Mezzaluna
26.02.2015 - 19:45
Analisi
 
Yemen: ambasciatori del Golfo riprenderanno attività da Aden a sostegno del presidente Hadi
26 feb 2015 19:45 - (Agenzia Nova) - Gli ambasciatori dei paesi del Golfo riprenderanno presto la loro attività di Aden. E' quanto annunciato dopo la visita del segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), Abdullatif al Zayani, ad Aden e i colloqui con il presidente yemenita Abed Rabbo Mansour Hadi, in presenza degli ambasciatori del Golfo. Al termine dell'incontro, durante il quale si è parlato della crisi politica nel paese del Golfo, gli ambasciatori degli stati del Ccg, hanno confermato il loro pieno sostegno al presidente, secondo quanto riferiscono fonti governative. Il Ccg nei giorni scorsi aveva reagito positivamente alla decisione del presidente yemenita di lasciare la capitale Sana’a, controllata dai ribelli sciiti dell’imam Abdel Malik al Houthi dopo il golpe del mese scorso, per recarsi in un luogo più sicuro nel sud.

Hadi è infatti originario del sud del paese dove le tribù locali oltre ad essere a lui fedeli rifiutano la presenza dei ribelli sciiti, originari del nord. Per i paesi del Golfo l’arrivo di Hadi ad Aden rappresenta un passo importante per la sua legittimità politica e istituzionale. Per questo hanno annunciato il suo sostegno affinché porti avanti le riforme necessarie a risolvere la crisi e a far uscire il paese dalla fase di pericolo in cui versa. In una nota i paesi del Golfo ricordano l’iniziativa da loro promossa nel 2011 per lo Yemen che ha portato alle dimissioni del presidente, Ali Abdullah Saleh, e all’avvio di una fase di transizione dopo la rivoluzione condotta dai movimenti giovanili e dai Fratelli musulmani sulla scia della primavera araba.

Quella iniziativa “rappresenta la base legale sulla quale bisogna restare perché tutti erano d’accordo su quali modalità seguire per far uscire il paese dalla crisi”. Il golpe attuato dai ribelli sciiti, invece, ha messo in discussione questa iniziativa e per questo molti analisti sono convinti che gli uomini di al Houthi non hanno preso il potere da soli ma con il determinante aiuto del deposto presidente Saleh, che intende così ritornare al potere.

Anche l’attuale presidente Hadi, una volta rientrato ad Aden, ha diffuso un comunicato nel quale ha affermato che “è necessario riprendere il dialogo basandosi sull’iniziativa del Golfo, sulla quale erano d’accordo tutti i partiti, tranne i ribelli sciiti i quali non hanno preso parte a questo processo politico a differenza del partito del Congresso generale guidato da Saleh". Quest'iniziativa è servita infatti per garantire il passaggio di potere da Saleh ad Hadi, che all’epoca era il suo vicepresidente, consentendo a Saleh di non essere processato e di non fare la fine degli altri leader destituiti con la primavera araba.

Prima di inviare i propri ambasciatori il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), al Zayani, si è recato nel sud dello Yemen dove ha annunciato il suo sostegno al presidente yemenita Hadi considerato come legittimo capo di stato del paese. Il diplomatico saudita ha incontrato ieri Hadi nella città di Aden, dove si è rifugiato dopo essere fuggito da Sana’a. I paesi del Golfo nell'auspicare che Hadi possa ritornare presto a operare in libertà, chiedono la ripresa del dialogo nazionale tra le forze politiche e ai ribelli sciiti che controllano il nord dello Yemen di liberare tutti i ministri del governo ancora agli arresti domiciliari.

Lo Yemen è stato al centro anche dei colloqui fra Giordania e Arabia Saudita, insieme a terrorismo e analisi degli sviluppi della crisi in Libia. Del futuro di Hadi hanno discusso due giorni fa fra il re giordano Abdullah e il nuovo monarca saudita Salman bin Abdulaziz, a Riad (Arabia Saudita). Si tratta della prima visita del re Giordania a Riad dopo l’incoronazione di Salman bin Abdulaziz in seguito alla morte del precedente monarca Abdullah bin Abdulaziz avvenuta lo scorso 23 gennaio. Entrambi membri della coalizione internazionale contro lo Stato Islamico, Arabia Saudita e Giordania hanno intensificato le relazioni dopo la notizia dell’esecuzione del pilota giordano Moaz al Kasasbeh catturato il 25 dicembre 2014 e arso vivo a inizio febbraio dai terroristi islamici.

Intanto arrivano buone notizie per Hadi anche dal fronte interno. Il partito islamista yemenita di al Islah, legato ai Fratelli musulmani, e quello socialista hanno deciso di sospendere la loro partecipazione al dialogo con le altre forze politiche in Yemen e in particolare con i ribelli sciiti, sponsorizzato dall’inviato dell’Onu, Jamal Bin Mubarak, in segno di protesta visto che diversi dirigenti dei loro schieramenti sono ancora agli arresti domiciliari. In particolare gli islamisti sunniti chiedono la liberazione del loro capo, Mohammed Qahtan, e dei ministri del governo di Khaled Bahah, fermati mentre tentavano di raggiungere Aden.