Finestra sul Mondo
02.01.2020 - 11:01
 
 
  
Germania, pronti all'impiego soltanto 20 elicotteri militari su 152
Berlino, 2 gen 11:01 - (Agenzia Nova) - Continua la serie di criticità che affliggono da tempo la Bundeswehr, ossia le Forze armate della Germania. Come rivela il quotidiano “Bild” sulla base di un documento riservato della Bundeswehr che afferma di aver visionato, a novembre scorso erano pronti all'impiego soltanto 20 dei 152 elicotteri in dotazione alle Forze armate tedesche. In particolare, si tratta di otto elicotteri da combattimento Tiger su 53 e 12 elicotteri da trasporto NH90 su 99. Per quanto riguarda i Tiger, nel documento riservato, la Bundeswehr imputa la responsabilità del limitato numero di velivoli operativi all'azienda produttrice, Airbus Helicopters Deutschland (AhD), parte del consorzio aerospaziale europeo Airbus. In particolare, AhD ritarderebbe regolarmente i controlli periodici sui Tiger90. Nel 2019, tali rinvii avrebbero costretto la Bundeswehr a ridurre di oltre il 20 per cento il programma annuale delle ore di volo di questi elicotteri. Secondo le Forze armate tedesche, AhD “soddisferebbe solo in parte gli obblighi contrattuali” con prestazioni “incomplete o ritardate”. Per gli NH90, la Bundeswehr sottolinea che “ritardi nelle attività di manutenzione” da parte di AhD sono “all'ordine del giorno.
  
Francia, riforma pensioni, Macron conferma volontà di proseguire
Parigi, 2 gen 11:01 - (Agenzia Nova) - Durante il suo tradizionale discorso di fine anno pronunciato la sera del 31 dicembre, il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato la volontà di andare avanti con il suo progetto di riforma delle pensioni, che ha provocato un'ondata di proteste e scioperi in tutto il paese in queste ultime settimane. Lo scrive la stampa d'oltralpe, spiegando che durante il suo intervento Macron è rimasto in piedi nel salone degli Ambasciatori dell'Eliseo. Il capo di Stato ha ricordato i grandi eventi avvenuti in Francia che hanno segnato il 2019, come la morte dell'ex presidente Jacques Chirac, l'incendio della cattedrale di Notre Dame e l'attentato alla prefettura di Polizia. Macron ha anche tracciato le prospettive per il 2020, evocando alcuni temi come l'ecologia, le prossime elezioni municipali di marzo e l'Europa. La riforma delle pensioni “sarà portata a termine”, ha detto Macron, sottolineando che non cederà “al pessimismo o all'immobilismo”. “Mi aspetto dal governo del primo ministro Edouard Philippe che trovi la via di un compromesso rapido”, ha poi affermato il capo di Stato parlando delle negoziazioni con i sindacati che ricominceranno il 7 gennaio. Tuttavia, il titolare dell'Eliseo non si è soffermato sui dettagli de progetto. “Non c'è niente di nuovo” ha detto ai microfoni dell'emittente televisiva francese “Bfm tv” il segretario della Confederazione francese del lavoro, Philippe Martinez.
  
Regno Unito, Camere di commercio chiedono a Johnson di porre fine a stagnazione
Londra, 2 gen 11:01 - (Agenzia Nova) - La Camere di commercio britanniche (Bcc) ha chiesto al governo guidato dal primo ministro Boris Johnson di porre fine alla stagnazione in cui versa l'economia del Regno Unito. Lo riferisce il quotidiano "The Times", che oggi pubblica l'ultimo rapporto sullo stato dell'economia del Regno Unito elaborato dalle Bcc. Dal documento risulta che, nell'ultimo trimestre del 2019, il paese è entrato in recessione e, nonostante l'entusiasmo seguito alla vittoria del Partito conservatore alle elezioni anticipate 12 dicembre scorso, l'economia britannica rischia di rimanere in stagnazione per tutto il 2020. Il rapporto delle Bcc è stato realizzato analizzando le previsioni espresse da 6.478 aziende dei settore manifatturiero e dei servizi, dove sono complessivamente impiegate oltre 800 mila persone. I dati mostrano che, nell'ultimo trimestre dell'anno scorso, si sono notevolmente deteriorate le condizioni del comparto dei servizi, mentre le industrie manifatturiere versano in uno stato di "apatia". Secondo il direttore generale delle Bcc, Adam Marshall, è quindi necessario che il governo "prenda al più presto grandi decisioni per stimolare la crescita": Marshall ha aggiunto: "Se i ministri agiranno in fretta per ridurre i costi di avvio delle nuove imprese, per far partire rapidamente i nuovi progetti infrastrutturali e per aiutare gli imprenditori a una migliore formazione delle maestranze, allora e solo allora la loro azione sarà premiata con un consistente aumento degli investimenti".
  
Spagna, Psoe accelera su investitura Sanchez mentre cresce incertezza per Erc
Madrid, 2 gen 11:01 - (Agenzia Nova) - Se l'accordo di governo tra Psoe e Podemos appare molto solido, frutto di un articolato lavoro che permetterà al primo governo di coalizione della Spagna democratica di nascere su forti pilastri, non altrettanto si può dire per l'intesa raggiunta dai socialisti con il partito di Sinistra repubblicana della Catalogna (Erc), il cuo consiglio nazionale oggi si esprimerà sull'investitura di Pedro Sanchez. All'indomani del voto non è chiara la posizione che Erc assumerà nei confronti del nuovo governo, alla luce anche dei malumori del mondo secessionista, che non apprezza i vantaggi ottenuti in questo accordo con i socialisti. I punti sui quali socialisti e repubblicani avrebbero raggiunto un'intesa non sono stati ancora resi noti, ad eccezione di qualcosa di molto rilevante: se dopo i negoziati si aprirà un accordo tra il governo centrale e la Generalitat, i catalani "voteranno", scrive il quotidiano “El Pais”. Se Erc però darò oggi il via libera a Sanchez, la procedura per l'investitura verrà avviata immediatamente con la presidente del Congresso, Meritxell Batet, che convocherà la sessione plenaria per sabato 4 gennaio. La sessione proseguirà domenica 5, verrà interrotta il 6 e riprenderà il 7. Dal primo voto di investitura di domenica non risulterà nessun candidato in grado di avere la maggioranza assoluta- Dovranno quindi passare 48 ore per il successivo voto, che necessita della maggioranza semplice. Quello sarà il momento in cui nascerà il governo Sánchez.
  
Spagna, Erc decide oggi su astensione investitura Sanchez
Madrid, 2 gen 11:01 - (Agenzia Nova) - E' atteso per oggi l'annuncio formale da parte di Sinistra repubblicana della Catalogna (Erc) sull'accordo raggiunto con il Psoe per l'astensione durante il voto di investitura del leader socialista Pedro Sanchez. Durante la riunione odierna del consiglio nazionale di Erc, presieduto proprio da uno dei negoziatori con i socialisti, Josep Maria Jové, sarà infatti ratificato l'accordo che darà il via libera ai 13 deputati repubblicani al Congresso di astenersi al secondo scrutinio della sessione plenaria di investitura, martedì 7 gennaio. "Ci sarà una fumata bianca" concordano diversi alti funzionari repubblicani citati dal quotidiano “El Pais”. L'incontro,che prevede la partecipazioni di oltre 200 membri del consiglio nazionale, inizierà alle cinque del pomeriggio presso la sede del partito, a Barcellona.
  
Mediterraneo, oggi ad Atene Grecia, Cipro e Israele firmano accordo per gasdotto EastMed
Londra, 2 gen 11:01 - (Agenzia Nova) - Israele, Grecia e Cipro firmano oggi ad Atene l'accordo sulla costruzione del gasdotto EastMed, che collegherà i giacimenti di gas naturale al largo delle coste israeliane e cipriote all'Europa. Come riferisce il quotidiano "Financial Times", il progetto, dal valore di sei miliardi di euro, rischia di aumentare le tensioni con la Turchia, che teme di essere esclusa dal boom degli idrocarburi nel Mediterraneo orientale. Intanto, a firmare l'accordo sull'EastMed saranno i primi ministri di Grecia e Israele, Kyriakos Mitsotakis e Benjamin Netanyahu, e il presidente di Cipro Nikos Anastasiades. Il gasdotto porterà il gas naturale dai giacimenti israeliani e ciprioti in Italia attraverso la Grecia. Quando sarà pienamente operativo, l'EastMEd dovrebbe soddisfare il 10 per cento della domanda di gas naturale dell'intera Europa.
  
Usa, economista Krugman, politica economica Trump del tutto sbagliata
Berlino, 2 gen 11:01 - (Agenzia Nova) - La politica economica attuata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump,è “del tutto sbagliata”. È quanto sostiene l'economista statunitense Paul Krugman in un'intervista rilasciata al quotidiano “Handelsblatt”. Premio Nobel per l'Economia nel 2008, Krugman evidenzia come “tutto ciò Trump intendeva ottenere” con la sua politica economica “non è stato raggiunto”. In particolare, negli Usa “gli investimenti delle imprese diminuiscono nonostante i tagli alle tasse” e “la produzione industriale si riduce nonostante i dazi punitivi che dovrebbero proteggerla”. A tal riguardo, Krugman aggiunge che, qualora Trump dovesse dare attuazione alla minaccia più volte ribadita di applicare tariffe del 25 per cento sull'importazione negli Stati Uniti di auto prodotte nell'Ue, l'Europa “potrebbe cadere in recessione”. L'Ue pare, infatti, “già debole dal punto di vista dell'economia, come il Giappone di 20 anni fa”. Il riferimento è al “decennio perduto” dell'economia nipponica. Negli anni '90 dello scorso secolo, infatti, il Giappone attraversò un prolungato periodo di deflazione che, provocato dell'esplosione di una bolla speculativa nel mercato azionario e nel settore immobiliare, pose fine al boom economico sperimentato dal paese nel secondo dopoguerra.
  
Usa, “Politico”, 2020 segnerà offensiva governativa per controllo mondo digitale
Washington, 2 gen 11:01 - (Agenzia Nova) - Il 2020 vedrà un'offensiva dei governi negli Usa e negli altri paesi per ottenere un controllo più stretto del mondo digitale e dei suoi attori principali. E’ quanto prevede “Politico” in un editoriale pubblicato in occasione del nuovo anno, dove viene introdotto il termine “techlash” per descrivere questa reazione montante ai rischi alla stabilità socioeconomica posti dal web viene definita col termine. Il 2019, ricorda “Politico”, è stato un anno difficile per i colossi del web: Facebook, ad esempio, si è trovato al centro di una tempesta regolatoria globale, a causa del suo trattamento disinvolto delle informazioni personali. Altri colossi tecnologici, come Amazon e Apple, hanno dovuto rispondere di accuse simili. A dispetto di una litania di indagini, sanzioni e nuove restrizioni normative, le quotazioni di mercato dell’industria del web hanno comunque registrato nuovi picchi nel 2019. La politica denuncia però con sempre maggior decisione la disinformazione diffusa, spesso alimentata da software di intelligenza artificiale dai dubbi criteri di funzionamento introdotti dalle stesse società per vigilare sui contenuti, oltre che da fondi di provenienza opaca e da legioni di creatori di contenuti web scarsamente retribuiti. Il tema, che ha calamitato l’attenzione globale durante e dopo le elezioni presidenziali Usa del 2016, tornerà ad imporsi in vista delle elezioni presidenziali di quest’anno. Secondo Politico, nel 2020 le tensioni transatlantiche consentiranno alla Cina di consolidare la propria posizione come attore di primo piano nel settore tecnologico e digitale; al contrario, gli eccessi regolatori e normativi dell’Ue ne ridurranno la capacità di innovazione e la centralità nel settore, frustrando i tentativi di Bruxelles di indirizzare la definizione di regole globali per il settore.
  
Iraq, i manifestanti si ritirano dall’ambasciata Usa a Baghdad
New York, 2 gen 11:01 - (Agenzia Nova) - Il tentativo dei sostenitori delle milizie sciite in Iraq di fare irruzione nell’ambasciata statunitense a Baghdad, dopo i raid aerei effettuati dalle forze Usa contro quelle milizie nei giorni scorsi, si è concluso mercoledì, primo gennaio. I manifestanti si sono ritirati dall’area, dopo che i leader della protesta hanno ordinato di sospendere la sommossa. A ordinare il ritiro sono state le Forze di mobilitazione popolare, che riuniscono decine di gruppi militanti, diversi dei quali allineati all’Iran. Proprio i sostenitori di alcuni di questi gruppi avevano tentato martedì, 31 dicembre, di irrompere nell’ambasciata statunitense a Baghdad, costringendo i vertici della delegazione Usa a lasciare il paese, e il governo iracheno a mobilitare le forze speciali. Nonostante il loro ritiro dall’area dell’ambasciata, gli alleati dell’Iran intendono mantenere la pressione sugli Stati Uniti forzando un voto parlamentare sul ritiro delle Forze Usa dall’Iraq. Le truppe statunitensi sono tornate in Iraq nel 2014 per combattere lo Stato islamico. L’assalto all’ambasciata Usa non ha provocato vittime, ma secondo la stampa Usa dimostra l’enorme influenza politica e militare esercitata da Tehran sull’Iraq.
  
Libano, con la sua fuga Ghosn prende tutti in contropiede
Parigi, 2 gen 11:01 - (Agenzia Nova) - Scappando in Libano per sfuggire alla giustizia giapponese, l'ex presidente dell'alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, Carlos Ghosn, ha preso tutti in contropiede. Lo scrive la stampa francese, ricordando che Ghosn è stato arrestato a Tokyo nel novembre dello scorso anno per sospetta frode fiscale e si trovava nella capitale nipponica agli arresti domiciliari. La fuga dell'ex manager è frutto di un piano preparato fin nei minimi dettagli, che secondo alcune fonti sarebbe stato organizzato da una società di sicurezza privata. Secondo i medi libanesi Ghosn si sarebbe nascosto all'interno della custodia di uno strumento musicale. In possesso della nazionalità francese, libanese e brasiliana, l'uomo d'affari è arrivato a Beirut esibendo un passaporto francese e una carta d'identità libanese. La rocambolesca evasione mette in imbarazzo le autorità giapponesi, rimaste spiazzate dal gesto dell'ex presidente dell'alleanza. La Francia, invece, mantiene un profilo basso. Il Ministero degli Affari esteri di Parigi ha fatto sapere di essere venuto a conoscenza della notizia dai giornali e di non avere “nessuna conoscenza” delle circostanze in cui è avvenuta la fuga. “Nessuno è al di sopra delle leggi”, hanno detto il ministro dell'Interno, Christophe Castaner e il sottosegretario al ministero dell'Economia, Agnes Pannier-Runacher. Quest'ultima ha dichiarato ai microfoni dell'emittente televisiva “Bfm tv” che Ghosn non verrà estradato in Giappone se tornerà in Francia perché Parigi “non estrada mai i suoi cittadini”. Per l'ex manager verrebbero applicate le stesse “regole del gioco” previste per qualsiasi altra persona “ma questo non ci impedisce di pensare che Ghosn non si può sottrarre alla giustizia giapponese”, ha aggiunto il sottosegretario.
 
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