Trust Fund Africa
Al via il primo progetto affidato all'Italia
 

Roma, 05 gen - (Agenzia Nova) - È stato firmato lo scorso 18 dicembre a Bruxelles l’accordo per il primo progetto italiano nell’ambito del Fondo fiduciario europeo d’emergenza per l’Africa, lanciato lo scorso 12 novembre in occasione del vertice dei capi di Stato e di Governo dell’Ue riuniti a La Valletta.  Il progetto in questione, del valore di 20 milioni di euro, è denominato "Since" ("Stemming irregular migration in Northern and Central Ethiopia") e ha l’obiettivo di creare condizioni favorevoli per lo sviluppo socio-economico e l'occupazione in quattro regioni dell'Etiopia, dove è alta l'incidenza del fenomeno migratorio. Giovani e donne saranno i beneficiari principali dell'iniziativa, che prevede attività di formazione professionale, sostegno alla creazione di micro e piccole imprese e all'imprenditoria femminile anche attraverso l'accesso al micro-credito. Il contratto è stato firmato a Bruxelles dal Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, Giampaolo Cantini, e dal Commissario europeo per la Cooperazione Internazionale e lo Sviluppo, Neven Mimica.

 
Si tratta di un risultato importante sia per l'Italia sia per la Commissione europea, il cui principale obiettivo era proprio quello di tradurre rapidamente in misure concrete l'impegno politico assunto dai capi di Stato e di Governo riuniti a La Valletta. Il Fondo per l’Africa ha una dotazione complessiva di 1,8 miliardi di euro ed è destinato a 23 Paesi partner africani del Sahel, del Corno d'Africa e del Nord Africa. La Cooperazione italiana è tra i principali promotori di questa importante iniziativa per la stabilità in Africa e per la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare. L'Italia ha creduto sin dall'inizio nel Trust Fund e a La Valletta ha annunciato un contributo bilaterale di 10 milioni di euro dal bilancio della cooperazione allo sviluppo. La Cooperazione italiana ha presentato progetti anche per Sudan, Senegal, Burkina Faso e Niger. Il programma del Fondo fiduciario per l’Africa si sviluppa attorno a cinque settori principali e sarà attuato in piena coerenza con la sovranità dei paesi e le legislazioni nazionali, tenendo conto delle caratteristiche specifiche dei Paesi coinvolti.
 
Entro la fine del 2016 saranno avviate 16 iniziative, di cui quella firmata il 18 dicembre rappresenta la prima. I meccanismi del processo di Rabat, del processo di Khartoum e della strategia condivisa Africa-Ue saranno utilizzati per monitorarne l'effettiva attuazione. Per sostenere la realizzazione del piano d'azione, l'Ue userà gli strumenti finanziari a disposizione per dar seguito alla cooperazione con l'Africa, in linea con i quadri giuridici e finanziari dei diversi stati coinvolti. Ingenti sono i fondi comunitari stanziati per attuare le azioni previste dal piano. In parallelo, il nuovo Fondo fiduciario europeo di emergenza per l'Africa aiuterà ad affrontare le cause profonde della migrazione irregolare dal continente in modo flessibile ed efficiente. Il Fondo promuoverà anche le opportunità economiche, la sicurezza e lo sviluppo. La Banca europea per gli investimenti, insieme ai partner africani, alla Commissione Ue e ad altre istituzioni finanziarie, è pronta infatti a finanziare le condizioni per una crescita economica nel continente.
 
II Fondo finanzia progetti su quattro principali assi di intervento: lo sviluppo economico, attraverso la creazione di opportunità d’impiego e il sostegno al reinserimento dei migranti nelle comunità di origine; la resilienza e il sostegno ai servizi sociali di base, con un focus sulle popolazioni locali e le categorie più vulnerabili, oltre che su interventi nei settori sicurezza alimentare, della salute, della protezione sociale e della sostenibilità ambientale; la gestione della migrazione, con il sostegno alla “capacity building” per lo sviluppo di strategie nazionali fondate sui diritti, sulla prevenzione e sulla lotta al traffico di esseri umani; la governance, con un focus su Stato di diritto e sul nesso tra sicurezza e sviluppo. A beneficiare direttamente del Fondo saranno 23 paesi partner africani suddivisi in tre aree geografiche. L’Italia ha contribuito in modo decisivo all’affermazione della nozione di migrazione come motore dello sviluppo riconosciuta poi sul piano internazionale e multilaterale nella nuova Agenda 2030 e Nord Africa.
 
L’accordo istitutivo prevede anche il ricorso ad attività con dimensione regionale e transfrontaliera, nelle quale possano essere inclusi anche altri paesi vicini. Sono 15 i paesi che hanno annunciato contributi superiori alla soglia di ingresso dei tre milioni, stabilita dall’accordo per consentire l’ingresso nel Board strategico e nei Comitati operativi incaricati della selezione dei progetti: insieme all’Italia, che è il secondo contributore, figurano Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Austria, Francia, Germania, Irlanda, Spagna, Svezia, Gran Bretagna, Svizzera e Norvegia. Il Trust Fund sarà inoltre chiamato a dare attuazione al Piano d’azione al Piano d'azione approvato a La Valletta, che introduce delle azioni dettagliate e di ampio respiro che toccano il ruolo delle diaspore, la migrazione circolare, la resilienza, la centralità dello sviluppo economico e della creazione di impiego, il ruolo dei giovani, delle donne, delle categorie vulnerabili, nonché un legame più forte tra emergenza e sviluppo.
 
Da lungo tempo la migrazione è una componente chiave delle relazioni Ue-Africa. L'Unione europea e i suoi Stati membri hanno già investito nella lotta contro le cause profonde della migrazione più di 20 miliardi di euro di aiuto pubblico allo sviluppo all'Africa ogni anno. L'attuale crisi dei rifugiati ha tuttavia mostrato che è arrivato il momento di rafforzare questa cooperazione fra l'Europa e l'Africa, basata sul partenariato e sulla responsabilità condivisa. I due continenti hanno in comune l'impegno di migliorare la gestione della migrazione e il Fondo fiduciario lanciato al vertice de La Valletta passa ora nella sua fase di attuazione concreta, con l’impegno in prima linea della Cooperazione italiana nell’ambito del progetto “Since” in Etiopia.