Finestra sul Mondo
09.10.2019 - 11:13
 
 
  
Ue, “Die Welt”, redistribuzione migranti avanza con difficoltà
Berlino, 9 ott 11:12 - (Agenzia Nova) - Elaborato dal ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer con l'appoggio di Italia, Francia e Malta, il meccanismo provvisorio di solidarietà per la redistribuzione nell'Ue dei migranti soccorsi nel Mediterraneo centrale “avanza con difficoltà”. È quanto afferma il quotidiano tedesco “Die Welt”, commentando l'esito del Consiglio Giustizia e Affari interni dell'Ue tenuto a Lussemburgo nella giornata di ieri, 8 ottobre. La riunione era dedicata a discutere del possibile ampliamento del piano di Seehofer per la ripartizione dei migranti in Europa. Tuttavia, l'iniziativa “non ha trovato ampio sostengo”, come lo stesso Seehofer aveva previsto all'apertura del Consiglio Giustizi e Affari interni. Allo stesso tempo, il ministro dell'Interno tedesco ha sostenuto che “la Germania deve andare avanti con un gruppo ristretto di altri Stati membri dell'Ue al fine di preparare il terreno per una riforma generale della normativa europea in materia di diritto di asilo entro un anno”. Intanto, secondo Seehofer, “un certo numero” di paesi dell'Ue ha mostrato “simpatia” per il suo piano volto alla ripartizione dei profughi, “ma desidera ulteriori dettagli”. Pertanto, l'11 ottobre prossimo, la Commissione europea terrà una “conferenza sull'attuazione tecnica” del meccanismo di solidarietà, dedicata in particolare ai controlli di sicurezza sui migranti coinvolti. Seehofer si è, inoltre, detto riluttante a fissare quote di ripartizione dei profughi tra gli Stati membri dell'Ue, pur aggiungendo che la Germania è pronta ad accogliere il 22 per cento dei migranti soccorsi nel Mediterraneo centrale.
  
Italia-Francia, Tar Veneto blocca prestito "Uomo vitruviano" al Louvre
Londra, 9 ott 11:12 - (Agenzia Nova) - Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Veneto ha bloccato il prestito del disegno di Leonardo da Vinci noto come "L'uomo vitruviano" al Museo del Louvre di Parigi a pochi giorni dall'inaugurazione della mostra organizzata in occasione del 500mo anniversario della morte del genio del Rinascimento, prevista per il 24 ottobre. Come riferito dalla stampa britannica, il ricorso al Tar del Veneto era stato presentato da Italia nostra, secondo cui "L'uomo vitruviano" è troppo fragile per poter viaggiare e rischierebbe di essere rovinato dalle luci nelle otto settimane di esposizione al Louvre. Il prestito del disegno di Leonardo era stato concordato dal ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo Dario Franceschini con il ministro della Cultura francese, Frank Riester, come segno di buona volontà per il miglioramento delle relazioni tra Italia e Francia dopo le tensioni dei mesi precedenti.
  
Imprese, Ad Thyssenkrupp Merz intende accelerare ristrutturazione gruppo
Monaco di Baviera, 9 ott 11:12 - (Agenzia Nova) - Appare “sempre più probabile” che l'amministratore delegato ad interim del conglomerato tedesco Thyssenkrupp, Martina Merz, procederà ad accelerare la ristrutturazione del gruppo da tempo in crisi, avviata dal suo predecessore Guido Kerkhoff. Secondo le “voci meno benevole”, riferisce il quotidiano “Sueddeutsche Zeitung”, l'operazione “farà a filetti” Thyssenkrupp. In particolare, il conglomerato intende semplificare in maniera radical l'amministrazione dei propri comparti Componenti e Impiantistica, che impiegano rispettivamente 34 mila e 21 mila dipendenti. Alla gestione dei due settori lavorano poi complessivamente circa 300 persone e Thyssenkrupp ritiene che vi siano “sovrapposizioni con la propria amministrazione centrale”. Come annunciato da Kerkhoff a maggio scorso, Thyssenkrupp intende dimezzare i costi amministrativi annuali, riducendo progressivamente la propria forza lavoro fino a seimila dipendenti, di cui quattromila in Germania. Il conglomerato intende, quindi, concentrarsi sulle proprie attività principali: la siderurgia e il commercio di materiali. Per componenti e impiantistica, Thyssenkrupp intende “esaminare in maniera critica se sia ancora il giusto proprietario”. Il settore Ascensori dovrebbe, invece, essere venduto almeno in parte o essere oggetto di un'offerta pubblica iniziale sul mercato azionario. L'obiettivo è trainare Thyssenkrupp fuori dalla grave crisi in cui versa, soprattutto a causa dei debiti elevati che deve sostenere a fronte di un profitto “praticamente nullo”. La situazione è aggravata dalle guerre commerciali e dal rialzo del prezzo del minerale di ferro, oltre che dall'aumento dei costi delle licenze di inquinamento. La crisi è culminata all'inizio di settembre scorso con l'uscita di Thyssenkrupp dal Dax, l'indice della Borsa di Francoforte in cui sono quotati i 30 titoli a maggiore capitalizzazione. Nei 12 mesi precedenti, le azioni di Thyssenkrupp avevano subito un crollo del 45 per cento.
  
Auto, Renault, presidente Senard vuole sostituire direttore generale Bolloré
Parigi, 9 ott 11:12 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Renault, Jean-Dominique Senard, proporrà prossimamente al consiglio di amministrazione del gruppo di lanciare una ricerca per trovare un sostituto di Thierry Bolloré, attuale direttore generale. Lo riferisce il quotidiano francese “Le Figaro”, spiegando che questo punto potrebbe essere messo all’ordine del giorno del prossimo consiglio di amministrazione, previsto per il 18 ottobre. Al ministero dell’Economia l’attuale direttore generale di Air France-Klm, Ben Smith, viene visto come un possibile candidato alla successione di Bolloré. All’interno della Renault, invece, la ricerca è orientata vero un profilo proveniente dal settore automobilistico. Il quotidiano francese “Les Echos” spiega che Bolloré rappresenta l’ultimo dirigente del gruppo francese legato al periodo di Carlos Ghosn, l’ex presidente dell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi arrestato in Giappone per frode fiscale nel novembre dello scorso anno. Una sua sostituzione sarebbe un segnale concreto che sancirebbe la volontà di voltare definitivamente pagina. Bolloré non ha mai nascosto la sua diffidenza nei confronti degli alleati nipponici, per questo potrebbe rappresentare un freno al consolidamento dell’alleanza tra Renault e Nissan. Neanche lo Stato francese, che detiene il 15 percento del capitale del gruppo francese, ha mai sostenuto il direttore generale, che non è riuscito a stringere un rapporto di fiducia con il presidente, Jean-Dominique Senard. Nissan dovrebbe approvare questo cambiamento visto che la dirigenza del gruppo nipponico ha chiesto un rinnovamento dei vertici di Renault.
  
Brexit, ultimo tentativo di Johnson per salvare il suo piano
Londra, 9 ott 11:12 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro britannico Boris Johnson ha fatto appello all'omologo irlandese Leo Varadkar in ultimo tentativo per salvare il suo piano per un nuovo accordo tra Regno Unito e Ue sulla Brexit, prima della scadenza del 31 ottobre. Nella giornata di ieri 8 ottobre, Johnson ha avuto un colloquio telefonico con Varadkar, chiedendogli di mantenere vivo il negoziato sulla Brexit. Le trattative rischiano, infatti, di fallire poiché il cancelliere tedesco Angela Merkel ha bocciato il piano di Johnson per la Brexit durante una conversazione telefonica con il primo ministro britannico, avvenuta ieri. Secondo Merkel, infatti, un accordo sui rapporti post-Brexit tra Regno Unito e Ue è possibile solo se l'Irlanda del Nord britannica resterà nel Mercato comune e nell'Unione doganale, mentre il resto del Regno Unito ne uscirà. Esclusivamente in questo modo, ha affermato il cancelliere tedesco, sarà soddisfatta la richiesta dell'Ue di mantenere aperta la frontiera terrestre tra l'Irlanda del Nord e l'Irlanda. Johnson ha risposto che questa posizione è totalmente inaccettabile per il governo britannico perché significherebbe la rinuncia del Regno Unito al pieno controllo sull'Irlanda del Nord e la cessione della sua sovranità alla Repubblica d'Irlanda, Stato membro dell'Ue. Ora, il governo di Londra sta tentando di organizzare in tutta fretta un incontro tra Johnson e Varadkar, che potrebbe avvenire a Dublino nella giornata di domani, 10 ottobre.
  
Spagna, ministero Esteri accusa Torra di creare rete di "ambasciate" per forzare "separazione"
Madrid, 9 ott 11:12 - (Agenzia Nova) - Il ministero degli Affari esteri spagnolo ha presentato ricorso per fermare l'apertura delle nuove delegazioni del governo della Catalogna in Messico, Buenos Aires e Tunisia. Il documento chiede alla giustizia di paralizzare l'ordine di apertura perché ritengono che questi uffici causino "danni all'interesse generale". La Generalitat ha risposto ieri nominando i responsabili di questi tre uffici. Il documento giudiziario, visionato dal quotidiano spagnolo “El Pais”, critica il lavoro svolto finora dagli uffici esteri catalani, definendoli "uno strumento per attuare una politica della Generalitat il cui scopo è la separazione della Spagna", e chiede alla giustizia di impedirne l'apertura. La Generalitat ha già 15 delegazioni in funzione in tutto il mondo, che servono un totale di 39 paesi. Nel suo appello alla Corte superiore di Giustizia della Catalogna per fermare l'apertura di queste nuove delegazioni, il ministero fa una revisione approfondita dell'attività delle cosiddette “ambasciate” catalane e conclude che svolgono "azioni contrarie all'attuale ordinanza e in particolare ai principi di unità di azione all'estero ”. Il documento sostiene che queste azioni potrebbero "trasmettere all'estero l'idea che la Catalogna goda di uno status giuridico privilegiato nel campo dell'azione esterna nell'ambito costituzionale interno spagnolo". Vengono citate una moltitudine di esempi concreti (le azioni degli uffici nel Regno Unito e in Irlanda, Svizzera, Germania, Francia e Italia) per sostenere l'idea che questa rete esterna sia "subordinata all'obiettivo secessionista e, in breve, come struttura istituzionale tipica di un soggetto di diritto internazionale”.
  
Spagna, ministero Interno sostituirà 5.000 agenti catalani in caso di disobbedienza
Madrid, 9 ott 11:12 - (Agenzia Nova) - Il piano della Guardia civile spagnola, in caso di disobbedienza della polizia regionale catalana (“Mossos d'Esquadra”) dopo la sentenza della Corte suprema sui 12 leader indipendentisti arrestati, prevede in casi estremi un sollevamento in "blocco" degli agenti e la supervisione delle sfere più alte. Le forze di sicurezza statali hanno lavorato per due anni su un piano di emergenza per intervenire sulla polizia regionale catalana in caso di disobbedienza. Come scrive oggi il quotidiano “El Mundo”, il presidente ad interim del governo spagnolo, Pedro Sanchez, è disposto ad attivare la legge sulla sicurezza nazionale in caso di aggravamento della tensione in Catalogna in vista della sentenza, che arriverà a giorni, sul futuro dei 12 leader indipendentisti accusati di ribellione, malversazione e sedizione per aver promosso il referendum illegale del 1 ottobre 2017. Il governo potrebbe contemplare l'elaborazione di un decreto presidenziale per assumere il controllo immediato del Mossos d'Esquadra. Questa possibilità, tuttavia, appare remota vista la collaborazione negli ultimi mesi "molto soddisfacente" con la polizia catalana e in particolare con il nuovo direttore generale Pere Ferrer. In caso di emergenza vi sarebbe comunque un secondo piano che prevede una "supervisionare" del lavoro della polizia catalana, senza rimuovere i comandanti di Mossos, da parte delle forze di sicurezza e degli organismi preposti.
  
Usa, Casa Bianca non collaborerà all’inchiesta per l'impeachment di Trump
New York, 9 ott 11:12 - (Agenzia Nova) - La Casa Bianca ha annunciato ieri, 8 ottobre, che non collaborerà con l’indagine sull’impeachment del presidente Donald Trump avviata dai Democratici, sostenendo che il procedimento si basa su “sforzi incostituzionali per rovesciare il processo democratico”. "I Democratici stanno perseguendo obiettivi puramente faziosi, compreso influenzare le imminenti elezioni del 2020", si legge nella dichiarazione del consigliere della Casa Bianca, Pat Cipollone, indirizzata al presidente della Camera Nancy Pelosi, e ai tre presidenti democratici delle commissioni che stanno portando avanti l'indagine. Il presidente Donald Trump ha definito l'inchiesta di impeachment a suo carico un “tribunale illegale” e ha rifiutato di cooperare, spingendo i Democratici a mettere in guardia sul fatto che l'ostruzione potrebbe diventare la base stessa dell'impeachment se non saranno fornite le prove richieste.
  
Usa, Powell, Fed avvierà "presto" nuova espansione bilancio
New York, 9 ott 11:12 - (Agenzia Nova) - La Federal Reserve (Fed) avvierà presto una nuova espansione del suo bilancio, anche in risposta alla scossa ai mercati dei prestiti overnight a settembre. Lo ha detto ieri, 8 ottobre, il presidente della Fed, Jerome Powell. Le modalità precise tramite cui la Banca centrale statunitense intende procedere verranno illustrate nei prossimi giorni, anche se saranno coinvolti acquisti di buoni del Tesoro, ha detto il capo della Fed durante un discorso a Denver. Powell ha sottolineato che l’approccio non dovrebbe essere confuso con il quantitative easing effettuato durante e dopo la crisi finanziaria. "Voglio mettere in evidenza che la crescita del bilancio per ragioni di gestione delle riserve non è in nessun modo da confondere" con il quantitative easing, ha detto Powell.
  
Siria, la Francia contraria all’intervento turco contro le forze curde
Parigi, 9 ott 11:12 - (Agenzia Nova) - La Francia teme gli effetti che potrebbe avere un intervento militare turco contro le forze curde nel nord-est della Siria dopo il ritiro delle truppe statunitensi dalla zona. Lo scrive il quotidiano francese “Le Figaro, spiegando che una simile azione da parte di Ankara potrebbe mettere a repentaglio i risultati ottenuti nella lotta contro lo Stato islamico. Parigi dà un sostegno politico e militare agli alleati curdi che hanno combattuto contro la minaccia jihadista e sono ancora attivi in Siria e in Iraq per combattere contro le cellule terroristiche rimaste. Un’offensiva turca obbligherebbe le Forze democratiche siriane (Fds) a concentrare gli sforzi per difendersi, diminuendo così l’attenzione contro gli ultimi militanti dello Stato islamico. “La priorità assoluta della Francia è la lotta contro l’Isis. Temiamo nel suo ritorno in caso di intervento turco”, afferma un diplomatico francese anonimo. Il presidente statunitense Donald Trump ha chiesto più volte ai paesi europei di rimpatriare i propri combattenti ma la Francia per il momento resta sulle sue posizioni, stimando che i prigionieri devono essere giudicati sul posto. La Francia ha chiesto alla Turchia di “evitare un’iniziativa” che potrebbe destabilizzare la regione.
 
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