Mezzaluna
04.02.2019 - 15:57
ANALISI
  
Libia: il generale Haftar amplia l'offensiva nel sud, mistero su ruolo ribelli sudanesi
Tripoli, 4 feb 15:57 - (Agenzia Nova) - L’offensiva lanciata dalle forze dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) nel sud della Libia il 15 gennaio scorso si sta spingendo sempre più verso il confine meridionale del paese. Dopo aver preso il completo controllo di Sebha e dei dintorni, le forze fedeli al generale Khalifa Haftar stanno dando la caccia ai ribelli ciadiani e ai gruppi jihadisti ancora presenti nel Fezzan che si troverebbero nella zona del villaggio di Marzuq. E’ per questo che i caccia dell’aviazione libica fedele al generale Haftar hanno condotto ieri una serie di raid aerei sul villaggio a sud di Sebha. A rivelarlo è stato il portavoce delle associazioni della società civile locale, Suleiman Sida, al giornale libico “al Ayam”. In base a questa testimonianza, il raid ha preso di mira un gruppo di persone radunate nella zona provocando sette morti e 12 feriti. Secondo l’attivista però si tratterebbe di “civili” e per questo ha chiesto al governo di accordo nazionale di Tripoli di condannare questi raid che avrebbero preso di mira, a suo dire, “la tribù dei Tebu”.

Il membro del parlamento libico di Tobruk, Rahma Abu Bakr, eletto nella cittadina di Murzuq, ha lanciato l’allarme per la situazione nella quale si trovano gli abitanti della sua città, assediati da "forze sudanesi" che sarebbero alleate del generale Haftar. "La situazione è molto difficile e al momento siamo assediati", ha detto Bakr, parlando all’emittente libica “Libya al Hurra”. Secondo il deputato, a cingere d'assedio la città sarebbero forze tribali con all’interno membri del Movimento di giustizia e uguaglianza (Jem), gruppo ribelle sudanese del Darfur." Si tratta di uno scontro tribale finalizzato a eliminare i tebu (una delle tribù del Fezzan) dall’area”, ha affermato Bakr. Il movimento Giustizia e uguaglianza (Jem) dei ribelli del Darfour, in Sudan, ha però negato di essere coinvolto negli scontri in corso in quella zona.

Il portavoce del movimento che combatte contro il governo sudanese, Motasem Saleh, ha smentito in un comunicato ripreso dall’emittente televisiva “Libya al Hurra” qualsiasi coinvolgimento o sostegno dei suoi uomini alle forze di Haftar negli scontri in corso nel Fezzan. “Non abbiamo alcuna intenzione di combattere contro le tribù Tebu libiche - ha affermato Saleh - né sosteniamo le forze dell’operazione Karama ('Dignità', fedeli al generale Haftar) nel sud o altri gruppi armati in Libia. Chiediamo a tutti di fare attenzione e di non tirare in ballo il nome del nostro movimento per gli scontri in corso nel sud della Libia”.

Mentre Haftar attacca i ribelli ciadiani nel sud della Libia, le forze militari francesi sono intervenute nel nord del Ciad a sostegno delle truppe di N'Djamena per bombardare un gruppo armato proveniente dalla Libia. Lo ha annunciato il ministero della Difesa francese, precisando che l'azione si è svolta domenica, 3 febbraio, e ha coinvolto una squadriglia di caccia multiruolo Mirage 2000, che ha intercettato e colpito una colonna di 40 veicoli provenienti dalla Libia che stavano penetrando "in profondità nel territorio del Ciad". L'intervento, hanno detto le autorità di Parigi, è stato effettuato in risposta alla richiesta del governo ciadiano, e "ha contribuito ad arrestare l'avanzata ostile, disperdendo i veicoli della colonna". Secondo la stampa francese, i caccia partiti dalla base aerea di N'Djamena hanno prima effettuato un volo a bassa quota sopra la carovana che ha continuato ad avanzare malgrado l'avvertimento. Una seconda squadriglia di Mirage ha quindi proceduto a compiere due raid.

Intanto a Sebha le forze di Haftar hanno assunto il pieno controllo della città. Il capo della Sesta brigata di fanteria che fa capo al Governo di accordo nazionale libico presente a Sebha, Hamid al Atabi, ha annunciato che le sue forze si sono ritirare dalle proprie sedi nella città del sud della Libia. La brigata, secondo quanto si legge sul giornale libico “al Ayam”, avrebbe quindi consegnato alle forze del generale Haftar il controllo militare della città ritirandosi in una destinazione non annunciata per ragioni definite “di sicurezza”, aggiungendo che le proprie forze “non hanno più basi in quella zona”. Dietro le ragioni della ritirata da Sebha c’è la “volontà di evitare un conflitto armato con le forze di Haftar”, ha aggiunto al Arabi.

Il giornale ricorda che il governo libico ad interim non riconosciuto di al Baida sta rafforzando la sua presenza in città dopo l’arrivo delle forze di Haftar, inviando carichi di carburante e di farina per alleviare le sofferenze della popolazione locale. Le forze di Haftar, inoltre, stanno combattendo contro il contrabbando di benzina e di gas al fine di consentire la vendita del carburante ai prezzi precedenti e questo a pochi giorni di distanza dalla visita del ministro dell’Interno del governo di al Baida, Ibrahim Boushnaf, che ha inviato rinforzi alla sicurezza locale.

Per giustificare questa mossa infatti il capo di Stato maggiore delle forze che fanno capo al Governo di accordo nazionale libico di Tripoli, generale Abdel Rahman al Tawil, ha affermato che “le forze dell’est della Libia che stanno conducendo un’operazione nel sud fanno parte comunque dell’esercito libico”. Pur negando l’esistenza di un coordinamento tra le due forze e quelle di Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, Tawil ha spiegato che “l’esercito libico è unito. Le divergenze riguardano solo le parti politiche. Speriamo possa esserci un coordinamento tra tutte le unità dell’esercito dell’est, ovest e sud”.

Intanto il deputato libico di Sebha, Masbah Duma, ha chiesto alla popolazione del sud della Libia “di sostenere l’operazione militare in corso nella zona da parte delle forze di Haftar perché era attesa da 5 anni”. Parlando all’emittente televisiva “al Libya”, il politico ha aggiunto che “la situazione ora in città è stabile. Spetta alle istituzioni locali mettersi in contatto con il governo ad interim di al Baida (non riconosciuto dalla Comunità internazionale) per fornire i servizi alla popolazione. L’operazione condotta dall’esercito nel sud ha avuto il sostegno di tutte le componenti locali”.

Ahmed al Mismari, portavoce delle forze di Haftar, ha detto ieri che l'operazione militare dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) a sud di Sebha “è tesa a proteggere il paese e il popolo” e non intende colpire alcuna tribù specifica o componente sociale della regione. “L'Esercito nazionale libico è un organismo nazionale che mira a proteggere il paese e il popolo. Non ci schiereremo con nessuna componente sociale contro un'altra. Siamo tutti cittadini libici. Il nostro obiettivo è una Libia unita”, ha scritto Al Mismari su Twitter. Da giorni gli scontri tra l'Lna e alcuni non meglio precisati gruppi armati ciadiani si concentrano nella zona che si trova tra Ghadwa e Marzruq. Secondo il Centro medico di Sebha, lo scorso primo febbraio il bilancio dei combattimenti era di almeno cinque morti e 28 feriti. Il portavoce dell'Lna aveva riferito in precedenza che "i mercenari del Ciad" sono "sostenuti da Jadhran (Ibrahim, ex capo delle Guardie delle strutture petrolifere) e i terroristi fuggiti da Bengasi".
 
Agenzia Nova
 
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