Finestra sul Mondo
08.02.2019 - 11:13
  
Ue-Italia, l'Europa è minacciata da Lega e M5S
Berlino, 8 feb 11:13 - (Agenzia Nova) - L'Europa è “minacciata” da Lega e Movimento 5 Stelle (M5S), i partiti populisti al governo in Italia da giugno scorso che sono “riusciti ad avvelenare il discorso pubblico” nell'Ue. Im questo modo, il quotidiano tedesco “Frankfurter Allgemeine Zeitung” commenta gli ultimi sviluppi delle relazioni dell'Italia con l'Ue e con la Francia. Da un lato, il veto sul riconoscimento europeo di Juan Guaidó come presidente ad interim del Venezuela, dall'altro la crisi diplomatica con la Francia. Quest'ultima frattura, giunta dopo mesi di tensioni, si è aperta ieri, 7 dicembre, quando la Francia ha richiamato per consultazioni il proprio ambasciatore a Roma, Christian Masset, denunciando quelle che ritiene le “provocazioni” dell'Italia e le sue “ingerenze” nei propri affari interni. Da ultimo, l'incontro avvenuto presso Parigi il 5 febbraio scorso tra il vicepresidente del Consiglio e capo politico del M5S, Luigi Di Maio, con un gruppo di gilet gialli. In quell'occasione, scrive la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, un esponente del governo italiano ha “collaborato apertamente con un movimento dubbio, violento, che vuole rovesciare il presidente” di un altro Stato membro dell'Ue, ossia Emmanuel Macron, e ha tra i suoi membri “sostenitori di una dittatura militare in Francia”. Il richiamo di Masset da Roma a Parigi, provocato dall'incontro tra Di Maio e i gilet gialli, è dunque preoccupante per la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. Nell'Ue “i legittimi conflitti di interesse” tra gli Stati membri vengano gestiti, infatti, “mediante il negoziato e in maniera civile”. Gli ultimi sviluppi della politica italiana nell'Ue guidata da Lega e M5S sono, dunque, “spaventosi” e “nel lungo periodo saranno un notevole problema per l'Europa”. L'Europa di Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il leader della Lega, è infatti “un continente dove si urla e ci si insulta, invece di collaborare. In questo modo, non è mai andata bene nella storia”, conclude la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”.
  
Italia, la recessione rende difficile far quadrare i conti
Londra, 8 feb 11:13 - (Agenzia Nova) - L'inverno è arrivato per l'economia dell'Eurozona ed è "ancora più gelido per l'Italia". Lo sostiene il quotidiano britannico "Financial Times", commentando le previsioni di crescita dell'Eurozona e, in particolare quelli sull'Italia, pubblicati dalla Commissione europea nella giornata di ieri, 7 febbraio. La lettura segna un forte rallentamento di tutta l'area dell'euro, ma l'attenzione si concentra sull'Italia, che il "Funancial Times" definisce "il figlio problematico" del blocco. La Commissione europea ha, infatti, tagliato le previsioni sulla crescita dell'economia italiana al livello minimo degli ultimi cinque anni, attribuendo la responsabilità del declino alle politiche di bilancio del governo populista in carica a Roma da giugno scorso. Le misure adottate da Lega e Movimento 5 Stelle (M5S) hanno aumentato l'incertezza dei mercati e hanno fatto lievitare il costo di rifinanziamento del debito pubblico. La Commissione europea ha portato, quindi, ad appena lo 0,2 per cento le previsioni di crescita per il Pil dell'Italia nel 2019. Il dato segna un netto calo dall'1,2 per cento previsto dalla Commissione europea nell'autunno del 2018 ed è il peggior risultato dal 2014. La situazione diviene ancora più grave se si considera che l'Italia è entrata in recessione tecnica. Il quadro economico generale, evidenzia il "Financial Times", renderà ancor più difficile per il governo italiano rispettare gli obiettivi di bilancio per il 2019.
  
Immigrazione, Germania propone riforma politica asilo Ue
Berlino, 8 feb 11:13 - (Agenzia Nova) - Introduzione di un “meccanismo ad hoc temporaneo” per il ricollocamento dei migranti soccorsi nel Mediterraneo tra gli Stati membri dell'Ue e istituzione di un sistema europeo di asilo mediante la riforma del regolamento di Dublino. È questa la proposta della Germania per modificare la politica di asilo dell'Unione europea. L'iniziativa è stata presentata dal sottosegretario all'Interno tedesco, Stephan Mayer, alla riunione informale dei ministri dell'Interno dei paesi dell'Ue, tenuta a Bucarest nella giornata di ieri, 7 febbraio. Secondo quanto riferito dal quotidiano tedesco “Die Welt”, per Mayer è “indegno” che tra gli Stati dell'Unione europea “si sia riaccesa la discussione sul ricollocamento dei migranti” ogni volta che una nave umanitaria li soccorreva nel Mediterraneo. Pertanto, la Germania trova “concepibile un meccanismo ad hoc temporaneo” per la distribuzione dei migranti “al quale partecipi il maggior numero di Stati membri” dell'Ue. Per la Germania, ha poi dichiarato Mayer, è “un requisito di umanità non discutere caso per caso su quale paese sia disposto ad accogliere i naufraghi”. Accanto al “meccanismo ad hoc” per il ricollocamento, Mayer ha proposto l'istituzione di “un sistema europeo di asilo mediante la riforma del regolamento di Dublino”.
  
Francia, governo furioso per le provocazioni del governo italiano
Parigi, 8 feb 11:13 - (Agenzia Nova) - La Francia è furiosa per le ingerenze e le provocazioni dell’Italia. Lo scrive il quotidiano francese “Les Echos”, spiegando che “Parigi ha reagito seccamente agli attacchi incessanti delle autorità italiane”, richiamando il suo ambasciatore a Roma, Christian Masset per “consultazioni”. Un gesto “senza precedenti” afferma “Les Echos”, ricordando come dalla nascita dell’Unione europa “è la prima volta che una simile arma diplomatica viene utilizzata tra due Stati membri”. Con l’avvicinarsi delle elezioni europee, la Francia denuncia le ambizioni elettorali del governo italiano. L’incontro avvenuto il 5 febbraio scorso presso Parigi tra il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, e alcuni gilet gialli ha rappresentato il superamento della linea rossa nei già tesi rapporti tra Francia e Italia. “In Europa ci sono delle cose ammesse per un'autorità, come recarsi in un paese vicino per sostenere un alleato politico o anche dividere il palco come ha fatto (il ministro dell’Interno) Matteo Salvini con Marine Le Pen (presidente del Rassemblement National). Fa parte del gioco politico. In compenso, quello che non si fa è incoraggiare dei faziosi a rovesciare il potere”, ha spiegato Eric Maurice, della Fondazione Robert Schuman di Bruxelles. Sebbene i vicepresidenti dl Consiglio Di Maio e Salvini abbiano compiuto dei gesti di distensione, l'attrito tra Parigi e Roma sembra essere destinate a durare. Secondo Yves Aubin de la Messuzière, già ambasciatore di Francia a Roma, Masset tornerà a a Palazzo Farnese “discretamente” a meno che “le dichiarazioni aggressive” da parte del governo italiano “non continuino”.
  
Francia-Italia, tensioni “mai viste prima”
Parigi, 8 feb 11:13 - (Agenzia Nova) - La crisi che si è aperta tra Francia e Italia è una qualcosa “di mai visto” prima. Lo scrive il quotidiano francese “Le Monde”, commentando il richiamo a Parigi dell’ambasciatore di Francia a Roma, Christian Masset, avvenuto ieri, 7 febbraio. Una mossa che, ricorda “Le Monde”, rappresenta una “misura grave”. La causa scatenante è stata l’incontro avvenuto il 5 febbraio scorso presso Parigi tra il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, e alcuni gilet gialli guidati da Christophe Chalençon. La decisione di Parigi è “coerente” con quanto accaduto. “Le relazioni franco-italiane conoscono la loro crisi peggiore dal 1945 e le tensioni bilaterali non fanno che aggravarsi da mesi”, ha spiegato lo storico Marc Lazar. In questi ultimi giorni, è sembrato che il governo italiano abbia voluto strumentalizzare le tensioni tra Francia e Italia su alcune questioni sensibili creando dei nuovi conflitti. “Le Monde” ricorda che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso di un colloquio con il cancelliere tedesco Angela Merkel ripreso di nascosto ha riconosciuto come Salvini stia mettendo in atto una strategia. In particolare, secondo Conte, il leader della Lega "vuole fare campagna contro la Francia" in vista delle elezioni europee di maggio prossimo.
  
Regno Unito, Banca d'Inghilterra, verso la crescita più debole degli ultimi dieci anni
Londra, 8 feb 11:13 - (Agenzia Nova) - La Banca d'Inghilterra (BoE) prevede che quest'anno l'economia del Regno Unito crescerà al ritmo più basso degli ultimi dieci anni. Lo riferisce oggi il quotidiano britannico "The Times", riportando le previsioni economiche aggiornate per il 2019 illustrate ieri, 7 febbraio, dal governatore della BoE, Mark Carney. Per l'anno in corso, la BoE ha ridotto le previsioni di crescita del Pil del Regno Unito dall'1,7 all'1,2 per cento. Il "Times" sottolinea come si tratti della più debole performance dell'economia del Regno Unito dalla crisi finanziaria globale del 2008-2009, quando il Pil britannico crollò del 4,2 per cento. Nel presentare i dati, Carney ha attribuito la debolezza della crescita del Regno Unito alla "nebbia" che circonda la Brexit".
  
Spagna, nel Pp crescono i malumori contro la virata a destra di Casado
Madrid, 8 feb 11:13 - (Agenzia Nova) - La corrente più moderata del Partito popolare (Pp) è sempre più a disagio rispetto alla svolta a destra impressa alla formazione dal leader Pablo Casado. Lo scrive oggi il quotidiano spagnolo "El Pais", spiegando che, in questi giorni, se l'indignazione contro le concessioni fatte dal primo ministro Pedro Sanchez ai separatisti sono ampiamente condivise, dall'altra le parole usate da Casado, che ha parlato di analogie con i terroristi dell'Eta e di Batasuna, sono apparse eccessive. Forti malumori, inoltre, si registrano anche a causa della decisione del segretario del partito di rimettere sul tavolo la questione dell'aborto. "Se vogliamo finanziare pensioni e salute, dobbiamo pensare a come avere più figli e non a come abortire", ha detto infatti Casado in un'intervista a "Efe", riaccendendo le polemiche su un tema che il Pp aveva messo definitivamente nel cassetto e che ora, secondo molti, non fa altro che distogliere l'attenzione dagli errori commessi dal governo socialista. Il radicalismo popolare non piace neanche a Ciudadanos che sta cercando di prendere una certa distanza da Casado in vista della mobilitazione convocata congiuntamente per domenica, 10 febbraio, per chiedere l'unità della Spagna e le elezioni anticipate dopo le ennesime concessioni fatte dal governo socialista agli indipendentisti.
  
Spagna, Sanchez e Iglesias si sono riuniti in segreto per sbloccare la manovra
Madrid, 8 feb 11:13 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, e il segretario generale di Unidos Podemos, Pablo Iglesias, si sono incontrati in segreto lo scorso 6 febbraio alla Moncloa, sede del governo, per sbloccare i negoziati sul bilancio dello Stato. Lo scrive il quotidiano "El Mundo", riportando un'indiscrezione filtrata da "eldiario.es" e confermata della direzione del partito viola. Secondo quanto si apprende, nel corso del bilaterale, il leader di Podemos avrebbe assicurato al premier che il suo partito non bloccherà il dibattito sui conti pubblici, pur non garantendogli che i suoi parlamentari voteranno per il via libera finale. In cambio dell'appoggio alla manovra, Iglesias sarebbe tornato a chiedere a Sanchez di rispettare le condizioni sottoscritte lo scorso ottobre, circa l'introduzione di una misura che limiti i prezzi sugli affitti. Fonti ben informate fanno sapere che i due leader si sarebbero incontrati almeno altre due volte per discutere del bilancio e che in tutte le occasioni Iglesias avrebbe lamentato la mancanza di impegno dell'esecutivo a rispettare i patti. Intanto, dopo Esquerra Republicana (Erc), anche il PdeCat ha confermato il suo rifiuto al progetto. Il partito indipendentista catalano ha confermato che presenterà un emendamento alla totalità del provvedimento, una mossa politica che rischia di far precipitare la manovra in un'impasse. L'annuncio del PdeCat arriva in un momento di massima tensione a causa del dialogo aperto dal governo con i secessionisti, che ha portato a una rabbiosa reazione non solo dell'opposizione ma anche degli stessi socialisti che, in massa, hanno duramente attaccato il loro leader e premier. Il testo verrà registrato oggi, anche se dal partito non si esclude che possa essere ritirato prima del dibattito, previsto per il prossimo 13 febbraio.
  
Stati Uniti, Pg ad interim non testimonierà davanti al Congresso se minacciato da richiesta accesso atti
New York, 8 feb 11:13 - (Agenzia Nova) - Il procuratore generale ad interim, Matthew Whitaker, ha dichiarato che venerdì non comparirà davanti al Congresso a meno che i Democratici non ritirino le minacce di citarlo in giudizio se si rifiuterà di rispondere alle domande sulla supervisione dell'indagine sull'interferenza russa nelle elezioni statunitensi. Whitaker aveva accettato di testimoniare davanti alla commissione Giustizia della Camera, ma questa giovedì il presidente di commissione, il democratico Jerrold Nadler, ha minacciato di emettere una richiesta formale di accesso agli atti ("subpoena"), se il procuratore generale rifiuterà di rispondere ad alcune domande. Alcuni membri della commissione vogliono chiedere spiegazioni sul perché Whitaker non abbia deciso di ricusarsi dall'indagine, avendo criticato in passato il lavoro di Mueller. Whitaker ha detto in una lettera che rimane disponibile a testimoniare "a condizione che il presidente mi assicuri che la commissione non emetterà un mandato oggi o domani e che si impegnerà in trattative in buona fede prima di avviarsi su questa strada".
  
Stati Uniti, Congresso compie progressi nei colloqui sulla sicurezza della frontiera
New York, 8 feb 11:13 - (Agenzia Nova) - I colloqui in corso al Congresso sulle misure per la sicurezza delle frontiere meridionali statunitensi stanno registrando dei progressi: lo hanno dichiarato alcuni parlamentari Usa. Nel frattempo il presidente Usa, Donald Trump, ha ribadito ai negoziatori la volontà di firmare un accordo bipartisan, piuttosto che dichiarare un'emergenza nazionale. I negoziatori del Congresso "possono chiaramente produrre un risultato", ha affermato al quotidiano “Wall Street Journal” il senatore repubblicano Roy Blunt, aggiungendo che l'accordo sul tipo di barriere da finanziare è vicino. Blunt ha anche riferito che una parte centrale dei colloqui riguarda l'estensione o il miglioramento dei muri e delle recinzioni costruiti sotto precedenti amministrazioni. I Democratici hanno espresso qualche apertura in merito a delle infrastrutture al confine, ma continuano a lottare con i Repubblicani sui dettagli, compreso il tipo di barriere fisiche da finanziare, se utilizzarle dove si riscontrano delle lacune di sicurezza o per rafforzare le strutture esistenti. Il presidente della Camera dei rappresentanti Usa, la democratica Nancy Pelosi, ha detto la scorsa settimana che il suo partito è disponibile a discutere la possibilità di nuove barriere e infrastrutture al confine per prevenire un altro possibile arresto del governo. La scorsa settimana un gruppo bipartisan inter-congressuale, si è riunito per la prima volta in un'audizione pubblica che ha essenzialmente consentito a ciascuna parte di mettere sul tavolo le proprie offerte per finanziare il dipartimento per la Sicurezza interna fino a settembre. La battaglia tra Democratici e Repubblicani per la realizzazione del muro al confine con il Messico ha portato a una chiusura parziale del governo (“shutdown”) di cinque settimane, a partire dal 22 dicembre, segnando il più lungo arresto della storia della nazione.
 
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