Mezzaluna
28.09.2017 - 15:51
ANALISI
 
Arabia Saudita: miglioramento condizione donna simbolo del cambiamento guidato da Mohammed bin Salman
Roma, 28 set 2017 15:51 - (Agenzia Nova) - Il decreto reale firmato dal re saudita Salman che consente alle donne di poter guidare l’auto a partire dal prossimo giugno 2018 rappresenta non solo un passo avanti nella condizione della donna nella monarchia saudita, ma anche un chiaro segnale del cambiamento interno alla leadership. Da molti anni al centro di un acceso dibattito interno e internazionale, la misura “storica” del re saudita è solo un ulteriore tassello del percorso riformatore iniziato nel 2016 con la presentazione del piano di riforme “Vision 2030” per traghettare il paese fuori dalla dipendenza petrolifera. Il programma ha assunto una chiara accelerazione con la nomina ad erede al trono di Mohammed bin Salman, figlio di re Salman, a scapito dei rappresentanti del precedente regime, in particolare Mohammed bin Nayef, fratello del sovrano, rimosso lo scorso giugno dall’incarico di ministro dell’Interno e soprattutto da quello di principe ereditario.

Il decreto reale prevede l’istituzione di un comitato di alto livello per coinvolgere nell’iniziativa i ministeri dell’Interno, delle Finanze, del Lavoro e dello Sviluppo sociale. Il comitato avrà 30 giorni di tempo per studiare le modalità per mettere in pratica l’ordinanza e garantire la sua piena attuazione entro giugno 2018. Intervistata dall’emittente “al Arabiya”, Latifah Shaalan, membro del Consiglio della Shoura saudita ha dichiarato: "Questa è una grande vittoria per molte donne saudite. Questo è uno dei tanti dossier per i quali le donne saudite hanno combattuto per decenni. Ogni volta che abbiamo chiesto nuove misure, ci hanno detto che non era il momento giusto”. La decisione assume inoltre un significato da un punto di vista economico, considerato che la possibilità per le donne di guidare consentirà loro di inserirsi all’interno del mercato del lavoro, riducendo così il tasso di disoccupazione. Infatti parte dello stipendio delle donne lavoratrici viene utilizzato per pagare autisti o mezzi di trasporto per recarsi sul posto di lavoro. In questi anni il tema del diritto alla guida per le donne è stato più volte sollevato sia all’interno che all’esterno del paese e in più occasioni giovani saudite hanno violato il divieto diffondendo su internet video e immagini mentre erano alla guida di un’auto.

La rimozione del divieto acclamata dai media di tutto il mondo e dallo stesso segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha accolto la decisione di re Salman, come “un passo nella giusta direzione”, è una spinta importante soprattutto per il consolidamento politico della nuova leadership sul piano interno e internazionale. Osservatori contattati da “Agenzia Nova” indicano il 21 giugno 2017 come data della vera “svolta” nel regno saudita con il passaggio di consegne tra Bin Salman e Bin Nayef. Per gli osservatori la misura ha rappresentato l'estromissione dal potere dei rappresentanti degli ambienti più conservatori e contrari ad una lenta modernizzazione del regno sul piano culturale e sociale, a vantaggio della fazione progressista espressa dalle nuove generazioni rappresentate dal giovane principe e dalla schiera di nuovi ministri. Non a caso a meno di un mese dalla nomina ad erede al trono, Mohammed bin Salman, fautore del programma di riforme “Vision 2030”, ha predisposto una serie di cambiamenti decisivi per la monarchia.

Il primo passo è avvenuto lo scorso 11 luglio, quando il governo ha annunciato di aver autorizzato le scuole pubbliche ad insegnare educazione fisica anche alle ragazze a partire dal nuovo anno scolastico. Il 17 luglio è invece stato annunciato il lancio della nuova Commissione saudita per il turismo e il patrimonio nazionale (Scth), per favorire lo sviluppo di attività di intrattenimento e rendere il paese appetibile per gli stranieri su esempio dei vicini Emirati Arabi Uniti. Infine lo scorso 21 settembre il governo ha concesso alle donne di entrare in uno stadio di calcio per la prima volta nella storia del regno in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della fondazione della monarchia organizzate presso lo stadio King Fahd di Riad.

Proprio durante i festeggiamenti per l’85mo anniversario della fondazione del regno sono emersi i primi frutti delle nuove politiche di modernizzazione avviate dal governo di Riad, paese che ad oggi non possiede cinema o altri centri di intrattenimento culturale. In questi giorni di festeggiamenti le autorità hanno organizzato ben 17 eventi musicali oltre a spettacoli pirotecnici e altri eventi a cui hanno preso parte soprattutto i giovani. Proprio uno dei più discussi esponenti della nobiltà saudita, il principe Walid Bin Talal, è stato uno dei primi a sostenere la decisione delle autorità di consentire alle donne di guidare. In una lettera inviata al re saudita Salman Bin Abdel Aziz, l’imprenditore saudita ha “ringraziato il re per la decisione di consentire alle donne di guidare. Grazie caro fratello per aver aperto il paese al 21esimo secolo”.

Puntare sull’ascesa all’interno della leadership dei giovani, che rappresentano circa il 51 per cento della popolazione, e migliorare la condizione della donna rappresentano due capisaldi della ricerca di consenso popolare da parte dell’erede al trono. “Il giovane principe si preparerà a salire al trono e sta costruendo questa ascesa, adottando tutte le misure necessarie per assicurarsi una tranquilla transizione”, precisano gli osservatori contattati da “Nova”. Tra le misure vi è soprattutto il consolidamento delle relazioni storiche con gli Stati Uniti, nuovamente rilanciate con la storica visita del presidente Donald Trump avvenuta lo scorso 20 maggio a Riad che per gli osservatori ha rappresentato una sorta di riconoscimento da parte di Washington del nuovo corso saudita, in un primo tempo non scontato considerati i legami tra le precedenti amministrazioni e l’ex erede al trono Mohammed bin Nayef.

Inoltre sul piano geopolitico lo scontro con il Qatar è servito per ridurre l’influenza del movimento dei Fratelli Musulmani all’interno del paese e contrastare le spinte più estremiste. Per gli osservatori di “Nova”, l’ascesa al trono del giovane principe potrebbe avvenire in tempi relativamente brevi considerato che al futuro re sarà necessario l'appoggio del padre per ancora per alcuni anni. L’ipotesi di un insediamento sta preoccupando parte della vecchia classe dirigente legata al defunto re Abdullah che temono la creazione di un nuovo “ramo” dinastico, considerato che una volta salito al trono Mohammed bin Salman potrebbe nominare erede il proprio figlio. Gli osservatori di “Nova” vedono nei passi riformatori un lento procedere verso nuove forme di governo sul modello di altre monarchie regionali, come ad esempio la Giordania, gli Emirati Arabi Uniti o il Kuwait, dove al potere della casa regnante è affiancato un parlamento elettivo.
 
Agenzia Nova
 
 
 
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