Disabilità
L'inclusione delle persone con disabilità
 

Roma, 05 dic - (Agenzia Nova) - Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sono circa un miliardo le persone nel mondo affette da disabilità, il 15 per cento dell’intera popolazione. L'80 per cento delle persone con disabilità vive nei paesi in via di sviluppo. Al fine di promuovere il riconoscimento dei diritti di pari opportunità per tutti, nel 2006 è stata adottata la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. L’Italia è stata tra i primi 50 firmatari della Convenzione. Per rispondere agli enunciati della Convenzione la Cooperazione italiana ha adottato nel 2013 il documento “Piano d’azione sulla disabilità della Cooperazione Italiana”, il cui obiettivo è quello di favorire l’inclusione della tematica dei diritti delle persone con disabilità nell’ambito delle politiche e delle attività della Cooperazione italiana, nel rispetto delle Linee guida settoriali e le Linee guida triennali e di programmazione.

 
Il documento è stato caratterizzato da un approccio partecipativo che ha visto la presenza della società civile, delle istituzioni e del mondo accademico. Per  realizzare le attività previste dal Piano di Azione  sono stati costituiti dei gruppi di lavoro su specifiche tematiche che hanno conseguito risultati apprezzabili in collaborazione con i rappresentanti della società civile (Rids- Rete Italiana Disabilità e Sviluppo). Tra i principali risultati, da segnalare l'approvazione, nel novembre 2015, del “Vademecum sulla disabilità e la cooperazione nel settore umanitario”. Il Vademecum si inquadra nella parte del Piano d’Azione  dedicata agli "Aiuti umanitari e alle situazioni di emergenza” e vuole essere una guida di supporto per tutti gli operatori umanitari italiani affinché la loro azione, nei contesti di emergenza, rispetti i diritti delle persone con disabilità e ne valuti attentamente i bisogni e l’inclusività. Quest’ultima, in particolare, riveste un’importanza centrale nell’ambito della tutela e del soccorso delle persone con disabilità. La strategia umanitaria per le persone con disabilità dovrà basarsi su un approccio partecipativo, che preveda l’inclusione delle persone con disabilità, delle loro famiglie e delle organizzazioni che le rappresentano fin dalle prime fasi di formulazione dei programmi e degli interventi. 
 
L’inclusività delle persone con disabilità è un concetto chiave anche nel settore dell’educazione, come emerge dal documento adottato dalla Dgcs su “Educazione inclusiva e cooperazione allo sviluppo”, alla cui redazione hanno partecipato oltre alla Rids, Save the Children e Università Sapienza di Roma. La centralità dell’educazione inclusiva nel garantire l’effettivo e pieno diritto all’educazione per tutti, pilastro dello sviluppo, è stata formalmente riconosciuta dalle Nazioni Unite, tanto da essere inclusa come elemento fondante dell’obiettivo sull’educazione nell’ambito dei nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) delle Nazioni Unite.  Il documento contiene gli enunciati teorici e metodologici nel settore e uno  strumento operativo per la formulazione e la valutazione delle iniziative che vedono l’educazione inclusiva nella prospettiva della inclusione sociale. Tra le ulteriori azioni conseguite merita particolare attenzione il documento adottato nel luglio 2015 “Linee guida sugli standard di accessibilità per le costruzioni finanziate dalla Dgcs”, pensate con l’intento di garantire a tutti, senza distinzioni, l’accesso alle strutture realizzate nell’ambito delle varie iniziative, così come indicato nell’articolo 9 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (Crpd).
 
I documenti sono stati presentati e discussi durante la conferenza internazionale “Including Disability in Development Cooperation: Experiences of collaboration between Governments, NGOs and DPOs”, ospitata dalla Farnesina lo scorso 18 novembre. All’evento, promosso congiuntamente dalla Direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo e dalla Rete italiana disabilità e sviluppo (Rids), hanno partecipato i rappresentanti italiani e internazionali delle istituzioni e della società civile che lavorano per includere la dimensione della disabilità nei programmi e nelle politiche di sviluppo.  Alla conferenza è intervenuto il Direttore generale della Cooperazione italiana allo Sviluppo, Giampaolo Cantini, il quale ha ricordato l’impegno della Cooperazione italiana nel settore della disabilità. “Il Piano non è stato un punto di arrivo per noi, ma ha costituito solo la base di partenza del nostro impegno: da allora abbiamo avviato tutta una serie di iniziative nel settore della disabilità, rafforzando il ‘mainstreaming’ degli altri progetti già in corso e lanciando progetti di informazione e sensibilizzazione”, ha affermato il Direttore generale. Tra questi, diversi seminari realizzati in Palestina, Tunisia, Mozambico, Serbia e Italia, e la mostra fotografica itinerante per promuovere le buone pratiche realizzate dalla Dgcs e dalla Rids nel settore.