Mezzaluna
23.01.2018 - 16:30
Analisi
  
Marocco: i profili dei nuovi ministri nominati da Mohammed VI, la novità è il dicastero per l'Africa
Rabat, 23 gen 16:30 - (Agenzia Nova) - Il re del Marocco, Mohammed VI, ha nominato quattro nuovi ministri e un nuovo segretario di Stato. La nomina è avvenuta ieri sera nel corso della riunione del Consiglio dei ministri presieduta dal monarca, che si è svolta presso il palazzo reale di Casablanca. Alla guida del nuovo portafoglio degli Affari africani, istituito dopo il rientro di Rabat nell’Unione africana, è stato nominato Mohcine Jazouli. Su proposta del capo del governo, Saad-Eddine El Othmani, il re ha poi nominato Anas Doukali del Partito Socialista progressista (Pps) come ministro degli Alloggi e Abdelahad El Fassi (Pps) come ministro della Salute. Said Amzazi, del Movimento popolare di estrazione berbera (Mp), andrà alla guida del ministero della Pubblica istruzione, mentre Mohamed El Gharrass sarà segretario di Stato per la formazione professionale. Si tratta dei nomi che vanno a sostituire i ministri rimossi lo scorso ottobre dal sovrano per i fallimenti nell'attuazione del programma di sviluppo di al Hoceima, nel nord del paese.

La vera novità in questo rimpasto di governo è Jazouli. Voluto dal re Mohammed VI in qualità di ministro delegato per gli Affari africani, ha una lunga esperienza nel campo della consulenza aziendale. È un esperto in consulenza e strategia che il re Mohammed VI ha nominato ministro delegato presso il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, incaricato della cooperazione africana. A Jazouli è stato affidato uno dei dipartimenti importanti del governo El Othmani, che svolgerà un ruolo strategico nella realizzazione della visione africana del Marocco. In precedenza era a capo della società Valyans Consulting, che aveva fondato più di dodici anni fa. Ha già accompagnato grandi gruppi, pubblici e privati, nei loro progetti di espansione in Africa. La sua azienda è stata anche coinvolta nella creazione di progetti e strategie di sviluppo per diversi settori nel regno. In precedenza aveva lavorato nella filiale parigina della ditta internazionale Ernst & Young (EY). Ritornato in Marocco nel 1995, ha sviluppato per la prima volta l'attività di EY nel paese per un decennio, prima di imbarcarsi nella sua avventura con Valyans. Laureato all'Università Paris-IX Dauphine, presenta oggi un profilo ideale per la gestione del dipartimento degli affari africani, poiché ha moltiplicato le esperienze nel continente di cui padroneggia la posta in gioco. Gode di una speciale stima e considerazione del mondo degli affari e dei dipartimenti pubblici che ha accompagnato in passato.

Un altro volto giovane è quello di El Gherrass, nominato come Segretario di Stato per la formazione professionale. Si tratta di uno dei giovani dirigenti delle multinazionali (42 anni) noti in Marocco per aver fatto carriera grazie al loro merito. La sua nomina ufficiale è di segretario di Stato presso il ministro dell'istruzione nazionale, della formazione professionale, dell'istruzione superiore e della ricerca scientifica, responsabile della formazione professionale. Si tratta di un attivista del Movimento popolare di estrazione berbera (Mp) a cui vengono date molte qualità professionali. Nativo di Kenitra è stato particolarmente notato in tutte le posizioni che ha tenuto prima. Si è laureato alla seconda classe della Al Akhawayn University di Ifren e ha conseguito un master e un dottorato presso un'università sudcoreana. Prima del suo nuovo incarico, è stato segretario generale facente funzione del ministero della gioventù e dello sport, carica che ha ricoperto dallo scorso novembre. Membro del Consiglio nazionale del Movimento popolare, si dice che non ama le polemiche sterili e preferisce i dibattiti sereni. Si sostiene anche che sia un uomo di campo, meticoloso e che non lascia nulla al caso.

Il cinquantunenne Amzazi invece è stato nominato ministro dell'Educazione ed è una figura ben nota nel campo dell'educazione a Rabat. Eredita il portafoglio di istruzione nazionale, formazione professionale, istruzione superiore e ricerca scientifica, che era di Mohamed Hassad, licenziato dal re Mohammed VI per gravi negligenze. Si è unito al governo sotto la bandiera del movimento popolare berbero (Mp), nel quale è entrato recentemente. E' meglio conosciuto per una vita interamente dedicata alla ricerca e all'insegnamento. Nativo di Safrou, proviene da una grande famiglia (Amzazi), ed ha accumulato diverse posizioni accademiche durante la sua carriera. L'ultimo è quello di presidente dell'Università Mohammed V di Rabat da gennaio 2015 fino al suo nuovo incarico. Titolare di un dottorato in biologia presso la Facoltà di Medicina dell'Università Mohammed V-Agdal, nonché presso l'Università Pierre e Marie Curie di Parigi, è stato principalmente motivato dal desiderio di ridare all'università marocchina il posto che merita, fanno sapere i suoi collaboratori. "Il modello universitario che spicca per noi oggi è quello di un'università di prima ricerca, che produce conoscenza e ricchezza, un'università digitale in sintonia con le attuali generazioni di studenti, un'università internazionale aperta al mondo e che promuove valori universali di interculturalità, pace e tolleranza e accoglie i cittadini del mondo", aveva detto nel gennaio 2016.

Doukkali , fino a ieri direttore dell'Agenzia nazionale per la promozione dell'occupazione e delle competenze (Anapec), è stato invece nominato ministro della Sanità. Nato il 4 aprile 1973 a Rabat, ha studiato scienze, conseguendo a un dottorato in chimica e fisica, nel 2002 presso la Facoltà di Scienze a Rabat. Questo gli ha permesso l'anno successivo di entrare a far parte del National Center for Nuclear Science and Technology (Cnesten), dove si è occupato del Laboratorio di analisi ambientale. Dal 2005 al 2007 è assistente alla cattedra all'Università Mohammed Ben Abdallah di Fez e al Politecnico di Taza. Essendo entrato giovanissimo nelle fila del Partito del Progresso e del Socialismo (Pps), dove era membro del Comitato centrale e dell'Ufficio politico, è stato eletto membro del Consiglio del distretto di Rabat-Agdal e poi del Consiglio della Città di Rabat nel 2003, prima di essere rieletto nel 2009. Nel 2001, è stato eletto deputato del Pps alla Camera dei rappresentanti, e in seguito è diventato membro del Consiglio regionale Rabat-Salé-Zemmour-Zaers. Non è nuovo per il Dipartimento della Salute. Doukkali, infatti, ha insegnato dal 2007 alla Facoltà di Medicina e Farmacia di Rabat, prima di diventare membro del Consiglio di Amministrazione del Centro Ospedaliero Ibn Sina.

In quota socialista è stato nominato Abdelahad Fassi-Fihri, il nuovo ministro per la pianificazione dello spazio nazionale, l'urbanistica, l'edilizia abitativa e la politica cittadina, in sostituzione di Nabil Benabdellah, rimosso per la mancata esecuzione dei progetti edilizi ad al Hoceima. Fassi-Fihri, è membro dell'Ufficio politico del Partito del progresso e Socialismo (Pps) e responsabile della formazione dei giovani del partito. I suoi "compagni" lodano la sua integrità e la sua discrezione. Ex direttore degli studi e della cooperazione presso l'Istituto superiore di amministrazione, è stato nominato capo della Commissione del prossimo congresso del Pps che si svolgerà il prossimo maggio.

Questo rimpasto di governo è conseguenza del terremoto politico provocato dal re marocchino il 24 ottobre scorso con la rimozione di tre ministri e di un viceministro del governo accusati della mancata esecuzione dei progetti di sviluppo ad al Hoceima, nel nord del paese. Tutto è iniziato quando Mohammed VI ha ricevuto il rapporto di Driss Jettou, presidente della Corte dei conti, sulla situazione di al Hoceima, località nel nord del Marocco da mesi teatro di proteste anti-corruzione e rivendicazioni sociali. Il rapporto presentato dalla Corte dei conti fa menzione sin dall'inizio della mancanza di prove di appropriazione indebita da parte degli amministratori locali. Tuttavia, sottolinea numerosi malfunzionamenti.

In primo luogo, il documento nota che le disfunzioni rilevate riguardano sia la fase preparatoria del programma "Al Hoceima Manarate Al Mutawassit" che la sua disciplina ed attuazione. L'analisi della fase preparatoria, che si è svolta tra il 2014 e il 2015, ha rivelato che il processo di scelta dei progetti da attuare nel quadro del programma non ha soddisfatto una visione strategica integrata condivisa da tutti i partner. La Corte dei conti rileva inoltre come la coerenza del programma contenuto nella Convenzione quadro sia stata approssimativa. Allo stesso modo, viene messa in luce la distribuzione annuale dei contributi finanziari dei 20 soggetti interessati. "In assenza di una ripartizione per progetto, i contributi potrebbero essere solo delle stime", conclude la relazione.

La presentazione della relazione della Corte dei conti e le misure annunciate sono una risposta alle proteste che hanno segnato, nei mesi scorsi, la città di al Hoceima. “Le sanzioni annunciate nella relazione sono basate sulla responsabilità, un principio sancito dalla Costituzione. Non rispondono ad alcuna logica politica e fanno parte di un processo puramente amministrativo”, fanno sapere dalla Corte dei conti, per la quale ci sono state disfunzioni e fallimenti esecutivi che coinvolgono membri del governo e che non sono correlati all'aspetto finanziario del programma. La relazione è stata redatta dopo l’apertura di un’inchiesta sulla mancata partenza dei progetti di sviluppo per al Hoceima. Secondo gli analisti politici locali, il decreto reale a riguardo sarà una lezione per evitare futuri fallimenti nella tempestiva attuazione dei progetti di sviluppo e per mettere i funzionari governativi, qualunque sia la formazione politica cui appartengono, davanti alle loro responsabilità.

La conseguenza immediata di questo rapporto è stata che Mohammed VI ha rimosso tre ministri del governo del premier El Othmani considerati responsabili della mancata attuazione dei progetti di sviluppo nel nord del paese. Secondo quanto si legge in una nota del Palazzo Reale di Rabat, dopo aver letto la relazione della Corte dei conti sulla mancata attuazione dei progetti, il monarca ha licenziato Mohammed al Hisad, che in precedenza ha ricoperto la carica di ministro dell'Interno (nel 2015 quando i progetti di al Hoceima sono stati lanciati dal sovrano) nel precedente governo di Abdel Ilah Benkirane; il ministro della Salute Lahsen al Wardi, che aveva lo stesso incarico nel precedente governo; Mohammed Nabil Ben Abdullah, che era ministro dell’Edilizia sia in questo che nel precedente esecutivo. Mohammed VI aveva chiesto alla Corte dei Conti di indagare sulle cause dei ritardi dei progetti di sviluppo da lui stesso promossi.

La collera di Mohammed VI si è abbattuta non solo su tre ministri esponenti di primo piano del governo ma anche su un viceministro e su altri funzionari pubblici. Mohammed VI ha sollevato dall’incarico anche Mohamed Hassad, Mohamed Nabil Benabdellah, Al Houcine Louardi e il viceministro Larbi Bencheikh, che aveva la delega per la formazione professionale. Secondo “al Sabah” quindi ”il terremoto politico promesso da Mohammed VI ha avuto luogo”. Il re, che ha ricevuto ieri la relazione della Corte dei conti sui difetti di gestione del progetto "Al Hoceima Manarat Moutawassit", ha deciso di intervenire”. Il re ha anche deciso di rimuovere dal suo incarico Ali Fassi Fihri, il capo dell'Office National de l'Electricité et de l'Eau Potable (Onee, l'Ufficio nazionale dell'elettricità e dell'acqua potabile).

Il sovrano ha anche espresso la sua "insoddisfazione" nei confronti di ex funzionari governativi, aggiungendo che "nessuna responsabilità ufficiale sarà affidata loro in futuro". Questi sono: Rachid Belmokhtar, ex ministro dell'Istruzione; Lahcen Sekkouri, ex ministro dello Sport; Haima El Haité, ex segretario di Stato per l'energia; Lahcen Haddad, ex ministro del Turismo. Seguendo queste decisioni, il re ha chiesto al capo del governo di presentare nuove nomine per riempire i posti vacanti. Nella sua relazione, il primo presidente della Corte dei conti ha dichiarato che la sua indagine ha rivelato "una serie di squilibri" durante la legislatura precedente. Il documento afferma inoltre che "diversi settori ministeriali e le istituzioni pubbliche" non hanno rispettato i loro impegni per consentire il completamento dei progetti.
 
Agenzia Nova