Mezzaluna
23.12.2020 - 15:08
 
ANALISI
  
Marocco-Israele: Kushner porta a Rabat investimenti per 3 miliardi di dollari
Roma, 23 dic 2020 15:08 - (Agenzia Nova) - Il piano di autonomia regionale di Mohammed VI, volto a riconoscere la sovranità marocchina nella regione del Sahara occidentale, ha dato priorità allo sviluppo economico e ora, che gli Stati Uniti hanno riconosciuto questo principio in cambio della ripresa delle relazioni con Israele, sono pronti 3 miliardi di dollari di investimenti per quest'area. E' questo in sintesi il risultato più importante ottenuto dalla casa reale di Rabat che ha ospitato ieri una delegazione ad Alto livello israeliana e marocchina, con il primo volo della compagnia aerea israeliana "El Al", partito da Tel Aviv è atterrato direttamente nella capitale del Marocco. Questo volo ha dovuto seguire una rotta del tutto inusuale passando sullo spazio aereo italiano ed evitando quindi i cieli di Tunisia ed Algeria. Entrambe i paesi hanno infatti condannato qualsiasi avvio di relazioni con quella che chiamano "entità sionista". Ma la politica del Marocco è sempre stata differente. Nonostante fonti della diplomazia di Rabat abbiano precisato ad "Agenzia Nova" che il viaggio di ieri e gli accordi firmati "non rientrino nei cosiddetti Accordi di Abramo firmati lo scorso settembre da Emirati Arabi Uniti e Bahrein con Israele in quanto quella del Marocco non è una normalizzazione dei rapporti ma solo una ripresa dei contatti precedentemente già in essere tra i due paesi", Mohammed VI, in qualità di principe dei credenti e quindi leader religioso islamico del suo paese, ha sempre lavorato per il dialogo tra le tre religioni monoteiste del Mediterraneo e ha firmato insieme a Papa Francesco un appello comune riconoscendo l'unicità e la sacralità di Gerusalemme.

Il re del Marocco, accompagnato dal principe ereditario Moulay El Hassan che rappresenta la continuità della sua politica nel futuro, ha ricevuto ieri sera presso il Palazzo Reale di Rabat una delegazione composta da Jared Kushner, consigliere del presidente degli Stati Uniti; Meir Ben-Shabbat, consigliere per la sicurezza nazionale dello Stato di Israele; e Avrahm Joel Berkowitz, assistente speciale del presidente Usa e rappresentante speciale per i negoziati internazionali. Anche in questa occasione è stato ribadito che la posizione del Marocco riguardo al conflitto israelo-palestinese si basa su tre principi fondamentali, vale a dire una soluzione basata su due Stati che vivono fianco a fianco in pace e sicurezza, negoziazione tra le due parti interessate come l'unico percorso che porta alla soluzione definitiva di questo conflitto e, infine, alla conservazione del cachet arabo-islamico della città santa di Gerusalemme. La posizione a favore di una soluzione basata su due Stati ammette implicitamente un riconoscimento dei due Stati e ciò, nell'ambito di una visione coerente che, non risale ad oggi, trova la sua prima articolazione negli anni 1990 con l'apertura di un ufficio di collegamento israeliano a Rabat e di un altro, marocchino, a Tel Aviv. Gli strumenti offerti dagli uffici di collegamento, così come la diaspora marocchina che vive in Israele e altrove, sono stati utilizzati dal Marocco sin dagli anni '70 al servizio della pace nella regione del Medio Oriente. Questi sono i tratti distintivi dell'approccio marocchino che hanno permesso al Regno di avere la prerogativa dei canali di comunicazione tra israeliani e palestinesi.

In questa occasione però è passato in secondo piano il fatto che il Marocco ha firmato quattro accordi in vari campi con Israele. È stato firmato un accordo sull'esenzione dalle procedure di visto per i titolari di passaporti diplomatici e di servizio; un memorandum d'intesa nel campo dell'aviazione civile, per cui le due parti si sono impegnate a tenere discussioni per concludere un accordo sui servizi aerei; un protocollo d'intesa sull'innovazione e lo sviluppo delle risorse idriche, che prevede la cooperazione tecnica nel campo della gestione e preparazione dell'acqua; infine, è stato firmto un altro protocollo d'intesa per la cooperazione nel campo della finanza e degli investimenti.

Quello che rappresenta una svolta sul piano economico e politico per il Marocco è il memorandum d'intesa firmato tra il ministro dell'Economia e delle Finanze, Mohamed Benchaâboun, e la "United States International Development Finance Corporation" (DFC). Questo protocollo d'intesa prevede di fornire supporto finanziario e tecnico a progetti di investimento privato, per un importo di 3 miliardi di dollari, in Marocco e nei paesi dell'Africa subsahariana, in coordinamento con i partner marocchini. Inoltre, è stata firmata una lettera di intenti tra il Regno del Marocco e il governo degli Stati Uniti, rappresentato dalla United States International Development Finance Corporation, riguardante "Prosper Africa". Con questa lettera di intenti, il governo marocchino esprime il proprio sostegno all'iniziativa statunitense Prosper Africa. Una filiale di questa agenzia sarà aperta presso l'Ambasciata degli Stati Uniti a Rabat per facilitare l'accesso agli investitori statunitensi e cooperare insieme verso l'Africa.

In linea con l'agenda del commercio e degli investimenti a livello continentale degli Stati Uniti, Prosper Africa, l'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID) intende designare il Marocco come hub per il Nord Africa, rafforzando così la leadership economica del Regno nella regione. Il CEO della statunitense International Development Finance Corporation (DFC) e presidente esecutivo di Prosper Africa, Adam Boehler, ha annunciato una serie di sforzi per aumentare gli investimenti statunitensi in Marocco e rafforzare il suo ruolo di hub economico del continente. Secondo un comunicato stampa del DFC, queste iniziative mirano a mobilitare complessivamente 5 miliardi di dollari in investimenti in Marocco e nella regione. In concreto, l'accordo, firmato ieri, martedì 22 novembre davanti al re Mohammed VI, tra Marocco e Stati Uniti, prevede l'apertura di un ufficio Prosper Africa con sede in Marocco. L'apertura di questo ufficio, il primo del suo genere in Nord Africa, è prevista per febbraio 2021. Si avvarrà dell'esperienza di 17 agenzie governative statunitensi e porterà nuove risorse, personale e focus per aumentare il commercio e investimenti bilaterali tra Stati Uniti e Marocco, e in tutto il Nord Africa, contribuendo così a sostenere lo sviluppo economico della regione. Pertanto, attraverso l'iniziativa Prosper Africa, il governo degli Stati Uniti mira a mobilitare un miliardo di dollari in nuovi accordi bilaterali di commercio e investimento tra Stati Uniti e Marocco, nei prossimi quattro anni.

DFC investirà quindi 3 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni per progetti in Marocco e in coinvestimenti con partner marocchini per progetti nell'Africa sub-sahariana. L'accordo include anche il lancio di un'iniziativa per stanziare 1 miliardo di dollari in investimenti in progetti che promuovono l'emancipazione economica delle donne in Medio Oriente e Nord Africa. Secondo il comunicato stampa della DFC, per ogni dollaro di finanziamento pubblico, questo nuovo programma dovrebbe mobilitare più di 9 dollari in investimenti privati, generando miliardi di dollari in nuove esportazioni e investimenti e creando migliaia di nuovi posti di lavoro. Prosper Africa è un'iniziativa dell'amministrazione di Donald Trump, che mira a collegare le imprese Usa e africane con nuovi acquirenti, fornitori e opportunità di investimento. La "leadership visionaria" di Mohammed VI pone la regione su "una traiettoria promettente", ha spiegato Kushner. Ad oggi, e da giugno 2019, sono stati conclusi più di 280 accordi per un totale di 22 miliardi di dollari in nuovi investimenti ed esportazioni in più di trenta paesi del continente. I settori più rappresentati sono l'energia, l'agroalimentare, l'aeronautica e la difesa, oltre alla sanità.
 
 
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