Mezzaluna
27.12.2019 - 13:07
 
 
ANALISI
  
Libia: fonte governo Algeria a "Nova", non parteciperemo ad alcuna alleanza con Turchia
Roma, 27 dic 2019 13:07 - (Agenzia Nova) - L'Algeria non intende partecipare ad alcuna alleanza con la Turchia e la Tunisia a sostegno del Governo di accordo nazionale libico (Gna) contro il generale Khalifa Haftar. Lo ha chiarito un funzionario governativo di Algeri ad "Agenzia Nova" commentando le parole pronunciate il 26 dicembre dal ministro dell'Interno del Governo di accordo nazionale libico, Fathi Bashagha, il quale ha annunciato "l'istituzione di un'alleanza militare tra la Libia, la Turchia, l'Algeria e Tunisia" per proteggere la capitale libica Tripoli e le aree sotto il controllo del governo Gna. La fonte ha negato tale possibilità dopo che una simile smentita era già arrivata il 26 dicembre dalla presidenza tunisina. Sebbene l'Algeria non abbia ancora preso una posizione ufficiale sull'argomento, una fonte del ministero degli Esteri ha dichiarato ad "Agenzia Nova" che "l'Algeria non parteciperà a nessuna alleanza militare guidata dalla Turchia in Libia", sottolineando che "l'Esercito popolare nazionale algerino manterrà la sua politica contraria a ogni interferenza militare all'estero".

La stessa fonte ha sottolineato che "l'Algeria insiste ancora sulla necessità di un dialogo tra le parti libiche e di un tavolo negoziale al fine di uscire dalla crisi". Solo il 26 dicembre il Supremo consiglio di sicurezza algerino ha adottato nuove "misure per proteggere i confini algerini con la Libia", dopo che la Turchia ha aperto a un intervento militare diretto in Libia. Il nuovo presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, ha presieduto una riunione urgente consiglio cui hanno partecipato i principali generali dell'esercito, nonché alcuni ministri, per discutere degli sviluppi in Libia e Mali. Successivamente la presidenza ha diramato un comunicato nel quale ha sottolineato che "il consiglio ha anche deciso di riattivare il ruolo dell'Algeria a livello internazionale, in particolare nei dossier libici e maliani, oltre che nelle questioni che riguardano il Sahel, il Sahara e l'Africa". L'Algeria teme l'avvio di una guerra a tutto campo in Libia e l'arrivo di combattenti stranieri verso i propri confini. La frontiera tra i due paesi è lunga 974 chilometri e la sua protezione richiede enormi sforzi militari.

L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha dichiarato che le milizie filo-turche in Siria hanno aperto quattro centri per la registrazione dei combattenti che desiderano viaggiare in Libia in cambio di uno stipendio mensile compreso tra 1.800 e i 2.000 dollari al mese. Questi quattro centri si trovano nella regione di Afrin, a nord di Aleppo, nella Siria settentrionale. Inoltre, il quotidiano algerino "El Khabar" ha indicato che "Erdogan ha informato la leadership tunisina, durante la sua visita a Tunisi, della sua decisione di intervenire militarmente in Libia" e "ha persino ottenuto l'approvazione" del presidente tunisino Kais Saied, considerando che la Tunisia è la posizione più vicina alla capitale libica Tripoli, che è controllata dal Gna. Erdogan si è quindi rivolto alla nuova leadership algerina, sottolineando "la necessità che l'Algeria partecipi alla Conferenza di Berlino sulla Libia".

Si tratta di una questione che il presidente algerino Tebboune ha già menzionato durante la campagna elettorale, affermando che "l'Algeria è il paese più preoccupato per la stabilità della Libia e non accetterà mai di essere esclusa dalle soluzioni proposte sul dossier libico". Il 20 dicembre il Governo di accordo nazionale di Tripoli ha invitato i leader di cinque paesi, tra cui Italia, Algeria, Stati Uniti, Regno Unito e Turchia, ad attivare accordi di cooperazione in materia di sicurezza. L'Algeria e la Libia hanno firmato nell'agosto 2001 un accordo di sicurezza sulla lotta al terrorismo e sul mantenimento della stabilità che è stato rinnovato nella seconda sessione del comitato congiunto di sicurezza nel febbraio 2012.
 
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