Finestra sul Mondo
16.01.2020 - 11:06
 
 
  
Ue, salario minimo comune, dibattito su proposta Commissione
Madrid, 16 gen 11:06 - (Agenzia Nova) - La stampa di Madrid si sofferma oggi sul crescente dibattito scaturito in Spagna dalla proposta, avanzata dalla Commissione europea, di stabilire un salario minimo comune a tutti i paesi membri dell'Unione. L'ufficio esecutivo della presidente Ursula von der Leyen ha fatto ieri il primo passo per stabilire un salario minimo per la comunità Ue avviando consultazioni obbligatorie con gli attori sociali che fissano le soglie salariali: la speranza di Bruxelles è che questa fase si possa concludere entro l'inizio dell'estate, in modo da poter redigere ed inviare una proposta legale al Parlamento europeo. La convinzione della "necessaria istituzione" di un salario minimo comune, ribadita nelle ultime ore dal commissario Ue per l'Occupazione e i diritti sociali, Nicolas Schmit, si scontra con la sfida di armonizzare gli stipendi e le tradizioni nazionali, oltre che di riuscire a trovare un accordo con gli attori sociali dei diversi Stati e di rispettare la libertà della contrattazione collettiva. La considerazione viene dal quotidiano spagnolo "El Pais", che ricorda come questi ultimi aspetti siano particolarmente importanti nel caso dei paesi scandinavi, molti dei quali non applicano minimo e si mostrano sospettosi nei confronti del piano di Bruxelles. In totale, 22 paesi dell'Ue si sono dotati di un salario minimo, mentre altri sei lo stabiliscono attraverso la contrattazione collettiva. Il quotidiano "La Vanguardia" pubblica da parte sua una sintesi della situazione dei paesi membri dell'Ue che applicano uno stipendio minimo e cita i dati di uno studio di Eurofund, secondo i quali il salario minimo spagnolo (Smi), attualmente fissato a 900 euro, si situa in una zona "intermedia". La situazione attuale non è "tragica" come negli anni precedenti, scrive il quotidiano, in particolare dopo l'aumento del 22 per cento effettuato lo scorso anno che ha permesso appunto di raggiungere i 900 euro di stipendio minimo. Il dibattito rimane vivo, osserva la stampa spagnola, anche nel quadro delle prime mosse del nuovo esecutivo guidato da Pedro Sanchez, che vorrebbe migliorare ulteriormente la soglia minima.
  
Italia, “Faz”, con blocco diesel “sono pazzi questi romani”
Berlino, 16 gen 11:06 - (Agenzia Nova) - Il quotidiano tedesco “Frankfurter Allgemeine Zeitung” critica la decisione del Comune di Roma di vietare la circolazione di tutti i veicoli alimentati a diesel al fine di combattere l'inquinamento. “Sono pazzi questi romani!”, afferma la “Frankfurter Allgmeine Zeitung” facendo ironia sulla sigla latina “Spqr” (“Senatus populsque romanus”), ossia “Il Senato e il popolo romano”. Il divieto di circolazione in vigore a Roma comprende, infatti, anche i motori diesel Euro 6, le cui emissioni inquinanti sono “prossime allo zero”. Decisioni come quella dell'amministrazione capitolina, spesso mosse da “interessi politici di natura personale, rischiano quindi di venire emulate e di “piantare un chiodo sulla bara del diesel”. Secondo la “Frankfuter Allgemeine Zeitung”, invece, “non vi è motivo di buttar via il diesel moderno”. Al contrario, tale combustibile emette “circa il 20 per cento in meno di diossido di carbonio rispetto a un motore a benzina”. Pertanto, “chiunque si lamenti delle emissioni inquinanti causate dal traffico dovrebbe quindi appoggiare il diesel”. La “Frankfuter Allgemeine Zeitung” nota poi come all'elevato livello di polveri sottili registrato a Roma in questi giorni abbiano contribuito le favorevoli condizioni meteorologiche. Infine, per combattere l'inquinamento, la “Frankfurter Allgemeine Zeitung” invita i romani e gli italiani ad ammodernare il proprio parco auto, spesso troppo datato, e ad adottare soluzioni ecologiche per il riscaldamento degli edifici.
  
Germania, Soeder (Csu) aperto a cambiare propri ministri nel governo federale
Berlino, 16 gen 11:06 - (Agenzia Nova) - Presidente dell'Unione cristiano-sociale (Csu) e primo ministro della Baviera, Markus Soeder insiste sulla propria proposta per un rimpasto nel governo federale in vista delle elezioni che si terranno in Germania nel 2021. Come riferisce il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, Soeder si è detto aperto a cambiamenti tra i ministri della Csu nell'esecutivo guidato dal cancelliere Angela Merkel. Affinché le elezioni si concludano con successo per la Csu e per l'Unione cristiano-democratica (Cdu), è “decisivo dare più slancio”. Pertanto, ha affermato Soeder, “in questa estate, dobbiamo riflettere su come rafforzarci, come presidente della Csu, darò il mio contributo”. Soeder ha poi osservato che “i risultati delle singole persone nei sondaggi sono sempre un punto di riferimento” per il proprio partito. Il riferimento è a un'indagine demoscopica condotta dell'emittente radiofonica “Bayerischer Rundfuk” (Br) tra l'elettorato bavarese, con esiti non del tutto soddisfacenti per i ministri della Csu. Per esempio, il titolare dei Trasporti, Andreas Scheuer, è ultimo in classifica con un gradimento del 16 per cento. Predecessore di Soeder alla presidenza della Csu e ministro dell'Interno, Horst Seehofer si attesta al 39 per cento. Il 52 per cento del campione si è detto favorevole a un rimpasto nel governo federale. Tale possibilità non è stata esclusa né dalla Cdu né dal Partito socialdemocratico tedesco (SpD), che con la Csu compongono la Grande coalizione al governo in Germania dal 14 marzo 2018.
  
Francia, Macron accelera le riforme, il premier Philippe esegue
Parigi, 16 gen 11:06 - (Agenzia Nova) - Il presidente Emmanuel Macron vuole accelerare il ritmo delle riforme mentre il suo primo ministro, Edouard Philippe, organizza il lavoro. Lo scrive il quotidiano “Le Figaro”, spiegando che ieri, 15 gennaio, Macron ha incontrato la stampa all'Eliseo per i tradizionali auguri di inizio anno, mentre il premier ha presentato il programma dei prossimi mesi al termine del Consiglio dei ministri. “Bisogna continuare a spiegare”, ha detto Macron ai giornalisti. Philippe, invece, ha dichiarato che gli scioperi nelle ferrovie e nei trasporti pubblici parigini sono “durati troppo”. Il capo del governo ha poi indicato le tre priorità per i prossimi mesi: ambiente, la lotta al comunitarismo e il risanamento economico. Macron sta cercando di voltare la pagina della riforma delle pensioni adesso che le proteste sembrano essersi affievolite. Il quotidiano “Libération” nota che durante i loro interventi il presidente e il primo ministro hanno cercato di evitare di rispondere alle domande sulla riforma delle pensioni. “Il prossimo semestre on sarà dedicato esclusivamente all'attuazione del sistema universale delle pensioni”, ha detto Philippe, che ha sottolineato la sua intesa con il presidente. Secondo l'ultimo sondaggio realizzato da Elabe e pubblicato dall'emittente televisiva “Bfm tv”, il 56 per cento dei francesi è contrario alla riforma.
  
Francia, 815mila nuove imprese nel 2019
Parigi, 16 gen 11:06 - (Agenzia Nova) - Nel 2019 in Francia sono state create 815mila nuove imprese, il 18 per cento in più rispetto all'anno precedente. Lo riferisce il quotidiano “Les Echos”, riportando le cifre dell'Istituto nazionale delle statistiche e degli studi economici (Insee). “Tutti i tipi di creazioni sono in aumento: le immatricolazioni dei microimprenditori (+25,3 per cento) le creazioni di imprese individuali classiche (+15,7 per cento) e quelle delle società (+8,6 per cento)”, fa sapere l'Insee. A questo dato si aggiunge quello riguardante il calo del numero di aziende fallite, che scende al 4 per cento. Un sondaggio realizzato da OpinionWay afferma che il 29 per cento dei francesi ha “voglia di creare o riprendere un'impresa”. Buone notizie per il governo, anche se non mancano le note negative. Per molti lo statuto di microimprenditori è il solo modo di entrare nel mondo del lavoro. A tre anni dalla creazione, solo un terzo di loro riesce a rimanere in piedi. Nel 2017 il reddito medio dei microimprenditori era di 470 euro al mese, secondo i dati dell'Istituto nazionale delle statistiche e degli studi economici (Insee). Un terzo svolge un lavoro stabile e remunerato e utilizzato lo statuto da indipendente per arrotondare.
  
Regno Unito, il governo vuole riformare la giustizia "politicizzata"
Londra, 16 gen 11:06 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro britannico Boris Johnson si prepara a realizzare una riforma della giustizia che limiterebbe la possibilità della magistratura di intervenire sulle decisioni politiche del governo. Lo afferma il quotidiano "The Times", citando come fonte un "importante funzionario governativo". Secondo la fonte, la riforma sarebbe in via di accelerazione, potrebbe entrare in vigore entro pochi mesi e sarebbe diretta a limitare fortemente la possibilità finora consentita dalla legge a gruppi di pressione o a semplici cittadini di impugnare in tribunale e di far invalidare dai giudici le maggiori decisioni dell'esecutivo. Queste anticipazioni di riforma riportano immediatamente alla mente lo scontro che, a settembre scorso, ha visto l'Alta corte di giustizia negare a Johnson il diritto di sospendere temporaneamente i lavori del parlamento, innescando così il meccanismo che ha portato alle elezioni tenute nel Regno Unito il 12 dicembre, vinte dal Partito conservatore. Che sia in dirittura di arrivo una riforma della giustizia in senso restrittivo dei poteri della magistratura è stato confermato alla Camera dei comuni dallo stesso Johnson, nel corso del "question time" di ieri, 15 gennaio. Rispondendo a un deputato conservatore, Jonhnson ha ammesso che le "judicial reviews" ("sentenze di revisione giudiziaria") sono importanti per proteggere il cittadino "contro l'invasività dello Stato". Tuttavia, ha aggiunto il primo ministro, è necessario che il sistema "non sia abusato da chi intende condurre la politica con altri mezzi". L'obiettivo è anche evitare di provocare "inutili ritardi" nel processo decisionale del governo.
  
Regno Unito, Long-Bailey in testa nella corsa alla guida del Labour
Londra, 16 gen 11:06 - (Agenzia Nova) - La corrente di estrema sinistra del Partito laburista, Momentum, si prepara a sostenere pubblicamente Rebecca Long-Bailey, la candidata della "continuità corbynista" alla leadership del Labour, la cui campagna sta prendendo slancio dopo una partenza lenta e che ora nei sondaggi sarebbe davanti a tutti gli altri quattro rivali. In questo modo, il quotidiano "The Guardian" riassume la situazione a pochi giorni dalla conclusione della seconda fase dell'iter di nomina del prossimo leader laburista,che si concluderà con la proclamazione del vincitore il prossimo 4 aprile. Secondo un sondaggio pubblicato oggi, Long-Bailey sarebbe la prima scelta con complessivamente il 51 per cento delle preferenze. Si tratta di un consistente balzo in avanti rispetto al 37 per cento rilevato nella scorsa settimana.
  
Spagna, Consiglio generale magistratura esamina candidatura Delgado a procuratore generale
Madrid, 16 gen 11:06 - (Agenzia Nova) - La sessione plenaria del Consiglio generale della magistratura spagnolo (Cgpj) esaminerà oggi la candidatura del ministro della Giustizia, Dolores Delgado, a procuratore generale. Ne parla oggi il quotidiano spagnolo "El Pais", riferendo delle polemiche che in questi giorni criticano la scelta del capo del governo, Pedro Sanchez. La relazione del Cgpj è una procedura obbligatoria, ma non vincolante, in cui l'organismo di autogoverno della magistratura spagnola verifica che il candidato a procuratore generale soddisfi i requisiti formali per ricoprire tale posizione. In particolare, si richiede di essere un giurista spagnolo riconosciuto, con più di 15 anni di esercizio della professione.
  
Usa, impeachment, McConnell definisce calendario per inizio processo
Washington, 16 gen 11:06 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Senato degli Stati Uniti, Mitch McConnell, ha ufficialmente definito il programma dei primi giorni del processo di impeachment a carico del presidente Donald Trump, dopo che la Camera ha ufficialmente informato di aver nominato i "manager" che agiranno come pubblici ministeri. Lo riferisce "The Hill". McConnell, parlando dal Senato, ha stabilito per i manager della Camera di ripresentarsi al Senato oggi a mezzogiorno (le 18 ora italiana) per introdurre formalmente gli articoli di impeachment. I due capi di accusa dovrebbero anche essere letti dall'Aula. Il giudice supremo John Roberts, in base ha quanto approvato dal Senato all'unanimità, arriverà alle 14 di oggi (le 20 in Italia) quando presterà giuramento per presiedere il processo. Roberts farà prestare giuramento a tutti e 100 i senatori. Il processo, tuttavia, dovrebbe entrare nel vivo martedì 21 gennaio. I Repubblicani approveranno una risoluzione relativa alle regole la prossima, settimana secondo le direttive del partito per presentare una decisione sui testimoni fino a metà processo, mentre i Democratici avevano tentato un accordo su testimoni specifici sin dall'inizio. "Questo è un momento difficile per il nostro paese, ma questo è esattamente il tipo di tempo per cui i legislatori hanno creato il Senato", ha detto McConnell dopo aver definito il programma.
  
Usa, senatrice Harris chiede stop a nomine giudici durante impeachment
Washington, 16 gen 11:06 - (Agenzia Nova) - La senatrice Kamala Harris, ex candidata alla primarie democratiche per la presidenziali 2020, ha chiesto oggi una moratoria sulle nomine dei giudici federali in corrispondenza del processo di impeachment a carico del presidente Donald Trump. Lo riferisce "The Hill", precisando che Harris ha citato una decisione analoga durante il processo di impeachment a carico del presidente Bill Clinton nel 1999. "Il presidente è accusato di alti crimini e delitti e il Senato deve prendere seriamente il suo ruolo costituzionale in questo processo", ha dichiarato Harris in una nota. "Durante il periodo in cui gli articoli di impeachment sono davanti al Senato, sarebbe del tutto inappropriato far avanzare i candidati del presidente alla magistratura federale". Harris ha quindi ricordato che tra la consegna degli articoli di impeachment a carico di Clinton al Senato e il verdetto del 12 febbraio 1999, la commissione Giustizia della Camera alta non ha convocato alcuna udienza per le nomine, né ha anticipato i voti di conferma. Le Commissioni del Senato non possono votare durante i processi di impeachment, ma sono libere di tenere audizioni.
 
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