Mezzaluna
18.05.2020 - 15:29
 
 
ANALISI
  
Libia: conquistata la base aerea di Al Watiya, Tripoli punta al Fezzan
Roma, 18 mag 15:29 - (Agenzia Nova) - La conquista della base aerea di Al Watiya da parte delle forze di Tripoli, chiamata dalle milizie di Bengasi "Uqba Bin Nafea", rappresenta un altro passo in avanti importante per gli uomini del premier Fayez al Sarraj verso il controllo dell'intera Tripolitania. L'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar resta arroccato a Tarhuna a negli avamposti a sud di Tripoli, ma da assedianti le forze della Cirenaica sono ormai assediate e lontane da casa. "La prima cosa che ho fatto è fare gli auguri a tutti i nostri eroici soldati per la liberazione di questa importante base", ha dichiarato ad "Agenzia Nova" il vicepresidente del Consiglio presidenziale di Tripoli, Abdel Salam Kajman, esponente della regione storica meridionale del Fezzan nell'esecutivo riconosciuto dalle Nazioni Unite. Kajman, contattato da "Nova" pochi minuti dopo l'ingresso delle sue forze ad al Watiya, avvenuto intorno alle 8 ora italiana di oggi, ha annunciato che "presto ci saranno altre buone notizie che riguarderanno il sud della Libia, al massimo entro i prossimi giorni".

Il primo ad annunciare la caduta di Al Watiya è stato oggi il generale libico Osama Jweili, capo della zona militare dell'ovest della Libia per conto dell'operazione "Vulcano di Rabbia" del Governo di accordo nazionale (Gna). Con un comunicato su Facebook, l'ufficiale ha annunciato la conquista della base aerea che si trova a circa 140 chilometri a sud-ovest della capitale libica. Poco dopo è intervenuto il premier del Gna e capo del Consiglio presidenziale, Fayez al Sarraj, il quale ha annunciato ufficialmente la "vittoria" nella base aerea di Al Watiya. In un comunicato stampa, il premier ha ricordato che "non si tratta della fine della battaglia", ma di un passo verso quello che ha definito "il giorno della grande vittoria", intesa come "la conquista di tutte le città della Libia e la sconfitta della tirannia che minaccia la speranza dei libici di costruire uno stato di diritto". In seguito è intervenuto anche un altro membro del Consiglio presidenziale libico, Mohammed Amari Zayd, il quale ha ammonito "dall'aderire a qualsiasi operazione politica che possa rappresentare un'ancora di salvezza per il criminale di guerra Haftar e il suo progetto".

La caduta di Al Watiya consentirà alle forze di Tripoli di concentrarsi sulla presa della città di Tarhuna, circa 80 chilometri a sud-est di Tripoli, e sulla conquista di tutta la Tripolitania. Mustafa al Majai, uno dei portavoce dell'operazione "Vulcano di Rabbia", ha confermato alle emittenti televisive panarabe di essere entrato nella base dopo una serie di attacchi sferrati nei giorni scorsi; attacchi che hanno consentito di mettere fuori uso i sistemi di difesa aerea presenti in loco. In queste ore, inoltre, circola sui social media un video delle forze di Tripoli girato all'interno della base che mostra i suoi hangar con all'interno due vecchi caccia e altri mezzi abbandonati dagli uomini di Haftar.

I miliziani di Tripoli hanno trovato in uno degli hangar dello scalo il sistema aereo Pantsir di fabbricazione russa, usato dalle forze del generale Haftar per difendere la struttura. Il sistema missilistico Pantsir è una famiglia di missili semoventi terra-aria di media portata e di artiglieria antiaerea. A partire dalla prima versione di Pantsir-S1, è prodotto dall'ufficio di progettazione strumenti Kbp di Tula, in Russia, ed in Libia è in uso alle forze del generale Haftar. La scorsa notte, poco prima dell'alba, i droni turchi in uso alle forze del Gna hanno condotto una serie di attacchi aerei a sud di Sirte. In uno di questi, come mostra un video pubblicato sul profilo Facebook dell'operazione "Vulcano di Rabbia", è stato bombardato e colpito proprio un camion con a bordo il sistema aereo Pantsir in movimento verso il fronte di Misurata.

Per arrivare a questo risultato le forze del Gna hanno condotto nei giorni scorsi più di 100 raid aerei con droni turchi sulla base aerea di Al Watiya, come spiegato da fonti dell'autoproclamato Esercito nazionale libico al sito web "Al Saa 24". Le prime brigate del Gna ad entrare questa mattina nella base sono state quelle delle città di Al Zawiya, Misurata e Zuwara. La copertura aerea di cui hanno goduto queste milizie ha consentito ai loro uomini di poter entrare nella base dopo che i soldati nemici si erano già ritirati, spiega la stessa fonte. Secondo quanto appreso da "Agenzia Nova" da fonti del Comando di Bengasi, le forze del Gna sono entrate nella base di Al Watiya "trovandola già vuota", in quanto le forze fedeli al generale Haftar si erano già ritirate. La base aerea di Al Watyia era stata "completamente evacuata dai soldati dell'Lna, prima dell'entrata delle forze del Gna con la copertura aerea turca".

Questa versione è stata fornita anche da Mohamed al Hashem, un attivista di Zintan, le cui forze controllavano Al Watyia nell'ambito di un'alleanza con quelle di Khalifa Haftar. Contattato da "Agenzia Nova", l'attivista ha spiegato: "Ci era stato dato l'ordine di ritirarci e di ritirare tutti i battaglioni dell'Lna da Al Watyia, tra cui le forze di protezione di Al Watyia di Zintan, il cui comandante è stato ucciso giorni prima dalle forze del Gna". Al Hashem ha aggiunto che il capo del comando militare del Gna, Osama Al Juweili, "ha cercato con insistenza di convincere i difensori di Al Watyia a ritirarsi", spiegando che il presidente del Consiglio presidenziale, Fayez al Sarraj, è stato informato delle richieste delle "città-Stato" di Zintan e Al Rujban per la consegna della base aerea di al Watyia senza combattere.

Secondo indiscrezioni dei media libici, ci sarebbe stata una trattativa ieri per consentire alle forze di Tripoli di ottenere questo importante risultato senza spargimento di sangue. Una fonte ufficiale ha rivelato che il generale del Gna Jweili ha informato il presidente del Consiglio presidenziale, Fayez al Sarraj, delle richieste avanzate delle città di Zintan e Al Rajban per consegnare la base aerea di Al Watiya senza combattere. La fonte ha detto al sito "Ayn Libia" che queste richieste sono: la nomina di Imad Trabelsi a capo del Servizio di intelligence generale e la nomina di Belkacem Amsek come ambasciatore di Libia in Tunisia, oltre alla nomina di una personalità di Zintan come ministro della Salute. Il sito di notizie libico ha confermato che Sarraj ha respinto queste condizioni.

L'area di Zintan è particolarmente strategica perché ospita il passaggio delle condotte che collegano i giacimenti nel sud-ovest del paese alla costa. I miliziani di questa zona hanno sempre mantenuto una certa indipendenza dopo la rivoluzione del 2011 e ancora oggi sono divisi in fazioni pro-Gna e pro-Lna. Zintan - città che ha tenuto prigioniero fino al 2017 il secondogenito di Gheddafi, Saif al Islam - si considera indipendente dal governo di Tripoli ma anche dall'entità governativa non riconosciuta della Cirenaica, nell'est del paese, a sua volta legata all'Esercito nazionale libico del generale Haftar.
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE