Mezzaluna
03.12.2014 - 18:42
ANALISI
 
Yemen: secessionisti del sud hanno un piano per separarsi da Sana’a, ma i sauditi sono pronti a ostacolarlo
3 dic 2014 18:42 - (Agenzia Nova) - Il movimento separatista del sud dello Yemen è deciso più che mai a ottenere la secessione dallo Stato centrale. I gruppi che governavano ad Aden prima del 1990, ovvero prima della guerra civile conclusasi nel 1994 con il ritorno all'unità, sono ora decisi a ritornare al potere: è questo il segnale lanciato dal primo presidente del nuovo partito secessionista, il Raggruppamento democratico meridionalista, Fatima al Maisiri. Intervistata dai media yemeniti, la giovane attivista ha spiegato: "Noi meridionali abbiamo intrapreso la strada che ci porterà all'indipendenza, non accetteremo mai alcuna soluzione che non sia quella di riavere il nostro paese".

Una fonte del movimento secessionista citata dal giornale kuwaitiano "al Seyassa" ha rivelato che nei prossimi giorni "sarà posto in atto un piano che porterà gradualmente la popolazione locale a convincersi della necessità dell'indipendenza da Sana'a. Al movimento secessionista aderiscono ogni giorno sindacalisti, accademici e lavoratori. Abbiamo un piano che prevede un'escalation di proteste e di manifestazioni fino alla piena indipendenza". Il progetto degli indipendentisti prevede inoltre la creazione e l'occupazione di una zona di confine con il nord e l'assedio di tutti "i centri di potere e obiettivi sensibili presenti nel sud. Chiuderemo ogni passaggio dal nord verso sud in poche ore".

Una volta chiusa la frontiera, il piano dei separatisti yemeniti prevede "l'occupazione di caserme dell'esercito e posti di polizia". "Costringeremo tutti i settentrionali presenti al sud, in particolare i militari, a ritornare nelle loro terre prima che la nostra protesta sfoci in violenza". Per i separatisti del sud dello Yemen, "la cosa migliore è che i nostri due popoli vivano in due diversi paesi". Il passo ancora successivo sarà quello di "ottenere un riconoscimento da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu". A proposito di quello che sta succedendo nel nord dello Yemen, con l'occupazione di Sana'a da parte dei ribelli sciiti dell'imam Abdel Malik al Houthi, per i meridionalisti "si tratta di un problema interno al nord tra gli sciiti e i Fratelli musulmani sunniti: speriamo che trovino un accordo tra loro, ma noi non vogliamo entrarci".

Il piano dei secessionisti yemeniti dovrà fronteggiare l'opposizione del presidente yemenita Abd Rabbo Mansour Hadi, ma anche quella dell'Arabia Saudita. Per prevenire la paventata secessione, Hadi ha creato una commissione apposita sui problemi del sud che ha deciso la riassunzione di migliaia di dipendenti statali meridionali che avevano perso il loro impiego alla fine della guerra civile del 1994. Al tempo stesso, però, Hadi ha come nemico principale il movimento sciita dell'imam al Houthi il quale, occupando buona parte del nord del paese, sta dando di fatto una mano ai movimenti secessionisti del sud. E' proprio agitando questo spauracchio che Hadi ha recentemenete chiesto alle tribù del nord di cacciare con la forza i ribelli sciiti ma senza successo.

L'unica speranza di Hadi, secondo i media yemeniti, sono i sauditi. Riad non avrebbe interesse nella divisione dello Yemen, essendo da sempre sponsor delle autorità di Sana'a e per il timore che ad Aden possa sorgere un governo ostile alla propria egemonica regionale. E' per questo che i diplomatici sauditi hanno già fatto sapere ai manifestanti di Aden di non sostenere attività separatiste. A riportare alla ribalta il pericolo secessionismo in Yemen è stato l'anniversario dell'indipendenza ottenuta da Aden nel 1967 dai britannici. In quell'occasione, migliaia di manifestanti secessionisti hanno occupato il centro della città.

Durante la manifestazione, cui hanno partecipato alcune decine di migliaia di persone, non sono mancati gli scontri con la polizia, che hanno provocato la morte di una persona e il ferimento di altre quattro. Gli agenti sono intervenuti quando i manifestanti in corteo si sono diretti verso la sede della prefettura per occuparla. Il timore delle autorità locali era che, una volta occupata la sede del governatorato, i leader secessionisti avrebbero proclamato la secessione. Per questo la polizia ha avuto l'ordine di aprire il fuoco per impedire in ogni modo ai manifestanti di avvicinarsi al palazzo del potere locale. E' dal 14 ottobre, invece, che i separatisti tengono nel centro della città una tendopoli di protesta permanente dove sventolano le bandiere della vecchia Repubblica dello Yemen del Sud.