Finestra sul Mondo
10.01.2019 - 11:00
  
Ue, ministro Difesa tedesco von der Leyen, “esercito degli europei sta già prendendo forma”
Berlino, 10 gen 11:00 - (Agenzia Nova) - L'Unione europea è “una comunità eccezionale e deve essere in grado di proteggersi” dalle minacce esterne. A tal fine, “l'esercito degli europei sta già prendendo forma”. È quanto scrive oggi sul quotidiano tedesco “Handelsblatt” il ministro della Difesa della Germania, Ursula von der Leyen. Germania e Francia, sostiene von der Leyen, sono “i motori” della difesa europea, cui contribuisce l'integrazione della Bundeswehr, le Forze armate tedesche, con gli eserciti degli altri Stati membri dell'Ue. Il ministro della Difesa tedesco ricorda poi l'importanza della Cooperazione strutturata permanente (Pesco), cui hanno aderito 25 dei 27 Stati membri dell'Ue.
  
Ue, si apre un nuovo capitolo nel dossier Fincantieri-Stx
Parigi, 10 gen 11:00 - (Agenzia Nova) - La Commissione europea ha deciso di esaminare l’acquisizione degli Chantiers de l’Atlantique (ex STX France) da parte di Fincantieri, accettando così la richiesta presentata da Francia e Germania, preoccupate per gli effetti che una simile operazione potrebbe avere sulla loro concorrenza. In altre parole, secondo “Le Figaro”, le autority di Parigi e Berlino si sono dichiarate “non competenti” nel valutare il caso. “Sulla base degli elementi forniti da questi due paesi" la Commissione considera che "l’operazione potrebbe nuocere in modo significativo alla concorrenza in materia di costruzione navale, in particolare sul mercato mondiale delle navi da crociera”. Per il dossier sui cantieri di Saint Nazaire si apre così una nuova stagione. In Francia le autorità per la concorrenza e il ministero dell’Economia minimizzano l’accaduto, definendo l’entrata in scena di Bruxelles come un fatto “normale”. “La struttura del mercato della concorrenza navale non dovrebbe porre problemi di concorrenza”, fanno sapere da Bercy. Reazione diversa dall’altro lato delle Alpi: “Questa procedura è l’ennesima dimostrazione che l’Europa non esiste o esiste unicamente a senso unico”, ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Per il momento, la direzione di Fincantieri non ha rilasciato nessun commento a riguardo.
  
Ue, Salvini per un asse Italia-Polonia in vista delle prossime europee
Londra, 10 gen 11:00 - (Agenzia Nova) - Per il ministro dell'Interno Matteo Salvini, Italia e Polonia possono dar luogo una "primavera europea" di stampo populista in grado di scardinare il predominio dell'attuale "asse Germania-Francia" che regge l'Ue al fine di costruire una "nuova Europa". Lo riferisce oggi il quotidiano britannico "The Guardian", commentando la visita compiuta da Salvini a Varsavia nella giornata di ieri, 9 gennaio. Nella capitale della Polonia, il leader della Lega ha incontrato il ministro dell'Interno polacco Joachim Brudzinski, esponente del partito Diritto e giustizia (PiS). Questa formazione condivide con la Lega posizioni contrarie all'immigrazione, anti-musulmane ed euroscettiche. Nella conferenza stampa congiunta tenuta al termine dell'incontro con Brudzinski, Salvini ha evidenziato come l'Europa che potrebbe emergere dalle elezioni europee di maggio prossimo potrebbe rappresentare un "rinascimento dei valori europei" e "portarci fuori dall'attuale situazione dominata dai burocrati" di Bruxelles. Da parte sua, il ministro dell'Interno polacco Brudziński ha lodato la linea dura di Salvini sull'immigrazione, basata sulla chiusura dei porti italiani alle navi che trasportano migranti, ed ha aggiunto che Polonia ed Italia condividono gli obbiettivi di "rafforzare le frontiere" e contribuire a migliorare le condizioni di vita nei paesi da cui partono i migranti. Salvini, ricorda il "Guardian", aveva cominciato a parlare di un'alleanza dei partiti nazionalisti europei subito dopo la formazione della coalizione tra Lega e Movimento 5 Stelle (M5S) al governo in Italia dal primo giugno scorso. Da allora, il leader della Lega ha stretto un accordo di collaborazione con la leader dell'estrema destra francese, Marine Le Pen. In una conferenza stampa congiunta tenuta nello scorso mese di ottobre a Roma, i due si erano detti convinti che le elezioni europee porteranno ad una nuova era in cui prevarrà il "buonsenso" ed in cui i partiti nazionalisti si uniranno per restaurare i valori, l'orgoglio e la dignità della gente comune. Da parte sua, nota il "Guardian", anche il capo politico del M5S, Luigi Di Maio sta preparando un manifesto elettorale con gruppi populisti europei coerenti con i principi della sua formazione politica. A tal fine, l'8 gennaio scorso, Di Maio ha incontrato a Bruxelles Paweł Kukiz, una ex rockstar che ha fondato il partito polacco Kukiz’15, Ivan Sincic del gruppo croato Muro vivo e Karolina Kähönen, la co-fondatrice del movimento liberale finlandese Liike Nyt.
  
Italia-Polonia, per Salvini, i due paesi saranno “parte della nuova primavera europea”
Berlino, 10 gen 11:00 - (Agenzia Nova) - Polonia e Italia “saranno parte della nuova primavera europea, la rinascita dei valori europei”. È quanto affermato dal vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno, Mattato Salvini, durante la visita che ha compiuto a Varsavia nella giornata di ieri, 9 gennaio. Nella capitale della Polonia, riferisce il settimanale tedesco “Die Zeit”, il leader della Lega ha incontrato anche Jaroslaw Kaczynski, il presidente del partito Diritto e giustizia (PiS), al governo del paese. “Abbiamo avviato un dialogo” con il PiS, ha detto Salvini. Il leader della Lega punta, infatti, a un'alleanza con il PiS e altre formazioni della destra populista nell'Ue in vista delle elezioni europee che si terranno a maggio prossimo. Al termine dell'incontro tra Salvini e Kaczynski, la portavoce del PiS, Beata Beata Mazurek, ha reso noto che i colloqui “hanno aperto la strada a ulteriori contatti” tra la Lega e Diritto e giustizia. Al contempo, nota “Die Zeit”, Mazurek ha evidenziato come nella riunione tra Salvini e Kaczynski siano state “sottolineate anche le differenze” tra i rispettivi partiti. Uniti dal comune contrasto all'immigrazione nell'Ue, Lega e PiS sono infatti divisi, per esempio, dal rapporto con la Russia. Mentre il partito polacco è fortemente antirusso, la Lega è vicina alla Russia e al suo presidente, Vladimir Putin.
  
Francia, governo valuta referendum sulle istituzioni al termine del grande dibattito nazionale
Parigi, 10 gen 11:00 - (Agenzia Nova) - Il governo francese sta valutando la possibilità di indire un referendum sulle istituzioni alla fine del grande dibattito nazionale che dovrebbe cominciare il 15 gennaio prossimo. Il quotidiano francese “Le Monde” spiega che un possibile referendum potrebbe prevedere delle risposte a scelta multipla riguardanti i tre principali temi previsti dalla riforma delle istituzioni. In particolare, si tratta della riduzione del numero di parlamentari, dell’introduzione di una quota proporzionale nel sistema elettorale e dell'istituzione del limite del numero di mandati dei parlamentari. Secondo i sostenitori del referendum istituzionale, l'iniziativa andrebbe incontro alle richieste dei gilet gialli, che tra le loro rivendicazioni hanno anche dei temi riguardanti la democrazia partecipativa, come l’instaurazione del referendum di iniziativa cittadina. Tuttavia, il governo francese teme che in questo modo vengano riviste le riforme già attuate. Per l’Eliseo è fuori discussione tornare su alcune misure adottate, come per esempio la soppressione dell'imposta patrimoniale. L’obiettivo dell'esecutivo francese è, dunque, fare una concessione ai gilet gialli restando in un ambito accettabile per le esigenze del governo. Già nel luglio del 2017, il presidente francese Emmanuel Macron aveva evocato durante un discorso all’Assemblea nazionale l’ipotesi di organizzare dei referendum sul modello di quello ora in corso di valutazione da parte del governo di Parigi.
  
Brexit, i Tory ribelli uniscono le forze all'opposizione del Partito laborista
Londra, 10 gen 11:00 - (Agenzia Nova) - E' andata in pezzi l'intera strategia per la Brexit del primo ministro britannico Theresa May: così il quotidiano filo-governativo "The Times" commenta oggi giovedì 10 gennaio gli ultimi sviluppi della battaglia parlamentare in vista della prevista uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, il 29 marzo prossimo, dopo che il governo ieri ha subito una nuova sconfitta in na votazione alla Camera dei Comuni, la seconda in meno di 24 ore; ed ora, riporta il giornale londinese, l'ala filo-europeista del Partito conservatore, i cosiddetti "Remainers", hanno persino avviato trattative con il Partito laborista di opposizione, per mettere a punto una strategia parlamentare comune e cercare una via d'uscita all'impasse individuando un'alternativa all'accordo sulla Brexit che la premier May aveva sottoscritto il 25 novembre corso a Bruxelles con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Tutto ciò, ricorda il "Times", avviene sullo sfondo della ratifica di quell'accordo May-Juncker che il Parlamento britannico dovrebbe approvare secondo il calendario martedì 15 prossimo e che invece secondo tutti gli osservatori andrà incontro ad una sonora bocciatura. Dunque dopo il voto di l'altroieri martedì 8, sull'emendamento che ha negato all'esecutivo i fondi per preparare il paese ad una "no-deal Brexit" e che era stato presentato dai "Remainers" proprio per impedire l'eventualità di un divorzio del Regno Unito dall'Ue senza una qualche forma di accordo sui rapporti economici e commerciali futuri, ieri mercoledì 9 i Tory filo-europei hanno inflitto un'altra cocente sconfitta al governo: i Comuni hanno approvato un altro emendamento che impone all'esecutivo di presentare un "piano B" entro venerdì 18 nel caso assai probabile che l'accordo May-Juncker sia appunto affondato in aula. Questa nuova battuta d'arresto inoltre ha lasciato nei ranghi del Partito conservatore cicatrici impossibili da rimarginare: la votazione di ieri è stata resa possibile da una decisione procedurale presa dallo "speaker" (presidente, ndr) della Camera dei Comuni, il conservatore John Bercow, che ha disposto una pausa consentendo ai Tory ribelli ed ai deputati del Partito laborista di mettersi d'accordo; i rapporti tra il governo e lo "speaker" Bercow ora sono andati "aldilà del punto di rottura", ha detto al "Times" una fonte del gabinetto: "I rapporti sono definitivamente rotti", ha scandito la fonte. Ad ogni modo il risultato di queste concitate giornate è che, calendario parlamentare alla mano, la vera data-limite per decidere sulla Brexit ora è anticipata al 28 gennaio prossimo: è prima di quel giorno infatti che il Parlamento dovrà dire la sua parola finale su come il primo ministro deve portare il paese alla Brexit; seppure a questo punto una Brexit ci sarà mai, conclude il "Times".
   
Spagna, il Pp guiderà l'Andalusia grazie a un doppio accordo con Cs e Vox
Madrid, 10 gen 11:00 - (Agenzia Nova) - L'Andalusia vira a destra. Dopo settimane di discussioni e negoziati, il Partito popolare (Pp) ha firmato ieri, 9 gennaio, due accordi per assicurarsi la presidenza dell'autonomia più popolosa della Spagna, nonché roccaforte rossa per oltre 35 anni. La notizia è oggi in apertura di tutti i principali quotidiani del paese. A poco più di un mese dalle regionali celebrate lo scorso 2 dicembre, il Pp ha siglato un'intesa di governo con Ciudadanos (Cs) e una di investitura con Vox, che permetteranno al suo capolista, Juan Manuel Moreno, di diventare, probabilmente la prossima settimana, il primo presidente dell'Andalusia a non appartenere al Partito socialista operaio (Psoe). Sebbene l'accordo con la formazione arancione sia stato dato per chiuso diversi giorni fa, Pp e Cs hanno messo ieri nero su bianco l'impegno a nominare Juan Marin (Cs) numero due dell'esecutivo andaluso e, poche ore dopo, i popolari hanno annunciato il via libera al patto con Vox per ottenere i voti necessari alla nascita del nuovo governo. Secondo quanto si apprende, la formazione di estrema destra avrebbe ceduto rispetto ad alcune delle pretese avanzate lo scorso 8 gennaio che avevano fatto pensare a differenze insormontabili e concordato con i popolari l'impegno a rispettare 37 punti.
  
Spagna, Ciudadanos si smarca da Vox
Madrid, 10 gen 11:00 - (Agenzia Nova) - Ciudadanos (Cs) si smarca da Vox. All'indomani dell'accordo raggiunto fra il Partito popolare (Pp) e la formazione di estrema destra per dare il via al nuovo governo dell'Andalusia, Ciudadanos, alleato dei liberali europei, ha assicurato che nessuno dei punti concordati fra Pp e Vox riguarda il patto di governo stretto con i popolari. "L'accordo non vincola il governo di coalizione o, naturalmente, i deputati di Ciudadanos", ha messo in chiaro il segretario regionale, José Manuel Villegas. Cs, scrive oggi "El Pais", tenta così di prendere le distanze da Vox, temendo che un suo eventuale accostamento al partito di estrema destra possa costargli una fetta dell'elettorato di centro, in vista delle prossime elezioni municipali e regionali, previste per il 26 maggio. La formazione di Albert Rivera vuole infatti mantenere la sua posizione equidistante rispetto alla destra e alla sinistra e soprattutto il suo profilo pro-europeo in accordo con i partiti che rifiutano radicalmente qualsiasi patto con i radicali, come En Marche, guidato dal presidente francese Emmanuel Macron.
  
Stati Uniti, Trump definisce l'incontro con i leader Democratici sull'arresto del governo una “totale perdita di tempo”
New York, 10 gen 11:00 - (Agenzia Nova) - La riunione di ieri tra il presidente Usa Donald Trump e i leader Democratici per tentare di giungere a un compromesso sulla questione della sicurezza al confine è stata “una totale perdita di tempo”: queste le parole dell'inquilino della Casa Bianca dopo il confronto con la presidente della Camera, Nancy Pelosi, e il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, per discutere della chiusura parziale del governo (cosiddetto “shutdown”). "Ho appena lasciato la riunione con Chuck e Nancy, una totale perdita di tempo", ha scritto su Twitter Trump. I leader Democratici hanno chiesto a Trump perché non approvi la riapertura del governo federale: "Ho risposto che se lo facessi non mi darebbero ciò che chiedo. Ho chiesto: tra 30 giorni sarete a favore di un muro? Mi hanno risposto di No", ha scritto Trump, che a quel punto avrebbe interrotto anticipatamente il confronto. Schumer, in una conferenza stampa dopo l'incontro, ha confermato quanto dichiarato da Trump, descrivendo la reazione del presidente come un capriccio. "Si è alzato ed è uscito" dicendo ai leader del Congresso riuniti alla Casa Bianca che "non abbiamo nulla da discutere", ha detto Schumer. Dopo l'incontro, il vicepresidente Mike Pence ha dichiarato che la Casa Bianca è aperta a continuare i colloqui con l'opposizione. "Speriamo che tornino al tavolo", ha detto Pence.
  
Stati Uniti, sostituto procuratore generale Rod Rosenstein lascerà il dipartimento di Giustizia
Washington, 10 gen 11:00 - (Agenzia Nova) - Il sostituto procuratore generale Rod Rosenstein, frequente bersaglio dell'ira del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per aver nominato il procuratore speciale Robert Mueller e difeso l'inchiesta “Russiagate”, dovrebbe lasciare la sua posizione subito dopo la conferma del candidato di Trump a procuratore generale. William Barr, candidato di Trump, la prossima settimana è atteso all'audizione di conferma al Senato e potrebbe assumere l'incarico presso il dipartimento di Giustizia entro febbraio. Secondo quanto riferisce il quotidiano “Washington Post”, che cita fonti informate, Rosenstein lascerà l'incarico poco più tardi. Non vi è alcuna indicazione che Rosenstein, dopo aver ricoperto la carica per quasi due anni, sia stato costretto a lasciare. È comune prassi che i procuratori generali selezionino i propri vice e Barr avrebbe detto a persone a lui vicine di voler scegliere personalmente il suo numero due. La partenza di Rosenstein è tuttavia importante dato il suo ruolo di supervisione dell'inchiesta di Mueller, sulle interferenze della Russia nelle elezioni presidenziali del 2016 e i presunti legami tra lo staff della campagna elettorale di Trump e Mosca. A settembre, Rosenstein si era recato alla Casa Bianca dopo la pubblicazione di indiscrezioni secondo le quali il funzionario aveva suggerito di registrare segretamente Trump e invocare un emendamento costituzionale per rimuoverlo dall'ufficio. Trump, che già aveva criticato più volte la decisione di Rosenstein di nominare Mueller, ha però lasciato Rosenstein al suo posto, giudicando le indiscrezioni giornalistiche uno stratagemma teso a creare ulteriore disordine all'interno della sua amministrazione
 
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