Finestra sul Mondo
10.01.2020 - 12:00
 
 
  
Italia, politica estera annaspa a causa dei fallimenti in Libia
Londra, 10 gen 12:00 - (Agenzia Nova) - L'Italia sta cercando disperatamente di salvare la propria credibilità diplomatica dopo che il suo tentativo di giocare un ruolo centrale nella risoluzione del conflitto in Libia è deragliato, rivelando tutta la approssimazione al centro dell'azione del governo. In questo modo, il quotidiano britannico "Daily Mail" descrive oggi i fallimenti nella gestione della questione libica registrati negli ultimi giorni sia dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sia dal ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio. Nella giornata dell'8 gennaio scorso, il presidente del governo di accordo nazionale libico (Gna), Fayez al Sarraj, ha rifiutato di incontrare Conte a Roma avendo appreso che il suo rivale, il generale Khalifa Haftar comanda l'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), era già stato ricevuto a Palazzo Chigi. A sua volta, Di Maio si è trovato isolato alla riunione sulla Libia tenuta al Cairo con i ministri degli Esteri di Francia, Egitto, Grecia e Cipro e ha rifiutato di firmare la dichiarazione finale. Secondo il titolare della Farnesina, il documento era, infatti, eccessivamente sbilanciato a favore di Haftar. Questi sviluppi hanno mostrato come il governo sia "ignorato a livello internazionale e anche diviso al proprio interno". Per il "Daily Mail", si è trattato di un doppio colpo potenzialmente letale per gli sforzi diplomatici di Roma volti a portare la pace in una Libia in preda al caos. Nella giornata di ieri 9 gennaio, Conte e Di Maio si sono incontrati per discutere dei prossimi sviluppi. Tuttavia, per il "Daily Mail", l'Italia ha ormai perso l'iniziativa sulla LIbia a favore di Russia, Turchia e Francia. Intanto, i partiti di opposizione accusano il governo di inettitudine.
  
Libia, “Faz”, il fallimento dell'Italia come mediatore
Berlino, 10 gen 12:00 - (Agenzia Nova) - Già potenza coloniale in Libia, dove ha importanti interessi economici, l'Italia vorrebbe agire come mediatore nel conflitto in corso nel paese. Tuttavia, questo tentativo di “colpo diplomatico” è fallito, generando imbarazzo. In questo modo, il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung” commenta la mancata riuscita del vertice sulla Libia organizzato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Palazzo Chigi nella giornata dell'8 gennaio scorso. Dopo tre ore di colloqui con il generale Khalifa Haftar, comandante dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), Conte avrebbe voluto ricevere anche il presidente del governo di accordo nazionale libico (Gna), Fayez al Sarraj. L'obiettivo, politico e simbolico, era giungere a Roma a una stretta di mano tra i capi delle parti in conflitto in Libia. Tuttavia, quando ha saputo della presenza di Haftar a Palazzo Chigi, di cui non era stato informato, Al Sarraj, in volo da Bruxelles a Roma, ha deciso di invertire la rotta verso Tripoli. Durante la sua visita a Bruxelles, il presidente del Gna aveva, infatti, già chiesto all'Ue sostegno contro Haftar. Come nota la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, i partiti di opposizione in Italia hanno salutato con gioia “l'errore da principiante” della diplomazia compiuto dal governo. Secondo il protocollo e le consuetudini diplomatiche, Conte avrebbe dovuto ricevere prima Al Sarraj, come capo del governo libico riconosciuto dall'Onu, e soltanto dopo Haftar, comandante di una forza ribelle come l'Lna. Per la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, l'Italia intende giocare “un ruolo da protagonista in Libia, ma difficilmente riesce a farsi sentire nello sciame di attori politici e soprattutto militari” attivi nel paese. Roma “è dalla parte di Al Sarraj, ma parla anche con Haftar e alla fine, in maniera piuttosto dilettantesca, si offre come onesto sensale” tra le parti in conflitto in Libia.
  
Germania, Muetzenich (SpD), proposta rimpasto governo “degna di nota”
Berlino, 10 gen 12:00 - (Agenzia Nova) - Avanzata dal presidente dell'Unione cristiano-sociale (Csu), il primo ministro della Baviera Markus Soeder, e non esclusa dalla presidente dell'Unione cristiano-democratica (Cdu), il ministro della Difesa Annegret Kramp-Karrenbauer, la proposta di un rimpasto nel governo federale è “degna d nota”. È quanto affermato dal capogruppo del Partito socialdemocratico tedesco (SpD) al Bundestag, Rolf Muetzenich, riferisce il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. Secondo Muetzenich, se Soeder desidera rimuovere i ministri della Csu dal governo federale e sostituirli con altri, “può farlo in qualsiasi momento”. Lo stesso vale per Kramp-Karrenbauer e i ministri della Cdu, secondo il capogruppo della SpD al Bundestag. Secondo Soeder, un rimpasto darebbe nuovo slancio al governo federale nella seconda metà della legislatura, che si concluderà nel 2021. Inoltre, a mossa servirebbe anche a preparare Cdu e Csu alle prossime elezioni. Soeder non ha precisato quali ministri dovrebbero essere sostituti, limitandosi ad affermare che, per Cdu e Csu, “innovazione ed economia devono venire prima di tutto”. Per la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, ciò si potrebbe considerare come “un attacco al ministro dell'Economia e dell'Energia, Peter Altmaier, e alla titolare della Ricerca, Anja Karliczek”, entrambi esponenti della Cdu. A sua volta, Kramp-Karrenbauer non ha escluso un rimpasto di governo. “Ne discuteremo durante l'anno”, ha affermato Kramp-Karrenbauer”. Tuttavia, il portavoce del governo federale, Steffen Seibert, ha dichiarato che “non è previsto alcun rimpasto nel governo” della Grande coalizione formata da Cdu, Csu e SpD, in carica dal 14 marzo 2018.
  
Francia, Macron interviene alla Convezione cittadina per il clima
Parigi, 10 gen 12:00 - (Agenzia Nova) - Il presidente Emanuel Macron interviene oggi alla Convenzione cittadina per il clima, l'iniziativa lanciata dal governo che vede la partecipazione di 150 francesi estratti a sorte per formulare delle proposte volte a combattere contro il riscaldamento climatico. Ne parla il quotidiano “Les Echos”, spiegando che per il suo primo intervento pubblico dell'anno il capo di Stato “rischia grosso”. Il clima rappresenta uno dei pilastri fondamentali della seconda parte del mandato presidenziale e il bilancio al momento presenta ancora molti punti deboli. Analisti e osservatori danno un giudizio negativo sull'operato del capo di Stato, sostenendo che La Francia è in ritardo rispetto agli obiettivi che si era prefissata per raggiungere la neutralità carbone nel 2050. Macron indossa i panni del leader nel campo delle lotte per il clima a livello internazionale, ma non riesce a convincere all'interno del suo paese. Eppure il governo francese ha lanciato una serie di leggi e dispositivi in questa direzione. La Convenzione cittadina per il clima ha quindi l'obiettivo di persuadere i francesi sulla buona volontà dell'esecutivo.
  
Francia, riforma pensioni, sindacati cercano di mantenere alta partecipazione proteste
Parigi, 10 gen 12:00 - (Agenzia Nova) - Ieri, 9 gennaio, si è tenuta in tutta la Francia una mobilitazione generale contro la riforma delle pensioni, con scioperi e manifestazioni su tutto il territorio. Il quotidiano francese “Les Echos”, scrive che il movimento “si sgonfia”, citando i dati del ministero dell'Interno, che ha contato 452mila persone in tutto il paese, contro i 615mila del 17 dicembre e gli 806mila del 5 dicembre. Il quotidiano “Libération” scrive invece che l'opposizione alla riforma “resta forte”, con i sindacati che rivendicano circa 1,2 milioni di persone in 65 cortei diversi. Nelle ferrovie il tasso di partecipazione è aumentato risalendo al 32,9 per cento. Al termine della manifestazione che si è tenuta ieri nella capitale si sono verificati scontri tra polizia e black bloc. Alcuni manifestanti hanno distrutto vetrine e saccheggiato negozi, mentre gli agenti hanno risposto con cariche e lacrimogeni. Per domani, 11 novembre, è prevista una nuova mobilitazione generale. L'intersindacale ha annunciato nuove manifestazioni per il 14, 15 e 16 gennaio. Per il 14 le sigle hanno dichiarato di voler organizzare “una giornata di manifestazioni e mobilitazioni massicce”, mentre nei due giorni seguenti ci saranno una serie di iniziative “sotto tutte le forme”.
  
Regno Unito, quattro candidati in corsa per guida Labour
Londra, 10 gen 12:00 - (Agenzia Nova) - Sono quattro i candidati che rimasti in corsa per la guida del Partito laburista britannico, a due giorni dalla conclusione della prima fase della competizione. Soltanto quattro candidati hanno raccolto il sostegno di un numero sufficiente di deputati laburisti alla Camera dei comuni o al Parlamento europeo, primo criterio di selezione stabilito dal Comitato esecutivo nazionale, massima istanza dirigente del Labour. A superare questo ostacolo sono due esponenti della sinistra, l'europeista Keir Starmer, con 63 firme, e la candidata della "continuità corbynista" Rebecca Long-Bailey, che ne ha raccolte 26. Vi sono poi due centriste Lisa Nandy, avversaria di Corbyn, con 24 sostenitori, e Jess Phillips, che ne ha ottenuti 22. Gli altri due candidati, la centrista Emily Thornberry e Clive Lewis, esponente dell'estrema sinistra, sembrano già fuori gioco. Nella prossima fase, gli sfidanti dovranno ottenere anche il sostegno di almeno una sezione provinciale del Labour o di una associazione fiancheggiatrice e di due organizzazioni sindacali. Soltanto in questo modo, il nome del candidato sarà sulla scheda elettorale che sarà sottoposta allo scrutinio degli oltre 500 mila iscritti al Labour. Il successore di Jermey Corbyn alla guida del Partito laburista verrà proclamato il 4 aprile prossimo.
  
Spagna, Corte suprema nega rilascio Junqueras, è crisi con Ue
Madrid, 10 gen 12:00 - (Agenzia Nova) - La Corte suprema spagnola ha negato la scarcerazione dell'indipendentista catalano Oroil Junqueras, leader del partito Erc, aprendo un conflitto istituzionale con le autorità dell'Unione europea. A Junqueras, che in Spagna sta scontando una pena di 13 anni di carcere per sedizione, la Corte di Giustizia dell'Ue aveva infatti riconosciuto l'immunità parlamentare. Il caso ha sollevato un dibattito di cui parla oggi "El Mundo": secondo i giudici della Corte spagnola, non è accettabile che Junqueras goda di questa misura nonostante la sua condanna definitiva a 13 anni di carcere e alla squalifica da qualsiasi carica pubblica. Per il giudice capo Manuel Marchena, appare quantomeno "insolito" che i legali di Junqueras chiedano alla Corte suprema di "negoziare" i termini della libertà di movimento da concedere a Junqueras.
  
Usa, Trump propone allargamento Nato in Medio Oriente
Washington, 10 gen 12:00 - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha proposto ieri un allargamento della Nato ai paesi del Medio Oriente, alla luce delle accresciute tensioni regionali tra gli Stati Uniti e l’Iran. La proposta di Trump segue di un giorno la sollecitazione rivolta dal presidente Usa all’Alleanza militare, ad assumere un ruolo ed una presenza più attivi nel contesto delle crisi mediorientali. Ieri, 9 gennaio, l’inquilino della Casa Bianca ha discusso la conversazione telefonica del giorno precedente con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. A detta di Trump, il segretario ha accolto “con entusiasmo” la proposta di un allargamento della Nato al Medio Oriente. “Credo che la Nato si dovrebbe espandere sino ad includere il Medio Oriente. Assolutamente”, ha dichiarato Trump ai giornalisti, aggiungendo che a suo parere l’Alleanza dovrebbe gradualmente subentrare agli Stati Uniti per gestire le crisi regionali, che costituiscono “problemi internazionali”. “Potremmo tornare a casa, del tutto o in larga parte, e utilizzare la Nato”, ha spiegato Trump, secondo cui Washington dovrebbe far valere in questo senso il suo contributo fondamentale alla sconfitta dello Stato islamico sul campo. “E’ un problema internazionale. Abbiamo sconfitto l’Isis. Abbiamo fatto un grande favore all’Europa”, ha dichiarato il presidente. “E quindi, ho spiegato che a mio modo di vedere la portata della Nato andrebbe aumentata. Dovrebbero occuparsi dell’Isis”, ha aggiunto Trump, reiterando la critica per le risorse a suo dire insufficienti destinate alla difesa dagli alleati degli Stati Uniti. “Noi vogliamo aiutare, ma ora l’onere è tutto a nostro carico, e questo non è giusto”. Lo scorso fine settimana la Nato ha annunciato una sospensione temporanea della missione di addestramento delle forze militari irachene, dopo l’uccisione da parte Usa del generale iraniano Qassem Soleimani, e la rappresaglia di Teheran contro basi militari irachene che ospitano le forze Usa.
  
Usa-Iran, "Cnn", Pompeo ha premuto per l'uccisione di Soleimani
Washington, 10 gen 12:00 - (Agenzia Nova) - Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, avrebbe determinato con le sue pressioni la decisione del presidente Donald Trump di uccidere il generale iraniano Qasem Soleimani. Lo riferisce la "Cnn" citando fonti del governo statunitense, che attesterebbero come Pompeo sia ad oggi il più influente funzionario nell'amministrazione Trump in materia di sicurezza nazionale. Mirare al secondo ufficiale più potente dell'Iran, il leader della Forza Quds del Corpo della Guardia rivoluzionaria, il gruppo militare politicamente ed economicamente potente con influenza regionale, è stata un'idea di Pompeo, secondo una fonte della sua cerchia interna. Pompeo "è stato colui che ha avanzato l'idea di eliminare Soleimani", ha detto la fonte. Secondo diverse fonti vicine a Pompeo, continua la "Cnn", durante tutta la sua carriera il segretario di Stato ha pensato che l'Iran sia alla radice di tutti i problemi del Medio Oriente, e si è concentrato proprio sull'eliminazione di Soleimani, il "comandante ombra" dell'Iran, come la mente dietro il terrorismo sponsorizzato dallo Stato iraniano in tutta la regione.
  
Venezuela, Ue pronta a misure contro chi viola democrazia
Pechino, 10 gen 12:00 - (Agenzia Nova) - L'Unione europea è pronta ad iniziare i lavori per applicare misure mirate contro le persone coinvolte nella violazione di principi e diritti democratici e costituzionali in Venezuela. Lo ha dichiarato, a nome dell'Ue, l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell. L'Alto rappresentante ha spiegato che i recenti atti contro l'unico organo eletto democraticamente in Venezuela, l'Assemblea nazionale e molti dei suoi membri, incluso il suo presidente, hanno ulteriormente intensificato la crisi nel paese. I tentativi di bloccare forzatamente un legittimo processo elettorale per la presidenza dell'Assemblea nazionale, il 5 gennaio, e l'uso della forza contro il suo presidente e diversi legislatori per impedire il loro accesso al parlamento "sono assolutamente inaccettabili". In questo quadro, l'Unione europea ritiene che "la sessione di voto che ha portato alle 'elezioni' di Luis Parra non sia legittima in quanto non ha rispettato le procedure legali né i principi costituzionali democratici. L'Ue esprime pieno sostegno a Juan Guaidò come presidente dell'Assemblea nazionale e respinge fermamente le violazioni del funzionamento democratico, costituzionale e trasparente della stessa, nonché le continue intimidazioni, la violenza e le decisioni arbitrarie contro i suoi membri", ha dichiarato Borrell.
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..