Finestra sul Mondo
07.01.2020 - 11:08
 
 
  
Italia, con Francia e Spagna, il paese è “cattivo scolaro” nella lotta alla disoccupazione
Madrid, 7 gen 11:07 - (Agenzia Nova) - Il tasso di disoccupazione nei paesi dell'Unione europea nel suo insieme è tornato a scendere ai livelli pre-crisi del 7 per cento, ma non certo grazie all'Italia. Con Francia e Spagna, nel paese si concentra oltre la metà dei disoccupati di tutta l'Ue. Lo afferma oggi il quotidiano spagnolo "El Pais", citando il rapporto annuale sull'occupazione nell'Ue elaborato dalla Commissione europea. Nonostante la ripresa nella maggior parte dei paesi membri, la Commissione sottolinea come Italia, Francia e Spagna rappresentino in questo contesto tre "notevoli eccezioni" o "tre cattivi scolari" nella lotta alla disoccupazione. Inoltre, l'Italia viene criticata per la scarsa efficienza delle politiche sociali volte a ridurre il rischio di povertà. Nonostante tassi di crescita economica relativamente bassi, continua il rapporto della Commissione europea, l'Ue continua in effetti a creare posti di lavoro. Fino allo scorso settembre, negli Stati membri sono stati recensiti 241,5 milioni di lavoratori, il livello più alto mai raggiunto. Merito soprattutto di Stati come Germania, Austria, Paesi Bassi, Repubblica Ceca o Regno Unito, che godono del pieno impiego con tassi di disoccupazione inferiori al 4 per cento, pur soffrendo di carenza di manodopera.
  
Germania, Soeder (Csu), necessario rimpasto governo per elezioni 2021
Berlino, 7 gen 11:07 - (Agenzia Nova) - In vista delle elezioni che si terranno in Germania nel 2021, è necessario “un rimpasto e un ringiovanimento” del governo federale, attualmente formato dalla Grande coalizione tra Unione cristiano-democratica (Cdu), Unione cristiano-sociale (Csu) e Partito socialdemocratico tedesco (SpD) in carica dal 14 marzo 2018. È quanto dichiarato dal presidente della Csu, Markus Soeder, primo ministro della Baviera. Come riferisce il quotidiano “Frankfurer Allgemeine Zeitung”, per Soeder il rimpasto dell'esecutivo guidato dal cancelliere Angela Merkel potrebbe avvenire a metà dell'anno. Intanto, il portavoce del governo federale, Steffen Seibert, ha dichiarato che “il cancelliere Merkel lavora bene e volentieri con tutti i ministri”, sebbene in alcuni settori come la digitalizzazione l'esecutivo potrebbe “certamente prendere velocità dinamismo”. Dichiarazioni che per il presidente della Csu costituiscono “una conferma della sua proposta di rimpasto”, non concordata né con Merkel né con la presidente della Cdu, il ministro della Difesa Annegret Kramp-Karrenbauer. Riguardo ai ministri da sostituire, Soeder non ha fatto nomi, ma ha evidenziato i settori in cui ritiene necessario un cambiamento: innovazione, scienza ed economia. A tal riguardo, il primo ministro della Baviera ha osservato: “È evidente che stiamo diventando un po 'più deboli nell'economia, che dobbiamo crescere tecnologicamente nella competizione internazionale”. Secondo Soeder, tale situazione non può andare avanti: pertanto, “rafforzare l'uno o l'altro settore può andare a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti, un po' d'aria fresca può aiutare tutti”. Come nota la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, con la sua proposta di rimpasto Soeder potrebbe aver fatto implicito riferimento a diversi membri del governo federale. In primo luogo, il ministro dell'Economia e dell'Energia Peter Altmaier, esponente della Cdu, da tempo confidente di Merkel. Il portafogli della Scienza è, invece, affidato ad Anja Karliczek, anch'ella della Cdu. I Trasporti e la Digitalizzazione sono di competenza di Andreas Scheuer, amico di Soeder ed esponente della Csu, attualmente oggetto di una commissione parlamentare d'inchiesta istituita dal Bundestag. Il riferimento del primo ministro della Baviera alla necessità di svecchiare il governo federale pare, infine, chiamare in causa il ministro dell'Interno Horst Seehofer, con i suoi 70 anni l'esponente più anziano dell'esecutivo del cancelliere Merkel, nonché predecessore di Soeder alla presidenza della Csu.
  
Germania-Usa, Muetzenich (SpD), uccisione Soleimani, parole e azioni Trump “inaccettabili”
Monaco di Baviera, 7 gen 11:07 - (Agenzia Nova) - Nell'uccisione del generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Qods delle Guardie della rivoluzione islamica dell'Iran deceduto durante il bombardamento dell'aeroporto di Baghdad effettuato il 3 gennaio scorso dagli Stati Uniti, “le parole e le azioni” del presidente degli Usa, Donald Trump, sono “inaccettabili”. È quanto afferma il capogruppo del Partito socialdemocratico tedesco (SpD) al Bundestag, Rolf Muetzenich, in un'intervista rilasciata oggi al quotidiano “Sueddeutsche Zeitung”. Secondo Muetzenich, l'uccisione di Soleimani pesa notevolmente sui rapporti tra Germania e Stati Uniti, esposto a “profondi cambiamenti e oneri”. Inoltre, il capogruppo della SpD al Bundestag dichiara: “Non saremo in grado di evitare le conseguenze dell'uccisione mirata di un rappresentante statale da parte di una democrazia occidentale, oggi si deve dubitare che vi possa essere un ritorno alla convivenza politica ordinata con l'attuale amministrazione negli Stati Uniti”. Con riguardo alle politiche perseguite da Trump e alla sua retorica nell'uccisione di Soleimani, Muetzenich evidenzia: “La Germania e i suoi partner europei sono sovrani e non devono essere trascinati nelle acque di uno stile politico eruttivo e nevrotico, la scelta di parole e azioni è inaccettabile”. Il capogruppo della SpD al Bundestag poi osserva che, “se come sostiene il primo ministro dell'Iraq” Adel Abdul Mahdi, Soleimani era “a Baghdad per mediare tra Iran e Arabia Saudita”, la decisione di Trump di eliminare il generale iraniano è “doppiamente tragica”. Allo stesso tempo, conclude Muetzenich, “il ruolo militare dell'Iran in Medio Orietne è stato determinante nella destabilizzazione della regione”.
  
Francia, riprendono trattative tra governo e sindacati su riforma pensioni
Parigi, 7 gen 11:07 - (Agenzia Nova) - Dopo la pausa natalizia, il governo francese riapre oggi al Ministero del Lavoro il tavolo delle trattative con i sindacati per trovare un'intesa sulla riforma delle pensioni, finita al centro di forti contestazioni che da più di un mese stanno paralizzando il paese. “È nostra responsabilità vigilare affinché il futuro sistema sia equilibrato”, ha detto il capo del governo ai microfoni dell'emittente radiofonica “Rtl” prima dell'inizio delle negoziazioni. “Ovunque in Europa le persone lavorano un po' di più perché è la realtà demografica”, ha aggiunto Philippe. “Sono aperto a discussioni su molti temi e certe volte sento eccellenti idee”, ha poi detto il capo del governo. Il quotidiano francese “Le Figaro” scrive che il presidente Emmanuel Macron “aumenta la pressione su Philippe” affinché il premier trovi una via d'uscita, mentre “Les Echos” spiega che la maggioranza si mostra aperta al dialogo nel tentativo di mettere fine agli scioperi che vanno avanti da più di un mese. Laurent Berger segretario del sindacato della Confederazione francese democratica del lavoro (Cfdt), ha proposto il 5 gennaio scorso la creazione di una “conferenza di finanziamento” delle pensioni. Il governo ha accolto positivamente questa proposta mostrandosi disponibile nel metterla in atto.
  
Regno Unito, nuovo leader Partito laburista proclamato il 4 aprile
Londra, 7 gen 11:07 - (Agenzia Nova) - Massimo organo decisionale del Partito laburista, il Comitato esecutivo nazionale (Nec) ha stabilito ieri, 6 gennaio, calendario e regole per la corsa alla leadership della formazione. Come riferisce il quotidiano "Financial Times", saranno tre mesi di lotta politica aperta e senza esclusione di colpi, prima che il 4 aprile prossimo venga nominato il successore del leader dimissionario del Labour, Jeremy Corbyn. Nella stessa giornata di ieri, Rebecca Long-Bailey, deputata di Manchester considerata erede della "continuità corbynista" ha annunciato formalmente la propria candidatura alla guida del Partito laburista. Tra le regole stabilite dal Nec, spicca l'obbligo per i nuovi iscritti di pagare una tassa di iscrizione di 25 sterline (circa 30 euro). Per i candidati centristi, tale contributo è una barriera che l'attuale vertice "corbynista" ha voluto innalzare per impedire il "ritorno" dei simpatizzanti moderati, allontanatisi dal Labour in polemica con la svolta a sinistra impressa al partito da Corbyn. Nel 2015, l'enorme afflusso di iscritti di estrema sinistra che portò all'elezione di Corbyn a leader del Labour fu facilitato da una tassa di iscrizione di appena 3 sterline, pari a 3,5 euro
  
Spagna, governo Sanchez, oggi la sfida della fiducia
Madrid, 7 gen 11:07 - (Agenzia Nova) - Il governo di Pedro Sanchez affronta oggi in Spagna il voto di fiducia in un contesto "da infarto". Lo scrive il quotidiano spagnolo "El Pais" annunciando la seconda votazione che i deputati di Madrid sosterranno oggi per approvare il governo proposto dal leader socialista Pedro Sanchez, sconfitto al primo voto che richiedeva la maggioranza assoluta di 176 sì sui 350 seggi in aula. Se i socialisti escludono la possibilità di un "tamayazo" (il cambio a sorpresa del voto di un deputato), scrive il quotidiano, gli indipendentisti di Sinistra repubblicana della Catalogna (Erc) hanno considerato domenica tutte le possibilità nel caso in cui uno dei loro 13 membri dovesse passare dall'astensione al sì, in caso di assenze impreviste o cambi di voto che potrebbero rendere frustrante l'investitura. "Saremo molto attenti al voto", ha dichiarato Jon Inarritu (Erc) a Radio Catalunya. Se nel corso del voto - che si svolge in ordine alfabetico - qualcuno cambiasse la propria scelta, i partiti impegnati per l'astensione, che in totale rappresentano 18 deputati, avrebbero la possibilità di decidere al momento di passare al sì.
  
Usa, impeachment Trump, ex consigliere Sicurezza nazionale Bolton pronto a testimoniare
Washington, 7 gen 11:07 - (Agenzia Nova) - L’ex consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, ha annunciato di essere pronto a testimoniare di fronte al Senato nel processo di impeachment a carico del presidente Donald Trump, in merito alle presunte pressioni esercitate dall’inquilino della Casa Bianca sull’Ucraina per spingere Kiev a indagare sul candidato democratico alla presidenza Usa, Joe Biden. Secondo la “Washington Post”, l’annuncio di Bolton ha “diviso” il fronte repubblicano, tra quanti intendono concedere uno spazio all’ex consigliere e quanti invece restano decisi a non concedere ulteriori testimonianze, dopo quelle effettuate dalla maggioranza democratica alla Camera, e culminate nella messa in stato di accusa del presidente. Proprio Bolton aveva evitato di testimoniare di fronte alla Camera; secondo il quotidiano Usa, una sua deposizione potrebbe risultare “imbarazzante” per Trump, anche se la Camera non ha ancora trasmesso gli atti dell’impeachment al Senato per consentire l’avvio del processo.
  
Iran-Usa, Khamenei vuole ritorsione diretta per uccisione Soleimani
New York, 7 gen 11:07 - (Agenzia Nova) - L’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, ha presieduto una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano nelle ore successive all’uccisione del generale Qasem Soleimani da parte degli Stati Uniti, ed ha chiesto che la ritorsione contro gli interessi statunitensi avvenga in maniera “diretta e proporzionale”. Lo scrive il quotidiano “New York Times”, secondo cui Khamenei si è discostato dalla “usuale tattica” di Tehran di agire contro gli Stati Uniti per procura, sostenendo invece che ad agire debbano essere direttamente le forze iraniane. Sin dall’istituzione della Repubblica islamica, nel 1979, Tehran ha esercitato le proprie politiche di potenza agendo tramite gli attori di prossimità coltivati nella regione. La rabbia generata a Tehran dall’azione di Washington sembra aver spinto però Tehran ad accantonare le tradizionali cautele. Ieri, 6 gennaio, milioni di cittadini iraniani sono scesi in strada per la processione funebre svoltasi in onore del generale ucciso in un attacco aereo a Baghdad. Khamenei ha versato pubblicamente lacrime sulla bara del generale. La folla radunatasi ieri a Tehran non ha precedenti dal funerale del fondatore della Repubblica islamica, l’ayatollah Ruhollah Khomeini, nel 1989. Il generale della Guardia della rivoluzione Hamid Sarkheili ha dichiarato che l’Iran è “pronto ad esigere una feroce vendetta contro l’America”.
  
Iraq, Francia cerca equilibrio tra Usa e Iran
Parigi, 7 gen 11:07 - (Agenzia Nova) - La Francia cerca un “punto di equilibrio” tra Stati Uniti e Iran per evitare un'escalation di tensioni, dopo la morte di Qassem Solemaini comandante della Forza Quds dei Guardiani della rivoluzione islamica, rimasto è stato ucciso in un raid aereo Usa in Iraq. Lo scrive il quotidiano francese “Le Monde”, spiegando che Parigi, Berlino e Londra hanno diffuso una comunicato congiunto il 5 gennaio scorso in cui si chiede una de-escalation delle tensioni. Lo stesso giorno il presidente Emmanuel Macron ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo statunitense, Donald Trump, al termine del quale ha chiesto a Teheran di evitare misure “suscettibili di peggiorare ulteriormente l'instabilità regionale”. A breve il capo di Stato francese dovrebbe avere un colloquio anche con il presidente iraniano Hassan Rohani. La Francia è preoccupata da una possibile riorganizzazione della sua presenza militare in Iraq, dove è presente nell'ambito della lotta allo Stato islamico. Il ministro degli esteri francese, Jean-Yves Le Drian nel corso di un colloquio telefonico con il premier iracheno Adel Abdoul Mahdi ha ribadito che per il momento Parigi non prevede un ritiro delle sue truppe dalla regione. Tuttavia, il margine di manovra francese ed europeo non sembra lasciare ampi spazi di azione. “La Francia non ha né il mandato né la legittimità per esercitare una qualsiasi mediazione”, ha dichiarato Bruno Tertrais, vice-direttore della Fondazione per la ricerca strategica (Frs).
  
Iraq, Regno Unito invia una squadra di evacuazione
Londra, 7 gen 11:07 - (Agenzia Nova) - Il Regno Unito sta accelerando i piani per una possibile evacuazione d'emergenza dall'Iraq di tutto il proprio personale militare e civile, nel timore di possibili rappresaglie da parte dell'Iran per l'uccisione del generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Qods delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana. Come riferisce oggi il quotidiano "The Times", il ministero della Difesa britannico ha inviato a Baghdad una squadra di 20 esperti incaricati di preparare i piani per un rapido ritiro in caso di necessità. Secondo le fonti militari citate dal "Times", il rischio di una rappresaglia dell'Iran è ora al massimo livello, al termine dei tre giorni di lutto nazionale decretati nella Repubblica islamica per commemorare Soleimani, ucciso il 3 gennaio scorso nel bombardamento dell'aeroporto di Baghdad effettuato dagli Stati Uniti. Il governo britannico sta anche considerando l'ipotesi di diramare un avviso formale di allarme per le proprie navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, nonostante che dalla scorsa estate la fregata Montrose e la fregata Defender della marina del Regno Unito siano in navigazione nell'area per garantirne la sicurezza. Come ricorda il "Times", 1.400 tra militari e civili britannici sono attualmente presenti in Iraq per partecipare alla lotta contro lo Stato islamico. Inoltre, un numero imprecisato di cittadini britannici lavorano nel paese nell'industria petrolifera, finanziaria e della sicurezza per società come BP, G4S ed Ernst & Young. Intanto, l'ambasciatore iraniano a Londra, Hamid Baeidinejad, ha formalmente protestato contro un articolo del "Times" in cui si affermava che l'Iran si starebbe preparando a uccidere i militari britannici in Iraq. Per il diplomatico si tratta di "una vile menzogna".
 
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