Mezzaluna
23.04.2015 - 10:19
ANALISI
 
Energia: fallito tentativo premier libico al Thani di vendere il petrolio scavalcando Tripoli
23 apr 2015 10:19 - (Agenzia Nova) - E’ fallito il tentativo di Abullah al Thani, premier del governo libico sostenuto dal parlamento di Tobruk e riconosciuto dalla Comunità internazionale, di finanziare il proprio apparato tramite i proventi della vendita del greggio. Al Thani aveva pensato di risolvere il problema del controllo da parte dei suoi rivali del governo di salvezza libico di Tripoli, sostenuto dal Congresso nazionale in mano ai Fratelli musulmani, scavalcando la compagnia petrolifera nazionale National Oil Company (Noc), che da sempre tratta con le compagnie internazionali l’esportazione di petrolio per conto della Libia e che resta tuttora punto di riferimento per tutte le compagnie mondiali. Per raggiungere il suo obiettivo, al Thani aveva raggiunto un accordo con le autorità emiratine aprendo un conto corrente a Dubai tramite il quale dovevano transitare i pagamenti degli acquisti di petrolio da parte delle società straniere.

Secondo quanto rivela il sito informativo libico “al Wasat”, in realtà si tratta di un tentativo fallito perché ad oggi nessuna grande compagnia petrolifera straniera ha versato alcunché su quel conto e non ha comprato il petrolio di Tobruk, restando fedele ai rapporti costruiti in decenni di collaborazione con la Noc di Tripoli. A nulla è servito il sostegno del governo emiratino, che insieme all’Egitto è alleato di al Thani. Il governo della parte orientale della Libia aveva anche approntato camion-cisterna carichi di greggio per il trasporto verso l’estero. Ma i canali che trattano la compravendita di greggio preferiscono mantenere i rapporti con la Noc, che è controllata dal governo di Tripoli.

Un funzionario della Noc ha spiegato al sito informativo libico che “noi prendiamo ancora ordini da Tripoli e per quanto riguarda la vendita di greggio c’è paura da parte degli acquirenti di violare il diritto libico e internazionale comprando greggio da Tobruk, perché non ci sono accordi sottoscritti tra le parti e riconosciuti”, questo nonostante il premier al Thani abbia affidato il dossier a mediatori di Dubai. Queste fonti confermano in parte le accuse lanciate di recente dal governo di salvezza libico nei confronti di Tobruk. Gli uomini del premier Omar al Hasi tentano infatti in ogni modo di boicottare l’iniziativa di al Thani, necessaria per pagare gli stipendi dei funzionari del governo messo su ad al Baydha, vicino Tobruk, e per sostenere l’offensiva militare del generale Khalifa Haftar che, nonostante il dialogo in corso tra le parti in Marocco, tenta comunque di conquistare la capitale libica.

Il governo di salvezza, sostenuto dal Congresso, ha infatti apertamente accusato quello di Tobruk di aver tentato per quattro volte di vendere greggio del paese al mercato nero. L’accusa arriva dal ministro del Petrolio del governo di Tripoli, Mashallah al Zawi, il quale ha affermato in un’intervista al quotidiano “al Arab al Jadid” che “il governo sostenuto dal generale Haftar, ha tentato più volte in modo illegale di vendere greggio libico, ma abbiamo fatto fallire i loro tentativi perché abbiamo avvertito le compagnie petrolifere di non acquistare da loro essendo questo illegale”.

Il primo di questi quattro tentativi di vendere petrolio libico scavalcando la Noc, risale all’ottobre scorso, mentre gli altri tre tentativi sono di quest’anno. Questi tentativi sarebbero avvenuti contattando alcune compagnie petrolifere che collaborano con la Noc ed operando tramite camion-cisterna che avrebbero prelevato il greggio dalla zona della "Mezzaluna petrolifera" nell’est del paese e anche dai porti di Ras Lanuf e Sidra, per poi venderlo al mercato nero.

L’ultimo dei tentativi è avvenuto contattando una compagnia petrolifera emiratina, da tempo cliente della Noc, per quanto riguarda lo sfruttamento del giacimento di Ras Lanuf da dove cisterne cariche di greggio avrebbero dovuto lasciare il porto per portare il carico al mercato nero. La compagnia emiratina avrebbe dovuto versare il corrispettivo su un conto corrente aperto dal governo libico di Tobruk negli Emirati Arabi Uniti.

Questi quattro tentativi del governo di al Thani di vendere il greggio libico all’estero “sono falliti per l’intervento della Noc che ha messo in guardie le società straniere dal non violare la legge”, ha precisato il ministro del petrolio di Tripoli. Le entrate petrolifere sono determinanti per la sopravvivenza economica di entrambi i governi libici, ma al momento la compagnia petrolifera di stato è controllata dalle autorità di Tripoli, sostenute dai Fratelli musulmani, e questo mette in crisi a livello finanziario il governo avversario di Tobruk. Al momento, nonostante la guerra civile in atto in Libia, il paese riesce a produrre più di 500 mila barili di petrolio al giorno.

Si contano inoltre 4,5 milioni di barili di petrolio pronti per l’esportazione. Di questi, due milioni si trovano nel porto di Ras Lanuf e 2,5 sono nel porto di Sidra, nell’est del paese. Sono fermi invece i giacimenti di petrolio del sud del paese, attaccati di recente dalle milizie dello Stato islamico, le cui condotte necessitano di interventi. La Libia custodisce le più grandi riserve di petrolio dell’Africa, i cui proventi rappresentano il 95 per cento delle entrate del bilancio nazionale. La produzione giornaliera sotto il regime di Muammar Gheddafi, fino al 2011, era di 1,4 milioni di barili di petrolio.