Finestra sul Mondo
13.01.2020 - 11:17
 
 
  
Italia, "El Pais", Renzi con Italia Viva ha "chiave governo"
Madrid, 13 gen 11:17 - (Agenzia Nova) - Già presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha probabilmente in mano con il suo nuovo partito Italia Viva, forte di una manciata di voti decisivi e con due soli ministri nell'esecutivo, la chiave del governo in Italia. Lo scrive oggi il quotidiano spagnolo "El Pais" pubblicando un'intervista a Renzi, descritto come uno dei primi ministri più apprezzati degli ultimi decenni in Italia ed il politico che nonostante tutto oggi ha in mano "la chiave del governo del paese". Se Renzi ha commesso alcuni errori che, come la politica insegna, non gli permettono oggi di "vivere di rendita", l'intervista si concentra sulle nuove prospettive politiche dell'ex premier, da quando, dopo un'estate "vertiginosa" in cui ha causato la caduta del governo di Matteo Salvini, si è "reinventato" leader di un piccolo partito da non sottovalutare. L'ex "ciclone elettorale" ed "enfant terrible" della socialdemocrazia, scrive El Pais, dichiara che il suo partito intende costituire un "muro al populismo", e che sebbene gli sia costato stringere un accordo con il Movimento 5 Stelle al fine di far cadere il governo di Matteo Salvini, Italia Viva non accetterà misure che vanno "contro i cittadini". Sul contesto europeo, Renzi osserva la disgregazione del panorama politico: "Volevo trasformare l'Italia in una democrazia europea, ma vedo che molte democrazie europee stanno diventando italiane", ha detto Renzi, per il quale se Salvini fosse rimasto al governo, l'Italia rischierebbe oggi di lasciare l'Unione europea.
  
Ue, Danimarca, Svezia e Finlandia contro salario minimo europeo
Amburgo, 13 gen 11:17 - (Agenzia Nova) - Danimarca, Svezia e Finlandia si oppongono alla proposta della Commissione europea per l'introduzione di un salario minimo obbligatorio nell'Ue. Come riferisce il settimanale “Der Spiegel”, i tre paesi, dove le retribuzioni dei lavoratori sono elevate, temono che l'iniziativa possa minare i propri modelli di contrattazione collettiva e abbassare i salari. Il governo danese ha quindi redatto una dichiarazione in cui afferma che il proprio sistema di contrattazione collettiva sarà esente da qualsiasi normativa europea in materia di salari. Stoccolma ed Helsinki si sono prontamente associate a Copenhagen. Il ministro del Lavoro danese, Peter Hummelgaard, ha affermato di impegnarsi affinché “quanti vengono retribuiti di meno in Europa ottengano salari più elevati”. Tuttavia, ha aggiunto il ministro del Lavoro danese, “per raggiungere questo obiettivo, le tradizioni nazionali e i modelli salariali ben funzionanti dovrebbero essere rispettati”. A tal riguardo, Hummelgaard ha ricordato che, “in Danimarca, i salari vengono negoziati esclusivamente tra sindacati e organizzazioni dei datori di lavoro, da più di 100 anni”. Come osserva “Der Spiegel”, trai 28 Stati membri dell'Ue, soltanto Italia, Austria, Danimarca, Svezia, Finlandia e Cipro non hanno un salario minimo obbligatorio.
  
Libia, “Sueddeutsche Zeitung”, stabilizzazione possibile “soltanto con Putin”
Monaco di Baviera, 13 gen 11:17 - (Agenzia Nova) - Sebbene la Russia abbia aggravato il conflitto in Libia sostenendo l'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) contro il governo di accordo nazionale di Tripoli, una stabilizzazione del paese è possibile “soltanto” con il presidente russo, Vladimir Putin. In questo modo, il quotidiano “Sueddeutsche Zeitung”, commenta gli ultimi sviluppi della crisi in Libia, dal cessate il fuoco nel paese mediato dai presidenti di Russia e Turchia, Putin e Recep Tayyip Erdogan, all'incontro dedicato alla situazione nel paese che il capo dello Stato russo ha avuto con il cancelliere tedesco Angela Merkel a Mosca nella giornata dell'11 gennaio scorso. Non a caso, quindi, durante la conferenza stampa con Putin seguita ai colloqui di Mosca, Merkel ha elogiato l'impegno di Russia e Turchia per raggiungere una tregua sia in Libia sia in Siria. Il cancelliere tedesco “ha, infatti, bisogno della benevolenza di Mosca e Ankara per il processo di pace in Libia”, in particolare per la conferenza internazionale sul paese che, sotto l'egida dell'Onu, la Germania intende organizzare prossimamente a Berlino. La riunione è “un passo positivo nella giusta direzione, sebbene siano necessari ancora dei lavori preparatori”, ha affermato Putin durante la conferenza stampa con Merkel. In questo modo, secondo l'emittente radiofonica “Deutsche Welle”, il presidente russo ha evidenziato il proprio appoggio alla conferenza di Berlino sulla Libia.
  
Francia, riforma pensioni, sindacati divisi dopo annuncio governo su “età equilibrio”
Parigi, 13 gen 11:17 - (Agenzia Nova) - In Francia i sindacati sono divisi dopo l'annuncio fatto l'11 gennaio scorso dal primo ministro, Edouard Philippe, sul ritiro provvisorio della “età di equilibrio”, misura contenuta all'interno della riforma delle pensioni che fissa a 64 anni la soglia necessaria per andare in pensione a tasso pieno. Lo scrive il quotidiano “Libération”, parlando delle posizioni delle principali sigle nazionali. I sindacati riformisti favorevoli alla creazione di un sistema universale a punti hanno espresso soddisfazione per la mossa del governo. Tra questi c'è la Confederazione francese democratica del lavoro (Cfdt), che ha parlato di “vittoria”. Il sindacato continuerà il dialogo con il governo per trovare un'alternativa volta a finanziare il sistema pensionistico. Posizione radicalmente opposta rispetto a quelle della Confederazione generale del lavoro (Cgt), che parla di una “messa in scena”. Philippe nel messaggio inviato alle parti sociali ha chiaramente affermato che si prenderà le sue “responsabilità” nel caso in cui non verrà trovata una alternativa alla misura sull'età di equilibrio per finanziare il sistema pensionistico. In altre parole, il premier imporrà la sua scelta.
  
Regno Unito, Labour decide oggi candidati a leadership
Londra, 13 gen 11:17 - (Agenzia Nova) - Il Partito laburista renderà noti entro questa sera i candidati alla leadership che avranno raccolto ciascuno il sostegno di almeno 22 colleghi deputati alla Camera dei comuni , necessario per accedere alla seconda fase del processo di successione al leader dimissionario Jeremy Corbyn. Come riferisce il quotidiano "The Giardian", alcuni dei sei candidati alla guida del Labour rischiano di non farcela. Sicuri di poter andare avanti finora sono, nell'ordine di supporti già guadagnati: il favorito euroscettico Keir Starmer (68 deputati) e la "corbynsta" Rebecca Long-Bailey (26). Seguono la centrista Lisa Nandy (24) e la popolare Jess Phillips (22). A meno di sviluppi dell'ultima ora rischiano di essere esclusi dalla competizione l'europeista Emily Thornberry, che finora ha raccolto solo 10 firme, e il giovane radicale di colore Clive Lewis, che è riuscito a convincere solo 4 deputati laburisti.
  
Tlc, Regno Unito, ultimo tentativo Usa per impedire ingresso Huawei in 5G
Londra, 13 gen 11:17 - (Agenzia Nova) - Gli Stati Uniti hanno avviato l'ultimo tentativo per convincere il Regno Unito a escludere l'azienda di telecomunicazioni cinese Huawei dalla realizzazione della propria rete 5G. Come riferisce il quotidiano "The Times", oggi arriverà a Londra una delegazione di due delle più potenti e autorevoli agenzie governative statunitensi, il Consiglio nazionale per l'economia e l'Agenzia nazionale per la sicurezza. Nei prossimi giorni, i rappresentanti degli Usa avranno una serie di incontri con i ministri e con i capi dei dipartimenti ministeriali del Regno Unito coinvolti nella decisione su Heawei. Il "Times" prevede che il nodo della partecipazione di Huawei al 5G britannico alla sarà sciolto dal primo ministro Boris Johnson entro la fine del mese. Ritenendo Huawei responsabile di attività di spionaggio a favore del governo cinese, gli Stati Uniti hanno chiesto agli alleati di impedire all'azienda di partecipare allo sviluppo delle rispettive reti 5G.
  
Spagna, governo cerca accordo su salario minimo
Madrid, 13 gen 11:17 - (Agenzia Nova) - Il governo spagnolo cerca un accordo sul salario minimo con sindacati e datori di lavoro, come prima mossa per l'avvio dell'attività dell'esecutivo. Lo scrive il quotidiano spagnolo "El Pais", osservando che il governo di Madrid vuole iniziare con misure progressiste, ma con una certa "misura". Dopo la sfida più difficile, quella della fiducia, al nuovo esecutivo spetta ora il compito di governare. Dopo l'avvio di oggi e il primo Consiglio dei ministri atteso per domani 14 gennaio, il governo di Pedro Sanchez è consapevole che i primi giorni di attività "contano molto" sul piano della comunicazione. Anche per questo, riferiscono fonti di Psoe e Podemos a "El Pais", i partiti che formano l'esecutivo vorrebbero raggiungere un accordo con imprenditori e sindacati per una misura chiave come l'aumento del salario minimo. Tuttavia, si prevede che l'incremento sarà moderato, dal momento che lo scorso anno lo stipendio minimo è stato aumentato del 22 per cento, raggiungendo i 900 euro al mese. Difficile, osserva "El Pais", che la nuova soglia arrivi ai mille euro.
  
Usa-Iran, segretario Difesa "non ha visto" prove piano Teheran per attacco ambasciate
Washington, 13 gen 11:17 - (Agenzia Nova) - Alti funzionari dell'amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno faticato a difendere l'attacco aereo che il 3 gennaio scorso ha ucciso il generale iraniano Qasem Soleimani presso l'aeroporto di Baghdad, riconoscendo di non poter confermare quanto dichiarato da Trump, secondo cui gli iraniani pianificavano di attaccare quattro ambasciate degli Usa in Medio Oriente. Intervistato dall'emittente televisiva "Cbs", il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, ha dichiarato di "non aver visto" le prove di un piano dell'Iran per attaccare le missioni diplomatiche degli Usa in Medio Oriente. Allo stesso tempo, Esper ha chiarito di condividere "il punto di vista" di Trump secondo cui l'Iran "avrebbe potuto mirare alle nostre ambasciate, manifestazione più importante della presenza degli Usa in un paese". Il 10 gennaio scorso, Trump aveva dichiarato che Soleimani, comandante della Forza Qods delle Guardie della rivoluzione islamica dell'Iran, pianificava attacchi contro quattro ambasciate degli Stati Uniti in Medio Oriente. Tale affermazione era in contrasto con le valutazioni dell'intelligence degli Usa.
  
Usa, Warren accusa Sanders, "manda suoi volontari a farmi a pezzi"
New York, 13 gen 11:17 - (Agenzia Nova) - Sembra evaporare, a pochi giorni dalle primarie del Partito democratico nell'Iowa, il buon feeling tra i due principali candidati socialisti in corsa per le presidenziali del 2020: la senatrice Elizabeth Warren e il senatore Bernie Sander. Lo riferisce il "New York Times". Ieri Warren ha dichiarato di essere "delusa" dal fatto che la campagna di Sanders abbia chiesto ai suoi volontari di contrastare la senatrice accusandola di elitismo, e di far presa solo sugli elettori altamente istruiti, una porzione dell'elettorato insufficiente a consegnare la vittoria al Partito democratico alle prossime elezioni presidenziali. "Sono rimasta delusa nel sentire che Bernie sta chiedendo ai suoi volontari di farmi a pezzi", ha detto Warren. "Spero che Bernie riconsideri e dia alla sua campagna una direzione diversa". Dopo mesi in cui ha accuratamente evitato qualsiasi parola negativa su Sanders, Warren ha sostenuto che nelle primarie del 2016 le divisioni tra il senatore del Vermont e Hillary Clinton hanno aiutato Donald Trump a vincere le elezioni. "Abbiamo visto tutti le conseguenze delle divisioni del 2016, e non possiamo ripeterle", ha avvertito la senatrice. "I Democratici devono unire il nostro partito e questo significa attrarre tutte le parti della coalizione democratica". In una rara sessione di domande e risposte con i giornalisti, dopo il suo ultimo evento nell'Iowa, Sanders ha negato di aver mai indirizzato gli attivisti della sua campagna contro Sanders, ed ha ricordato di non aver mai attaccato pubblicamente la senatrice Warren. Sanders ha piuttosto incolpato i media per aver gonfiato la tensione tra le due campagne. "Elizabeth Warren è una mia grande amica", ha detto. "Abbiamo lavorato insieme al Senato per anni. Elizabeth Warren e io continueremo a lavorare insieme, discuteremo dei problemi".
  
Sahel, Macron riunisce a Pau i presidenti del G5 Sahel
Parigi, 13 gen 11:17 - (Agenzia Nova) - Il presidente francese Emmanuel Macron accoglie oggi a Pau, nel sud-est della Francia, i capi di Stato dei paesi parte del G5 Sahel, il dispositivo militare congiunto tra Mauritania, Mali, Niger, Burkina Faso e Ciad. Ne parla la stampa francese, spiegando che durante il vertice verranno affrontati temi riguardanti la sicurezza del Sahel e il sentimento anti-francese che sta prendendo sempre più piede tra gli abitanti della regione. Il vertice era stato inizialmente fissato per il 16 dicembre ma l'attacco jihadista che pochi giorni prima ha provocato la morte di undici soldati nigerini ha convinto Macron a rinviarlo ad oggi. La mossa di Macron sembra aver irritato alcuni capi di Stato del G5 Sahel, che si sono sentiti “convocati” dal presidente francese. La Francia vuole continuare a dettare i tempi e le modalità della lotta alla minaccia terroristica nel Sahel, dove Parigi si gioca la sua credibilità. “Il fatto che la Francia, il paese più impegnato nella regione, sia anche il più criticato, non crea la situazione più incoraggiante per attirare nuovi partner”, fanno sapere dall'Eliseo. La guerra”asimmetrica” condotta contro un nemico difficilmente reperibile che può assumere diverse strategie di combattimenti obbliga Parigi a “serrare i ranghi” ridefinendo il ruolo della sua operazione Barkhane e delle forze locali, incapaci di far fronte alla minaccia jihadista.
 
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