Mezzaluna
21.01.2015 - 15:17
Analisi
 
Tunisia: dirigente Afaq Tounes Mankai, faremo parte del nuovo governo
21 gen 2015 15:17 - (Agenzia Nova) - L’imprenditore tunisino Mohamed Ali Mankai, membro dell'ufficio politico del partito Afeq Tounes (in arabo Orizzonti della Tunisia), ha annunciato che il suo partito farà parte del nuovo governo del premier incaricato Habib Essid, nonostante le polemiche scatenate nei giorni scorsi dai dirigenti della formazione di destra sulle modalità di scelta del nome del nuovo primo ministro. Intervistato da “Nova”, il politico tunisino ha spiegato che “per noi la formazione del nuovo governo e il suo futuro è più importante della nostra presenza al suo interno o della divisione di dicasteri. Prima di fondare Afek Tounes Mankai, che è anche un avvocato, è stato un dirigente del partito di destra Ajomhouri (repubblicano).

Ha deciso di uscire dal suo vecchio partito per fondarne uno nuovo nel settembre del 2013, dopo uno scontro con il suo vecchio presidente, l’attivista e giurista Ahmed Najib Chebbi. Uno degli obiettivi di questo nuovo partito è quello di rafforzare l’economia tunisina. I suoi obiettivi sono infatti in buona parte di natura economica e il programma avanza proposte per lo sviluppo sociale del paese offrendo una visione liberare per l’economia nazionale. Mankai, nonostante la scelta di entrare nel nuovo esecutivo, era stato protagonista di una polemica sulla scelta di Essid come capo del nuovo esecutivo. “Il problema non sta nella persona di Essid – ha spiegato - ma nel modo in cui hanno trattato il mio partito e mi riferisco in particolare ai dirigenti di Nidaa Tunes”.

Il politico tunisino contesta al partito laico, che ha vinto le ultime elezioni politiche di ottobre, di “non averci consultati sulla scelta del nome del nuovo premier, nonostante la nostra formazione sia stata decisiva per la vittoria alle presidenziali di Caid Essebsi. Ci sarebbe piaciuto che il partito Nidaa Tounes ci avesse consultato prima di consegnare la sua scelta finale del candidato per il governo al capo dello Stato”. Ora spetta al parlamento votare o meno la fiducia a Essid e alla squadra di governo che presenterà. La polemica però ora è rientrata perché Essid “ha contattato i dirigenti del nostro partito, e ha commentato positivamente i punti del programma che avevano presentato”.

Mankai è rimasto però con l’amaro in bocca perché “purtroppo ad Essid non è piaciuta la mia proposta per la struttura della prossima squadra di governo. Chiedevo la creazione di quattro poli ministeriali; il polo dedicato ai ministeri più importanti, quello economico, quello sociale e il polo educativo”. La visione per il prossimo governo di Afek Tounes è quella di ritenere che “il prossimo governo deve essere basato su un programma di riforme chiaro e serio. Devono essere prese delle decisioni coraggiose”. Per avere successo “il governo di Essid deve godere di un forte sostegno popolare in modo da poter preservare la sua autonomia”.

Per quanto riguarda la nuova squadra di governo Essid chiede che “deve essere essenzialmente uniforme in modo da apparire come un nuovo governo con una nuova immagine. La struttura che noi vogliamo non deve avere più di 20 ministri. Ci vuole una squadra più piccola è più operativa”. Afek Tounes ha quindi accettato in linea di principio di partecipare al prossimo governo “fino a quando il programma ha gli ingredienti fondamentali per il successo”. Il capo del governo incaricato ha chiesto a questo scopo ai leader dei partito per presentare il curriculum vitae dei loro candidati per le posizioni ministeriali, purché non siano di età superiore ai 50 anni. Ciò corrisponde con il nostro principio di far rivivere il portafoglio governo.

Per quanto riguarda la struttura della prossima squadra di governo, siamo convinti che se si tratta di quattro poli ministeriali; polo dedicato ai ministeri sovranità, centro economico, centro sociale e centro educativo, sarebbe praticamente più facile da gestire, tanto più che l'impatto delle troika periodo sono ambigue e complesse, soprattutto in termini di sicurezza e economia. Mankai non si dice contrario ad una partecipazione degli islamici di Ennahda al nuovo esecutivo. “Si tratta di un partito importante, è la seconda forza politica eletta dal popolo. Quanto a me, non sono né a favore né contro a che i membri di Ennahda possano entrare nel nuovo governo. Tuttavia se Essid nomina ministri islamici chiedo che siano almeno dei volti nuovi, che non abbiano fatto già parte della Troika di governo che ha governato in precedenza e che abbiano un programma coerente con ciò a cui aspiriamo”.

Afek Tounes respinge la proposta del movimento islamico che chiede la scelta di ministri tecnici per i ministero sovrani, sottolineando che “i titolari di questi portafogli saranno dotati delle competenze e l'integrità necessarie e godranno di un ampio sostegno da parte della Assemblea dei rappresentanti il popolo”. Mankai preferisce però che al posto di Ennahda entri nell’esecutivo il Fronte popolare. “Si tratta della terza forza politica tunisina e sono più vicini a noi degli islamici. Con i loro membri c’è maggiore affinità e saremmo d’accordo se trovassimo un programma comune. In questo caso daremmo loro il benvenuto nel governo”.

Il partito di destra tunisino ha sostenuto Essebsi alle ultime presidenziali anche se “avremmo preferito che Nidaa Tounes presentasse un altro candidato. Riteniamo che effettivamente l’avanzata età del nuovo capo di stato sia un problema reale. Eppure lo abbiamo preferito a Marzouki con il quale non abbiamo nemmeno discusso di un programma elettorale. Gli altri candidati li abbiamo scartati a priori visti i loro programmi e quindi abbiamo scelto Essebsi pensando al voto utile”.