Mezzaluna
19.02.2015 - 13:36
ANALISI
 
Terrorismo: per premier libico al Thani il pericolo si sta allargando verso la Tunisia con il coinvolgimento di Boko Haram
19 feb 2015 13:36 - (Agenzia Nova) - Gruppi di terroristi dello Stato islamico e di Boko Haram sarebbero in movimento in queste ore verso il confine con la Tunisia. E' quanto ha annunciato il premier libico, Abdullah al Thani, nel corso di un'intervista alla radio tunisina "Express Fm". Secondo il capo del governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale, i terroristi di questi due gruppi sarebbero pronti ad unirsi per raggiungere i gruppi armati già presenti in Libia. Riguardo i raid aerei egiziani in Libia, al Thani ha precisato che sono stati eseguiti su sollecitazione del suo governo ed effettuati in coordinamento con il suo esercito. Il premier ha inoltre sottolineato come il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si sia rifiutato di autorizzare l'invio di armi e munizioni alle forze armate libiche per combattere i terroristi.

Al Thani ha dunque difeso i raid aerei egiziani sulla Libia sostenendo che “si tratta di attacchi legittimi che non violano la nostra sovranità nazionale”. Rispondendo ai rivali del governo non riconosciuto dalla comunità internazionale di Tripoli, il premier ha aggiunto che “continua il coordinamento tra le forze politiche e governative libiche ed egiziane così come continueranno i raid aerei per distruggere lo Stato islamico”. Intervistato oggi dal quotidiano “al Sharq al Awsat”, al Thani esclude però che ai raid aerei possa seguire un’azione di terra dell’Egitto in Libia.

Il governo libico di stanza a Tobruk ha esortato l'Egitto a non interrompere i raid aerei nel paese. E' quanto si legge in un comunicato pubblicato la notte scorsa sulla pagina Facebook dell'esecutivo. "Stiamo seguendo con profonda preoccupazione le crescenti minacce del terrorismo in Libia e le sue ripercussioni sui paesi limitrofi, sulla regione e su tutta l'Europa", si legge nel comunicato. L'offensiva militare egiziana in Libia è iniziata lo scorso lunedì in risposta alla decapitazione di 21 egiziani copti rapiti tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio.

Il generale libico Khalifa Haftar ha accusato la Comunità internazionale di “combattere lo Stato islamico in Iraq ma di ignorarlo in Libia nonostante sia molto attivo negli ultimi tempi”. Parlando all’emittente televisiva locale “Watan al Karama”, il generale ha aggiunto che “noi stiamo attraversando una fase difficile mentre l’Occidente parla di terrorismo e non fa niente mentre noi lo combattiamo con tutte le nostre forze per cancellare il fenomeno dal paese”.

Le forze speciali dell'esercito egiziano avrebbero compiuto un'incursione con reparti sul terreno nella città libica di Derna, in Cirenaica, nota per essere la roccaforte dello Stato islamico in Libia. Secondo quanto riferiscono i media libici, un commando di incursori dell'esercito egiziano avrebbe condotto un blitz a Derna uccidendo decine di terroristi islamici. L'incursione sarebbe avvenuta questa mattina e avrebbe permesso la distruzione della caserma di Abu Karim al Wahadi e la cattura di diversi combattenti arabi. Questo obiettivo era stato già colpito l'altro ieri dai raid aerei egiziani.

Ci sarebbero 2.800 unità e 100 veicoli militari dispiegati al momento all’esterno di Sirte, in attesa che lo Stato islamico si arrenda per “evitare vittime civili”. È quanto ha riferito Mohammed al Turki, ufficiale della Camera delle operazioni militari di Misurata, al sito web “Middle East Eye”. Turki ha affermato che la decisione del governo islamista insediato a Tripoli di avviare un’offensiva contro i jihadisti a Sirte è stata presa lunedì scorso, dopo i primi raid aerei effettuati contro le posizioni dello Stato islamico dall’Egitto e dalle Forze armate libiche guidate dal generale Khalifa Haftar e fedeli al governo di base a Tobruk.

“Abbiamo 100 veicoli dispiegati fuori Sirte, da dove monitoriamo il nemico. Anche un’altra brigata è arrivata nella zona”, ha dichiarato il leader miliziano. “Siamo contro lo Stato islamico, ma gli stiamo dando tempo. Vogliamo che si arrenda per evitare vittime civili. Se i loro uomini si consegneranno, non li lasceremo fuggire, li porteremo davanti alla giustizia”, ha aggiunto Turki, secondo cui a Sirte ci sarebbero assediati circa 400 uomini dello Stato islamico. “Controllano il centro della città, occupano gli edifici del governo e le aziende private, incluso un bunker sotterraneo utilizzato come base per le operazioni del gruppo”, ha spiegato.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terrà oggi una riunione urgente alle 15 ora di New York (le 21 in Italia) sul deterioramento della situazione in Libia, su richiesta del Cairo e di Tripoli. L’inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, Bernardino Leon, informerà i rappresentanti del Consiglio di Sicurezza della situazione in Libia dopo il recente avanzamento dello Stato islamico e i raid aerei egiziani. Prenderanno la parola, tra gli altri, il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry e l’omologo libico Mohamed al Dayri. Nella giornata di ieri, il presidente egiziano Abdul Fatah al Sisi ha invitato il Consiglio di Sicurezza ad adottare una risoluzione per costituire una coalizione internazionale che intervenga militarmente in Libia.

Nella giornata di ieri il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha incontrato Shoukry per discutere della situazione in Libia e a Gaza e della lotta al terrorismo. Il ministero degli Esteri egiziano ha scritto oggi in una nota che il Cairo chiede al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di rimuovere l’embargo sulla vendita delle armi alla Libia che colpisce anche il parlamento di Tobruk. Il presidente egiziano, Abdel Fattah a Sisi, ha spiegato ieri nel corso di una intervista televisiva che non c’è altra alternativa in Libia all’intervento internazionale.