Mezzaluna
12.02.2019 - 15:30
ANALISI
  
Libia: Haftar controlla i giacimenti del sud dopo un accordo con le tribù
Roma, 12 feb 15:30 - (Agenzia Nova) - Le forze fedeli al generale libico Khalifa Haftar sono entrate ieri sera nel campo petrolifero di Sharara, il più importante della Libia, dopo un accordo con le tribù locali. Lo ha riferito ad "Agenzia Nova" una fonte della Libia meridionale, spiegando che le forze fedeli all'uomo forte della Cirenaica ora controllano completamente il giacimento di Sharara, operato dalla spagnola Repsol nel Fezzan. Ieri sera il comando generale delle forze di Haftar da Bengasi aveva annunciato l’ingresso dei propri uomini nel sito petrolifero senza trovare alcuna resistenza. Il campo era controllato da una brigata locale, la 30ma Brigata, che però faceva riferimento al governo di accordo nazionale di Tripoli. Secondo quanto ha spiegato Ali Sharif, un attivista della zona, “l’ingresso delle forze di Haftar e il loro controllo di Sharara è stato possibile dopo un accordo con le tribù tuareg e tebu di Ubari”. Ora un gruppo composto da diverse brigate, alcune delle quali composte da miliziani tribali, controllano Sharara. “Le tribù hanno consentito agli uomini di Haftar di entrare nel timore che potesse ritornare la guerra civile nella regione”, ha detto Sharif.

Nella notte si era sparsa la voce a Tripoli che una milizia di forze provenienti dalla città di Ubari, nel sud della Libia, e fedele al generale Haftar avesse occupato gli impianti petroliferi di Sharara, nel sud. Ad annunciarlo per prima è stata l’emittente televisiva “Libya al Ahrar”. Secondo l'inviato della tv libica, l’occupazione del sito è avvenuta in modo pacifico dopo una trattativa con i membri della 30ma Brigata che controllava il sito insieme ai militanti del gruppo “Rabbia del Fezzan”, che nei mesi scorsi avevano occupato il campo e bloccato la produzione petrolifera. Sempre secondo la stessa fonte, il capo militare del sud della Libia nominato dal governo di accordo nazionale libico, Ali Kuna, avrebbe poco prima lasciato la zona per dirigersi verso una destinazione ignota.

Per il sito web informativo libico “Libya Observer”, il giacimento di Sharara è stato occupato da un gruppo armato della tribù tuareg affiliato alle forze guidate dal generale Haftar, dopo il ritiro delle forze fedeli al Consiglio presidenziale di Tripoli guidate dal generale Kuna. Fonti militari hanno spiegato che la milizia in questione si chiama Aghlas e comanda la 173ma Brigata. Secondo le fonti di “Libya Observer”, gli uomini di Kuna fedeli al governo appoggiato dall’Onu si sono ritirati pacificamente dopo le trattative con gli anziani tuareg della zona. Anche Kuna è un membro della tribù tuareg, pur essendo fedele all’esecutivo di Tripoli. “Libya Observer”, infine, ipotizza che la forza governativa si sia ritirata nel vicino campo petrolifero di El Feel (Elephant), gestito da una joint-venture tra Eni e National Oil Corporation (Noc), la compagnia petrolifera libica.

Solo questa mattina sono poi arrivate le prime conferme ufficiali da Bengasi. Il capo di Stato maggiore delle forze del generale Haftar, Abdel Razzaq al Nadori, ha annunciato che ieri sera sono state avviate trattative per consentire alle forze affiliate all’Esercito nazionale libico di prendere il controllo del campo petrolifero di Sharara. Citato dal sito web informativo libico “Al Wasat”, l’ufficiale ha confermato la notizia dell’occupazione del sito petrolifero, considerato il più importante del paese, da parte dei suoi uomini. Il generale dell’Lna ha manifestato l’intenzione di voler consegnare l’impianto alla compagnia petrolifera Noc in un secondo momento.

L’Alto Consiglio sociale dei tuareg libici ha confermato di aver consegnato tutte le sedi istituzionali e vitali della zona di Ubari, nel sud del paese, al comando generale dell’Lna guidato dal generale Haftar. In una nota ripresa dal sito web informativo libico “Al Marsad”, media considerato vicino alle istanze dell’Lna, il Consiglio ha spiegato che “in risposta agli appelli del popolo del Fezzan siamo intervenuti sul destino del giacimento petrolifero di Sharara”. In particolare, i tuareg chiariscono che “dopo una serie di contatti e sforzi con tutte le componenti sociali e militari di Ubari, ieri sera sono stati consegnati l’impianto di Sharara, la centrale elettrica di Ubari e tutte le istituzioni statali di Ubari al comando generale dell’Esercito nazionale libico”. Nella nota si legge ancora che “questo passo avviene in attuazione del comunicato dell’Alto consiglio tuareg del 17 gennaio 2019 che ha accolto con favore l’operazione militare del Comando generale in corso nel sud”.

Nelle stesse ore i caccia dell’aviazione libica fedele al generale Khalifa Haftar hanno condotto tre raid aerei su gruppi di ribelli ciadiani presenti nel sud della Libia, in particolare nella zona di Murzuq. Secondo quanto ha annunciato il Comando generale di Bengasi, citato dal sito web “Ewam Libya”, i raid rientrano nell’operazione militare lanciata a metà gennaio nel sud per mettere in sicurezza la zona dai gruppi armati ribelli ciadiani e jihadisti. Poche ore prima, l'esercito del Ciad ha annunciato l’arresto di 250 uomini armati entrati nel paese in una colonna di ribelli provenienti dalla Libia. Secondo l’agenzia di stampa mauritana “Sahara media”, i militari di N’Djamena hanno annunciato anche la distruzione di 40 veicoli e il sequestro di centinaia di armi. Il 7 febbraio scorso, il presidente del Ciad, Idriss Deby, aveva annunciato che l'esercito del paese, sostenuto dai cacciabombardieri Mirage francesi, aveva completamente distrutto "una colonna di mercenari" proveniente dalla Libia.

Mentre le forze di Haftar si muovevano nel sud, i media vicini all’uomo forte della Cirenaica annunciavano la notizia della visita-lampo del vicedirettore dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna italiana (Aise), Giovanni Caravelli, avvenuta ieri a Tripoli. A scriverlo sono stati in particolare il sito web informativo libico “Ewan Libya” e il sito “al Marsad”. Secondo fonti dei servizi segreti libici, Caraevelli è giunto ieri nella capitale della Libia con una delegazione definita “di alto livello” dell’intelligence italiana a bordo di un aereo speciale per una visita non annunciata su invito del Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale libico. Il funzionario italiano, sempre secondo “Ewan Libya”, ha tenuto incontri con i membri del Consiglio presidenziale, tra cui il premier Fayez al Sarraj. Si è trattato di una visita-lampo della delegazione proveniente da Roma, giunta ieri mattina alle 9 all’aeroporto di Mitiga e ripartita alle 14 ora locale dopo gli incontri programmati. La fonte sostiene di non sapere la natura di questa visita, anche se “Ewan Libya” sottolinea che avviene in un momento di forte crisi nel sud della Libia e “di deterioramento dei rapporti tra Italia e Francia”.

Al momento non si registrano reazioni ufficiali da parte del governo di Tripoli rispetto all’ingresso delle forze del comando generale di Bengasi ad al Sharara. Gli unici a protestare sono stati gli esponenti di Misurata. I deputati libici eletti nella città di Misurata, nell’ovest della Libia, hanno infatti chiesto all’Unione europea “di esercitare ogni pressione possibile per evitare lo scoppio di una guerra o di uno scontro militare nel Fezzan”. E’ quanto emerso ieri da un colloquio dei deputati libici con l’ambasciatore dell’Unione europea a Tripoli, il maltese Alan Bugeja. Durante dell’incontro che si è svolto ieri nella capitale, le parti hanno discusso dei preparativi della Conferenza nazionale voluta dall'Onu e degli sviluppi della situazione militare nel sud della Libia. “Ogni attività militare che mira alla capitale del paese farà entrare la Libia in una guerra civile dove tutti ne uscirebbero sconfitti”, hanno avvertito i deputati.
 
Agenzia Nova
 
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