Intervista a Gakosso
Fra Italia e Repubblica del Congo relazioni "eccellenti" 
     

Roma, 19 Feb - (Agenzia Nova) - Le relazioni tra l'Italia e la Repubblica del Congo sono "eccellenti", in particolare grazie al lavoro svolto negli anni da Eni, ma è stata la Cina nell'ultimo decennio a portare in Africa "un modello vincente" che sta "trasformando il volto del continente. Lo ha detto in un'intervista ad “Agenzia Nova” il ministro degli Esteri del Congo-Brazzaville, Jean-Claude Gakosso, che martedì scorso ha incontrato a Roma l'omologo italiano Paolo Gentiloni per analizzare i rapporti bilaterali tra i due paesi. “Tra l'Italia e Brazzaville c'è una storia molto lunga, la Repubblica del Congo entra nella modernità grazie a un uomo di origini italiane, l'esploratore Pietro Paolo Savorgnan di Brazzà, da cui il nome della capitale del nostro paese”, ha ricordato il ministro congolese, sottolineando che i legami tra i due paesi sono forti non solo dal punto di vista storico, ma anche economico. Soprattutto grazie all’Eni, che nella Repubblica del Congo è “molto presente” e “dà lavoro a tante persone”. Malgrado la congiuntura economica difficile, la compagnia energetica italiana è impegnata anche in diversi progetti di impatto sociale come la costruzione di scuole e ospedali, ha osservato il ministro, ed ha “un ruolo centrale” in un paese in cui le esportazioni di petrolio contano per l’85 per cento dell’export totale e per oltre il 50 per cento del prodotto interno lordo.


Tuttavia, ha osservato Gakosso, il vero motore della crescita economica africana è la Cina, che negli ultimi anni ha investito cifre importanti in un settore cruciale come quello delle infrastrutture. “L’Africa – ha detto – è salita di recente sul treno dello sviluppo” e nel passato decennio la cooperazione economica con la Cina ha dato un impulso notevole al percorso di crescita. Secondo il ministro, “in Europa non si è ben compreso” il valore di tale cooperazione. I cinesi, ha dichiarato il capo della diplomazia di Brazzaville, “sono arrivati in Africa con un concetto nuovo, ovvero quello della cooperazione ‘win-win’, vantaggiosa per tutti, e grazie a questa politica il volto dell'Africa sta iniziando a cambiare”. Ciononostante, ha aggiunto, l'ostacolo maggiore resta la scarsa offerta energetica. “Abbiamo deciso di prendere il toro per le corna con il progetto idroelettrico Inga II sul fiume Congo e altre iniziative sul Nilo per fare fronte alla mancanza di energia. Allo stesso tempo, stiamo cercando di sviluppare progetti per lo sfruttamento dell’energia solare”, ha detto Gakosso. In questo senso, ha aggiunto, mancano però ancora le tecnologie e il personale adeguato. “Stiamo lavorando per formare i dirigenti che a loro volta formeranno l'Africa di domani”, ha assicurato il ministro.

 

 Il ministro degli Esteri della Repubblica del Congo Jean-Claude Gakosso

     
Non accettiamo interferenze su presidenziali    
     
Roma, 19 Feb - (Agenzia Nova) - In riferimento alle polemiche per l'ormai certa candidatura ad un terzo mandato dell'attuale presidente, Denis Sassou-Nguesso, da circa 32 anni alla guida del paese, Gakosso ha dichiarato che “saranno i cittadini a decidere chi sarà il prossimo capo dello stato” e l’eventuale ricandidatura di Denis Sassou-Nguesso, al potere dal 1979, “va rispettata dagli altri paesi. Il ministro ha inoltre assicurato che le elezioni del 20 marzo saranno “aperte a tutti senza restrizioni”. La maggioranza “non ha ancora ufficialmente presentato un candidato, ma gli elettori fanno pressione per una ricandidatura del presidente Denis Sassou-Nguesso”, ha detto Gakosso. “Ogni paese ha la sua storia: in Germania il cancelliere Angela Merkel è al potere da tempo, nel Regno Unito e in Spagna sopravvive la monarchia. Noi – ha chiarito il ministro - rispettiamo le tradizioni degli altri paesi e vogliamo che gli altri paesi rispettino le nostre”. Sassou-Nguesso, ha precisato il capo della diplomazia di Brazzaville, “non ha mai detto che resterà per sempre a capo dello stato”: “arriverà un momento in cui cederà il potere”. La candidatura ormai certa del presidente uscente ha suscitato forti polemiche nelle scorse settimane, dentro e fuori i confini della Repubblica del Congo, in particolare dopo la modifica della Costituzione che nell’ottobre scorso ha abolito il limite massimo di mandati per il capo dello stato. Tuttavia, Gakosso ha assicurato che non ci saranno irregolarità a macchiare il processo elettorale, auspicando la partecipazione di osservatori internazionali. “Abbiamo messo in campo una commissione elettorale indipendente composta da rappresentanti della maggioranza, dell'opposizione e della società civile. La commissione avrà un proprio budget ed è già all'opera”, ha affermato il ministro, aggiungendo che “la revisione delle liste elettorali è già stata effettuata”. Tuttavia, ha ammonito, gli altri candidati dovranno accettare i risultati del voto, chiunque sarà a vincere.
 
Non sono mancati i riferimenti alla situazione di instabilità a livello regionale, in particolare nel vicino Burundi, precipitato in una spirale di violenza dopo l'annuncio del presidente, Pierre Nkurunziza, di candidarsi per un nuovo mandato alla guida del paese. “In merito al Burundi abbiamo optato per la prudenza, crediamo che occorra spingere le forze in campo verso il dialogo e la riconciliazione, favorendo concessioni reciproche”, ha detto il ministro, mettendo in guardia dal “gettare paglia sul fuoco con dichiarazioni affrettate o con l'invio di una forza militare non richiesta dalle autorità del paese”. E' necessario “utilizzare tutti i mezzi del dialogo, non bisogna usare la forza per imporre decisioni al governo del Burundi, ma occorre convincere l'esecutivo a dialogare con l'opposizione”, ha dichiarato Gakosso, il quale si è detto convinto che “il paese riuscirà ad uscire dall'attuale situazione di instabilità”. Ben diversa la situazione nella Repubblica Centrafricana, dove lo scorso 14 febbraio si sono concluse senza incidenti le operazioni di voto per il secondo turno delle presidenziali. “Salutiamo con favore gli sforzi della comunità internazionale che hanno portato a questo risultato. Accompagneremo il presidente eletto nel processo di riconciliazione del paese”, ha detto il ministro degli Esteri congolese, secondo cui il processo elettorale mette Bangui sulla “buona strada”, dopo anni di scontri inter-etnici. Dal rovesciamento, quasi tre anni fa, dell’allora presidente Bozizè per mano dei Seleka, il paese è stato travolto dalle violenze. I Seleka (a maggioranza musulmana) e gli anti-Balaka (a maggioranza cristiana) si affrontano da allora in attacchi ricorrenti e azioni di rappresaglie che hanno provocato migliaia di vittime tra i civili e centinaia di migliaia di sfollati verso i paesi limitrofi. Le tensioni si sono intensificate negli ultimi mesi e hanno messo a dura prova il processo di transizione e destabilizzato il paese. I cittadini della Repubblica Centrafricana, ha concluso Gakosso, “erano consapevoli di avere toccato il fondo”.
 

 Presidente Sergio Mattarella  riceve Presidente Congo Brazzaville Denis Sassou-N'Guesso

Il presidente del Congo Brazzaville, Denis Sassou-Nguesso, al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella, durante la sua visita a Roma, nel febbraio 2015

     
L'incontro con Gentiloni alla Farnesina     
     
Roma, 19 Feb - (Agenzia Nova) - Nell'ambito della sua visita a Roma, Gakosso è stato ricevuto alla Farnesina dal ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, con il quale ha analizzato i rapporti bilaterali tra i due paesi. L’Italia, come riporta una nota della Farnesina, è un partner storico del Congo-Brazzaville e con la missione imprenditoriale guidata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nel luglio 2014 le relazioni bilaterali hanno registrato una forte accelerazione in campo economico e commerciale in particolare nei settori agricolo, delle costruzioni, dei trasporti e delle infrastrutture. A conclusione dell’incontro, Gentiloni ha consegnato a Gakosso due studi per l’aggiornamento del Piano nazionale dei trasporti e per lo sviluppo delle infrastrutture fluviali e portuali del Congo, realizzati rispettivamente da Italferr (Gruppo Ferrovie dello Stato) e da Italian Alliance for Ports-IA4P (raggruppamento di imprese italiane coordinato da Finmeccanica). I due documenti sono stati finanziati dal ministero dello Sviluppo economico sulla base di una richiesta avanzata dalle autorità congolesi in occasione della missione di sistema del gennaio 2015 guidata dal viceministro Carlo Calenda.   Il ministro degli Esteri della Repubblica del Congo Jean-Claude Gakosso insieme al capo della diplomazia italiana Paolo Gentiloni