Corno d'Africa
15.06.2018 - 15:53
ANALISI
 
Etiopia: ambasciatore Luzzi, normalizzazione rapporti con Eritrea porterà vantaggi a intera regione
Roma, 15 giu 2018 15:53 - (Agenzia Nova) - La normalizzazione dei rapporti con l’Eritrea porterebbe indubbiamente molteplici vantaggi all’Etiopia e all’intera regione del Corno d’Africa, sia dal punto di vista della sicurezza che da quello economico. Ne è convinto l’ambasciatore d’Italia ad Addis Abeba, Arturo Luzzi, che in un’intervista rilasciata ad “Agenzia Nova” ha commentato in maniera positiva la storica decisione del governo etiope di dare attuazione all’accordo di pace di Algeri, siglato nel 2000 ma da allora mai entrato in vigore. “Nel suo discorso di insediamento, due mesi fa, il primo ministro Abiy Ahmed aveva fatto riferimento alla necessità di appianare i contrasti con Asmara, dunque un cambiamento di approccio nei confronti dell’Eritrea era stato in qualche modo annunciato. La normalizzazione dei rapporti con l’Eritrea – ha spiegato l’ambasciatore Luzzi – porterebbe indubbiamente molteplici vantaggi, in primo luogo sotto il profilo della sicurezza, non solo lungo il confine settentrionale, tuttora militarizzato, ma con ricadute positive in generale per tutta la regione. Significativi sarebbero anche i benefici di carattere economico, non ultima la possibilità per Addis Abeba di usufruire di ‘tradizionali’ sbocchi al mare”. La controversia con l’Eritrea, secondo l’ambasciatore, ha tuttavia radici profonde: “Vi sono fattori più complessi della disputa confinaria relativa al triangolo di Badme e le possibilità di successo del dialogo dipenderanno innanzitutto dall’accoglienza che le aperture di Abiy incontreranno nella leadership eritrea, che ha in questi anni utilizzato il conflitto, come sostengono molti osservatori, per giustificare politiche repressive e mantenere saldo il potere. Mi auguro che questa opportunità non vada sprecata e che da ambienti Onu e dell’Unione Africana arrivino su Asmara le giuste pressioni e i necessari consigli”, ha aggiunto il diplomatico, nominato ambasciatore ad Addis Abeba lo scorso 23 ottobre dopo aver ricoperto lo stesso incarico a Dakar. Oltre all’apertura nei confronti dell’Eritrea, il Fronte democratico rivoluzionario popolare dell'Etiopia (Eprdf, la coalizione al potere nel paese) ha annunciato anche un’altra storica svolta, vale a dire la parziale liberalizzazione dei settori strategici della sua economia – dalle telecomunicazioni all’energia fino al trasporto aereo – aprendoli a investimenti privati interni e stranieri.

“Credo che le misure annunciate recentemente siano frutto di una maturata consapevolezza all’interno della coalizione di governo della necessità di velocizzare il processo di riforma per dare risposte più adeguate alle richieste della popolazione. Dopo un decennio di crescita impetuosa, con tassi a due cifre, gli anni recenti hanno infatti evidenziato una serie di limiti strutturali dell’economia etiopica che, se non affrontati adeguatamente, potrebbero comprometterne la competitività nel prossimo futuro. Si tratta – ha osservato l’ambasciatore Luzzi – di provvedimenti che rappresentano un importante segnale della volontà del governo di migliorare il clima economico ed incoraggiare gli investimenti esteri, di cui il paese ha estremo bisogno, data anche la situazione di cronica carenza di valuta, per sostenere la crescita e lo sviluppo”. La duplice svolta è avvenuta a soli due mesi dall’entrata in carica del nuovo premier Abiy Ahmed, il primo esponente dell’etnia oromo a ricoprire tale incarico, nei confronti del quale la comunità internazionale ripone molte speranze. “Le aspettative sono alte e l’Italia e l’Europa lo hanno ribadito, rinnovando il pieno sostegno alla dirigenza etiopica. Oltre alle misure di liberalizzazione economica e alle aperture all’Eritrea, non bisogna dimenticare la revoca dello stato di emergenza, i provvedimenti di clemenza verso numerosi oppositori politici, tra i quali il leader del Ginbot 7 (gruppo di etnia amhara considerato un'organizzazione terroristica dalle autorità etiopi), Andargachew Tsege, l’avvio del dialogo con alcuni partiti d’opposizione operanti all’estero e il rinnovamento dei vertici delle Forze armate e degli apparati di sicurezza. Il primo ministro – ha proseguito Luzzi – intende perseguire con rapidità e risolutezza l’agenda riformatrice e oggi può contare su di un forte sostegno dell’opinione pubblica, che ha accolto con grande favore i risultati di questi primi due mesi dell’azione di governo”. La questione etnica è uno dei nodi ancora irrisolti in Etiopia e il fatto che Ahmed sia un esponente dell’etnia oromo può giocare un ruolo in favore di una risoluzione del problema.

“Una delle chiavi dell’ampio consenso creatosi attorno ad Abiy in questi suoi primi mesi di mandato è rappresentata dal fatto che egli abbia saputo farsi portatore di un messaggio di unità e riconciliazione, elevandosi al di sopra dei particolarismi. Tale messaggio è a mio parere credibile perché il primo ministro è riuscito a far seguire alle parole i fatti, avviando rapidamente provvedimenti attesi da tempo”, ha spiegato l’ambasciatore. Quanto alle relazioni con l’Italia, Luzzi le ha definite all’insegna di una “solida e profonda” amicizia. “Le relazioni diplomatiche tra l'Italia e l'Etiopia risalgono al 1880. Da allora, i rapporti italo-etiopi hanno attraversato fasi alterne, anche conflittuali, e oggi i due paesi sono legati da una solida e profonda amicizia, costruita su fondamenta di solidarietà, superamento del passato e comprensione reciproca. L’Etiopia è un partner prioritario della Cooperazione italiana, che dagli anni ’60 ha portato avanti progetti e iniziative in settori strategici quali l’agricoltura, la sanità, l’istruzione”. L’Italia – ha aggiunto l’ambasciatore – ha contribuito molto allo sviluppo socio-economico dell’Etiopia con la realizzazione di importanti progetti infrastrutturali. Le relazioni bilaterali sono quindi particolarmente intense in tutti i settori e consolidato è il dialogo politico-diplomatico, anche ai più alti livelli, che ci consente di collaborare in maniera assai fruttuosa anche a livello regionale e sul piano internazionale”. Le ultime stime del Fondo monetario internazionale (Fmi) prevedono in Etiopia una crescita economica dell’8,5 per cento nel 2018, il che schiude notevoli opportunità per il nostro paese e per le nostre imprese. “La rapida crescita dell'Etiopia apre indubbiamente nuove opportunità di collaborazione non solo nel campo economico ma anche di carattere culturale e intendiamo rafforzare ulteriormente la nostra azione in questo paese così importante e ricco di storia e cultura”, ha concluso Luzzi.
 
Agenzia Nova
 
 
 
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