Mezzaluna
02.01.2019 - 15:34
ANALISI
  
Libia: lo Stato islamico colpisce il sud dopo la liberazione degli ostaggi rapiti
Tripoli, 2 gen 15:34 - (Agenzia Nova) - Le forze libiche alleate del generale Khalifa Haftar hanno nuovamente colpito i terroristi dello Stato islamico nel sud della Libia, provocando la loro reazione con un duplice attentato kamikaze. E' in questo modo che può riassumersi quanto avvenuto ieri nel Fezzan e in particolare nei dintorni della città di Sebha, area al di fuori del controllo delle autorità libiche dove operano sia i terroristi islamisti sia altri gruppi armati, come i ribelli ciadiani e sudanesi e i trafficanti di esseri umani. Un'area dove da qualche mese Haftar sta cercando di estendere la sua influenza inviando brigate e tessendo alleanze con le tribù locali.

Ieri sera due kamikaze dello Stato islamico si sono fatti saltare in aria nel villaggio di la Ghadwa, che si trova 60 chilometri circa a sud di Sebha. Secondo i testimoni si è trattato del "solito" attacco coordinato dei terroristi che hanno seguito una tattica già usata in passato in altre città libiche. Un primo kamikaze si è fatto esplodere nel centro cittadino creando il caos, un secondo si è fatto esplodere davanti alla stazione di polizia, vero obiettivo dell'operazione, essendo presenti al suo interno i miliziani alleati di Haftar. Con la seconda esplosione è scattato l'attacco armato e lo scontro a fuoco con i poliziotti locali finito con il bilancio di tre morti e un ferito.

Si tratta, come già avvenuto in passato in quella regione, di un'azione condotta per vendetta. I terroristi islamici hanno colpito al Ghadwa per vendicarsi del blitz avvenuto la mattina contro una fattoria usata da loro come covo per tenere gli ostaggi rapiti in diverse spedizioni, sempre nel sud e nel centro della Libia. Come ha spiegato il portavoce dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), Ahmed al Mismari, in una conferenza stampa a Bengasi, le sue forze avevano compiuto un blitz in una fattoria nella zona di al Ghadwa per liberare 22 persone rapite in diversi attacchi condotti dagli uomini del cosiddetto "Califfato" islamico negli ultimi mesi.

Secondo fonti locali, contattate da “Agenzia Nova”, al blitz hanno partecipato le unità della Decima Brigata di fanteria, la Brigata Khalid Bin Walid, composta da Tebu fedeli a Haftar, e la brigata dei martiri di Sebha, con l'ausilio di un gruppo di giovani del comando della sicurezza congiunto di Sebha, Mazraq e Gadwa. Come confermato da Mismari, i 22 ostaggi liberati in questo attacco erano stati rapiti il 22 ottobre e il 9 novembre nelle azioni condotte dai terroristi dello Stato islamico contro i villaggi di al Fuqaha e Tazarbu. Il covo dove erano tenuti era una fattoria in una zona agricola difficilmente raggiungibile. Nell'attacco condotto dalle brigate libiche sono stati uccisi tutti i terroristi (il cui numero non è stato ancora precisato), ma alcuni ostaggi sono rimasti feriti.

A confermare la volontà di vendicarsi di questa azione è il fatto che uno dei due kamikaze si è fatto saltare in aria ieri sera nel tentativo di colpire proprio i giovani di una brigata locale che ha partecipato poco prima al blitz per la liberazione degli ostaggi. I giovani della brigata locale erano riusciti a fermare il kamikaze, che una volta in trappola si è fatto saltare in aria senza provocare vittime. Secondo quanto ha spiegato l'attivista politica del Fezzan, Abdel Hakim al Basha, ai media locali, l'attacco contro la stazione di polizia di al Ghadwa è avvenuto poche ore dopo il blitz per liberare i 22 ostaggi.

Nell'attacco terroristico sono stati uccisi due ufficiali delle forze alleate di Haftar, Musa Wani Musa di Ghat e Mahdi Mohammed Abdullah Yousuf di Taraghen, che facevano parte dell'a Decima brigata di fanteria dell'Lna, mentre cinque loro uomini sono rimasti feriti tra cui il colonnello Mohamed Baraka, capo della stessa brigata. Secondo altre fonti le forze di Haftar avrebbero poi dato la caccia alle milizie ribelli ciadiane, accusate di collaborare con lo Stato islamico: nel corso di scontri con i combattenti del Ciad sono morti due uomini della brigata Khalid Bin Walid.

Il bilancio delle vittime relativamente contenuto, in quanto l’azione di rappresaglia dello Stato islamico era ampiamente prevista. Un analogo attacco di vendetta è atteso adesso nel villaggio di Taraghen. Infatti l’emittente televisiva “Libya al Ahrar” ha reso noto che le brigate locali sono state poste in stato d’allerta massimo per prevenire nuove crisi. I militari locali hanno predisposto un piano di sicurezza e dispiegato tutte le pattuglie disponibili nei distretti agricoli. Si temono nuovi attacchi in diverse zone del Fezzan dopo quello avvenuto ieri sera ad al Ghudwa.

Tutto questo è avvenuto a pochi giorni di distanza dall'attacco terroristico di Natale contro la sede del ministero degli Esteri di Tripoli, nel quale hanno perso la vita quattro persone e altre cinque sono rimaste ferite, attacco rivendicato poi dallo Stato islamico. Ieri sera, inoltre, nel villaggio di al Fuqaha, nella provincia di al Jufra, ci sono stati i festeggiamenti per il ritorno dei nove loro abitanti, alcuni dei quali dati per morti nelle scorse settimane nel corso della detenzione, rientrati a casa dopo la liberazione.

Il capo del clan degli Al Ziadin, Zidan Najim, ha annunciato i festeggiamenti per l’avvenuta librazione di nove membri della sua tribù e il loro ritorno a casa a Fuqaha. Parlando ai media libici, l’uomo ha riferito che durante il blitz nella zona di Ghadwa sono stati liberati anche altri 13 uomini rapiti nelle aree di Taraghen e Tazerbu. Si regista infine un comunicato da parte del parlamento libico di Tobruk di condanna dell'attacco terroristico a al Ghadwa nel quale si invitano i libici ad unirsi per combattere il terrorismo.
 
Agenzia Nova
 
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