Mezzaluna
14.06.2017 - 20:22
ANALISI
 
Macron rafforza l'asse franco-marocchino nella sua prima visita in Nord Africa
Roma, 14 giu 2017 20:22 - (Agenzia Nova) - Il nuovo presidente francese, Emmanuel Macron, ha scelto il Marocco per la sua prima visita in Nord Africa in un momento peraltro molto delicato per gli equilibri del mondo arabo, alle prese con una crisi senza precedenti all’interno del blocco sunnita che contrappone Qatar da una parte e Arabia Saudita (insieme ad altri paesi) dall’altra. Prima di lui, i presidenti Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy e Francois Hollande avevano optato per l'Algeria per la loro prima visita in Maghreb dopo l'insediamento all'Eliseo. Tanti i temi al centro dei colloqui: dalla crisi del Golfo alla questione del Sahara occidentale, dallo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili alla lotta ai cambiamenti climatici, dalla crisi in Libia - il Marocco ha ospitato gli accordi di pace di Skhirat nel 2015 - alla cooperazione bilaterale. Il capo dello Stato francese è arrivato alle 15:50 di oggi all’aeroporto di Rabat-Salé, dove è stato accolto da re Mohammed VI in persona. Nella capitale marocchina, Macron incontrerà il capo del governo, Saad-Eddine El Othmani, e i presidenti delle due camere del parlamento nordafricano, Habib El Malki e Hakim Benchamas. Dopo il tramonto re Mohammed VI condividerà con l'ospite il pasto dell’Iftar che rompe il digiuno durante il Ramadan. Macron concluderà la sua visita domani mattina con una conferenza stampa, prima di tornare a Parigi dove è atteso alle 12.30 ora locale per l'inaugurazione del “Viva Technology Show”.

Secondo quanto dichiarato dai consiglieri del presidente francese in conferenza stampa, questo tour “strettamente personale" su invito di re Mohammed VI ha “l’unico semplice scopo di permettere ai due leader di conoscersi”. Macron è accompagnato solo dalla moglie Brigitte e dai suoi più stretti collaboratori. Nessun membro del governo di Parigi o delle aziende francesi fa parte della delegazione presidenziale. La visita di Macron assume particolare rilevanza alla luce della crisi in corso nel Golfo. Il re del Marocco, anche in virtù della sua appartenenza alla dinastia alawide che reclama un'ascendenza che risale fino a Maometto, mantiene legami amichevoli con la monarchia saudita ma anche con il Qatar e si è offerto di mediare nel conflitto. Lunedì 12 giugno, Rabat ha ordinato l'invio di aerei carichi di derrate alimentari a Doha, insistendo sul fatto che tale assistenza non ha carattere politico ma di “solidarietà musulmana” durante il Ramadan. "Il re del Marocco e il presidente Macron si consulteranno su ciò che ciascuno può portare alla mediazione", ha spiegato l'entourage del capo dello Stato francese.

Dallo scoppio della crisi, Macron ha contattato praticamente tutti i capi di Stato direttamente (e indirettamente) coinvolti, chiedendo dialogo e invitando alla calma. L'ultimo in ordine di tempo è l'emiro del Kuwait (paese non è coinvolto nella coalizione anti-Qatar guidata da Riad e che sta mediando fra le parti), Cheikh Sabah al Ahmad Al Sabah, con il quale Macron ha avuto una conversazione telefonica lunedì scorso, 12 giugno. Il capo dell’Eliseo dovrà stare attento a mantenere una buona collaborazione con il Marocco senza però interferire nei rapporti con l’Algeria, rivale di Rabat. La visita di Macron in Marocco coincide curiosamente con la presenza del suo ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, ad Algeri. Si tratterebbe tuttavia di una coincidenza "fortuita", spiegano dall’Eliseo. "La visita del ministro Le Drian ad Algeri fa parte di un lungo tour in Africa ed è stata concordata preventivamente con le autorità algerine”, assicurano fonti della presidenza francese al sito web “Jeune Afrique”.


Con l’arrivo di Macron, Francia e Marocco avviano “una nuova fase di forte partenariato bilaterale che si caratterizza per la sua durata”, si legge in un editoriale del quotidiano marocchino “al Ahdath al Youm”. La visita che da oggi il presidente francese, accompagnato dalla moglie Brigitte Macron, intraprende a Rabat “conferma la qualità dell'amicizia che hanno sempre unito il Marocco e la Repubblica francese". La visita riflette anche "la profondità delle relazioni bilaterali sulla base di un partenariato forte, grazie alla comune volontà di consolidare i legami molteplici tra i due paesi, tanto più che il capo dello stato francese ha scelto di fare nel regno la sua prima visita nella regione”, si legge ancora nell'editoriale.

La qualità delle relazioni franco-marocchine è stata ribadita nel messaggio inviato da re Mohammed VI al presidente Macron dopo la sua elezione nel maggio scorso. Il sovrano ha voluto ricordare che “i popoli del Marocco e quello francese, legati da un'amicizia secolare basata sulla reciproca stima e comuni valori umani, sono stati in grado, nel corso degli anni, di costruire un partenariato forte e multiforme che è caratterizzato dalla sua durata e stabilità”. In quell’occasione Mohammed VI si era detto convinto che "la collaborazione tra il Marocco e la Francia, sotto la presidenza di Macron, sarà parte di questa dinamica e guadagnerà in profondità e intensità”. Sotto l'aspetto politico, le relazioni bilaterali tra Francia e Marocco sono caratterizzate dalla convergenza di vedute su diverse questioni regionali e internazionali di interesse comune. “Al Ahdath al Youm” spiega che sul dossier “del Sahara marocchino", riferendosi alla delicata disputa per il Sahara occidentale, area che rivendica l’autodeterminazione da Rabat, “la posizione della Francia è costante, dato che sostiene la ricerca di una pace giusta, duratura e di comune accordo sotto l'egida delle Nazioni Unite e in conformità con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza".

L'editoriale marocchino sostiene che la Francia considera il piano di autonomia regionale proposto da Rabat per il Sahara occidentale come "una base seria e credibile per una soluzione negoziata". In un'altra nota diffusa in passato da Rabat si precisava che i rapporti marocchino-francesi “si caratterizzano per la loro intensità economica", grazie all'esistenza di "diversi progetti comuni e la forte presenza di aziende quotate nel Cac 40 (l'indice borsistico di Parigi) presenti nel regno". Il riferimento è ad esempio alla fabbrica Renault di Tangeri “che ha contribuito a rendere l'industria automobilistica un gioiello dell'industria marocchina, o la linea ferroviaria ad alta velocità in costruzione, che può perfettamente illustrare questo partenariato economico esemplare che è destinato a crescere ulteriormente”. La fiducia degli operatori economici francesi per il Marocco, coronata dalla firma dell'accordo sulla creazione nel paese di una seconda fabbrica di una casa automobilistica francese, PSA Peugeot Citroen, dimostra una fiducia che ha contribuito a rendere l'industria automobilistica il primo settore per esportazioni nel 2014. Questa posizione riflette anche l'ambizione comune di entrambi i paesi a rafforzare ulteriormente la loro partnership per lo sviluppo di progetti comuni nei settori in crescita: trasporti, energia da fonti rinnovabili, digitale e turismo.

L’editoriale ricorda anche “il sostegno finanziario significativo dato dall’Agenzia francese per lo sviluppo in diversi progetti nel Regno, tra cui la promozione delle piccole e medie imprese, infrastrutture e trasporti". Con circa 750 filiali di società francesi presenti, il Marocco è il più importante paese per investimenti francesi in Africa. In questo senso, secondo “al Ahdath al Youm”, Mohammed VI ha espresso nel suo messaggio a Macron "la determinazione a lavorare di concerto con il presidente francese per proseguire lo sviluppo delle potenzialità a disposizione a livello economico e per rafforzare la convergenza di opinioni su varie questioni regionali e internazionali di interesse comune, rafforzando la loro azione sulla causa del clima e lo sviluppo umano sostenibile a vantaggio di tutti".

I due paesi hanno anche lavorato insieme per la questione climatica, tanto più che le ultime due edizioni della Conferenza Onu sul clima (Cop), si sono tenute a Parigi e a Marrakech rispettivamente, nel 2015 e nel 2016. Il settore delle energie da fonti rinnovabili è peraltro uno dei pilastri dell’economia marocchina. L’ambizioso nostro obiettivo di Rabat è di ottenere il 52 per cento dell'energia nazionale da fonti rinnovabili entro il 2030, con una possibile riduzione fino al 59 per cento dei costi di produzione di energia elettrica tramite fonti alternative da ora fino al 2025. La cooperazione bilaterale comprende anche la lotta contro il terrorismo e la radicalizzazione. "La partnership franco-marocchino è segnata come sempre dal perseguimento degli stessi ideali: la pace, la sicurezza, l'apertura agli altri e il dialogo tra culture e civiltà", ha assicurato il sovrano nel suo messaggio a Macron. Mohammed VI ha ribadito il suo desiderio di lavorare con il presidente francese per "consolidare la cooperazione esemplare per le numerose sfide che si pongono nella nostra area euro-mediterranea e la regione del Sahel-Sahara".
 
Agenzia Nova
 
 
 
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