Mezzaluna
20.12.2018 - 10:37
ANALISI
  
Libia: premier Sarraj in visita nel sud dopo blocco impianto al Sharara
Tripoli, 20 dic 2018 10:37 - (Agenzia Nova) - Il premier del governo di Accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, si è recato in visita nel sud della Libia per disinnescare la crisi in corso nella zona. Secondo quanto rivelano fonti locali ad “Agenzia Nova”, lo scopo di questa visita è quello di risolvere la crisi più urgente tra quelle che si registrano nel Fezzan e che riguarda l’impianto petrolifero di al Sharara. Il capo del Consiglio di presidenza libico ha deciso di recarsi di persona ad al Sharara per incontrare i manifestanti che per protesta hanno occupato e bloccato le attività dell’impianto, uno dei più importanti per la produzione di greggio della Libia. I manifestanti del movimento “Rabbia del Fezzan” stanno manifestando da settimane nella regione e hanno bloccato gli impianti di al Sharara allo scopo di esercitare pressioni sul governo libico di Tripoli accusato di aver abbandonato la regione non effettuando investimenti e non garantendo alcun servizio alla popolazione locale.

Fonti locali, contattate da “Agenzia Nova”, riferiscono che l'obiettivo di Sarraj è stato quello convincere i manifestanti delle tribù della regione a porre fine alla protesta e a consentire la ripresa delle attività del sito forte di un provvedimento adottato ieri che prevede lo stanziamento di un miliardo di dinari libici (720 milioni di dollari) in progetti di sviluppo economico per la regione. Ieri sera infatti Sarraj ha annunciato l’esecuzione di un piano urente a sostegno del Fezzan di 100 milioni di dinari libici (71,57 milioni di dollari) per risolvere i problemi che stanno affrontando gli abitanti di buona parte della regione. Contestualmente si è parlato di un fondo che potrà arrivare ad un miliardo di dinari per i progetti di sviluppo per il sud da stanziare il prossimo anno. Il premier libico si è recato in visita in una zona che dista pochi chilometri da Ghat per incontrare i politici e funzionari locali. Gli osservatori libici ritengono che questa iniziativa potrebbe avere un’influenza positiva presso gli abitanti dell’area in modo da convincerli a lasciare gli impianti di al Sharara, occupati grazie alla complicità delle Guardie petrolifere poste a difesa del sito, in modo da consentire la ripresa delle attività di produzione di petrolio, indispensabili l'economia nazionale. Si tratta comunque della prima visita nel sud del paese condotta dal premier del governo di Accordo nazionale dal suo arrivo a Tripoli avvenuto due anni fa.

Fonti della sicurezza locali riferiscono che, una volta arrivato ad al Sharara, Sarraj ha incontrato i rappresentanti del movimento “Rabbia del Fezzan” alla presenza del vice ministro delle Finanze del suo governo, Abu Bakr al Jafal, del vice capo delle Guardie petrolifere, colonnello Mohammed Al Lafi e il capo del Consiglio di amministrazione della compagnia elettrica, Abdel Majid Hamza. Si tratta di una riunione a porte chiuse. A spingere Sarraj a recarsi nel Fezzan sono stati in particolare i deputati libici eletti nella zona. Il parlamentare libico eletto a Ubari (regione meridionale del Fezzan), Abdel Qader Hasan Yahya, ha reso noto di “aver invitato il premier del governo di Accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, a visitare il sud della Libia per fermare la crisi nel Fezzan”.

Parlando al sito informativo libico “al Wasat”, Yahya ha spiegato: “Ieri ho incontrato Sarraj e lo abbiamo invitato ad andare nella regione meridionale. Abbiamo discusso con lui della situazione nel Fezzan e in particolare del problema nel giacimento petrolifero di al Sharara e di esaudire le richieste del movimento di protesta denominato ‘Rabbia del Fezzan’”. Tuttavia a spingere il premier libico a questa iniziativa sarebbe stata la decisione della compagnia petrolifera libica National Oil Corporation (Noc) di imporre lo stato di forza maggiore sulle operazioni nel giacimento petrolifero di al Sharara chiudendolo fino a quando non vi sarà una soluzione definitiva della crisi. “Non proseguiremo la produzione fino a quando non ci sarà una soluzione alternativa alla sicurezza rispetto a come è stata garantita finora”, fanno sapere dalla compagnia in quanto a occupare gli impianti sono stati proprio i membri delle Guardie petrolifere che avrebbero dovuto vegliare sul sito e che invece cercano di esercitare pressioni sulla Noc per ottenere nuove assunzioni e aumenti di salario. Al momento non vi dovrebbero essere conseguenze sull'impianto petrolifero di al Fil, anch'esso situato nel sud della Libia. Ieri i tecnici dell’impianto petrolifero di al Fil hanno sottolineato che il fermo di al Sharara non inciderà in alcun modo la sua attività. Al Fil infatti resta in funzione e produce 70 mila barili di petrolio al giorno.

La visita giunge in un momento di difficoltà politica per il governo di Tripoli a seguito delle dimissioni del ministro delle Finanze Faraj Abdel Rahman Bomtari, il quale avrebbe preso la decisione a causa dello scontro in corso con la Banca centrale di Tripoli che avrebbe limitato l’azione dell’ex ministro nel campo delle riforme economiche e negato l’uso di fondi dedicati. La Banca centrale avrebbe infatti negato all’ex ministro l’apertura di un conto nel quale far affluire i proventi della percentuale sulla vendita della valuta straniera. Il primo politico ad intervenire nella vicenda è stato il presidente dell’Alto consiglio di Stato libico, Khalid al Mishri, il quale ha criticato le proteste del movimento “Rabbia del Fezzan” sfociate nella chiusura degli impianti petroliferi di al Sharara. In un incontro avuto ieri con i rappresentanti del movimento presso i suoi uffici di Tripoli, il politico si è concentrato sui problemi del Fezzan per cercare di capire le ragioni della protesta alla luce della mancanza di interventi governativi nel sud. Nello stesso tempo Al Mishri ha spiegato che “non è questa la via giusta per risolvere i problemi”, sottolineando la necessità di un maggiore coordinamento con il governo di Accordo nazionale per eseguire i progetti per il sud.
 
Agenzia Nova