Mezzaluna
07.01.2020 - 16:21
 
 
ANALISI
  
Libia: Haftar prende Sirte in tre ore e ora punta su Misurata
Roma, 7 gen 16:21 - (Agenzia Nova) - Dopo aver conquistato la città di Sirte, il generale libico, Khalifa Haftar, punta ora su Misurata allo scopo di indebolire le difese di Tripoli che tiene sotto assedio dal 4 aprile scorso. Nella giornata di ieri il portavoce delle forze di Haftar, l'Esercito nazionale libico (Lna), Ahmed al Mismari, ha annunciato che "la sala operativa della città di Sirte ha condotto un'operazione lampo attraverso cinque assi principali tramite i quali è riuscita a prendere il pieno controllo della città di Sirte". Parlando in una conferenza stampa da Bengasi, poche ore dopo l'ingresso dei suoi uomini a Sirte, al Mismari ha dichiarato: "La liberazione della città è durata tre ore ed è stata condotta da quattro fronti di terra oltre a uno marittimo", rilevando che "l'Aeronautica era pronta a fornire il supporto necessario a le forze di terra".

Dall'altra parte, il portavoce della Sirte Protection Force del Governo di accordo nazionale libico (Gna), Taha Hadid, ha dichiarato che l'Lna "ha aperto il fuoco su di noi a Sirte da diversi punti a est e sud di Sirte, e ha attaccato allo stesso tempo attraverso la strada costiera nella zona orientale di Sirte e la strada Qasr Abu Hadi a sud, oltre a un attacco con un'unità navale dal porto di Sirte". Hadid ha dichiarato, in una nota ufficiale, che "le cellule dormienti si sono mosse anche dall'interno della città di Sirte e le nostre forze si sono trovate di fronte all'opzione di trasformare gli scontri in guerriglia per le strade di Sirte con armi pesanti o di ritirarci per preservare la vita dei civili". La sala operativa delle forze di al Bunian al Marsus che fa capo al Gna ha quindi valutato "la situazione e pensato che trasformare Sirte in un campo di battaglia avrebbe portato alla morte e allo sfollamento 120 mila cittadini", ha affermato.

Hadid ha spiegato che "dopo aver studiato la situazione, le nostre forze hanno preso la decisione di ritirarsi fuori da Sirte e quindi attendere gli ordini. La nostra forza sta ancora conservando tutto il suo equipaggiamento e il nostro ritiro da Sirte non è la fine. Siamo ancora presenti e perdere una battaglia non significa perdere la guerra, e prima o poi riprenderemo Sirte", ha concluso. Le milizie di Misurata che ieri si sono ritirate lasciando Sirte nelle mani delle forze del generale Haftar hanno accusato la Brigata 604 di tradimento. Mustafa Akhlil, capo delle forze dell'artiglieria di Misurata, in un post su Facebook ha accusato la Brigata 604, composta da elementi "Madkhali", cioè della milizia islamica salafita, di essere passate dalla parte delle forze di Haftar avendo consentito così la caduta della città.

Nella giornata di oggi inoltre gli uomini di Haftar da Sirte hanno iniziato una marcia in direzione di Misurata, nell'ovest della Libia. Secondo quanto riporta il sito informativo libico "Afrigate News", in queste ore si combatte tra le milizie di Misurata e quelle di Haftar nella zona del villaggio di al Washka, che si trova 80 chilometri a ovest di Sirte. Secondo un altro sito libico, "al Mashad al Libi", le forze dell'Lna hanno conquistato una vasta zona dell'area di Abu Qarin e di al Washka. Inoltre i caccia dell'aviazione dell'Lna hanno condotto dei raid contro le forze del Gna ad Abu Qarin, Lahsun e al Buirat. Intanto le milizie di Misurata hanno chiuso la strada che collega Bani Walid e Zliten con la loro città presso la porta di al Dufan. Nella giornata di ieri il portavoce dell'Lna, Ahmed al Mismari, nel parlare della presa di Sirte ha assicurato le milizie di Misurata sostenendo che "non puntiamo alla vostra città". Infine nel pomeriggio di oggi è proseguita l'avanzata delle forze dell'Esercito di Haftar verso la città di Misurata. Secondo quanto riferisce l'emittente televisiva "Al Arabiya", considerata vicina alle istanze dell'Lna, gli uomini di Haftar sono arrivati in una località, quella di al Hisha, che si trova 100 chilometri a est di Misurata. Le forze fedeli al Governo di accordo nazionale libico si sarebbero ritirate invece nella zona di Kubri al Sadada.

La conquista della città di Sirte da parte di Haftar rappresenta “una minaccia esistenziale per le milizie di Misurata e non solo”. Lo ha detto oggi ad “Agenzia Nova” Umberto Profazio, analista presso il Nato Defence College Foundation (Ndcf). Ahmed al Mismari, portavoce di Haftar, ha annunciato ieri la presa di Sirte dell’Lna che controlla ora "la città e i suoi sobborghi" dopo il ritiro delle milizie allineate al Governo di accordo nazionale (Gna) di Tripoli. Le forze della “città-Stato” di Misurata, da parte loro, hanno accusato di tradimento la Brigata 604, composta da elementi "Madkhali", cioè una milizia islamica salafita. In un nuovo sviluppo, il negoziatore capo della Russia per il gruppo di contatto sulla Libia, Lev Dengov, ha detto che le forze del Gna hanno ripreso questa mattina parti della città erano state “occupate per breve tempo” dalle forze di Haftar. “Il problema principale - ha detto Profazio - continua a essere il frastuono della propaganda di ambo le parti. Le continue rivendicazioni danno l’immagine di una situazione fluida, in costante movimento. Il che denota la sostanziale incapacità di entrambi i contendenti di prevalere sui diversi teatri operativi, da cui la necessità di un sostanzioso appoggio esterno per le operazioni militari”.

A prescindere dall’esito dello scontro a Sirte, “è evidente l’intenzione di Haftar di aprire un secondo fronte, vista l’impossibilità attuale di prendere il controllo di Tripoli”, ha sottolineato ancora Profazio. “Ciò consentirebbe di distrarre combattenti e risorse dal teatro principale (la capitale) a un teatro apparentemente secondario, ma che per Misurata rappresenta una postazione di importanza fondamentale, sia dal punto di vista simbolico (operazione Bunyan Marsous contro lo Stato islamico nel 2016) che dal punto di vista militare, data la scarsa distanza che separa le due città”, ha aggiunto l’analista. “La presa di Sirte da parte dell’Lna rappresenterebbe una minaccia esistenziale per le milizie di Misurata e non solo. Il possesso della base di Ghardabyia a sud di Siete ipoteticamente consentirebbe ad Haftar di incrementare il proprio vantaggio dal punto di vista militare e intensificare le operazioni aeree per fiaccare la resistenza dal Gna”, ha concluso Profazio.

La città di Sirte ha una forte valenza simbolica e strategica in Libia. Anzitutto si trova nel centro del Golfo della Sirte, a metà strada fra Tripoli e Bengasi, ed è uno snodo fondamentale lungo l'arteria stradale che percorre la costa libica. Su impulso del colonnello Muammar Gheddafi, in questa città ha avuto origine l'Unione Africana. Lo stesso rais è nato a 20 chilometri da Sirte e in questo stesso luogo ha trovato la morte il 20 ottobre del 2011, ucciso da un colpo di pistola alla testa dopo essere stato catturato dai ribelli libici mentre si nascondeva in una conduttura. Sirte ha visto anche l'ascesa e il tramonto dello Stato islamico, estirpato dalla città nel dicembre del 2016 ma a caro prezzo dalle milizie di Misurata, che hanno perso circa 700 combattenti (oltre 2.000 i feriti) contro le "bandiere nere". Alle operazioni militari avevano preso parte attiva anche gli Stati Uniti con l'operazione militare Odyssey Lightning, conclusa dopo la distruzione di 1.059 postazioni nemiche, 41 veicoli bomba, 36 tra veicoli per i rifornimenti e magazzini per le scorte, nonché due carri armati. Un ruolo l'ha giocato anche l'Italia, curando i feriti di Bunian al Marsus nell'ospedale da campo allestito a Misurata: la struttura è presente ancora oggi e serve anche la popolazione civile.
 
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