Mezzaluna
20.06.2018 - 16:46
ANALISI
  
Yemen: Coalizione araba, importanti sviluppi dopo presa aeroporto al Hodeida
Sana'a, 20 giu 2018 16:46 - (Agenzia Nova) - Il portavoce della Coalizione araba a guida saudita in Yemen, Turki al Maliki, ha annunciato che “ci sono stati importanti sviluppi dopo la presa dell’aeroporto di al Hodeida da parte delle nostre forze”. Parlando all’emittente televisiva “al Arabiya”, l’ufficiale saudita ha spiegato che “prosegue il lavoro di riconquista della città insieme alle forze governative yemenite. Noi come Coalizione stiamo lavorando in ogni direzione per fare pressioni sui ribelli Houthi e convincerli ad accettare una soluzione pacifica della crisi”. Non si registrano vittime civili nella battaglia dell’aeroporto di al Hodeida “nonostante gli Houthi li avessero usati come scudi umani. Ora i ribelli impediscono ai civili di uscire dalla città e li usano come usano le moschee e i quartieri abitati per difendersi. Noi come Coalizione abbiamo dato garanzie alla Comunità internazionale che avremmo salvaguardato la vita dei civili”.

Le forze governative yemenite hanno acquisto il "controllo totale" dell'aeroporto di al Hodeida, nell'ovest dello Yemen. Lo ha annunciato la Coalizione araba dopo un'offensiva di una settimana per riconquistare la città strategica in mano ai ribelli sciiti Houthi. "L'aeroporto è stato completamente ripulito dalla presenza degli insorti ed è sotto il pieno controllo delle truppe governative", ha detto Abdel Salam al Shehi, ufficiale degli Emirati Arabi Uniti per la Coalizione in Yemen, in un video pubblicato dall'agenzia ufficiale emiratina "Wam". Il primo ministro yemenita, Ahmed Bendagher, ha affermato che riaprire lo scalo è una delle massime priorità del governo. Bendagher, citato dall’emittente “Al Arabiya”, si è anche congratulato con le forze yemenite per i progressi compiuti sul terreno, con la liberazione di "zone chiave" del paese dalla morsa delle milizie Houthi. Durante una telefonata con il governatore di al Hodeida, Hassan Tahir, il premier ha detto che gli Houthi hanno respinto tutte le opportunità per conservare la pace presentate dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni internazionali, e hanno insistito sul "continuare la guerra contro il popolo dello Yemen, distruggendo le risorse del paese e le sue infrastrutture". Bendagher ha aggiunto che "al Hodeida ha assistito alla più grande ondata di carestia durante gli anni con gli Houthi al potere, nonostante la sua posizione strategica e il suo porto che le milizie usavano come base militare per contrabbandare armi e sostenere il loro sforzo bellico".

Intanto prosegue l'offensiva delle forze governative yemenite sulla città. Secondo quanto riporta l'emittente televisiva "al Arabiya", dopo aver conquistato l'aeroporto della città, le truppe fedeli al presidente Abd Rabbo Mansur Hadi si dirigono sul quartiere di al Rabisa, nella parte sud della città portuale. I militari stanno avanzando lungo la via che conduce al porto con l'obiettivo di occuparlo. Si sta combattendo un'aspra battaglia con le forze dei ribelli sciiti Houthi sul lungomare della città. Le forze governative sostengono che la conquista della città sia solo "una questione di tempo". Le milizie Houthi, da parteloro, hanno imposto lo stato di emergenza ieri sera ad al Hodeida dopo essersi schierati in massa nei quartieri residenziali della città a seguito della perdita dall'aeroporto locale. Fonti locali hanno riferito che gli Houthi hanno forzatamente chiuso le telecamere di sorveglianza degli hotel e delle istituzioni pubbliche e private di al Hodeida, chiedendo ai cittadini di non denunciare le loro attività e di non riprendere i combattenti mentre scavano trincee e dispiegano carri armati, veicoli corazzati e armi e distribuiscono i loro cecchini sui tetti. Le fonti hanno aggiunto che gli Houthi temono una rivolta popolare in città così come una rapida avanzata delle forze governative. Testimoni hanno riferito all'emittente televisiva "al Hadath" che gli Houthi hanno tagliato l'acqua a metà della città dopo aver deliberatamente sabotato la rete principale di condutture idriche. Altre tubature dell'acqua sono state danneggiate mentre scavavano trincee, specialmente nei quartieri meridionali e orientali.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno presentato ieri le prove a sostegno dell'accusa all'Iran di rifornire di armi i ribelli sciiti Houthi nello Yemen. Durante una conferenza stampa, ai giornalisti presenti ad Abu Dhabi è stato mostrato quello che i funzionari locali descrivono come un drone iraniano Qasef abbattuto in Yemen. Le prove, presentate dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e dalle forze armate degli Emirati Arabi Uniti, hanno messo in mostra "una vasta gamma di armi e attrezzature militari acquisite dalla Coalizione Araba durante operazioni nello Yemen a nome del legittimo governo yemenita", secondo quanto riporta l'agenzia di stampa emiratina "Wam". Sono stati mostrati esplosivi improvvisati spacciati per pietre, che i funzionari sostengono provenire dai campi di battaglia dello Yemen. "Le armi sequestrate dalla Coalizione araba includono missili anticarro, razzi, droni, carri armati, missili Scud e mine improvvisate", hanno spiegato gli Emirati, aggiungendo che è visibile l'uso della lingua persiana sulle armi sequestrate e sui componenti, che sono gli stessi usati dagli iraniani in Iraq, Siria e altri paesi, "cosa che dimostra al di là di ogni dubbio il coinvolgimento dell'Iran nel contrabbando di armi verso gli Houthi".

Gli Emirati rappresentano insieme all’Arabia Saudita le forze principali impegnate nella Coalizione araba che dal 2015 sostiene le forze del governo riconosciuto dalla comunità internazionale del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi nella riconquista delle aeree dello Yemen occupate dai ribelli sciiti filo-iraniani. Lo scorso 13 giugno la Coalizione, su richiesta del governo con sede ad Aden, ha dato il via all’operazione “Golden Victory” per liberare il porto di Hodeida, sulla costa occidentale dello Yemen. La città è al momento insieme a Sana’a una delle principali roccaforti dei ribelli sciiti ed è considerata lo snodo fondamentale sia per i rifornimenti di armi a favore degli Houthi che per gli aiuti umanitari necessari per sostenere la popolazione civile nelle aree occupate. La Coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita ha predisposto un piano strategico per la rapida consegna di aiuti umanitari nel porto yemenita di al Hodeida e nelle aree circostanti, controllate dai ribelli sciiti Houthi. Il piano è eseguito in parallelo alle operazioni militari e include: consegna di cibo, carburante, medicine e rifugi per persone che dipendono dal porto, fino a che gli aiuti regolari e le spedizioni delle merci potranno riprendere.

Il piano tiene conto degli scenari in una situazione di conflitto come sfollati, blocco o distruzione di strade e danneggiamento del porto a causa di mine collocate dagli Houthi. Nel documento la Coalizione ha precisato che oltre ai 14 miliardi di dollari già stanziati per gli aiuti allo Yemen continua a lavorare con le agenzie di soccorso sul posto per garantire che una volta liberata l’area portuale possa aumentare rapidamente la capacità e la quantità di aiuti che passano attraverso il porto. La Coalizione ha voluto precisare che i vasti piani per le operazioni umanitarie ad al Hodeida comprendono uno stretto coordinamento con le agenzie internazionali e le Ong che operano sul terreno, la cooperazione con la Croce rossa emiratina e il King Salman Humanitarian Aid And Relief Centre, e la sensibilizzazione delle organizzazioni internazionali fuori dello Yemen. Inoltre la Coalizione prevede l'istituzione di un'unità di operazioni umanitarie ad al Hodeida come parte degli sforzi di stabilizzazione globale civile-militare.

La possibile riconquista di al Hodeida rappresenta l’ultimo stadio di un mutamento degli equilibri nella regione mediorientale. Negli ultimi tre anni la regione ha assistito ad una rapida ascesa dell’influenza iraniana dovuta principalmente al ritorno di Teheran sulla scena internazionale dopo la firma dell’accordo sul nucleare iraniano del 2015. Allo stesso tempo la crisi nata nel giugno del 2017 tra il Qatar e il quartetto di paesi arabi formato da Arabia Saudita, Emirati, Egitto e Bahrein e fatto nascere una nuova collaborazione tra Doha, Iran e Turchia in competizione con le monarchie del Golfo.
 
Agenzia Nova
 
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