Parla il premier del Cairo
"La tragica morte di Regeni non rovinerà i nostri rapporti"
     
Il Cairo, 21 feb - (Agenzia Nova) - Il tragico assassinio dello studente italiano Giulio Regeni è “un atto criminale” che tuttavia non pregiudicherà le relazioni con l’Italia che sono “davvero uniche”. Lo ha detto il primo ministro egiziano, Sherif Ismail, in una breve intervista esclusiva concessa ad “Agenzia Nova”, a margine dell’Africa Forum 2016 che si è aperto ieri a Sharm el Sheikh e si chiuderà oggi. “Credo che l’uccisione di Regeni rappresenti un crimine", ha detto Ismail, aggiungendo che "una squadra di investigatori sta lavorando al caso e non appena avremo i risultati di questa indagine li annunceremo”. In merito alle possibili ripercussioni della vicenda sui rapporti tra Italia ed Egitto, il premier ha escluso gravi conseguenze negative: “Non credo che i legami con l’Italia siano stati danneggiati gravemente da questo incidente. I rapporti tra i nostri due paesi sono davvero unici, basti dire che i maggiori investimenti nel prossimo futuro saranno italiani, nel campo petrolifero e dei giacimenti di gas", ha detto Ismail.
 
"Le attività di esplorazione e ricerca nel campo del petrolio e del gas da parte della compagnia italiana Eni comportano investimenti pari a 12 miliardi di dollari, ed è stata Eni ad effettuare la maggiore scoperta di sempre nella storia dell'Egitto e del Mediterraneo", con l'individuazione del giacimento "super giant" di gas di el Zohr. Per quanto riguarda invece la cooperazione italo-egiziana sulla Libia, e le possibili ripercussioni che la morte di Regeni potrebbe avere su di essa, Ismail ha sottolineato che “il coordinamento con Roma per quanto riguarda la Libia è costante in termini di condivisione delle informazioni e delle dichiarazioni. Speriamo che i libici possano raggiungere un accordo interno per porre fine al loro calvario”. Il premier ha poi aggiunto che “ciò che sta accadendo in Libia accade anche in Siria e in Yemen e come ho già avuto occasione di dire, è una questione di instabilità regionale ma questi popoli devono sapere che alla fine essi sono gli unici che possono trovare soluzioni alle proprie crisi".
 
Rispondendo ad una domanda sulla situazione della sicurezza nel suo paese, Ismail ha sottolineato che “l’Egitto sta esercitando molti sforzi nel campo della lotta al terrorismo interno e nella cooperazione con tutti gli attori esteri, in modo da schiacciare” questa piaga, “perché crediamo che la stabilità dell’Egitto, della regione e del mondo intero sia in gioco, e dipenda dall’eliminazione del terrorismo”. Per Ismail, questo obiettivo “non si può raggiungere solo con le armi, la guerra e gli interventi militari, ma anche attraverso le idee, perché all’origine del terrorismo c’è il pensiero, un’ideologia, ed è per questo che il presidente Abdel Fatah al Sisi ha spesso insistito sulla necessità di cambiare la dialettica religiosa, che deve diventare più moderata e tollerante”.
 

 Il capo del governo egiziano, Sherif Ismail

Il primo ministro dell'Egitto, Sherif Ismail