Mezzaluna
28.09.2018 - 13:15
ANALISI
  
Libia: polemica tra i deputati per l'iniziativa volta ad approvare la legge referendaria costituzionale
Tripoli, 28 set 2018 13:15 - (Agenzia Nova) - E' polemica nel mondo politico libico, e in particolare tra i deputati, per l'iniziativa portata avanti lunedì scorso volta a sbloccare l'iter della riforma costituzionale per arrivare alle elezioni in Libia. A inizio settimana infatti i media libici avevano annunciato l'approvazione della legge referendaria sul progetto costituzionale e la modifica dell'Annuncio costituzionale in modo che fosse conforme al testo di legge. Si è trattato invece di una mossa politica volta a trovare una soluzione, seppur solo sulla carta, per superare il mancato accordo in aula su questo tema tra i deputati registrato nelle sedute precedenti. La firma dei deputati in calce al provvedimento è quindi una idea trovata come soluzione per superare lo stallo dovuto dalla mancanza del numero legale che è di 119 parlamentari. Per questo il portavoce del parlamento libico, Abdellah Belahiq, ha affermato che "l'approvazione delle modifiche del disegno di legge referendario sulla Costituzione permanente del paese è passata tramite la raccolta di firme di 135 deputati i quali si sono detti d'accordo".

Eppure il presidente della commissione Giustizia e Riconciliazione nazionale del parlamento, al Hadi al Saghir, ha affermato che in realtà il numero delle firme raccolte tra i membri del parlamento ha raggiunto solo quota 126, pur superando il numero legale previsto per modificare la Costituzione in caso però di voto in aula. Al Saghir ha confermato che si tratta del numero definitivo di firme raccolte in quanto alcuni deputati hanno ritirato la loro sottoscrizione. Non sono tardate ad arrivare le critiche anche dal premier del governo di Accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, che nel corso della riunione ministeriale sulla Libia che si è svolta a margine dell'Assemblea dell'Onu di New York ha espresso il suo "dispiacere per la posizione del parlamento che non ha mantenuto la parola data e non ha adempiuto ai suoi doveri di adottare la norma costituzionale richiesta per le elezioni così come non ha svolto il suo dovere per quanto riguarda le riforme". Per Sarraj "questo parlamento resta assente per quanto riguarda ciò che accade nel paese".

Per quanto riguarda la raccolta di firma sul provvedimento di legge, che il parlamento ha inviato alla Suprema Commissione elettorale mercoledì scorso, un deputato membro della commissione legislativa, Saleh Afhimi, sostenitore dell'iniziativa ha spiegato che "l'approvazione è arrivata in base all'accordo raggiunto durante la seduta precedente del parlamento e tramite la firma dei suoi membri", chiarendo che "è stato trovato l'accordo sulla riforma dell'articolo 8 dell'Annuncio costituzionale che prevede la divisione del paese in tre circoscrizioni (Brega, Fezzan e Tripolitania) e in aggiunta come condizione che si ottenga il 50 per cento più 1 dei votanti per ogni circoscrizione in tutto il paese e con questa riforma è stato migliorato l'articolo 6 della legge". Il deputato Abdel Salam Nasia ha poi aggiunto che "il popolo libico dirà una parola decisiva sul disegno di legge costituzionale con un si o con un no senza la legge referendaria o la riforma dell'Annuncio costituzione dopo questo voto".

Questa iniziativa ha trovato però una forte opposizione all'interno del parlamento. In particolare i deputati eletti a Brega hanno raccolto a loro volta le firme per chiedere di proseguire l'iter della legge referendaria in aula e arrivare ad una maggioranza qualificata ammonendo dalle "conseguenze di questo atto che si basa sull'approccio ingannevole da parte di alcuni deputati che vogliono aumentare la confusione. Questi deputati si assumono la piena responsabilità di queste azioni e lo considerano contrario alle regole di procedura del parlamento e del diritto". Secondo il deputato Suleiman Suiker, la decisione del parlamento di approvare questo provvedimento con la raccolta di firme "è un passo contrario al regolamento interno del parlamento e della legge", aggiungendo che "la legge referendaria non è stata votata dentro la sala del parlamento e questa è una violazione delle regole interne del parlamento". Sia Suiker che altri deputati hanno intenzione di "impugnare il provvedimento considerato che ci sono state delle falsificazioni e delle irregolarità durante la raccolta delle firme".

Il deputato ha aggiunto che "da circa un mese è in corso un dibattito su alcuni articoli della legge che contrastano con l'Annuncio costituzionale. E' necessario migliorare la modifica dell'Annuncio costituzionale e in effetti lo abbiamo fatto noi deputati sottoscrivendo la modifica dell'Annuncio costituzionale che è stata portata in commissione legislativa per essere votata. Siamo rimasti però sorpresi nel vedere che sono state usate quelle firme per questa iniziativa, eliminando ogni riferimento al fatto che erano state poste in calce alla proposta portata in commissione e senza menzionare il dibattito che c'è stato in aula. Per questo abbiamo chiesto di cancellare i nostri nomi dal documento perché questo modo di fare contrasta con il regolamento interno del parlamento e con la legge". E poi aggiunge "se il parlamento avesse avuto il diritto di approvare l'emendamento costituzionale tramite una raccolta di firme come avvenuto ora, l' avremmo fatto anche per l'approvazione dell'Accordo politico di Skhirat già tre anni fa".
 
Agenzia Nova
 
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