Mezzaluna
10.01.2018 - 16:32
ANALISI
 
Libia: intervista all’ambasciatore italiano Perrone, “il 2018 sia l'anno della riconciliazione”
Roma, 10 gen 2018 16:32 - (Agenzia Nova) - La Libia deve completare nel 2018 il percorso di stabilizzazione arrivando alle elezioni presidenziali e parlamentari in un quadro di riconciliazione e soprattutto di sicurezza. Lo afferma oggi l’ambasciatore d’Italia in Libia, Giuseppe Perrone, in un’intervista concessa ad “Agenzia Nova” a un anno esatto dalla riapertura della sede diplomatica italiana a Tripoli. Il 10 gennaio 2017, infatti, l’Italia riapriva la sua ambasciata a Tripoli dopo la chiusura disposta il 15 febbraio 2014. Nell’arco di 12 mesi l’ambasciata ha concesso 6.000 visti avviando circa 10.000 pratiche. L’ambasciata d’Italia è diventata secondo Perrone una “presenza rassicurante e importante” per i libici. “In tutti i passaggi più difficili della vita della Libia, e anche di Tripoli, direi che la presenza dell’ambasciata, che rimane ancora oggi l’unica occidentale europea aperta, ha svolto una funzione stabilizzatrice importante sia dal punto di vista della public policy, sia come garanzia di un sostegno visibile che l’Italia ha offerto con continuità alle istituzioni dell’Accordo politico e le istituzioni legittime dello Stato”, spiega Perrone.

La sensibile riduzione dei flussi migratori nel 2017 è forse il risultato diretto più importante dell’apertura dell’ambasciata italiana. Secondo i dati del Viminale, i migranti sbarcati in Italia dal primo gennaio al 31 dicembre 2017 sono stati in tutto 119.310, con un sostanziale calo del 34,24 per cento rispetto alle 181.436 persone sbarcate l’anno precedente. “Guardando in retrospettiva è stata a una decisione molto lungimirante per preservare la stabilità della Libia e, di riflesso, anche dell’Italia”, spiega Perrone. “E’ stata una decisione complessa, perché ha richiesto un quadro di sicurezza molto composito per poter essere attuta, e anche rischiosa, perché il governo libico si era insediato a Tripoli da poco tempo. E’ stata una decisione politicamente importante, ma anche operativamente difficile, che è servita giocare in anticipo e, in un certo senso, a preposizione l’Italia nella partita della stabilizzazione della Libia”.

Meno di un mese dopo la riapertura dell’ambasciata, ricorda Perrone, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha firmato una “storica intesa” con il capo del Consiglio presidenziale libico, Fayez al Sarraj, aprendo la strada “verso la riduzione sostanziale dei traffici e delle migrazioni illegali”. Il memorandum italo-libico del 2 febbraio 2017 “non è stato semplice attuare, ma siamo riusciti a fare in modo che il governo libico, che è ancora fragile, sia diventato un partner credibile ed efficace in questa lotta”. E’ proprio questo, rivendica Perrone, uno dei maggiori risultati diretti dell’apertura dell’ambasciata a Tripoli. La missione navale italiana di supporto alla Guardia costiera libica decisa la scorsa estate, a detta dell’ambasciatore, ha poi portato a "una svolta" nella lotta contro le migrazioni illegali e la sicurezza dei confini in Libia.

“La decisione sulla missione navale è stata molto importante, molto difficile e all’inizio criticata. Ma ha rappresentato un punto di svolta, perché ha consentito di mettere le istituzioni di sicurezza libiche, quali la Marina e la Guardia costiera, nelle migliori condizioni per fare il loro lavoro, che è quello di proteggere la Libia e mettere in sicurezza i confini”, spiega Perrone. La missione prevede l’utilizzo di una unità funzionale al supporto tecnico logistico e di un pattugliatore tratto dalle unità autorizzate nella Operazione nazionale Mare Sicuro. L’obiettivo è quello di fornire sostegno alle forze di sicurezza libiche per le attività di controllo e contrasto dell’immigrazione illegale e del traffico di esseri umani, mediante un dispositivo aeronavale e integrato da capacità Isr (Intelligence, Surveillance, Reconaissance).

E’ merito dell’Italia, rivendica ancora Perrone, se in Libia adesso c’è più attenzione ai diritti dei migranti. “La copertura mediatica della situazione dei migranti è nata solamente l’estate scorsa, quando le cose stavano migliorando”, spiega il diplomatico italiano. Una recente inchiesta dell’emittente televisiva satellitare “Cnn” ha svelato la presenza di una sorta di mercato degli schiavi in Libia dove giovani neri africani vengono venduti come potenziali braccianti per poche centinaia di dollari. “Occuparci del dossier ha consentito di puntare i riflettori su questa cosa. La questione dei diritti dei migranti, alla fine, ha cominciato ad essere affrontata in maniera sistematica solo dall’Italia, con l’obiettivo di affrontare la migrazione illegale in maniera umana”, afferma ancora Perrone.

Presto, inoltre, l’Italia consegnerà aiuti alle municipalità libiche in prima fila nel contrasto al traffico di esseri umani. La scorsa estate le municipalità del sud e dell’ovest della Libia hanno presentato al ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, una serie di richieste per fermare il fenomeno dei flussi di migranti illegali provenienti dall’Africa sub-sahariana e diretti in Italia. “Ci sono stati dei progressi, soprattutto sul versante bilaterale”, spiega Perrone. “Gli aiuti urgenti che erano stati promessi alle municipalità dall’Italia - continua l’ambasciatore - sono in parte arrivati. Stiamo programmando delle cerimonie di consegna alle prime municipalità impegnate nel contrasto al traffico di esseri umani. Già nei prossimi giorni faremo le prime consegne da Garabulli, Zuara, Sabrata, cioè alle città più esposte. Poi si continuerà con tutte le altre. C’è un calendario molto serrato di consegna di questi aiuti umanitari, che sono un segnale di sostegno alla popolazione di queste città”.

Più complesso è invece il discorso relativo ai finanziamenti europei dei progetti presentati dai sindaci libici al governo italiano. "Sul versante europeo il percorso è più lungo, perché si tratta di progetti di intervento più strutturali. E’ stata avviata una procedura con l’Unione Europa per l’esame e il finanziamento di questi progetti. Stiamo negoziando con l’Ue i termini per il finanziamento di questi progetti che sono stati presentati dal Governo di accordo nazionale a noi come Italia; noi ci siamo fatti portavoce per rappresentarli all’Ue", afferma Perrone.

E’ prevista entro il mese di gennaio, infine, una missione nel sud della Libia per affinare i dettagli tecnici sugli aiuti che verranno forniti ai libici per il controllo delle frontiere meridionali. “Il controllo delle frontiere meridionali è un punto molto importante della nostra strategia per evitare un effetto imbuto”, spiega Perrone, in riferimento alla presenza dei migranti africani che restano bloccati in Libia. “Qui ci sono progetti e un ruolo di sostegno da parte dell’Unione europea. Abbiamo in programma una missione a gennaio nel sud per affinare e per definire alcuni dettagli tecnici. C’è un discorso binario sia sul versante sicurezza, sia sul versante del sostegno alle comunità locali”, spiega il diplomatico italiano.

Quanto al 2018, prosegue l’ambasciatore, “i nostri buoni proposti sono sostanzialmente quelli di completare e rendere strutturale il percorso di stabilizzazione: è vero che abbiamo ottenuto risultati molto importanti, ma questi risultati devono essere strutturali, cioè bisogna che questo percorso diventi sostenibile nel tempo, sia per quanto riguarda il contrasto all’immigrazione illegale, sia per quanto riguarda la stabilizzazione interna della Libia, quindi la capacità del governo di fronteggiare milizie e i gruppi irregolari e di estendere la sovranità”. L’auspicio è che si possa arrivare alle elezioni “in un quadro di riconciliazione già avviata, con l’approvazione di una legge elettorale e soprattutto un quadro di sicurezza che consenta ai libici di potersi esprimere liberamente e senza costrizioni esterne”, conclude l’ambasciatore.
 
Agenzia Nova
 
 
 
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