Finestra sul Mondo
14.03.2019 - 11:18
  
Italia, Conte, adesione a Nuova via della seta compatibile con appartenenza a Ue e Nato
Berlino, 14 mar 11:18 - (Agenzia Nova) - La partecipazione dell'Italia alla Nuova via della seta, il megaprogetto infrastrutturale su scala globale avviato dalla Cina, è “compatibile” con l'appartenenza del paese all'Ue e alla Nato. È quanto affermato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella giornata di ieri, 13 marzo, secondo quanto riferito dal settimanale tedesco “Wirtschaftswoche”. Gli accordi tra Italia e Cina che verranno firmati durante la visita del presidente cinese Xi Jinping a Roma dal 21 al 24 marzo prossimo, ha sottolineato Conte, sono “di natura puramente economica e commerciale”, nonché “compatibili con la posizione dell'Italia nell'Ue e nella Nato”.
  
Italia-Usa, Roma sfida Washington aderendo alla Nuova via della seta
Londra, 14 mar 11:18 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, firmerà un accordo con la Cina sulla partecipazione dell'Italia alla Nuova via della seta, rischiando di provocare "l'ira" della Casa Bianca. Lo scrive oggi il quotidiano britannico "The Times", commentando le dichiarazioni rese da Conte nella giornata di ieri, 13 marzo. In particolare, il capo del governo ha confermato la conclusione dell'intesa sulla Via della seta durante la visita che il presidente cinese Xi Jinping compirà in Italia dal 21 al 24 marzo prossimo. L'Italia, sottolinea il "Times", sarà il primo paese membro del G7 ad aderire al megaprogetto infrastrutturale su scala globale della Cina. Il piano viene criticato perché potrebbe legare i paesi debitori alla Cina, favorire le aziende cinesi e porre sotto il controllo di Pechino infrastrutture strategiche come ad esempio è già successo con il porto del Pireo ad Atene. Gli Stati Uniti, ricorda il "Times", hanno messo in guardia l'Italia dal partecipare alla Nuova via della seta. "Siamo molto preoccupati per l'opacità e la sostenibilità" dell'iniziativa cinese, ha dichiarato un portavoce del segretario di Stato degli Usa, Mike Pompeo. Tuttavia, Conte ha difeso l'accordo sulla Nuova via della seta, sostenendo che l'intesa porterà a una "cooperazione bilanciata e mutualmente benefica" per Italia e Cina e che aumenterà il traffico nei porti di Genova e Trieste.
  
Germania, Grande coalizione al governo da un anno e “nessuno la ama”
Amburgo, 14 mar 11:18 - (Agenzia Nova) - In Germania, “nessuno ama” la Grande coalizione al governo del paese dal 14 marzo 2018. È quanto afferma il settimanale tedesco “Der Spiegel”, commentando i risultati di un sondaggio condotto dall'istituto demoscopico Spon. I dati dimostrano, infatti, che il 34 per cento del campione è “molto insoddisfatto” del governo formato da Unione cristiano-democratica (Cdu), Unione cristiano-sociale (Csu) e Partito socialdemocratico tedesco (SpD). Aggiungendo il 32 per cento degli “abbastanza insoddisfatti”, i tedeschi con un parere negativo dell'esecutivo del cancelliere Merkel sono il 66 per cento. Soltanto il 21 per cento del campione ha un'opinione positiva della Grande coalizione, con il 3 per cento “molto soddisfatto” e il 18 per cento “abbastanza soddisfatto”. A causa degli scandali di presunta corruzione che coinvolgono il suo dicastero, il ministro meno apprezzato dai tedeschi è la titolare della Difesa, Ursula von der Leyen. Tra “molto insoddisfatti” (64 per cento) e “abbastanza insoddisfatti” (16 per cento), gli intervistati da Spon con un parere negativo su von der Leyen sono l'80 per cento. Il ministro della Difesa tedesco ha l'apprezzamento di appena il 10 per cento del campione, con 3 per cento “molto soddisfatto” e il 7 per cento “abbastanza soddisfatto”. Brutte notizie anche per il cancelliere Merkel, di cui il 36 per cento si dice “molto insoddisfatto” e il 16 per cento “abbastanza insoddisfatto”. A fronte di un 50 per cento di pareri negativi, Merkel riscontra l'apprezzamento del 39 per cento del campione di Spon, con 14 per cento “molto soddisfatto” e il 25 per cento “abbastanza soddisfatto”.
  
Francia, governo discute su introduzione tassa per i più ricchi
Parigi, 14 mar 11:18 - (Agenzia Nova) - Arrivato ormai alla fine del grande dibattito nazionale, il governo francese riflette su come introdurre una tassa da applicare alle classi sociali “più agiate” in modo da soddisfare le richieste dei gilet gialli di una maggiore redistribuzione della ricchezza È quanto afferma il quotidiano francese “Le Figaro”, spiegando che in questi giorni ministri e parlamentari stanno proponendo una serie di idee su questo argomento. Quello della tassazione è stato l’argomento più evocato sulla piattaforma Internet del grande dibattito con 141 mila commenti. In seconda posizione si colloca l’ambiente, con 11 mila commenti. Alcuni deputati della République en marche, il partito del presidente francese Emmanuel Macron, hanno anche parlato di ristabilire l'imposta sui patrimoni (Isf), abolita nel 2018. Altri hanno, invece, evocato la creazione della "imposta sui patrimoni ereditati". Per il momento, l'imprenditoria francese segue il dibattio su una possibile nuova patrimoniale con discrezione, ma anche con preoccupazione “Parlare di un eventuale ritorno dell'Isf non può non avere effetti negativi sull’economia francese, che dipende dalla fiducia degli attori economici”, ha affermato Michel Rollier, presidente dell’Associazione nazionale delle società per azioni francesi.
  
Francia, stasera confronto televisivo tra ministro Affari europei Loiseau e Marine Le Pen
Parigi, 14 mar 11:18 - (Agenzia Nova) - Nella serata di oggi, la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, e il ministro per gli Affari europei francese, Nathalie Loiseau, si affronteranno nella trasmissione “L’Emissione politique” in onda sull’emittente “France 2”. Per il quotidiano francese “Les Echos”, Loiseau è favorita come capolista della République en marche alle elezioni europee di maggio prossimo. “Non sono candidata e il presidente (Emmanuel Macron) non me l’ha chiesto”, ha detto Loiseau il 10 marzo scorso. L’attesa durerà fino al 30 marzo, quando la République en marche svelerà i nomi dei suoi candidati al voto per il rinnovo del Parlamento europeo. Per questo, il confronto di questa sera con Le Pen potrà essere un test per il ministro Loiseau. Tuttavia, il grande limite di Loisaeu è che resta quasi del tutto sconosciuta au francesi, anche per il profilo ancora troppo “tecnocratico”, nonostante un atteggiamento sempre più politico assunto grazie agli attacchi portati contro Le Pen in questi ultimi tempi. “Se riesce nell’esercizio si avvicinerà all’investitura”, ha affermato una fonte anonima vicina al presidente Macron. Intanto, il confronto tra il ministro degli Affari europei francese e la leader del Rassemblement National è già cominciato su Twitter con una serie di messaggi molto tesi che hanno contribuito ad inasprire gli animi.
   
Regno Unito, May lancia ai Tory ribelli un ultimatum sulla Brexit
Londra, 14 mar 11:18 - (Agenzia Nova) - Nella giornata di ieri, 13 marzo, Il parlamento britannico ha approvato una mozione presentata da un gruppo trasversale di deputati che rende illegale la "no-deal Brexit", ossia il recesso del Regno Unito dall'Ue senza un accordo sui successivi rapporti economici, commerciali e doganali. Secondo quanto riferito dalla stampa britannica, il governo si era espresso contro la mozione e quindi potrebbe sembrare che l'esecutivo del primo ministro Theresa May abbia subito un'ennesima sconfitta a Westminster, ancor più grave se si considera che ben quattro ministri hanno votato per la mozione indipendente. Tuttavia, ha fatto il gioco di May, che infatti subito dopo il voto ha lanciato un vero e proprio ultimatum ai ribelli anti-europei del suo stesso Partito conservatore, i cosiddetti "Brexiteers". La premier ha annunciato che nella prossima settimana metterà nuovamente ai voti del parlamento l'accordo tra Regno Unito e 'Ue sulla Brexit. Sarà il terzo voto di ratifica del medesimo accordo infatti sarà lo stesso che appena il 12 marzo scorso è stato bocciato dalla Camera dei comuni. Inoltre, l'intesa è sostanzialmente la stessa, con solo qualche ritocco concordato all'ultimo minuto con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che ai primi di gennaio era costato la più bruciante sconfitta mai subita in parlamento da un governo britannico. May ha dunque sfidato i "Brexiteers" ad appoggiare il iano se non vogliono che la Brexit venga rinviata ben oltre il 29 marzo prossimo, quando è prevista l'entrata in vigore. Per convincere i suoi deputati più riottosi la May ha persino evocato la possibilità che il Regno Unito debba partecipare alle elezioni per il Parlamento europeo del prossimo maggio. Tutti gli osservatori sono concordi nel giudicare le mosse del primo ministro come una scommessa calcolata, per riuscire a mettere la parole fine all'annosa questone della Brexit prima del Consiglio europeo che si terrà a Bruxelles il 21 e 22 marzo prossimi.
  
Spagna, l'estrema destra nel processo contro i secessionisti e la sua influenza sul voto
Madrid, 14 mar 11:18 - (Agenzia Nova) - Mancano ancora alcuni giorni prima che la campagna elettorale in vista delle elezioni generali del 28 aprile inizi ufficialmente ma già divampano le polemiche sulla neutralità delle istituzioni. Lo scrive oggi, 14 marzo, il quotidiano spagnolo "La Vanguardia", spiegando che, al momento, tre sono i punti contro cui si stanno scagliando i critici. Il primo, riguarda l'esposizione di nastri gialli e bandiere estelade, simboli del secessionismo, negli edifici pubblici della Catalogna, nonostante una disposizione della Giunta per le elezioni che ne richiede la rimozione; il seconda è invece relativo ai decreti leggi a chiaro sfondo sociale che la Moncloa sta promuovendo a Camere sciolte; e il terza, e forse più importante, riguarda la presenza del partito di estrema destra Vox al banco dell'accusa nel processo contro i leader indipendentisti catalani per ribellione e malversazione in merito al referendum del 1 ottobre del 2017. Le udienze, a cui partecipano assiduamente i membri di Vox Javier Ortega Smith e Pedro Fernández, sono infatti ogni giorno rilanciate da tutti i quotidiani e i tg del paese, e stanno offrendo alla formazione una cassa di risonanza senza precedenti. Secondo un recente sondaggio di YouGov, il 56 per cento degli spagnoli ritiene che Vox trarrà notevole vantaggio dalla sua presenza mediatica al processo.
  
Spagna, il Pp chiede a Vox di non candidarsi nelle piccole circoscrizioni
Madrid, 14 mar 11:18 - (Agenzia Nova) - Il leader del Partito popolare (Pp), Pablo Casado, ha ammesso ieri, 13 marzo, che il suo piano per replicare il patto andaluso alle elezioni generali, ovvero siglare accordi post-voto con Ciudadanos e Vox per conquistare la maggioranza, potrebbe non funzionare. Durante un comizio a Saragozza, Casado è arrivato addirittura a chiedere ai "nuovi partiti", con chiaro riferimento a Vox, di non candidarsi nelle piccole circoscrizioni elettorali, in quanto un'eccessiva frammentazione del voto di destra potrebbe giovare ai socialisti. Lo riferisce il quotidiano spagnolo "El Pais", aggiungendo che il leader popolare ha poi plaudito alla decisione del Partito aragonese di non scendere in campo alle politiche del 28 aprile e ha incoraggiato le altre formazioni a fare lo stesso per "senso di responsabilità" in 28 province che ripartiscono meno di sei seggi. Gli ultimi sondaggi - ricorda "El Pais" - indicano che il blocco di destra (Pp, Ciudadanos e Vox) non avrebbe i consensi necessari per ottenere la maggioranza sufficiente per governare.
  
Stati Uniti, Senato approva risoluzione contro sostegno coalizione saudita in Yemen
New York, 14 mar 11:18 - (Agenzia Nova) - Il Senato degli Stati Uniti ha approvato ieri, 13 dicembre, una risoluzione che chiede di ritirare il sostegno del paese dalla coalizione guidata dall'Arabia Saudita che sostiene il legittimo governo dello Yemen nella guerra contro i ribelli sciiti Houthi, sostenuti dall'Iran. La proposta è stata approvata con 54 voti a favore contro 46: ai senatori democratici si sono uniti sette esponenti della maggioranza repubblicana. Se firmato dal presidente, il provvedimento costringerebbe gli Stati Uniti a interrompere il sostegno alla coalizione militare guidata da Riad, impegnata da anni in un sanguinoso conflitto con le milizie sciite Houthi. La Camera dei rappresentanti, a maggioranza democratica, dovrebbe esprimersi sulla risoluzione a breve. Tuttavia, la Casa Bianca ha minacciato il veto se il disegno di legge dovesse arrivare alla scrivania del presidente Donald Trump. Il Congresso infatti difficilmente esprimerà la maggioranza qualificata necessaria a superare il veto presidenziale. Il voto mercoledì dovrebbe essere il primo di due richiami bipartisan diretti al presidente questa settimana. Giovedì, il Senato dovrebbe approvare una risoluzione per bloccare la dichiarazione di Trump di un’emergenza nazionale al confine con il Messico. Il presidente ha già anticipato l'intenzione di opporre il veto anche a quel provvedimento.
  
Stati Uniti: governatore della California sospende pena di morte
Washington, 14 mar 11:18 - (Agenzia Nova) - Lo Stato della California ha risparmiato la vita di oltre 700 detenuti condannati a morte, sospendendo il ricorso alla pena capitale. L'annuncio è stato diffuso ieri, 13 marzo, dal governatore della California, il democratico Gavin Newsom, in un comunicato stampa. "Il governatore Gavin Newsom ha firmato oggi un ordine esecutivo che stabilisce una moratoria sulla pena di morte in California", si legge nella nota. L'ordine esecutivo richiede anche il ritiro dei protocolli di iniezione letale della California e la chiusura immediata della stanza delle esecuzioni nella prigione di Stato di Saint Quentin. "L'omicidio intenzionale di un'altra persona è sbagliato e, in qualità di governatore, non supervisionerò l'esecuzione di nessun individuo", ha detto Newsom. La California così facendo segue Oregon, Colorado e Pennsylvania, diventando il quarto Stato Usa ad imporre un divieto governativo sulla pena di morte. Dal 1978, lo stato Usa più popoloso ha speso 5 miliardi di dollari per un sistema che ha portato all'esecuzione di 13 detenuti, si legge nel comunicato. Nel 2016, gli elettori della California hanno respinto un'iniziativa di voto che avrebbe abrogato la pena di morte, e invece hanno votato per accelerare le esecuzioni dei detenuti attualmente seduti nel braccio della morte.
 
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