezioni in Iran sono state anticipate da un clima di tensione dovuto anzitutto alla decisione del Consiglio dei guardiani di rigettare oltre metà dei 12 mila candidati che avevano presentato domanda. Nei giorni immediatamente precedenti alla data del voto sia conservatori che riformisti hanno chiesto ai loro sostenitori di recarsi alle urne, messaggio in seguito rilanciato dalla guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei. L’appello lanciato da leader religiosi e politici è stato recepito dalla popolazione che ha affollato i seggi costringendo le autorità a rimandare per ben quattro volte l’orario di chiusura delle urne, con gli ultimi voti che sono stati registrati intorno alla mezzanotte del 26 febbraio. Il dato sull’affluenza ha superato il 62 per cento. Per avere i risultati ufficiali occorrerà tuttavia attendere il mese di aprile, quando verranno conclusi i ballottaggi. L’unico dato offerto dal ministero è il totale dei seggi assegnati, 222, mentre i restanti 68 verranno assegnati con i ballottaggi. Ad oggi i media iraniani sostengono che nessun gruppo di fatto ha ottenuto una maggioranza in parlamento tale da poter dominare l’organo consultivo.
 
Data la complessa natura del sistema iraniano, dove non esistono partiti, ma solo candidati singoli che autonomamente decidono di aderire ad una coalizione, in assenza della lista degli eletti, è di fatto impossibile stabilire con certezza chi realmente abbia vinto le elezioni. Secondo i dati forniti dall’”Irna” la principale lista di candidati conservatori ha ottenuto un totale di 103 seggi, i riformisti e i moderati 95, le liste indipendenti 15, mentre cinque seggi sono stati assegnati alle quattro minoranze religiose e quattro ai candidati senza alcuna affiliazione politica. Tuttavia secondo gli esperti, Rohani potrebbe essere in grado di forgiare una maggioranza grazie all’appoggio di alcuni dei candidati indipendenti e senza affiliazione politica. La lista dei nomi diffusa dal ministro dell’Interno riguarda la circoscrizione di Teheran dove i conservatori hanno subito una sonora sconfitta, senza ottenere alcun seggio dei 30 disponibili, mentre hanno goduto di forte sostegno nelle zone rurali. Riformisti e moderati hanno ottenuto successo, almeno dai dati consegnati dal ministero dell’Interno, anche nelle votazioni per l’Assemblea degli Esperti. I risultati per il seggio di Teheran hanno riconfermato il presidente Rohani nell’organo di 88 membri incaricato di eleggere il successore dall’attuale guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. Una riconferma è giunta anche per l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani. Mohammed Yazdi e Mohammed Taqi Mesbah Yazdi, due dei più importanti esponenti della linea conservatrice, non sono stati rieletti.
 

 

 

     
Con l'affluenza la popolazione ha dato un chiaro messaggio alle leadership
     
Teheran, 29 Feb - (Agenzia Nova) - In un’analisi pubblicata dal sito “Iranview.org”, il politologo Mohammad Nouri parla della “nascita di un parlamento moderato”, il primo nella storia recente del paese. Per Nouri, le elezioni avvenute lo scorso 26 febbraio sono state molto differenti da quelle del 14 giugno 2013, che hanno sancito la vittoria di Rohani, dopo due mandati del presidente conservatore Mahmoud Ahmadinejad. Tuttavia per l’analista “se il prodotto delle elezioni di quel giorno è stata la nascita di un'amministrazione moderata all’interno del clima politica iraniano, queste elezioni daranno vita ad un parlamento moderato”. I risultati del voto e soprattutto il dato sull’affluenza pari al 62 per cento rappresentano per Nouri la volontà di cambiamento di una parte consistente della popolazione, determinata a mutare in modo pacifico la struttura politica del paese. L’analista sostiene nel suo articolo che almeno l’80 per cento della composizione del parlamento iraniano sia mutata, ma vi sarebbero altri aspetti nuovi emersi dal voto dello scorso 26 febbraio, in particolare l’affluenza.

“E' giunto il momento di riflettere e meditare circa la qualità e la quantità delle elezioni, che sono state caratterizzate da un flusso di almeno 33 milioni di persone, pari al 60 per cento degli avanti diritto. Tutte le fazioni politiche e le correnti non hanno altra scelta, devono riflettere sui messaggi nascosti inviati dai cittadini attraverso i loro voti, e utilizzare le lezioni apprese attraverso queste elezioni come un ponte verso successi futuri”, ha sottolineato Nouri, il cui articolo è stato ripreso dall’agenzia di stampa statale “Irna”. Per l’analista le elezioni del 26 febbraio possono essere considerate come un punto di svolta per un futuro cambiamento del modello di partecipazione politica. “Per la prima volta durante la campagna elettorale in queste elezioni, i modelli di propaganda tradizionali sono stati abbandonati”. Infatti gran parte delle informazioni sono state veicolate dai social network e da altri mezzi di comunicazione, con minore utilizzo di manifesti, comizi e discorsi televisivi. Il successo dei riformisti e moderati sarebbe stato costruito grazie ad un attento calcolo in termini di partecipazione e persone da sostenere, frutto di discussioni fra i cittadini in famiglia, luoghi di lavoro, ma anche internet e social network. Per Nouri tale scenario è un segnale che gli iraniani hanno compreso la possibilità offerta dal sistema politico e dall’appoggiare una logica più moderata e riformista.