Gma 2015
Il ruolo della protezione sociale per sconfiggere la povertà 
 

Roma, 05 nov - (Agenzia Nova) - La promozione della protezione sociale e la centralità della sicurezza alimentare come presupposto imprescindibile dello sviluppo sostenibile, nella prospettiva di realizzare un mondo a “Fame zero”. È questo il messaggio principale lanciato in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione (Gma) 2015, le cui celebrazioni si sono svolte quest’anno a Milano nella cornice dell’Esposizione Universale di Milano, alla presenza del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon; del presidente della Repubblica Sergio Mattarella; del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni; del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina e dei capi delle agenzie del polo-agroalimentare Onu di Roma. L’evento, promosso come ogni anno per celebrare l’anniversario della fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), ha costituito anche l’occasione per consegnare a Ban Ki-moon la Carta di Milano, il documento "eredità" di Expo che impegna cittadini, istituzioni, imprese e associazioni a garantire alle generazioni che verranno il diritto al cibo e a un futuro sostenibile. Inaugurando i lavori della giornata, il presidente Mattarella ha definito l’Esposizione universale una grande occasione di confronto costruttivo su un tema decisivo per l’umanità come quello dell’alimentazione. Nutrire il pianeta, il tema scelto per l’Expo, secondo Mattarella, “è un grande progetto politico nel mondo della globalizzazione e il tema di questa Gma ci ricorda quante conoscenze siano necessarie, quante forze debbano essere raccolte e quante scelte vadano poste in connessione per raggiungere risultati positivi”. Il presidente ha inoltre fatto riferimento alla Carta di Milano, che costituisce un “lascito importante di Expo” ma anche “un impegno comune che dovrà durare nel tempo”, essendo frutto del lavoro collettivo di governi, imprese, università e società civile e costituendo “un’autentica prova di cittadinanza globale”. Sui contenuti della nuova Agenda per lo sviluppo sostenibile e sulle sue potenzialità ha posto l’accento nel suo intervento anche il segretario generale Ban Ki-moon, secondo il quale il documento contiene un programma “ambizioso e raggiungibile” che riconosce che le cause profonde della fame e della povertà “sono complesse e interconnesse”, ma ora bisogna “passare all’azione”. Secondo il segretario generale dell’Onu, per raggiungere l’obiettivo di eliminare la fame per tutti e per sempre “occorre riconoscere che i 17 nuovi obiettivi del millennio non sono divisibili. Dobbiamo fare in modo che tutti i campi della nostra vita siano coinvolti nello sforzo per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda". La fame, ha aggiunto, divide le comunità e compromette il nostro futuro. Siamo consapevoli di ciò e l’Agenda sottolinea che qualsiasi nostra decisione ha un impatto su questo”, ha detto Ban Ki-moon, il quale ha poi parlato della necessità di ridurre gli sprechi alimentari e di allacciare nuove partnership globali. Come ricordato dal ministro Gentiloni, oggi ancora 800 milioni di abitanti nel pianeta sono malnutriti, e tra questi ci sono 160 milioni di bambini. Il ministro ha fatto inoltre riferimento al fenomeno migratorio, affermando che “quando parliamo di agricoltura sostenibile e di lotta contro la miseria e la fame, parliamo del fenomeno migratorio”. Il bivio di fronte a cui si trova l’Europa, tra egoismo e gestione dei fenomeni, “riguarda le cose di cui abbiamo discusso. Non seminiamo paura per i migranti, lavoriamo per il futuro sostenibile e appoggiamo le organizzazioni che se ne occupano. Sviluppiamo insieme l’eredità di Expo”.

 
 
L'evento del Maxxi promosso dalla Dgcs
 
Roma, 05 nov (Agenzia Nova ) - Sempre nell’ambito delle celebrazioni per la Gma, lo scorso 7 ottobre la Cooperazione italiana ha promosso all’Auditorium del Maxxi un evento intitolato "Protezione sociale e ruolo delle donne per nutrire il pianeta". In apertura del seminario, il direttore generale della Direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Giampaolo Cantini, ha letto un messaggio del Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione internazionale, Benedetto Della Vedova, secondo il quale la questione della sicurezza alimentare è "una delle sfide principali che la Comunità internazionale è chiamata ad affrontare", per questo è necessario l'impegno da parte di tutti: istituzioni internazionali, governi e cittadini. "L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato di recente l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, il cui obiettivo numero due intende porre fine alla fame e raggiungere la sicurezza alimentare entro il 2030”. Per riuscirci, ha spiegato il aottosegretario Della Vedova, “bisogna spezzare innanzitutto il ciclo della povertà rurale e adottare appropriate misure di sostegno sociale. Le donne, in particolare, contribuiscono in modo sostanziale a ridurre la malnutrizione, eppure godono di un minore accesso alla protezione sociale. Per questo è centrale assicurare che le donne beneficino di misure di protezione sociale e siano messe in grado di rafforzare la loro positiva incidenza nello sviluppo rurale". La Cooperazione italiana, ha proseguito il sottosegretario nel suo messaggio, è impegnata innanzitutto a ridurre le diseguaglianze fra uomini e donne, attribuendo una specifica attenzione all'empowerment delle donne in tutti i campi dello sviluppo sostenibile. L'obiettivo è anche quello di promuovere l'accesso delle donne alle risorse, come nel caso del programma Pides realizzato in Senegal dal 2011 al 2014. "L'attuale generazione può essere la cosiddetta 'Zero hunger generation', ma è necessario che ciascuno dia il proprio contributo e affinché sia garantito l'accesso ad un cibo sano, sufficiente e prodotto in maniera equa e sostenibile", ha concluso nel suo messaggio Della Vedova. Per sconfiggere la povertà estrema, ha indicato dal canto suo l’ex ministro degli Esteri Emma Bonino, occorre "perseverare" e imparare dalle esperienze del passato, investendo nell'empowerment delle donne. "Il tasso di povertà estrema, che colpisce soprattutto le donne, è diminuito a meno del 10 per cento quest'anno, ma stiamo procedendo troppo lentamente. Dobbiamo perseverare perché nulla è impossibile. Investire nelle donne è più vantaggioso che investire negli uomini e ogni paese deve trovare il modo più adatto per proteggere le donne rurali, non essendoci una soluzione unica da applicare", ha detto la Bonino. In Africa, ha proseguito l'ex ministro, "oltre il 70 per cento della produzione agricola proviene da attività svolte dalle donne. Occorre migliorare la cooperazione fra Unione Europea e Unione Africana per poter procedere non soltanto alla realizzazione di infrastrutture ma anche per sostenere i diritti delle popolazioni e delle donne", ha detto la Bonino, sottolineando la necessità di sostenere l'empowerment delle donne "per farle diventare attrici del proprio destino e riconoscere la loro dignità". Nel concludere i lavori della giornata, il direttore generale Cantini ha tracciato un bilancio soffermandosi in particolare sulla nuova Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dalle Nazioni Unite in occasione del vertice di New York dello scorso 25 settembre. L'Agenda 2030, ha osservato Cantini, è molto più innovativa e ambiziosa di quella approvata nel 2000, integrando le tre dimensioni dello sviluppo: quella economica, quella sociale e quella ambientale. "La nuova Agenda contiene anche una forte dimensione politica, ponendo la democrazia e la tutela dei diritti umani come elemento imprescindibile dello sviluppo. La nuova Agenda - ha spiegato Cantini - non riguarda più soltanto i Paesi in via di sviluppo, ma anche i paesi sviluppati, come testimonia l'attenzione alla promozione di modelli di sviluppo sostenibile e alla tutela dei mari e dei territori". Quello del 2030, ha proseguito Cantini, è "un orizzonte ideale che rappresenta una sfida per le nuove generazioni" e la nuova Agenda impegnerà non solo i governi, ma anche gli individui e le imprese.

Il convegno organizzato al Maxxi ha costituito un’occasione di riflessione e di dialogo sul tema della protezione sociale e sul ruolo delle donne nella nutrizione del pianeta. Ad oggi vi sono ancora circa 795 milioni di persone in condizioni di malnutrizione al mondo, di cui la grande maggioranza - circa il 75 per cento - vive nelle aree rurali dove l’agricoltura gioca un ruolo fondamentale. In un tale contesto, la protezione sociale può contribuire a mettere fine alla povertà garantendo un reddito sicuro e l’accesso ad un’alimentazione sana, alle cure socio-assistenziali e all’istruzione. Oggi soltanto il 27 per cento della popolazione mondiale ha accesso ad un sistema previdenziale globale, circostanza considerata come uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo economico e sociale. Parlando di famiglie rurali, il ruolo centrale è delle donne: si occupano di produzione e gestione delle risorse produttive, percepiscono un reddito e forniscono servizi fondamentali di cura della casa e assistenza alla persona nelle famiglie e nelle comunità rurali, eppure hanno a tutt’oggi meno accesso alla protezione sociale rispetto agli uomini, poiché tendono a lavorare nel circuito informale in misura maggiore rispetto agli uomini. Negli ultimi anni, la Cooperazione italiana ha creato una strategia sulla tematica di genere che punta a rafforzare le iniziative in certi paesi e a lanciare attività d’integrazione nel settore dello sviluppo rurale, con l’obiettivo di riconoscere poteri alle donne attraverso strategie incentrate su tematiche prioritarie come, ad esempio, l’agricoltura e la protezione sociale. La tematica di genere è trasversale a tutti i programmi della Cooperazione italiana, ma vi sono anche interventi specifici volti a promuovere l’inclusione delle questioni di genere nelle politiche pubbliche a vari livelli. La Cooperazione italiana è, ad esempio, uno degli enti finanziatori più attivi nel sostenere azioni internazionali per eliminare pratiche tradizionali dannose, tra cui le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni forzati e precoci. L’Italia promuove, inoltre, politiche agricole per i piccoli agricoltori, puntando a iniziative intese a promuovere il ruolo delle donne, incoraggiando azioni di protezione sociale per donne, ragazze e bambine, sviluppando strategie di sicurezza alimentare e valutando l’impatto in termini di genere delle politiche alimentari. Durante il negoziato di Agenda 2030, il governo italiano ha pertanto rinnovato il suo impegno a sostenere politiche per la parità di genere, il cui obiettivo specifico deve essere trasformativo, in grado, cioè, di affrontare le cause strutturali delle disuguaglianze fra uomini e donne.