Finestra sul Mondo
09.01.2020 - 11:24
 
 
  
Germania, portavoce governo Seibert, nessun rimpasto
Berlino, 9 gen 11:24 - (Agenzia Nova) - In Germania, “non è previsto alcun rimpasto del governo” della Grande coalizione formata da Unione cristiano-democratica (Cdu), Unione cristiano-sociale (Csu) e Partito socialdemocratico tedesco (SpD), in carica dal 14 marzo 2018. È quanto ha affermato il portavoce dell'esecutivo federale, Steffen Seibert. Come riferisce il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, le dichiarazioni di Seibert seguono la proposta di rinnovamento e ringiovanimento del governo federale entro la prima metà del 2020, recentemente avanzata dal presidente della Csu, Markus Soeder, primo ministro della Baviera. Secondo Soeder, la mossa darebbe nuovo slancio al governo federale nella seconda metà della legislatura, che si concluderà nel 2021. Inoltre, il rimpasto servirebbe anche a preparare Cdu e Csu alle prossime elezioni. Soeder non ha precisato quali ministri dovrebbero essere sostituti, limitandosi ad affermare che, per Cdu e Csu, “innovazione ed economia devono venire prima di tutto”. Per la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, ciò si potrebbe considerare come “un attacco al ministro dell'Economia e dell'Energia, Peter Altmaier, e alla titolare della Ricerca, Anja Karliczek”, entrambi esponenti della Cdu. A sua volta, la presidente dell'Unione cristiano-democratica, il ministro della Difesa Annegret Kramp-Karrenbauer, non ha escluso un rimpasto di governo. “Ne discuteremo durante l'anno”, ha affermato Kramp-Karrenbauer”.
  
Germania, nel 2019, continuano a calare i richiedenti asilo, -14 per cento
Berlino, 9 gen 11:24 - (Agenzia Nova) - Il numero di profughi che arrivano in Germania ha continuato a diminuire anche nel 2019. Secondo i dati diffusi dal ministero dell'Interno tedesco, nello scorso anno sono state presentate 111 mila domande di asilo, ossia il 14 per cento in meno rispetto al 2018. In particolare, 31.500 richieste di protezione internazionale riguardano bambini nati da coppie di profughi in Germania. Come riferisce il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, il numero totale di richieste di asilo è sceso da poco meno di 162.000 nel 2018 a circa 142.500 nell'ultimo anno. Per il ministro dell'Interno, Horst Seehofer, si tratta di “un successo che dimostra come le misure contro l'immigrazione incontrollata abbiano funzionato”. Per tale motivo, “continuo coerentemente con la mia politica di umanità e ordine per l'immigrazione”, ha affermato Seehofer. Il numero di domande di asilo presentate in Germania nel 2019 è, dunque, significativamente inferiore al limite concordato dal governo federale, compreso tra le 180 e le 220 mila all'anno. Nel 2019, i principali pesi di origine di quanti hanno chiesto protezione internazionale in Germania sono stati Siria, Iraq e Turchia. Nello scorso anno, le autorità tedesche hanno esaminato 184.000 domande di asilo e il 35 per cento è stato accolto.
  
Francia, riforma pensioni, oggi manifestazioni in tutto il paese
Parigi, 9 gen 11:24 - (Agenzia Nova) - Si tiene oggi a Parigi e nel resto della Francia una nuova giornata di scioperi e manifestazioni contro la riforma delle pensioni, mentre il governo cerca di trovare un'intesa con i sindacati. Lo scrive il quotidiano francese “Le Monde”, spiegando che l'intersindacale chiede il ritiro totale del progetto. Ai disagi nel trasporto ferroviario si aggiungono quelli del trasporto areo, con la Direzione dell'aviazione civile (Dac) che ha annunciato “perturbazioni e ritardi”. Ad incrociare le braccia anche gli avvocati e i lavoratori delle raffinerie. La creazione di una “età di equilibrio” che fissa a 64 anni la soglia necessaria per ottenere la pensione a tasso pieno è al centro delle negoziazioni. Il ministro del Lavoro, Muriel Penicaud, ha dichiarato che questa misura al momento è inserita all'interno del progetto inviato al Consiglio di Stato ma “non pregiudica” il contenuto finale del testo. Il primo ministro, Edouard Philippe, ha accolto positivamente la proposta di Laurent Berger, segretario del sindacato della Confederazione francese democratica del lavoro (Cfdt), che ha ipotizzato la creazione di una “conferenza” volta a finanziare il sistema pensionistico.
  
Brexit, von der Leyen, trattato Regno Unito-Ue impossibile entro 2020
Londra, 9 gen 11:24 - (Agenzia Nova) - La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha smentito il primo ministro britannico Boris Johnson, affermando che è "impossibile" raggiungere il suo obiettivo di concludere entro il 2020 un trattato tra il Regno Unito e l'Ue per i rapporti post-Brexit. Come riferito dalla stampa britannica, è dunque negativo l'esito del primo incontro tra Johnson e von der Leyen, tenuto a Londra nella giornata di ieri 8 gennaio. Johnson ha ribadito di non essere disposto a estendere oltre la fine di quest'anno il "periodo transitorio". Il primo ministro del Regno Unito ha aggiunto che, dopo l'uscita del paese dall'Ue il 31 gennaio prossimo, intende avviare immediati negoziati sui rapporti futuri. L'obiettivo è un trattato di libero scambio simile a quello tra l'Ue e il Canada. Durante una conferenza alla London School of Economics tenuta dopo l'incontro con Johnson, von der Leyen ha invece affermato che, "senza un'estensione del periodo di transizione non possiamo aspettarci di mettere a punto ogni singolo aspetto delle future relazioni" tra Ue e Regno Unito. Tuttavia, ha aggiunto von der Leyen, "siamo pronti a lavorare giorno e notte per realizzare quel che è possibile entro gli stretti limiti temporali" indicati dal governo britannico.
  
Spagna, Sanchez in balia degli indipendentisti
Madrid, 9 gen 11:24 - (Agenzia Nova) - Il nuovo presidente del governo spagnolo e leader socialista Pedro Sanchez è solo un "jolly" nelle mani degli indipendentisti, che premono per mettere in atto la loro strategia di "impunità e secessionismo". Lo scrive nell'editoriale di oggi il quotidiano spagnolo "Abc", commentando le pressanti richieste sottoposte al capo del governo dai membri del partito indipendentista Erc. Il quotidiano critica con sarcasmo lo "stallo" decisionale di Sanchez, che ha rimandato alla prossima settimana le nomine dei ministri: ora che il governo c'è, sferza Abc, "non è più urgente combattere l'estrema povertà che perseguita undici milioni di spagnoli, né salvare milioni di lavoratori sfruttati dalla precarietà, né espellere l'etero-patriarcato dalla società. Il presidente del governo ha pieno titolo rimandato la formazione della sua nuova squadra alla settimana prossima, ridicolizzando il suo futuro vice presidente, Pablo Iglesias, che già aveva rivelato i nomi del suo capo di Gabinetto e di un Segretario di stato". Per il quotidiano "Abc", l'intesa tra Psoe ed Erc era limitata all'investitura e può essere mantenuta fintanto che il nuovo governo adempie all'impegno di creare il tavolo dei negoziati tra l'esecutivo centrale e l'amministrazione catalana. Negoziati, prosegue il quotidiano, che per i separatisti dovranno tenersi "in uno spazio parallelo a quello finora contemplato dallo statuto della Commissione bilaterale tra lo Stato e la Generalitat", richiesta che ha già sollevato disaccordi. Se ieri la vicepresidente del governo ad interim Carmen Calvo ha cercato di trasmettere l'idea che questo spazio è "una commissione bilaterale contemplata dallo statuto della Catalogna come lo è in altri statuti delle Comunità autonome del nostro paese", la visione è stata respinta categoricamente dai membri dell'Ecr, per i quali "in nessun caso" il nuovo spazio va considerato come parte della Commissione bilaterale. Nel documento concordato tra le due forze politiche, è chiaro che si tratterà di un nuovo organo, sebbene si faccia riferimento al fatto che questo si coordinerà con le istituzioni esistenti, compresa la Commissione bilaterale.
  
Migranti, Frontex, ingressi irregolari Ue ridotti del 92 per cento dal 2015
Madrid, 9 gen 11:24 - (Agenzia Nova) - Nel corso del 2019 gli arrivi irregolari in paesi membri dell'Unione europea si sono ridotti del 92 per cento rispetto al 2015, con un totale di 139 mila migranti che sono la quota più bassa registrata dal 2013. I dati sono quelli diffusi nel rapporto dell'Agenzia europea delle frontiere (Frontex), nel quale si precisa inoltre che che il tasso di arrivi irregolari nell'Ue è diminuito del 6 per cento rispetto al 2018. Nel corso dell'anno scorso, circa 24mila migranti sono arrivati ​​in Spagna in modo irregolare attraverso la rotta del Mediterraneo occidentale, con un calo del 58 per cento rispetto all'anno precedente. La grande maggioranza degli immigrati arrivati da questa rotta provengono dal Marocco e dall'Algeria. Rispetto alla rotta del Mediterraneo centrale, attraverso la quale i migranti sbarcano in Italia o a Malta, gli arrivi sono scesi del 41 percento a 14mila persone, soprattutto di origine tunisina e sudanese. D'altra parte, il saldo migratorio degli spagnoli all'estero è stato positivo per la prima volta dal 2008: un totale di 348.625 persone residenti all'estero hanno stabilito la propria residenza in Spagna (il 21,8 per cento in più rispetto alla prima metà del 2018), mentre 139.528 persone hanno lasciato la Spagna per un paese straniero, il 17,5 per cento in meno. Del numero totale di persone che dall'estero si sono trasferite in Spagna, 309.874 sono di nazionalità non spagnola (l'88,9 per cento del totale), mentre 38.751 erano spagnoli rientrati in patria (11,1 per cento).
  
Usa, la Camera vota per limitare i poteri di guerra di Trump sull'Iran
Washington, 9 gen 11:24 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Camera del rappresentanti statunitense, Nancy Pelosi, ha annunciato che la Camera voterà giovedì 9 gennaio per limitare i poteri del presidente Donald Trump nel dichiarare guerra all'Iran, in seguito all'uccisione mirata del generale iraniano Qassem Solimani, autorizzato dall'amministrazione presidenziale in carica. Lo riferisce il sito "Politico", che riporta le dichiarazioni della presidente della Camera, la democratica Nancy Pelosi: "I membri del Congresso nutrono serie e urgenti preoccupazioni per la decisione dell'amministrazione di impegnarsi in ostilità contro l'Iran e per la sua mancanza di strategia per il futuro. Le nostre preoccupazioni non sono state affrontate dalla insufficiente comunicazione della legge sui Poteri di guerra del presidente e dalla riunione dell'amministrazione di oggi". I Democratici del Congresso stanno valutando altri modi per limitare il potere militare del presidente Trump dopo la provocatoria uccisione di un generale iraniano la scorsa settimana. Nel caucus aumenta l'agitazione per la mancanza di risposte da parte dell'amministrazione. Usciti oggi da un incontro a porte chiuse, il primo da quando l'inquilino della Casa Bianca ha ordinato l'uccisione di Soleimani, i Democratici si sono detti frustrati dalle incognite sull'uccisione e sull'intensificarsi del conflitto con l'Iran.
  
Usa, giudice federale contesta l'ordinanza di Trump sui rifugiati
New York, 9 gen 11:24 - (Agenzia Nova) - Un giudice federale ha espresso dubbi sull'ordine esecutivo del presidente statunitense Donald Trump che offre ai governi statali e locali la possibilità di opporsi al ricollocamento dei rifugiati all'interno dei loro confini. L'ordine, emesso dal presidente Trump a settembre, dispone che i rifugiati siano generalmente ammessi negli Stati Uniti solo se uno Stato e una località acconsentono ad ospitarli. La politica fa parte di uno sforzo più ampio da parte dell'amministrazione Trump per limitare l'ingresso dei rifugiati negli Usa. Gli Stati Uniti hanno ammesso ogni anno decine di migliaia di rifugiati, dopo averli sottoposti a controlli di sicurezza. Alcune giurisdizioni conservatrici si oppongono però al programma nazionale sui rifugiati. Il giudice distrettuale americano Peter Messitte, nominato da Hillary Clinton, ha contestato l'ordine esecutivo, che di fatto conferisce agli Stati il ​​potere di veto sull'ammissione dei rifugiati. "Gli Stati non hanno l'autorità per prendere questo tipo di decisioni", ha sostenuto il giudice. L'avvocato del dipartimento di Giustizia Bradley Humphreys ha affermato che gli Stati non hanno il potere di veto perché al governo federale spetta ancora la decisione finale su dove si trovano i rifugiati, anche negli Stati o nelle località in conflitto su questo tema. L'ordine esecutivo "chiarisce chiaramente che non è una regola netta e veloce", ha detto. Tre organizzazioni di ricollocamento dei rifugiati - Hias, Church World Service e Lutheran Immigration and Refugee Service - stanno tentando di ottenere un'ingiunzione preliminare per bloccare l'attuazione della politica. Humphreys ha affermato che le organizzazioni non dispongono di alcun fondamento legale per presentare una sfida giudiziaria all'ordine esecutivo del presidente Trump.
  
Libia, confusione ostacola sforzi per cessate il fuoco
Londra, 9 gen 11:24 - (Agenzia Nova) - Una serie di iniziative che includono l'ue, la Russia e la Turchia è stata lanciata per raggiungere un cessate il fuoco in Libia e per evitare che il paese precipiti in una guerra civile senza quartiere. Lo scrive oggi il quotidiano britannico "The Guardian", avvertendo che non è affatto chiaro se l'iniziativa russo-turca a favore di una tregua in Libia sia complementare o in competizione con il tentativo europeo, guidato dall'Italia, di metter fine ai combattimenti in Libia. I presidenti di Russia e Turchia, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, che sostengono rispettivamente l'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar e il governo di accordo nazionale (Gna) guidato da Fayez al Sarraj, hanno lanciato un appello congiunto alle parti in lotta per un cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte del 12 gennaio prossimo. Al contempo, pare essere fallita prima del nascere la parallela mediazione tentata da presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Al Sarraj ha, infatti, rifiutato all'ultimo momento di recarsi a Roma per partecipare a un "vertice di pace" con Haftar. Il motivo del rifiuto del presidente del Gna è nel fatto che Conte aveva già ricevuto il generale Haftar a Palazzo Chigi. Grazie al sostegno soprattutto della Russia e di mercenari provenienti da questo paese, all'inizio del 2019 l'Lna si è impadronito dell'intero sud della Libia. Successivamente, ad aprile scorso, le truppe di Haftar hanno avviato un'offensiva contro Tripoli. Dall'inizio di questa settimana, l'Lna sta contendendo al Gna il controllo della città di Sirte. In soccorso di Al Sarraj sta ora accorrendo la Turchia, che si dice pronta a inviare truppe a difesa di Tripoli, dove già si trovano consiglieri militari e grandi quantità di armi ed equipaggiamenti turchi. Secondo il "Guardian", la mossa di Ankara ha preso in contropiede l'Italia, che ha importanti interessi in Libia, soprattutto nel settore delle forniture energetiche e che rivendica un ruolo-guida per la soluzione della crisi nel paese, già sua colonia. Tuttavia, osserva il "Guardian", il governo italiano ora è molto criticato per l'incapacità di ottenere risultati concreti mostrata negli ultimi due anni di mediazioni diplomatiche. Secondo il "Guardian", le attuali iniziative di Italia e Russia non sono necessariamente in conflitto tra loro. Tuttavia, questi tentativi riflettono l'ampiezza e la profondità delle influenze straniere in Libia, probabilmente il motivo per cui è così difficile per le fazioni in lotta nel paese raggiungere un accordo duraturo.
  
Libano, Ghosn si difende dalle accuse e regola i conti
Parigi, 9 gen 11:24 - (Agenzia Nova) - L'ex presidente dell'alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, Carlos Ghosn, ha tenuto ieri, 8 gennaio, a Beirut una conferenza stampa per spiegare le ragioni della sua fuga dal Giappone, dove lo attendeva un processo per frode fiscale. Ne parla la stampa francese scrivendo che il manager ha potuto “regolare i conti” dopo tredici mesi passati quasi totalmente in silenzio. Ghosn ha ribadito la sua innocenza e si è mostrato deciso a “lavare il suo onore”. “Sono dei responsabili della Nissan, del ministero pubblico giapponese all'origine del mio calvario”, ha detto Ghosn, secondo il quale “questo affare coincide con l'inizio del declino delle performance della Nissan a inizio 2017”. La procura di Tokyo ha reagito dichiarando che le dichiarazioni di Ghosn “fanno astrazione dalla sua condotta” e che le accuse”sono totalmente inaccettabili”. Il Libano, che non ha accettato la richiesta di estradizione presentata dal Giappone, ha ricevuto una domanda d'arresto da parte dell'Interpol. Ghosn nel corso della conferenza stampa si è rifiutato di dare dettagli sulla sua fuga. L'ex presidente dell'alleanza ha smentito inoltre le sue dimissioni da Renault spiegando di essersi “ritirato” dopo il suo arresto e di aver poi “chiesto di andare in pensione”
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..