Agenda 2030
L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile   
 

Roma, 05 ott - (Agenzia Nova) - L'adozione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile “è un importante segno di speranza”, ma non sono sufficienti gli impegni assunti solennemente: serve “una volontà effettiva, pratica, costante, fatta di passi concreti e di misure immediate”. Sono le parole pronunciate da papa Francesco durante il vertice delle Nazioni Unite che lo scorso 25 settembre ha adottato la nuova Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (“Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”), contenente 17 nuovi obiettivi che subentrano ai dieci Obiettivi di sviluppo del millennio approvati nel 2000. Alla conferenza hanno preso parte più di 150 leader mondiali, oltre al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. A guidare la delegazione italiana al vertice è stato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Nel suo intervento, Bergoglio ha invocato “soluzioni urgenti ed efficaci” per tutti coloro che vivono in condizioni “di esclusione e di iniquità”. L'esperienza di questi 70 anni, ha proseguito il pontefice, “dimostra che la riforma e l'adattamento ai tempi sono sempre necessari, progredendo verso l'obiettivo finale di concedere a tutti i paesi, senza eccezione, una partecipazione e un'incidenza reale ed equa nelle decisioni. La necessità di una maggiore equità vale in special modo per gli organi con effettiva capacità esecutiva, quali il Consiglio di sicurezza, gli organismi finanziari e i gruppi o meccanismi specificamente creati per affrontare le crisi economiche. Questo aiuterà a limitare qualsiasi sorta di abuso o usura specialmente nei confronti dei paesi in via di sviluppo”, ha aggiunto Bergoglio.
 

Intervenuto nella giornata conclusiva del summit di New York, il premier Renzi ha sottolineato come la nuova Agenda 2030 costituisca “la migliore occasione per trasformare la paura in speranza”. Questo, ha spiegato Renzi, “è il momento per sconfiggere la povertà e la fame e garantire un ecosistema sostenibile alle future generazioni. L’Agenda 2030 è un’opportunità ma, al contempo, una responsabilità e ogni paese è chiamato a vincere questa importante sfida”, ha detto il primo ministro, ponendo l’accento sulle cosiddette “cinque P” (persone, prosperità, partenariato, pianeta, pace). Quanto al finanziamento dello sviluppo, Renzi ha ribadito la necessità che l’Italia diventi “uno dei paesi leader fra i donatori internazionali  in vista del vertice G7 che il nostro paese presiederà nel 2017”. A margine dei lavori dell’Assemblea generale, si è tenuto a New York l’evento “Global Partnership for Sustainable Development Data” al quale ha partecipato il Direttore generale della Cooperazione italiana, Giampaolo Cantini, a capo della delegazione Dgcs a New York. La “Data Revolution”, ha dichiarato il Direttore, è essenziale per la trasparenza e l’accountability, a loro volta cruciali per il successo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. “L’Italia, tra i Paesi che sostengono la nuova iniziativa lanciata al Palazzo di Vetro “Global Partnership for Sustainable Development Data”, è  impegnata in capacity building in Myanmar, Egitto, Etiopia, con nuove iniziative in cantiere in piccoli Stati insulari (Sids) e in Africa orientale nel 2016”, ha detto Cantini. Il Direttore generale ha quindi sottolineato l’importanza del ruolo dei dati statistici per l’attuazione dei nuovi obiettivi dello sviluppo sostenibile. “Diamo in questi giorni un’attenzione senza precedenti alle statistiche e agli indicatori per verificare i progressi nell’attuazione dell’Agenda”, ha affermato Cantini. La Cooperazione italiana sta già oggi finanziando progetti diversi per la formazione di studenti in Myanmar, Etiopia, Egitto e presto in Africa. A questo scopo l’Italia si è impegnata con un contributo di 3,3 milioni di dollari nel triennio 2015-2017.  Molti di questi progetti si muovono in collaborazione con agenzie Onu. In Senegal, con Unwomen e con il locale Ministero per la condizione femminile, si sta valutando per esempio l’applicazione di dati raccolti per l’empowerment delle donne nell’agricoltura.
 

La nuova Agenda 2030 contiene un appello a lavorare in partenariato e a intensificare gli sforzi per condividere la prosperità, potenziare i mezzi di sussistenza delle persone, assicurare la pace e guarire il nostro pianeta a beneficio di questa e delle future generazioni. La nuova agenda si propone inoltre di “rafforzare la pace universale”, riconoscendo che “lo sradicamento della povertà in tutte le sue forme e dimensioni, tra cui la povertà estrema, è la più grande sfida globale e un requisito indispensabile per lo sviluppo sostenibile”. Nel documento – frutto di un processo di negoziazione che ha coinvolto i 193 paesi membri dell'Onu e che ha visto una partecipazione senza precedenti della società civile – si fa quindi riferimento a principi fondamentali quali il rispetto dei diritti umani, il raggiungimento dell'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne, e si riaffermano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: quella economica, quella sociale e quella ambientale. I 17 obiettivi mirano, entro il 2030, a sradicare la povertà estrema in tutto il mondo e a dimezzare la percentuale di uomini, donne e bambini che vivono in povertà; creare assetti politici volti a sostenere maggiori investimenti nelle azioni di lotta alla povertà; porre fine a tutte le forme di malnutrizione; raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori di cibo su piccola scala; ridurre il tasso di mortalità materna globale a meno di 70 casi ogni 100 mille nati vivi; porre fine alle morti evitabili di neonati e bambini sotto i cinque anni di età; porre fine alle epidemie di Aids, tubercolosi, malaria; ridurre di un terzo la mortalità prematura causata da malattie non trasmissibili. Tra gli altri obiettivi affermati dalla nuova Agenda, il riconoscimento di un’educazione inclusiva e paritaria per tutti; il pieno raggiungimento della parità di genere e dell’empowerment femminile; l’accesso universale all’energia sostenibile; il sostegno alle infrastrutture e all’innovazione; la promozione di modelli di consumo e di produzione sostenibili; l’adozione di misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e la promozione di un uso sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine; il contrasto alla desertificazione, al degrado dei suoli e alla perdita della biodiversità; la promozione di società giuste, pacifiche e inclusive; il sostegno ad un rinnovato partenariato per lo sviluppo.