Mezzaluna
29.04.2015 - 17:15
ANALISI
 
Arabia Saudita: re Salman rivoluziona i vertici dello stato e nomina nuovo ministro Esteri al Jubeir
29 apr 2015 17:15 - (Agenzia Nova) - Il re saudita Salman bin Abdulaziz ha dato il via ad una rivoluzione ai vertici dello stato emanando 34 decreti reali che prevedono un nuovo erede al trono e la sostituzione del ministro degli Esteri. Secondo quanto ha annunciato oggi l’emittente televisiva di stato saudita, è stato dato il via ad un nuovo ciclo politico con il monarca di Riad che ha deciso di rimuovere, su sua richiesta specifica, il principe Muqrin bin Abdulaziz da erede al trono nominando al suo posto il principe Mohammed Bin Nayef, che in precedenza era secondo nella linea di successione. Si è quindi liberato un posto e come secondo erede al trono è stato nominato il principe Mohammed bin Salman Bin Abdulaziz.

Il prossimo a salire al trono sarà quindi l’attuale ministro dell’Interno, che mantiene la sua carica oltre ad acquisire quella di premier. Mohammed bin Salman è inoltre nipote diretto del re Abdulaziz, fondatore della monarchia saudita. Secondo in linea di successione, il nuovo erede ha 30 anni ed è il più giovane successore al trono nella storia della dinastia. Un’altra grande novità è la nomina di Adel al Jaber come ministro degli Esteri al posto del malato Saud al Faysal. Questa grande rivoluzione avviene a pochi mesi dall’ascesa al trono di re Salman che è al potere solo dal 23 gennaio scorso.

Alla base della decisione del monarca vi sarebbero vari fattori chiave. Il primo riguarda quello delicato della diplomazia. Ufficialmente Saud al Faysal, che guida la diplomazia del paese da circa 30 anni, è stato rimosso per motivi di salute. Al suo posto è stato scelto però un altro veterano del comparto anche se più giovane. Al Jaber è stato ambasciatore negli Stati Uniti ed ha 53 anni. Ha studiato economia e scienze politiche nel Texas ed ha conseguito il dottorato alla George Town University. Egli è entrato nell’ambasciata saudita a Washington nel 1986 e dopo 9 anni è divenuto ambasciatore negli Stati Uniti. Negli ultimi anni è stato consigliere del palazzo reale e in particolare del re Abdullah Bin Abdulaziz. Al Jaber è inoltre sfuggito ad un attentato organizzato dagli iraniani negli Usa.

In un altro dei decreti di Salman si tocca anche il sensibilissimo settore del petrolio. Il monarca ha nominato presidente della compagnia petrolifera Aramco l'attuale amministratore delegato Khalid al Falih, nominato anche ministro della Sanità, che sostituirà nell'incarico all'importante società energetica il potente ministro del Petrolio Ali al Naimi, che resta al suo posto di ministro. Naimi, 79 anni, è ministro del petrolio dal 1995 e lo scorso novembre ha spinto la casa reale a scegliere di non tagliare la produzione di greggio per sostenere i prezzi petrolio, dimezzati da giugno 2014. Al momento tutti gli esperti del settore aspettano con ansia di sapere chi prenderà il posto di al Falih come amministratore delegato di Aramco.

La linea di successione resta però l’argomento che interessa di più i media arabi, avendo con il suo decreto Salman ringiovanito i vertici del paese. Nominando erede Bin Nayef, il monarca ha reso suo figlio, attuale ministro della Difesa Bin Salman, secondo in linea di successione. In questo modo il re ha rafforzato la sua successione per i prossimi decenni e il potere della sua dinastia e cementato i rapporti con gli Stati Uniti. La stampa saudita ricorda infatti le strette relazioni personali con gli Stati Uniti di Bin Nayef.

Da settimane gli analisti di Riad attendevano nuovi decreti e qualche cambiamento da parte del nuovo re. Quello che in pochi si aspettavano era una mole di 34 decreti con cambiamenti di questa portata. Oltre all'atteso decreto che aumenta lo stipendio dei dipendenti pubblici, in pochi si attendevano una rivoluzione così profonda che avviene però in un momento come questo nel quale il paese è impegnato in un’operazione militare nel vicino Yemen per contrastare forze finanziate dal vicino Iran allo scopo di minacciare la sua sicurezza. Sono stati cambiati anche i capi dei servizi segreti e della sicurezza nazionale e cancellati 12 funzionari statali oltre che rimossi direttori e dirigenti pubblici in particolare nelle province di Mecca e Riad, tra i quali anche i figli del defunto re Abdullah.

Salman ha voluto invece dare vita a due consigli: il Consiglio per gli affari politici e di sicurezza, presieduto dall’erede al trono Bin Nayef, e il secondo consiglio per le questioni Economiche e di Sviluppo presieduto dal figlio Bin Salman. Secondo gli osservatori locali si tratta di cambiamenti che incideranno nella politica di tutta la regione del Golfo e questi due nuovi consigli serviranno per rendere il governo maggiormente propositivo. Ogni decisione deve essere presa nell’ambito di una visione strategica di vasta portata e non deve essere il frutto di una decisione del singolo. Secondo Majed al Turki, presidente el Centro studi arabo-russi di Riad “le cose stanno andando nella giusta direzione", precisando che "gli impegni internazionali presi dai sauditi stanno spingendo la monarchia a capire che deve rafforzare il fronte interno e il suo apparato istituzionale”.

Si tratta di cambiamenti ampiamente apprezzati dai cittadini sauditi, secondo tutti gli osservatori, perché rafforzano la loro fiducia nel governo. Secondo Abdullah al Adhiba, direttore del giornale qatarino “al Arab”, “ciò che viene apprezzato è che si tratta di nomine fatte per merito, lontano dai conti e dagli interessi personali". Per al Adhiba è evidente che questi decreti portano nuova linfa al governo e ringiovaniscono l’apparato, coinvolgendo giovani con esperienze specifiche”. Il giornalista sottolinea come “viene data fiducia alla seconda generazione del regno sostenendo i più giovani come Bin Nayef e Bin Salman che rappresentano il futuro”.