Finestra sul Mondo
03.01.2020 - 11:30
 
 
  
Italia, Conte e il governo alla prova delle regionali
Berlino, 3 gen 11:30 - (Agenzia Nova) - Le elezioni regionali che si terranno in Emilia-Romagna e Calabria il 26 gennaio prossimo costituiscono un test di cruciale importanza per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e per il governo, formato da Movimento 5 Stelle (M5S) e Partito democratico (Pd). Come sostiene il quotidiano tedesco “Handelsblatt”, il voto potrebbe decidere delle sorti dell'esecutivo. Qualora a vincere fosse il centrodestra guidato dalla Lega di Matteo Salvini, potrebbe aprirsi una crisi di governo con il rischio di elezioni anticipate. Intanto, dopo l'approvazione della legge di stabilità e le dimissioni di Lorenzo Fioramonti, esponente del M5S, dall'incarico di ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in attesa delle regionali diverse prove attendono Conte nel 2020. Il presidente del Consiglio deve, infatti, dare attuazione alla legge di bilancio, far fronte alle crisi industriali e tenere insieme una maggioranza che “si sta sgretolando”, mentre l'opposizione di centrodestra si rafforza. “Cattivi segnali” in vista delle regionali, osserva “Handelsblatt”, aggiungendo che gli ultimi sondaggi danno la Lega come primo partito in Italia al 31,5 per cento. A ogni modo, divisa praticamente su tutto, la coalizione tra M5S e Pd è unita dall'unico obiettivo di evitare le elezioni anticipate. Vi è poi da considerare il crollo dei Pentastellati “in crisi di identità”. Da primo partito alle elezioni politiche del 2018 con il 32,7 per cento, il M5S è oggi terzo dopo Lega e Pd, al 18,2 per cento. Come se non bastasse, il capo del governo deve fare i conti con Italia viva, il partito fondato da Matteo Renzi dopo la sua uscita dal Pd. Formalmente, Italia Viva appoggia il governo, in cui ha il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali affidato a Teresa Bellanova. Tuttavia, nella formazione di Renzi non mancano le critiche all'esecutivo, accusato tra l'altro di mancare di credibilità. Inoltre, il titolare di Palazzo Chigi non può contare sulle Sardine, nonostante l'apertura al dialogo verso il movimento nato per contestare Salvini. Per Conte e il governo, questo inizio del 2020 è dunque “un calvario”, che si concluderà con le elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria.
  
Italia, Predappio, il sindaco e i Mussolini bloccano centro di studi sul fascismo
Londra, 3 gen 11:30 - (Agenzia Nova) - Il progetto di trasformare Predappio, dove Benito Mussolini nacque nel 1883, in un centro di studi storici sul fascismo è stato bloccato dal nuovo sindaco di centrodestra Roberto Canali, sostenuto dai discendenti del duce. Come riferisce il quotidiano britannico "The Times", nel 2015, l'allora sindaco di Predappio, l'esponente del Partito democratico (Pd) Giorgio Frassineti, decise di rendere la città un centro studi sul fascismo per contrastare i nostalgici che si recano sulla tomba del duce per rendergli onore. A tal fine, Frassineti aveva raccolto fondi privati e pubblici per 3,5 milioni di euro e voleva mettere insieme una squadra di storici per studiare la dittatura fascista. Tuttavia, alle elezioni comunali tenute a Predappio a maggio scorso, ha vinto il candidato del cenrtodestra Roberto Canali, sostenuto anche da tre membri della famiglia Mussolini. Il nuovo sindaco ha bloccato il progetto di Frassineti, con il pretesto che la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini aveva obiettato ad alcune proposte di modifiche alla cappella dove si trova la tomba del duce. Inoltre, secondo Canali ,è "difficile" dare vita a un dibattito sul fascismo "senza esacerbare le polemiche, visto che ci sono fanatici da entrambe le parti". Diversamente, il sindaco di Predappio vuole persino "incrementare il turismo" aprendo in maniera permanente la tomba di Mussolini, che ora accoglie i visitatori solo tre volte all'anno, in occasione degli anniversari della nascita e della morte del dittatore e della marcia su Roma del 1922. Secondo lo storico Marcello Flores, che avrebbe dovuto far parte del centro studi progettato a Predappio, "potevamo mostrare cosa è stato davvero il fascismo, ma non è quello che vogliono uomini politici come il leader della Lega Matteo Salvini, il quale quando dice che è roba del passato e che non vale la pena analizzarlo attrae voti di destra".
  
Germania, capo polizia Berlino, rompiamo mito di inattacabilità del crimine organizzato
Berlino, 3 gen 11:30 - (Agenzia Nova) - Nel contrasto alla criminalità, la polizia di Berlino sta ottenendo successo e, soprattutto, sta “infrangendo il mito dell'inattacabilità del crimine organizzato”, formato principalmente da clan arabi, in particolare famiglie originarie del Libano. È quanto dichiarato dalla presidente della polizia di Berlino, Barbara Slowik, come riferisce il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. Inoltre, Slowik ha evidenziato come la pubblica sicurezza della capitale tedesca abbia “abbastanza segnali che vi sia sicuramente inquietudine” tra i clan arabi perché la polizia “disturba le loro attività commerciali e le persone coinvolte si sentono a disagio”. A tal riguardo, Slowik ha respinto le accuse di La Sinistra, secondo cui le operazioni della polizia nei quartieri di Berlino a maggiore immigrazione araba, come Neukoelln, sono diretti “principalmente contro innocui bar e quindi sono inefficaci”. Per Slowik, “sfortunatamente, chi critica vede soltanto i movimenti in superficie e non le successive indagini, si concentra sulla punta dell'iceberg”. La polizia di Berlino sta dunque “infrangendo il mito dell'inattacabilità delle strutture criminali, che cominciano con il parcheggio in doppia fila, passano per l'inquinamento da monossido di carbonio e la violenze di strada e finiscono con la criminalità organizzata”. Con particolare riguardo ai clan arabi, ha sottolineato Slowik, l'azione si basa essenzialmente su indagini finanziarie, che richiedono “molti anni di lavoro meticoloso in silenzio”. In tale settore, la polizia di Berlino collabora “in maniera eccellente” con l'Ufficio federale di polizia criminale (Bka) e con gli apparati di sicurezza di altri paesi. Come osservato da Slowik, “ovviamente niente di tutto ciò è visibile al pubblico”.
  
Francia, riforma pensioni, Macron cerca un compromesso
Parigi, 3 gen 11:30 - (Agenzia Nova) - Il presidente francese Emmanuel Macron cerca un compromesso sulla riforma delle pensioni per mettere fine alle proteste che dal 5 dicembre scorso stanno bloccando il paese. Lo scrive il quotidiano ”Le Monde”, spiegando che il capo di Stato è consapevole de rischi che corre. “Si tratta di un progetto di giustizia e di progresso sociale”, ha detto Macron durante il suo tradizionale discorso di fine anno. Il capo di Stato non ha evocato direttamente la soppressione di 42 regimi pensionistici speciali, limitandosi a sottolineare la volontà “di fare in modo che un euro di contributi versato porti agli stessi diritti per tutti dalla prima ora di lavoro”. Oltre ai sindacati, che hanno indetto un nuovo sciopero generale per il 9 gennaio, ci sono molte categorie pronte a tornare in strada per chiedere il ritiro del testo. Tra queste c'è quella degli avvocati e dei lavoratori delle raffinerie. Il quotidiano “Les Echos” ricorda che ieri, 2 gennaio, gli scioperi nelle ferrovie nazionali hanno raggiunto i 29 giorni consecutivi, stabilendo un nuovo record. Sempre ieri si è tenuta nei pressi del quartiere dell'Opéra di Parigi una manifestazione non dichiarata, sgomberata con lancio di lacrimogeni e cariche da parte della polizia. Il segretario della République en marche Stanislas Guerini, ha fatto sapere attraverso un post su Twitter che alcuni manifestanti hanno cercato di penetrare all'interno della sede del partito.
  
Spagna, in cambio dell'astensione di Erc, Sanchez accetta di avviare confronto su Catalogna
Madrid, 3 gen 11:30 - (Agenzia Nova) - Dopo un mese e mezzo di intensi negoziati tra le squadre negoziali del Psoe e di Esquerra republicana de Catalunya (Erc), guidate da Pedro Sanchez e Pere Aragones, le due formazioni hanno raggiunto un accordo. Il patto ha un notevole progetto politico: Sanchez, in cambio dell'astensione dei 13 deputati Erc nel voto di investitura, apre per la prima volta il canale per una possibile consultazione con i cittadini della Catalogna per ratificare gli accordi raggiunti al tavolo bilaterale tra i governi di Spagna e Catalogna. Il patto sintetizza la situazione in Catalogna come "un conflitto politico" e garantisce che "può essere risolto solo attraverso canali democratici, attraverso il dialogo, i negoziati e l'accordo, superando la sua legalizzazione". Nell'accordo, entrambe le parti si impegnano a stabilire "meccanismi" per garantire il "mantenimento" della tabella di dialogo e il "rispetto degli accordi" che raggiungono. I firmatari dell'accordo affermano di essere “di fronte all'opportunità di sbloccare e incanalare il conflitto politico sul futuro della Catalogna e stabilire le basi per la sua risoluzione".
  
Spagna, presidente Congresso convoca per domani sessione di investitura
Madrid, 3 gen 11:30 - (Agenzia Nova) - La procedura per l'investitura di Pedro Sanchez è già ufficialmente in corso con la presidente del Congresso, Meritxell Batet, che ha convocato la plenaria del Congresso per domani, 4 gennaio, alle nove del mattino. Pedro Sanchez esporrà il suo programma di governo e richiedere il sostegno della Camera. Fino ad ora, il leader socialista ha il sostegno di Podemos, con il quale formerà un governo di coalizione se l'investitura avrà esito favorevole, oltre al Pnv, Más País e Compromís, insieme all'astensione di Erc. Bildu comunicherà oggi se si asterrà anche dopo il voto sulla base elettorale. Il processo di investitura si svolgerà il 4, 5 e 7 gennaio. La plenaria inizierà alle nove di sabato con l'intervento di Pedro Sánchez, al quale seguiranno gli interventi del leader del Partito popolare (Pp) Pablo Casado, per un massimo di 30 minuti, quello di Santiago Abascal, leader di Vox, e poi uno dopo l'altro gli altri esponenti politici in rappresentanza delle forze politiche. Gli interventi si terranno sabato, in modo che domenica, 5 gennaio, si possa svolgere il primo voto. Si dovranno attendere 48 ore per il secondo e ultimo voto che dovrebbe arrivare martedì 7 gennaio, giorno in cui Pedro Sánchez sarà eletto presidente del Congresso.
  
Usa, Pelosi deciderà nei prossimi giorni su invio articoli impeachment
Washington, 3 gen 11:30 - (Agenzia Nova) - La presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, la democratica Nancy Pelosi, probabilmente deciderà nei prossimi giorni se inviare gli articoli di impeachment contro il presidente Donald Trump al Senato federale, che secondo la Costituzione Usa è chiamato a giudicare il presidente. Sono già trascorse due settimane dall'approvazione della Camera degli articoli di impeachment contro il presidente Trump per abuso di potere e ostruzione del Congresso, accusato di pressioni indebite sull'Ucraina contro il democratico Joe Biden e di aver ostruito le indagini del Congresso in proposito. Nonostante i Democratici abbiano definito i reati imputati a Trump una emergenza nazionale, Pelosi ha trattenuto gli articoli per fare leva nel dibattito con i Repubblicani sulle regole del processo, chiedendo che la maggioranza al Senato accetti di ascoltare nuovi testimoni. Ma i segnali che la tattica stia funzionando, facendo pressione sul leader della maggioranza al Senato, Mitch McConnell, sono pressoché assenti, come sottolinea la stampa statunitense. Ai Repubblicani del Senato non importa quando, o se Pelosi manderà mai gli articoli di impeachment: se i Democratici non invieranno alla Camera i due capi di imputazione a carico del presidente Trump, questi non risulterà mai formalmente in stato di accusa.
  
Usa-Turchia, Trump mette in guardia Erdogan contro intervento militare in Libia
Washington, 3 gen 11:30 - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Donadl Trump, ha discusso del conflitto in Libia e dei combattimenti nella provincia siriana di Idlib con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ieri, 2 gennaio. L'inquilino della Casa Bianca ha messo in guardia l'omologo turco dall'invio di truppe in Libia, poche ore dopo che il parlamento di Ankara ha approvato l'intervento militare nel paese nordafricano. "I leader hanno discusso di questioni bilaterali e regionali", ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca Hogan Gidley in una nota. “Il presidente Trump ha sottolineato che l'interferenza straniera sta complicando la situazione in Libia. I leader hanno concordato sulla necessità di una de-escalation a Idlib, in Siria, al fine di proteggere i civili". Con 325 voti a favore e 184 contrari, la Grande assemblea nazionale della Turchia (parlamento monocamerale turco) ha approvato ieri la mozione per inviare forze militari in Libia a sostegno del Governo di accordo nazionale (Gna) di Tripoli riconosciuto dalle Nazioni Unite, e contro l'Esercito nazionale libico (Lna) di Khalifa Haftar, sostenuto da Egitto, Giordania e Emirati Arabi Uniti. Trump, che sta per terminare il soggiorno di due settimane nel suo resort Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida, la scorsa settimana ha discusso la situazione in Libia anche con il presidente dell'Egitto, Abdel Fattah al Sisi. Erdogan e Trump hanno anche discusso della violenza in atto nella provincia siriana di Idlib lungo il confine turco, dove le forze del presidente siriano Bashar Assad, appoggiate dalla Russia, puntano ad espugnare una delle ultime roccaforti islamiste nel paese.
  
Cina, governo blocca cooperazione tra Borse Shangai e Londra per proteste a Hong Kong
Londra, 3 gen 11:30 - (Agenzia Nova) - La Cina ha bloccato la recente iniziativa di cooperazione tra le Borse di Londra e di Shangai con una decisione che segnala la tensione tra Pechino e Londra o in seguito al movimento di protesta che ormai da mesi agita l'ex colonia britannica di Honk Kong. In questo modo, il quotidiano "The Times" spiega la decisione del governo cinese, annunciata ieri 2 gennaio, di congelare la Shanghai-London Stock Connect, l'iniziativa per la quotazione parallela di società per azioni in entrambi i mercati. Quel programma era stato inaugurato a giugno scorso alla presenza dell'allora cancelliere dello Scacchiere britannico, Philip Hammond, e del vice primo ministro cinese, Hu Chun. Annunciata nel 2015 dall'allora premier britannico David Cameron assieme al presidente cinese Xi Jinping come parte della nuova "era d'oro" delle relazioni tra Regno Unito e Cina, la Shanghai-London Stock Connect è considerata dalla società London Stock Exchange (Lse), che gestisce la Borsa di Londra, come una delle sue più brillanti innovazioni. Come tale, la Shanghai-London Stock Connect era stata lodata appena pochi giorni fa dall'ambasciatore cinese a Londra, Liu Xiaoming, nel suo messaggio di auguri al nuovo governatore della Banca d'Inghilterra, Andrew Bailey. Nel messaggio, Liu sottolineava le prospettive di "più stretta cooperazione finanziaria" tra Regno Unito e Cina. Secondo il "Times", la sospensione della cooperazione tra le Borse di Londra e Shanghai è da interpretarsi come una ritorsione per le critiche che il governo britannico ha più volte rivolto alla Cina e per il modo in cui sta affrontando la rivolta dei cittadini di Hong Kong. Non è nemmeno da escludere che l'iniziativa del governo di Pechino sia una pressione su Johnson, che si appresta a decidere se consentire all'azienda di telecomunicazioni cinese Huawei di partecipare alla costruzione della rete 5G nel Regno Unito. A tal riguardo, il ministero degli Esteri cinese ha affermato: "Noi speriamo che il governo britannico voglia garantire un contesto economico-finanziario giusto e privo di pregiudizi alle aziende cinesi che investono nel Regno Unito e voglia creare le appropriate condizioni perché Cina e Regno Unito possano portare avanti tranquillamente una pratica cooperazione in vari campi".
  
Libano, il cerchio si stringe attorno a Ghosn
Parigi, 3 gen 11:30 - (Agenzia Nova) - Il cerchio si stringe attorno a Carlos Ghosn, l'ex presidente dell'alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi scappato dal Giappone e rifugiatosi in Libano per sfuggire a un processo per frode fiscale. Lo scrive la stampa francese, spiegando che per stabilire le modalità con cui è riuscito a lasciare Tokyo sono state aperte delle inchieste in Giappone e in Turchia, dove sono state arrestate sette persone sospettate di aver aiutato il fuggitivo durante il suo passaggio a Istanbul. L'Interpol ha inviato un mandato di cattura alle autorità del Libano chiedendo formalmente di procedere all'arresto del ricercato. L'organizzazione internazionale non può arrestare Ghosn, per questo ha chiesto un fermo provvisorio fino a quando le procedure giudiziarie internazionali non saranno completate. “Ho organizzato la mia partenza da solo”, ha fatto sapere Ghosn attraverso un comunicato diffuso ieri, 2 gennaio. “Le accuse secondo le quali mia moglie Carole e altri membri della mia famiglia avrebbero svolto un ruolo nella mia partenza dal Giappone sono false”, ha aggiunto il manager, che l'8 gennaio prossimo terrà una conferenza stampa a Beirut. L'emittente televisiva nipponica “NHK” ha fatto sapere che esistono delle immagini di Ghosn riprese poco prima della fuga dalle telecamere di videosorveglianza installate nella sua abitazione. Per il momento nessun membro del governo giapponese guidato dal premier Shinzo Abe ha reagito, anche se alcuni ministri hanno aperto delle indagini interne al loro dicastero per individuare eventuali complici.
 
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