Atlantide
26.05.2019 - 10:28
 
 
ANALISI
 
Due operazioni finanziarie potrebbero accrescere l’influenza Usa in Italia e in Germania
Roma, 26 mag 10:28 - (Agenzia Nova) - di Fabio Squillante - I più importanti sviluppi politici vengono spesso anticipati da quelli nel mondo della finanza. Vale quindi la pena di prestare attenzione ad alcune novità degli ultimi giorni.

L’acquisizione dei 1.600 supermercati ed ipermercati di Auchan da parte di Conad è un primo segnale che sarebbe sbagliato trascurare. L’assenza di un robusto operatore della grande distribuzione, infatti, è sempre stato un fattore di grave freno per l’espansione del settore agroalimentare italiano, che ha dovuto affrontare negli ultimi anni l’agguerrita concorrenza dei produttori spagnoli e francesi, favoriti dalla grande distribuzione transalpina. Marchi come Auchan e Carrefour, solo per citare i più noti, hanno infatti una presenza fortissima sul mercato italiano.

Le vicende politiche del nostro Paese, tuttavia, potrebbero essere profondamente influenzate da altre due operazioni che, ancora solo potenziali, hanno però acceso l’interesse degli investitori. Stiamo parlando della possibile fusione tra Mediaset e la “public company” tedesca ProSiebenSat.1, secondo operatore televisivo europeo, e della ventilata acquisizione della tedesca Commerzbank da parte di UniCredit.

La chiusura della prima operazione consentirebbe a Silvio Berlusconi di mettere in sicurezza il patrimonio industriale di famiglia, conferendo Mediaset ad una “joint-venture” nella quale egli stesso ed i suoi figli avrebbero la maggioranza relativa. La nuova società, però, sarebbe quasi certamente affidata a manager di livello internazionale.

La seconda operazione, invece, diluirebbe la presenza francese in UniCredit, con l’ingresso del governo tedesco nell’azionariato del nuovo gruppo “UniCommerz”. Il Tesoro di Berlino, infatti, detiene il 15,6 per cento di Commerzbank: una quota che, nel nuovo colosso europeo, scenderebbe a poco più del 3 per cento.

La finanza transalpina, per effetto della diluizione delle quote dei suoi alleati, perderebbe quasi certamente la presa su Mediobanca, attualmente controllata efficacemente dai francesi attraverso tre azionisti di peso: la stessa UniCredit, la Financière du perguet, holding della famiglia Bolloré, e i soci fondatori della banca d’affari Messier Maris, entrati in Mediobanca grazie ad uno scambio azionario. Come in un gioco del domino, i francesi perderebbero il controllo anche di Generali, vero cuore della finanza italiana, che ha per primo azionista proprio Mediobanca.

Le due operazioni sono favorite dai grandi fondi d’investimento statunitensi, presenti in forze in Mediaset come in UniCredit, in ProSiebenSat.1 come in Commerzbank. I capitani della finanza Usa si muovono, in questo caso, in linea con la politica del presidente Donald Trump, il quale mira a ristabilire un saldo controllo sull’industria, sulla finanza e, dunque, sul mondo politico italiano e tedesco.

Anche grazie al sostegno della Cina, l’Europa a guida franco-tedesca sta progressivamente allentando il legame transatlantico, con l’obiettivo di diventare un attore globale. Un simile sviluppo viene seguito con favore a Pechino, ma non certo negli Usa, il cui presidente ha aperto un duro confronto strategico con la Cina.

Le due operazioni finanziarie italo-tedesche, qualora portate a termine, avrebbero per effetto un rafforzamento dell’influenza Usa in due settori chiave – i media e il credito – del primo e del terzo Paese Ue. Germania e Italia, un tempo salde colonne dell’Alleanza atlantica, potrebbero così tornare ad essere un po’ meno indipendenti da Washington, e un po’ meno attratte dall’abbraccio con Pechino. In fondo, è proprio questa la prospettiva che Berlusconi ha indicato nella sua personalissima campagna elettorale.
 
Agenzia Nova
 
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