Mezzaluna
27.09.2019 - 08:43
 
 
ANALISI
  
Marocco-Vaticano: fonti diplomatiche a "Nova", Rabat apprezza nomina a cardinale monsignor Romero
Rabat, 27 set 08:43 - (Agenzia Nova) - La decisione di papa Francesco di elevare a cardinale l’arcivescovo di Rabat, Cristòbal Lòpez Romero, "è stata molto apprezzata nella capitale marocchina e viene letta come un importante segnale di apertura del Pontefice nei confronti del Marocco e dell'impegno a favore del dialogo interreligioso del re Mohammed VI". E' quanto rivela una fonte diplomatica marocchina presso il Vaticano ad "Agenzia Nova", commentando la decisione di includere l’arcivescovo tra i nuovi porporati che riceveranno la berretta nel concistoro del 5 ottobre. La stessa fonte aggiunge che "per noi è stato un segnale positivo di apertura al punto che stiamo studiando la possibilità di inviare una delegazione da Rabat in occasione del concistoro del 5 ottobre". In Marocco non è passato in secondo piano che l'arcivescovo della capitale diventerà uno degli elettori del futuro Papa o anche un potenziale candidato per il papato. L'annuncio dell'elevazione di Romero a cardinale è stata fatta dal Papa il primo settembre durante l'Angelus domenicale. Romero sarà ufficialmente insignito della porpora cardinalizia durante il concistoro che si terrà il prossimo 5 ottobre insieme ad altri nove cardinali.

A Rabat hanno letto questa nomina, giunta a breve distanza dal viaggio di Papa Francesco in Marocco, come non casuale. Secondo le fonti, la scelta di puntare sull’arcivescovo di Rabat è un messaggio non solo per il Marocco, ma anche per altri paesi. Papa Francesco ha effettuato 31 visite in molti paesi (e sono già programmate future visite in Asia), anche con grandi comunità cristiane, ma la scelta di nominare un cardinale è ricaduta proprio sul Marocco. Prima di recarsi in visita in Marocco, il Papa ha visitato altri due importanti paesi arabi: Egitto ed Emirati Arabi Uniti. In Egitto il cristianesimo è la seconda religione, con oltre il 10 per cento della popolazione, circa 10 milioni di persone. Tuttavia il Pontefice ha deciso di elevare a cardinale il vescovo del Marocco, sebbene il regno abbia solo poche migliaia di cristiani. I media marocchini hanno ricordato nei giorni scorsi come vi sia una intensa collaborazione tra il Marocco e il Vaticano.

In diversi articoli è stata sottolineata la decisione del Papa di presentare una richiesta alle Nazioni Unite per dichiarare una "Giornata mondiale della fraternità umanitaria" da tenersi ai primi di febbraio. Secondo i media marocchini, la proposta è frutto delle varie visite condotte da Francesco nei paesi musulmani e la nomina di Romero come cardinale rientra in questa dinamica. La scelta di offrire la porpora a Romero sarebbe percepita come una sorta di ringraziamento espresso al regno del Marocco e al suo sovrano Mohammed VI per il suo operato in favore del dialogo e di un islam aperto e moderato. Un ruolo importante nella scelta di Romero lo avrebbe avuto la visita di papa Francesco alla scuola di formazione per gli imam di Rabat del 30 marzo scorso.

Le relazioni tra il Marocco e il Vaticano sono particolarmente radicate nella storia e risalgono 11mo secolo con i primi rapporti con esponenti della Chiesa avviati durante il periodo delle dinastie degli Almoravidi e Almohadi. A Rabat si ricorda che l'attuale Papa ha scelto di portare lo stesso di San Francesco d'Assisi perché condivide gli stessi principi, vale a dire: il dialogo. Per la stampa marocchina vi sarebbe inoltre comunanza di posizioni tra papa Francesco e Mohammed VI sulle questioni più delicate in particolare per quanto riguarda la radicalizzazione, l'estremismo, il terrorismo e l’impegno per combattere le radici sociali, economiche, culturali, politiche e di sicurezza di questi fenomeni.

In un'intervista audio pubblicata da “Vatican News”, lo stesso cardinal Romero ha spiegato che con “la nomina di un cardinale in terra musulmana Papa Francesco vuole rafforzare il dialogo interreligioso islamo-cristiano”. Per Romero "il Papa ha avuto una deferenza non verso di me ma verso la Chiesa del Marocco, la chiesa del Nord Africa e il Regno del Marocco". Romero ritiene che "le autorità di Rabat penseranno che il Papa abbia voluto dare un segno di riconoscenza verso il regno del Marocco per la visita ben preparata e riuscita che ha avuto in questo paese e per il lavoro in favore del dialogo interreligioso”. Per Romero la Chiesa cattolica marocchina e le comunità del Nord Africa, ad oggi sconosciute, diventeranno visibili e la sua nomina a cardinale conferma l'appoggio del Papa al dialogo interreligioso, specialmente islamo-cristiano, come dimostrato dai viaggi ad Abu Dhabi e in Marocco. Pochi mesi dopo la visita del Papa in Marocco il regno ha nominato una donna giurista esperta di diritto islamico, Rajaa Naji Mekkaou, come ambasciatrice del Marocco presso la Santa Sede, sottolineando come una scelta di questo tipo possa aiutare il dialogo tra le due religioni.
 
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