Mezzaluna
16.10.2020 - 09:34
 
 
ANALISI
  
Libia: "Bija" vittima del giro di vite di Bashaga, il possibile successore di Sarraj
Roma, 16 ott 09:34 - (Agenzia Nova) - Con l’arresto di "Bija", ufficiale della Guardia costiera libica accusato di traffico di esseri umani e contrabbando di carburante, il ministro dell’Interno del Governo di accordo nazionale (Gna) della Libia, Fathi Bashaga, punta a dimostrare con i fatti di essere l'uomo forte del Paese e il successore del premier dimissionario Fayez al Sarraj. Abd al Rahman Milad, questo il vero nome di “Bija”, non è un criminale qualunque, ma un uomo molto influente a Zawiya. Questa città costiera è importante nei delicati equilibri della Tripolitania non solo perché tra i punti principali delle partenze dei migranti e snodo cruciale delle esportazioni di prodotti petroliferi: le milizie di Zawiya hanno infatti giocato un ruolo di primissimo piano nella difesa della capitale Tripoli dal golpe tentato (e poi fallito) dal generale Khalifa Haftar nell’aprile del 2019. Lo stesso "Bija" è apparso al fronte all'interno delle milizie del Gna insieme ai combattenti siriani.

Abd al Rahman Milad è tra i leader della milizia di Zawiya che si è schierata contro Bashaga lo scorso agosto e ha protetto le manifestazioni organizzate per chiedere l'estromissione del ministro, prima che si sviluppasse la disputa tra Bashaga e il premier Sarraj: il capo del governo aveva deciso di sospendere il titolare del dicastero dell'Interno, salvo poi reintegrarlo pochi giorni dopo il ritorno di quest'ultimo da un viaggio in Turchia. Non deve stupire, quindi, che poche ore dopo la notizia dell’arresto, un convoglio di miliziani di Zawiya si sia diretto a Tripoli dove è stato bloccato dalla Forza speciale di deterrenza Rada, la potente milizia facente capo al ministero dell’Interno. Gli uomini fedeli a "Bija" hanno esploso dei colpi d’arma da fuoco in aria, ci sono stati momenti di grande tensione, ma la crisi almeno per il momento sembra essere rientrata.

A poche settimane dalla scadenza dell’ultimatum di Sarraj, che ha promesso di lasciare il potere a una nuova autorità esecutiva entro il corrente mese di ottobre, Bashaga sta compiendo un “repulisti” senza precedenti. Coadiuvato dal procuratore generale Sadiq al Sour, uomo a lui vicino, e dal neo nominato ministro della Difesa, Salah Din Ali Namroush, anch’egli come "Bija" di Zawiya, il titolare del dicastero dell’Interno dell’esecutivo riconosciuto dalle Nazioni Unite sta tentando di accreditarsi agli occhi della Comunità internazionale come unica alternativa possibile al caos e al vuoto politico. Sarraj ha pubblicamente dichiarato che intende farsi da parte ed è molto difficile che cambi idea. Un accordo con la Cirenaica per formare una nuova autorità esecutiva è possibile, ma ancora lontano. Quasi certamente bisognerà attendere novembre per almeno due motivi: le elezioni negli Stati Uniti e la sessione del Forum politico ospitato in Tunisia.

Le manette per Abd al Rahman Milad sono scattate su ordine del Procuratore generale, in collaborazione con l'Interpol che ha spiccato un mandato di cattura internazionale (avviso rosso) per sospetto coinvolgimento nella tratta di esseri umani e nel contrabbando di carburante, "su richiesta del Comitato sanzioni delle Nazioni Unite", precisa una nota del ministero. L'azione di Bashaga, in altre parole, risponde a una precisa richiesta della Comunità internazionale. Fonti libiche hanno spiegato ad "Agenzia Nova" che l'arresto di Bija potrebbe essere il primo di una lunga serie il cui obiettivo è quello di accreditare Bashaga come uomo forte della Tripolitania e successore affidabile di Sarraj, in quanto capace di contenere lo strapotere e gli abusi delle milizie armate. Dopo "Bija", il prossimo obiettivo del ministro dell'Interno potrebbe essere Salah Badi, capo delle milizie islamiste Al Sumud, riferisce il sito informativo libico "al Saa 24", considerato vicino al generale Khalifa Haftar. Come Bashaga, anche Badi è originario di Misurata, la "città-Stato" della Libia occidentale dove la Turchia sta costruendo una base navale.

Bashaga, secondo gli osservatori libici, starebbe cercando di presentarsi come personalità forte e in grado di perseguire i criminali internazionali e di firmare il (possibile) accordo di riconciliazione a novembre previsto a Djerba, in Tunisia. Tutto questo con il sostegno della responsabile della Missione delle Nazioni Unite, la statunitense Stephanie Williams, nonché dell'ambasciatore degli Stati Uniti a Tripoli, Richard Norland. La prova del nove per Bashaga è la capacità di contenere le intemperanze delle milizie. Il primo esame sarà con la milizia di Zawiya, giunta ieri a Tripoli per protestare contro l'arresto di "Bija". "Le milizie della città di Zawiya si sono mobilitate per liberare il loro comandante", riferisce l'emittente televisiva "Al Arabiya". Secondo quanto risulta ad "Agenzia Nova", tuttavia, a parte dei colpi d'arma da fuoco sparati in aria, non ci sono stati finora i temuti scontri. In aiuto del ministro dell'Interno del Gna è intervenuto il ministro della Difesa, Salah Din Ali Namroush, il quale ha confermato di aver ordinato al procuratore generale militare, Khaled Suleiman, di preparare un rapporto dettagliato sugli eventi avvenuti a Tripoli ieri, 14 ottobre, in seguito all'arresto di Abd al Rahman Milad. Namroush, che è di Zawiya come Bija, ha spiegato di aver ordinato "il ritiro immediato" di quelle che ha descritto come "formazioni armate e battaglioni".

Intanto non mancano le reazioni di soddisfazione per questo arresto. La giornalista italiana freelance Nancy Porsia, già minacciata da Milad per le sue inchieste sul traffico di esseri umani, ha scritto su Facebook: “Il capo della guardia costiera che avevo denunciato quattro anni fa come ufficiale coinvolto nel traffico degli esseri umani in Libia è stato arrestato a Tajoura, a est di Tripoli". "Ad un anno esatto dalle sue minacce di morte nei confronti miei e della mia famiglia”, ha scritto la giornalista lucana. Il capo dell'artiglieria dell'operazione "Vulcano di Rabbia", che fa capo al Governo di accordo nazionale libico, Faraj Mustafa Akhlil, ha lanciato un appello affinché "vengano colpiti tutti i ricercati per crimini tra i capi delle milizie e dei gruppi corrotti, anche a costo di ucciderli per strada perché sono un ostacolo alla costruzione di uno Stato". Sul suo profilo Facebook, Akhil ha dichiarato: "Consigliamo al ministro dell'Interno (Bashaga) di formare un'unità per eliminare i ricercati per crimini e i capi delle milizie". A suo giudizio "i capi delle formazioni armate si sono infiltrati nello Stato con i soldi in modo da armarsi e arricchirsi a discapito dello Stato per questo bisogna eliminarne i capi".

Anche la compagnia petrolifera National Oil Corporation (Noc) accoglie con favore l'arresto di "Bija" per il suo coinvolgimento nel contrabbando di carburante in Libia. "La National Oil Corporation di Tripoli plaude oggi, giovedì, all'arresto di Abd al Rahman Milad, coinvolto nel traffico di carburante e nel traffico di esseri umani, oltre ai suoi rapporti con la mafia italiana", si legge in una nota. La compagnia ha dichiarato di "aver ricevuto con piacere la notizia dell'arresto di Bija che è legato alla sua attività criminale di contrabbando di carburante e che stavamo perseguendo penalmente per ciò che ha commesso". La dichiarazione aggiunge che la compagnia libica spera che tutti i ricercati per contrabbando di carburante, nonché per l'interruzione delle attività delle installazioni petrolifere e coloro contro i quali sono stati emessi ordini di cattura, vengano arrestati.

Da segnalare, infine, che al livello internazionale, la Francia si è congratulata con il ministero dell'Interno del Governo di accordo nazionale per l'arresto del comandante della Guardia costeira di Zawiya colluso con i trafficanti. L'ambasciata di Francia in Libia - attraverso un comunicato - si è congratulata con il ministero dell'Interno libico per l'arresto di Abdul Rahman Milad, "in attuazione delle decisioni della magistratura libica e del Comitato delle sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". "La lotta contro i crimini della tratta di esseri umani è essenziale in Libia e nel mondo", si legge nel comunicato.
 
 
 
 
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