Corno d'Africa
12.10.2018 - 17:40
ANALISI
 
Corno d'Africa: si conclude visita del premier Conte in Etiopia ed Eritrea, ribadito sostegno a processo di pace per gestione flussi migratori
Roma, 12 ott 2018 17:40 - (Agenzia Nova) - Il sostegno italiano al processo di pace, la gestione dei flussi migratori e i progetti di cooperazione allo sviluppo, nell’ottica della stabilizzazione e del rilancio del Corno d’Africa, regione da sempre sensibile agli interessi italiani. Sono stati questi i temi principali al centro della missione in Etiopia ed Eritrea del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che si è conclusa il 12 ottobre. La visita, come sottolineato dallo stesso Conte, è stata “la prima di un leader europeo occidentale” nella regione dopo la firma della storica dichiarazione di pace fra i due storici rivali, avvenuta ad Asmara lo scorso 9 luglio, a testimonianza dell’importanza “simbolica, e non solo”, riposta su questa area. Nella prima tappa del suo viaggio, ad Addis Abeba, il capo del governo italiano è stato accolto all'aeroporto internazionale di Bole dal premier etiope Abiy Ahmed, con il quale ha avuto un colloquio bilaterale nel corso del quale, stando a quanto riporta la stampa etiope, le due parti hanno concordato di rafforzare la cooperazione dei settori delle infrastrutture, degli investimenti e del commercio. Conte, da parte, sua ha invitato Ahmed a visitare l'Italia nel 2019. Italia ed Etiopia vantano “dei vincoli antichi, culturali ed economici”, e il nostro paese attribuisce “grande importanza” al processo di pace avviato con l’Eritrea, ha dichiarato Conte parlando durante l’incontro con la comunità italiana presso la residenza dell’ambasciatore d’Italia ad Addis Abeba, Arturo Luzzi. “Sono orgoglioso di aver dedicato il mio primo viaggio in Africa a questo paese”, che è il “segno di quale importanza simbolica, e non solo, abbiamo riposto su questa visita. Sono infatti il primo leader europeo occidentale a venir qui dopo un processo di pace così significativo e ci tenevo a venire qui tempestivamente perché era importante dare un segnale anche da parte dell’Europa, e dell’Italia in particolare, dell’apprezzamento di quello che è stato fatto”, ha detto Conte. Riferendo del suo incontro con il primo ministro Ahmed, il presidente del Consiglio ha parlato di un “clima di assoluta cordialità e amicizia, Ahmed è una persona molto comunicativa con la quale ho subito instaurato un rapporto emozionale”, ha aggiunto.

Nella capitale etiope Conte ha avuto anche un colloquio con il vicepresidente della Commissione dell’Unione africana (Ua), Kwesi Quartey, presso la sede dell’Ua, al quale ha chiesto che l’Ua si faccia mediatrice degli accordi sui rimpatri e nella strategia italiana per la regolazione e gestione dei flussi migratori. “Ho chiesto esplicitamente all'Ua di farsi mediatrice della possibilità di incrementare gli accordi per i rimpatri e, più in generale, per garantire un sostegno alla strategia per quanto riguarda la regolazione e la gestione dei flussi migratori. Vogliamo un'Europa più forte e solidale e riteniamo che un ruolo cruciale possa svolgerlo anche l'Ua", ha detto il presidente del Consiglio intervenendo ieri sera durante la cena ufficiale al National Palace di Addis Abeba. Un concetto che Conte ha ribadito anche questa al termine della sua visita alla cooperativa Ethio-International Footwear Cluster Cooperative Society, progetto nel settore calzaturiero e del pellame finanziato dalla Cooperazione italiana allo sviluppo, e allo stabilimento Iveco/Amce, ad Addis Abeba. “Per questo è importante assecondare la leadership del presidente Abiy Ahmed, che può portare tanto beneficio alla stabilizzazione del Corno d’Africa e portare lavoro, disincentivando i viaggi della speranza. Il processo di pace (con l’Eritrea) – ha aggiunto il capo del governo italiano – ci fa sperare che possa iniziare anche un processo di stabilizzazione interna e di apertura alla società civile”. Il Corno d'Africa, ha proseguito Conte, è una regione "irrinunciabile" per l'Italia, i cui sforzi sono orientati a far sì che il ruolo di quest'area sia apprezzato sempre di più. "L'Italia offre un grande sostegno alle attività di pace e di sviluppo nella regione, e mi farò latore in ambito Ue perché il ruolo di questa area venga apprezzato sempre di più. Per noi questa regione è irrinunciabile, siamo qui per raccogliere qualsiasi disponibilità alla cooperazione e per valutare nel mutuo rispetto le possibilità di sviluppare questa partnership", ha aggiunto il presidente del Consiglio. Proprio i progetti di sviluppo sono al centro della strategia italiana per il Corno d’Africa, e per l’Etiopia in particolare.

“Sono esempi che testimoniano quanto sia forte la sinergia e la cooperazione tra Italia e Etiopia. Sto toccando con mano in questi due giorni le grandi potenzialità di queste terre. Lo sviluppo sociale ed economico dell'Africa è fondamentale per la stabilità internazionale e per combattere le cause più profonde dell’immigrazione”, ha affermato Conte al termine della sua visita ai laboratori della cooperativa Ethio-International Footwear Cluster, progetto finanziato dalla Cooperazione italiana in collaborazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Unido), e agli stabilimenti della Iveco/Amce, definita una “solida realtà imprenditoriale consolidata da decenni, frutto della collaborazione tra la stessa società italiana e il governo etiope”. A ulteriore conferma della solida cooperazione esistente fra Italia ed Etiopia c’è anche l’accordo firmato dal ministro di Stato etiope per le Finanze e la cooperazione economica Admassu Nebebe e dall’ambasciatore d'Italia ad Addis Abeba, Arturo Luzzi, per un prestito e una sovvenzione del valore complessivo di 22 milioni di euro. Dopo Addis Abeba, il premier Conte è volato alla volta di Asmara per incontrare il presidente Isaias Afwerki. Anche in questo caso, il processo di pace e la questione migratoria sono stati al centro dei colloqui. “La sottoscrizione degli accordi di pace e cooperazione con l’Etiopia crea le premesse per recuperare risorse fin qui dedicate alla difesa e alla sicurezza e destinarle allo sviluppo sociale ed economico dell’Eritrea, contribuendo a stabilizzare anche i flussi migratori”, ha dichiarato il presidente del Consiglio. “La pacificazione e lo sviluppo dell'intera regione del Corno d'Africa, come ho detto al presidente eritreo, possono assicurare condizioni di vita migliori alle popolazioni locali e contribuiranno a stabilizzare anche il quadro dei rapporti internazionali, stabilizzando inoltre i flussi migratori”, ha affermato Conte in una nota. “Ho voluto testimoniare al presidente e all'intero popolo eritreo un segnale di attenzione e di soddisfazione per la svolta raggiunta nell'ambito del processo di pacificazione con l'Etiopia dopo un conflitto ventennale che ha causato decine di migliaia di vittime”, ha detto il premier, che ha quindi elogiato le “nuove dinamiche positive” nella regione che porteranno ad “una nuova era di pace e prosperità per il Corno d’Africa e non solo”. L'Italia, ha aggiunto il premier italiano, è pronta a fare la sua parte “nella promozione degli investimenti, dei progetti di cooperazione, dei programmi educativi e della formazione tecnico-professionale”.

La missione di Conte giunge a pochi mesi dalla firma della storica dichiarazione di pace fra Etiopia ed Eritrea, avvenuta ad Asmara lo scorso 9 luglio. La dichiarazione prevede cinque “pilastri”: la fine dello stato di guerra fra i due paesi; la ripresa della cooperazione politica, economica, sociale, culturale e di sicurezza; la ripresa delle relazioni commerciali, economiche e diplomatiche; l’attuazione dell’accordo di Algeri sui confini; il reciproco impegno a lavorare per la pace regionale. Come immediata conseguenza dell’accordo di pace, nelle settimane successive i due leader hanno assistito alla riapertura delle ambasciate nei rispettivi paesi dopo 20 anni, mentre il mese scorso le truppe etiopi ed eritree hanno iniziato a ritirarsi dal valico di confine di Bure, in concomitanza con la riapertura del collegamento stradale Serha-Zalambesa. Inoltre, fra luglio ed agosto scorsi le compagnie di bandiera Ethiopian Airlines ed Eritrean Airlines hanno ufficialmente riavviato i voli di linea verso le rispettive capitali, mentre è notizia del 5 settembre che una nave cargo etiope, proveniente dall'Arabia Saudita e con a bordo 11 mila tonnellate di zinco eritreo destinati alla Cina, è attraccata per la prima volta in Eritrea (nel porto di Massaua) dopo 20 anni. Sempre a luglio, poi, il portavoce del ministero degli Esteri etiope, Meles Alem, ha fatto sapere che sono in corso lavori per consentire la riapertura dei collegamenti stradali fra l’Etiopia e il porto di Assab, sulla costa eritrea del Mar Rosso, dopo che il portavoce del governo Ahmed Shide aveva annunciato che Addis Abeba intende riaprire le due strade che collegano il paese alle città portuali di Assab e di Massaua. Inoltre, ad agosto i governi di Etiopia ed Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto un accordo per la costruzione di un oleodotto che collegherà la città eritrea di Assab con la capitale etiope Addis Abeba. Prima della visita di Conte, l’ultimo presidente del Consiglio a recarsi nel Corno d’Africa era stato Matteo Renzi nel luglio 2015, quando partecipò alla terza Conferenza internazionale sul finanziamento allo sviluppo, ad Addis Abeba, mentre nel marzo 2016 era stata la volta del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sia in Etiopia che in Eritrea l'Italia esercita un ruolo di primo piano in diversi settori fra cui quello dell’istruzione, come dimostra la presenza di due grandi scuole italiane statali ad Addis Abeba e ad Asmara, e della cooperazione allo sviluppo: nel biennio 2017-2018 l'Italia ha donato oltre 81 milioni di euro per interventi di sviluppo e umanitari in Etiopia, Somalia ed Eritrea, e ha erogato crediti di aiuto all'Etiopia pari a 47 milioni di euro.
 
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