Finestra sul Mondo
14.05.2019 - 11:17
  
Ue-Usa, Commissione prepara risposta a eventuali dazi Trump su auto
New York, 14 mag 11:17 - (Agenzia Nova) - Cecilia Malmstrom, commissario europeo per il commercio, ha dichiarato che Bruxelles sta mettendo a punto un elenco di prodotti statunitensi da sottoporre a tariffe, qualora il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, imponesse nuovi dazi sui veicoli europei entro il 18 maggio. "Stiamo già preparando una lista di possibili merci che potrebbero essere inclusi nell'elenco", ha detto ieri, 13 maggio, il capo commerciale dell'Ue in un'intervista a “Bloomberg”. "Quando sarà ufficiale - se dovesse accadere e spero ancora che (Trump) non lo faccia - allora pubblicheremo quella lista", ha aggiunto. L'anno scorso il presidente Trump ha imposto tariffe su acciaio e alluminio all'Europa e ad altri partner commerciali, dando il via ad una disputa commerciale ancora in corso. Gli Stati europei hanno risposto prendendo di mira prodotti in zone degli Stati Uniti politicamente sensibili, come le motociclette Harley Davidson nel Wisconsin e Bourbon nel Kentucky, due Stati dove è fortissimo il sostegno al presidente Usa in carica. Il presidente Trump e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, avevano concordato la scorsa estate di lavorare insieme per un accordo, ma l'amministrazione statunitense ha minacciato nuove tariffe sulle automobili prodotte nell'Ue. Secondo “Bloomberg”, la risposta europea avrebbe come obiettivo tariffe su esportazioni Usa dal valore di 20 miliardi di euro, circa 22,5 miliardi di dollari.
  
Germania, industria preoccupata da guerra commerciale Usa-Cina
Berlino, 14 mag 11:17 - (Agenzia Nova) - L'industria tedesca mette in guardia dalle conseguenze negative della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. È quanto scrive il quotidiano “Handelsblatt”, riferendo le dichiarazioni del direttore esecutivo della Federazione delle industrie tedesche (Bdi), Joachim Lang. In particolare, Lang ha affermato: “Lo scontro in corso tra Usa e Cina costituisce una grave minaccia per l'economia globale”. Commentando la guerra dei dazi tra Washington e Pechino, il direttore esecutivo del Bdi ha, quindi, aggiunto: “Le imprese non investono quando non è chiaro se le loro attività verranno interrotte dalle tariffe sull'importazione”. Infine, per Lang il conflitto commerciale tra Usa e Cina “colpisce direttamente le aziende europee” che hanno impianti nei due paesi.
  
Germania-Usa, Pompeo, visita a Berlino “di nuovo in calendario”
Berlino, 14 mag 11:17 - (Agenzia Nova) - La visita a Berlino del segretario di Stato degli Usa, Mike Pompeo, originariamente prevista il 7 maggio scorso e cancellata a poche ore dall'avvio dal capo della diplomazia degli Stati Uniti, è “di nuovo in calendario”. È quanto scrive oggi il quotidiano tedesco “Handelsblatt”, commentando un'intervista rilasciata da Pompeo all'emittente televisiva statunitense “Cnbc” nella giornata di ieri, 13 maggio. In particolare, il segretario di Stato degli Usa esprime il proprio “rammarico per non essere stato nella situazione di poter incontrare il cancelliere Angela Merkel e il ministro degli Esteri, Heiko Maas”. A ogni modo, ha proseguito Pompeo, la visita a Berlino è “già stata riprogrammata, è di nuovo in calendario”. Senza fornire una data precisa, Pompeo si è detto “fiducioso” di recarsi nella capitale della Germana “nelle prossime settimane”. Il titolare del dipartimento di Stato aveva annullato il viaggio a Berlino del 7 maggio per “questioni urgenti”. Successivamente, si è venuto a sapere che Pompeo era giunto a sorpresa a Baghdad per conferire con il governo iracheno sulle presunte minacce dell'Iran a obiettivi degli Stati Uniti in Medio Oriente.
  
Francia-Ue, bilancio negativo del Rassemblement National al Parlamento europeo
Parigi, 14 mag 11:17 - (Agenzia Nova) - Al Parlamento europeo il Rassemblement National di Marine Le Pen non ha brillato per iniziativa, visto il suo mandato caratterizzato da molte assenze, scandali e contraddizioni. È quanto afferma il quotidiano francese “Le Monde”, spiegando che “gli eurodeputati frontisti hanno pesato poco a Strasburgo”. Ottenendo il 24,9 per cento dei voti nel 2014, il partito di estrema destra francese ha inviato 24 deputati nell’emiciclo, diventando così la formazione francese più numerosa. Nel 2015 il partito di Marine Le Pen ha formato il gruppo Europa delle nazioni e delle libertà insieme alla Lega e agli olandesi del Partito della libertà. Da quel momento il gruppo ha registrato una serie di defezioni e con il passare dei mesi il clima tra gli eurodeputati del Rassemblement National si è fatto teso. Il partito ha concentrato gli sforzi sugli attacchi portati all’Unione europea, senza però presentare proposte concrete. Tuttavia, il partito promette che dopo le prossime elezioni ci sarà un vero e proprio “cambiamento di dimensione”. Il partito di Marine Le Pen non parla più di uscire dall’euro, ma preferisce concentrarsi sulle alleanze con i partner europei.
  
Francia, confronto tra la capolista Lrem Loiseau e il rivale dei Repubblicani Bellamy
Parigi, 14 mag 11:17 - (Agenzia Nova) - La capolista de La République en marche, Nathalie Loiseau, e il numero uno dei Repubblicani, François-Xavier Bellamy, si sono confrontati ieri, 13 maggio, nella sede dell’Istituto Montagne, a Parigi, dove erano presenti un centinaio di invitati e alcuni giornalisti. Ne parla il quotidiano francese “Le Figaro”, spiegando che i due candidati hanno esposto le rispettive visioni del progetto europeo. “Non sono entrata in politica per promettere ai miei concittadini di riportarli in una Francia in bianco e nero”, ha detto Loiseau. “Non tutte le novità sono per forza un progresso e il nuovo mondo non è necessariamente migliore del vecchio”, ha risposto Bellamy. Il capolista dei Repubblicani ha attaccato direttamente il presidente Emmanuel Macron, spiegando che durante il suo mandato “niente è stato risolto, niente è stato intrapreso”. Parlando delle future alleanze che si costituiranno all’interno del Parlamento europeo, Loiseau ha criticato la presenza del premier ungherese Viktor Orban all’interno del gruppo del Partito popolare europeo (Ppe). La capolista de Lrem ha dichiarato che Orban “rovina” e “sporca” i valori europei. “La Fidesz (partito di Orban, ndr) fa parte del Ppe da più di venti anni, non si cancella questa storia tirando una riga”, ha risposto Bellamy, spiegando che ci possono essere dei “disaccordi”, con l’alleato ungherese.
  
Regno Unito, Tory premono su May per abbandono negoziato su Brexit con Labour
Londra, 14 mag 11:17 - (Agenzia Nova) - Ministri del governo e diversi autorevoli esponenti dei Conservatori stanno esercitando forti pressioni sul primo ministro del Regno Unito, Theresa May, per convincerla ad abbandonare le trattative sulla Brexit con il Partito laburista. Sulla questione, il Partito conservatore rischia di spaccarsi in maniera definitiva. È quanto si legge oggi sulla stampa britannica, in particolare sui quotidiani "The Times" e "The Guardian", che riportano le preoccupazioni espresse in forma privata a May da diversi ministri del suo gabinetto e il contenuto della lettera aperta che un gruppo di "grandi" del Partito conservatore hanno scritto alla premier supplicandola di abbandonare il negoziato con il Labour sulla Brexit. Il rischio è che, se le trattative portassero a un accordo con la permanenza del Regno Unito nell'unione doganale europea, May dovrebbe affrontare una scissione nel Partito conservatore. La lettera aperta la primo ministro è stata firmata, tra gli altri, da Graham Brady, il presidente del Comitato 1922, associazione dei deputati Tory di seconda e terza fila, da due contendenti alla leadership di May come l'ex ministro degli Esteri Boris Johnson e Dominic Raab, presidente dello European Research Group a cui aderiscono i "Brexiteers" più intransigenti. C'è pure l'ex ministro della Difesa Gavin Williamson, che May ha recentemente destituito per aver rivelato alla stampa il contenuto della discussione avvenuta nel gabinetto ristretto sull'eventuale partecipazione dell'azienda per le telecomunicazioni cinese Huawei alla sviluppo nel Regno Unito della rete di telefonia mobile ad alta velocità 5G. La lettera a May è stata firmata anche da due esponenti dell'ala filoeuropea dei Conservatori, i cosiddetti "Remainers": la presidente della commissione governativa sulle questioni femminili e sulle pari opportunità, Maria Miller, e l'ex ministro della Difesa, Michael Fallon. Tutti i firmatari avevano votato in parlamento a favore dell'accordo sulla Brexit raggiunto da May a novembre scorso con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Con ciò, i "grandi" del Partito conservatore intendono sottolineare che la loro opposizione ai negoziati con il Labour non è pregiudiziale, ma fondata sul timore di un'emorragia di consenso per i Tory.
  
Regno Unito, ministro Esteri Hunt chiede aumento spesa militare
Londra, 14 mag 11:17 - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Ester britannico, Jeremy Hunt, si è schierato con il presidente degli Usa Donald Trump, affermando che il Regno Unito dovrebbe aumentare le sue spese militari per "riguadagnare un posto centrale sullo scacchiere mondiale" dopo la Brexit. Lo riferisce il quotidiano britannico "The Times", commentando il discorso tenuto ieri, 13 maggio, da Hunt davanti ad un pubblico di diplomatici alla Mansion House, la residenza ufficiale del Lord sindaco di Londra,Peter Estlin. Hunt dunque si è detto convinto che il Regno Unito debba investire in spese militari, anche oltre il 2 per cento del Pil richiesto dalla Nato ai suoi paesi membri. In questo modo, il ministro degli Esteri britannico ha fatto propria la posizione piùvolte espressa da Trump chiedendo ai membri dell'Alleanza atlantica di aumentare le spese per la difesa al 2 per cento del Pil. Hunt ha poi aggiunto come non sia più tollerabile che gli Stati Uniti per difendere l'Occidente sostengano una spesa militare per abitante più che doppia rispetto alla maggioranza degli altri paesi membri della Nato. Un maggiore impegno in materia di difesa e di sicurezza nazionale, ha sostenuto Hunt, è necessario per rinnovare profondamente il Regno Unito dopo la Brexit.
   
Spagna-Usa, il governo ritira la fregata Mendez Nuñez dal Golfo Persico
Madrid, 14 mag 11:17 - (Agenzia Nova) - La Spagna non vuole essere trascinata in un eventuale conflitto fra Stati Uniti e Iran e, al fine di mantenere la sua posizione di neutralità, ha deciso di ritirare la sua fregata dal gruppo da battaglia guidato dalla portaerei Uss Abraham Lincoln che si sta dirigendo verso il Golfo Persico. La notizia trova oggi, 14 maggio, ampio spazio su tutte le prime pagine della stampa spagnola che precisano come il ministro della Difesa uscente, Margarita Robles, abbia ordinato ieri il ritiro "temporaneo" delle Mendez Nuñez, con 215 marinai a bordo, a causa dell'escalation delle tensioni tra Washington e Teheran. La flotta statunitense, intanto, ha già attraversato lo stretto di Bab el Mandeb, che collega il Mar Rosso con l'Oceano Indiano, e starebbe facendo rotta verso lo stretto di Hormuz ma senza la nave spagnola. L'integrazione della Mendez Nuñez al gruppo di combattimento Usa è stata pianificata circa un anno fa per migliorare l'interoperabilità e la formazione congiunta e sarebbe dovuta durare sei mesi, dalla fine di aprile fino al prossimo 31 ottobre, quando sarebbe dovuta arrivare al porto di San Diego, in California, dopo aver attraversato il Mediterraneo, il Mar Rosso, l'Oceano Indiano, il Mar della Cina e il Pacifico. Oltre alla Lincoln, che trasporta 85 caccia, il gruppo comprende un incrociatore missilistico, tre cacciatorpedinieri, una nave logistica e un sottomarino.
  
Spagna-Perù, via libera all'estradizione a Lima dell'ex magistrato Hinostroza
Madrid, 14 mag 11:17 - (Agenzia Nova) - Il Tribunale nazionale spagnolo ha accolto ieri, 13 maggio, la richiesta di estradare in Perù Cesar José Hinostroza, ex magistrato della Corte suprema peruviana nonché presunto capo di una rete di corruzione che coinvolgerebbe alti funzioni, politici e imprenditori, passata alla cronaca come "Los cuellos blancos del Puerto", (I colletti bianchi di Puerto, ndr). Hinostroza, ricorda il quotidiano "El Pais", è stato arrestato all'aeroporto di Madrid il 9 ottobre scorso, cinque giorni dopo il via libera del Congresso di Lima all'apertura di un'indagine preliminare a suo carico, con l'accusa di traffico d'influenze illecite e organizzazione criminale, e sei settimane dopo la decisione della Corte suprema di imporgli il divieto di espatrio.
  
Golfo, Usa accusano Iran dei sabotaggi contro petroliere saudite
Washington, 14 mag 11:17 - (Agenzia Nova) - Secondo una prima valutazione da parte degli Stati Uniti, dietro l'attacco a due petroliere saudite e due altre navi, danneggiate vicino allo Stretto di Hormuz, ci sarebbe probabilmente l'Iran. Secondo la stampa Usa, che cita funzionari statunitensi, Teheran o sostenitori dell'Iran hanno usato cariche esplosive per danneggiare le navi commerciali, una constatazione che, se confermata, infiammerebbe ulteriormente le tensioni militari nel Golfo Persico. Gli Stati Uniti, chiamati in causa dagli Emirati Arabi Uniti che hanno chiesto di collaborare alle indagini, hanno avvertito che "l'Iran o i suoi sostenitori" potrebbero prendere di mira il traffico marittimo nella regione, e che per questo Washington ha spostato asset militari strategici nella regione. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo aver appreso la notizia del danneggiamento delle navi, ha avvertito che l'Iran "soffrirà molto" se il paese condurrà una qualsiasi azione aggressiva nell'area.
 
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