Mezzaluna
30.03.2019 - 13:44
ANALISI
  
Marocco: al via oggi la visita di Papa Francesco a Rabat
Roma, 30 mar 13:44 - (Agenzia Nova) - Prende il via oggi la visita di Papa Francesco a Rabat, capitale del Marocco. Si tratta della seconda visita di un Pontefice in Marocco dopo quella di Giovanni Paolo II dell’agosto del 1985. La visita di due giorni inizierà questa mattina quando, alle 10.45, il Santo Padre partirà dall’aeroporto di da Roma-Fiumicino per Rabat. Dopo l’arrivo all’aeroporto internazionale, previsto per le 14, i primi appuntamenti in programma sono l’accoglienza ufficiale, la cerimonia di benvenuto sulla spianata della Moschea Hassan (ore 14.40) e, alle 15, l’incontro con il popolo marocchino, le autorità, la società civile e il Corpo diplomatico, nello stesso luogo, occasione per il primo discorso del Papa in terra marocchina. Alle 16 la visita al Mausoleo di Mohammed V, seguita alle 16.25 dalla visita di cortesia al Re Mohammed VI nel Palazzo reale. Quest’ultimo infatti, che ha voluto fortemente la visita, non è solo il capo di Stato del suo paese ma anche la massima autorità religiosa in quanto “Amir al Muminin”, cioè Principe dei credenti e capo del clero musulmano sunnita di rito malikita del Marocco.


Dopo il viaggio ad Abu Dhabi, dove Papa Francesco ha incontrato lo sceicco di al Azhar, considerato tra le massime autorità religiose del mondo musulmano sunnita, oggi il Papa si appresta ad incontrare quella che è l’autorità religiosa islamica più importante dell’Africa del Nord. Alle 17.10 la prima giornata del viaggio di Francesco in Marocco proseguirà con la visita all’Istituto Mohammed VI degli Imam, dei predicatori e delle predicatrici, cui farà seguito, alle 18.10, l’incontro con i migranti nella sede della Caritas diocesana, ai quali Francesco rivolgerà un saluto. La scuola per gli imam è considerata una tappa di centrale importanza in quanto questa istituzione, create dal monarca marocchino, ha lo scopo di formare gli imam affinché possano diffondere l’Islam moderato di rito malikita in contrasto con l’ideologia fondamentalista islamica che è alla base del terrorismo. Non a caso diversi paesi africani inviano i propri imam a seguire corsi di formazione in questa scuola di Rabat.

Nella giornata del 31 marzo, il primo appuntamento previsto, alle 9.30, è la visita privata al centro rurale per i servizi sociali di Témara, seguita alle 10.35 dall’incontro con i sacerdoti, i religiosi, i consacrati e il Consiglio ecumenico delle Chiese nella cattedrale di Rabat, luogo del secondo discorso del Papa, cui seguirà l’Angelus. Dopo il pranzo, sarà celebrata la Messa, alle 14.45, nel complesso sportivo Principe Moulay Abdellah. L’ultimo appuntamento è la cerimonia di congedo all’aeroporto internazionale di Rabat/Salé, alle 17, un quarto d’ora prima del volo di ritorno. L’arrivo è previsto all’aeroporto di Roma-Ciampino, alle 21.30. Alla vigilia di questo viaggio, Papa Francesco ha espresso la sua gratitudine al re del Marocco, Mohammed VI, in qualità di leader religioso del suo paese, per il suo invito a visitare il Marocco.

In un video diffuso dal "Notizie del Vaticano", alla vigilia della visita del pontefice nel Regno, il Papa ha detto che seguirà le orme del suo predecessore papa Giovanni Paolo II, "come pellegrino di pace e di fraternità in un mondo che ha grande bisogno di questi valori”. “Presto – ha aggiunto il pontefice - visiterò il tuo caro paese per due giorni. Rendo grazie a Dio per questa opportunità che mi ha offerto. Sono grato a Sua Maestà il Re Mohammed VI per il suo gentile invito e alle autorità marocchine per la loro generosa collaborazione”. Il pontefice ha aggiunto che “come cristiani e musulmani, tutti noi crediamo in Dio, Creatore e Misericordioso, che ha creato gli uomini e li ha installati in tutto il mondo per vivere insieme come fratelli che si rispettano l'un l'altro nella diversità e assistenza reciproca in bisogno”. Il Papa ha aggiunto: “(Dio)ha affidato loro la terra, la nostra casa comune, per aiutarsi l'un l'altro a preservarla con responsabilità e salvarla per le generazioni future. È per me una gioia condividere con voi direttamente queste convinzioni durante l'incontro che organizzeremo nella città di Rabat”.

Papa Francesco sarà il secondo papa a visitare il Marocco dopo il viaggio di Giovanni Paolo II nel regno nel 1985. Una visita di alto livello che riecheggia il rapporto multi-centenario tra gli alti rappresentanti della Chiesa cattolica e i sultani marocchini. Il sito marocchino “Ya Biladi” ricorda che quello tra Marocco e Santa Sede è un rapporto duraturo e costante. Sebbene le prime visite ufficiali siano solo agli albori del 21mo secolo, le corrispondenze tra la Santa Sede e il Marocco risalgono al XIII e XII secolo. Questi primi contatti sono stati caratterizzati da un contesto molto teso, che ha portato a diversi eventi significativi. A quel tempo, i musulmani detenevano il potere sulla penisola iberica, mentre la Chiesa cattolica sognava di conquistare questa "terra cristiana". Nel frattempo stava cercando di aiutare i cristiani della penisola. Così, nel 1192, Celestino III, in risposta alla richiesta dei cristiani residenti in certe "città dei Saraceni di Spagna", chiese all'arcivescovo di Toledo di inviare un prete latino-arabo bilingue per confortare i fedeli di Cristo che vivevano "in Marocco, a Siviglia e in (altre) città dei saraceni", si legge in "I papi e il Maghreb nei secoli XIII e XIV studi delle lettere pontificie dal 1119 al 1419”, citato dalla stampa marocchina.

Per l’occasione le autorità marocchine faranno di tutto per garantire la sicurezza della visita. Le misure di sicurezza sono state rafforzate e sono state prese altre decisioni organizzative per rendere la visita papale un successo. Secondo il quotidiano “Assabah”, la Direzione generale della sicurezza nazionale ha sviluppato un elaborato piano di sicurezza per 'evento. Di conseguenza, il personale è stato rinforzato, gli agenti di altre città sono stati richiamati a Rabat e si tengono riunioni periodiche per mettere in atto tutte le misure necessarie. Sono attesi a Rabat anche cristiani provenienti da diversi paesi africani. La comunità cristiana del Senegal ha proposto una serie di viaggi organizzati in Marocco per occasione. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa marocchina Map, il pellegrinaggio organizzato dalla comunità senegalese avviene sotto la benedizione di monsignor Benjamin Ndiaye, arcivescovo di Dakar.

L’evento è stato presentato la scorsa settimana ai marocchini con la conferenza stampa tenuta a Notre Dame di Casablanca. Al leggio, i due arcivescovi del Marocco, Vescovo Cristóbal López Romero, della diocesi di Rabat, e monsignor Santiago Agrelo Martínez, di Tangeri. Questa prima visita in Marocco, nel Maghreb del sommo pontefice, è posto sotto il segno di "Servo di speranza”, secondo un comunicato inviato dalle due diocesi in questa occasione. Tre temi saranno discussi durante la visita ufficiale, secondo lo stesso documento: "Promuovere i valori della pace e della tolleranza", "sviluppo del dialogo interreligioso", "la comprensione reciproca tra i seguaci delle due religioni". Trentaquattro anni dopo la visita di Giovanni Paolo II nel regno, avvenuta il 19 agosto 1985, questa nuova visita del capo della Chiesa cattolica includerà anche un importante incontro interreligioso.
 
Agenzia Nova
 
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