Mezzaluna
26.11.2014 - 16:10
ANALISI
 
Siria: Fronte al Nusra punta a creare emirato come Stato islamico, aperto lo scontro su fonti energetiche
26 nov 2014 16:10 - (Agenzia Nova) - Il Fronte al Nusra in Siria sta ricalcando le orme dello Stato islamico, puntando a creare un emirato islamico simile a quello di Abu Bakr al Baghdadi per controllare una vasta parte del territorio in modo autonomo. Per farlo ha deciso di allargarsi attaccando le postazioni dell’opposizione siriana e in particolare dell’Esercito siriano libero a Deir Ez Zour e Aleppo. La strategia del Fronte al Nusra è simile a quella dello Stato islamico anche sotto un altro aspetto: nei suoi attacchi l’obiettivo è quasi sempre di natura energetica come impianti gasiferi, petroliferi o centrali elettriche. In una fase come questa infatti, nella quale i siriani soffrono la mancanza di energia elettrica, le fonti di energia sono l’arma che fa la differenza per assicurarsi il sostegno popolare.

I primi a capirlo sono stati i miliziani dello Stato islamico che hanno puntato subito alle aree petrolifere del paese, facendo di al Raqqa non solo la roccaforte del gruppo ma anche la città dove era più alta la vivibilità, al punto che invece, nelle aree controllate dal regime di Bashar al Assad, il governo di Damasco è costretto a chiedere ai cittadini di razionare l’uso dell’elettricità e ridurre al minimo i consumi non essendoci abbastanza corrente elettrica per tutti. Nelle aree sotto il controllo dello Stato islamico l’energia elettrica arriva nelle case per 20 ore al giorno, in quelle del regime, comprese le zone vitali per l’economia siriana come quella di Damasco, è invece presente solo per 10 ore al giorno. In alcune zone di lusso, dove abitano i gerarchi del regime e i capi della sicurezza, l’energia elettrica arriva solo per tre o quattro ore al giorno.

Questa differenza di trattamento tra zone della stessa città e tra province diverse del paese è stata fonte di dispute. In particolare nelle aree sotto il controllo del regime, come quella intorno al palazzo reale di Damasco, ci sono state proteste dei cittadini di altri quartieri che denunciavano la presenza continua dell’elettricità in quella zona a differenza della periferia dove arriva solo per poche ore. In un’intervista rilasciata all’emittente televisiva ufficiale siriana “al Ekhbariya”, il vice ministro dell’Elettricità del regime di Bashar al Assad, Nidal Qarmusha, ha affermato che “l’erogazione dell’energia elettrica è aumentata di qualche ora in diverse zone del paese, purtroppo però restano delle differenze tra quartieri perché non possiamo garantire l’erogazione del servizio per lo stesso numero di ore a tutti”.

Al momento il regime riesce ad assicurare l’energia elettrica nelle case delle aree controllate dalle sue truppe solo dalle 17 alle 21. Per questo Qarmusha ha chiesto ai siriani “di risparmiare elettricità il più possibile riducendone l’uso al minimo indispensabile, evitando di accendere i forni elettrici per cuocere il pane”. Secondo il vice ministro, “quella in Siria è diventata una guerra per l’energia. Mentre all’inizio gli obiettivi erano i gasdotti e gli oleodotti ora si combatte per accaparrarsi il controllo dei giacimenti di petrolio e di gas. Bisogna considerare che un generatore di energia elettrica necessita ogni giorno di 35 mila tonnellate di gasolio o 20 milioni di metri cubi di gas, mentre oggi noi disponiamo di quantità inferiori”.

E' proprio per minare la fama di al Raqqa come città efficiente dal punto di vista dei servizi che il regime di Assad ha deciso di lanciare una serie di raid aerei contro le sue zone residenziali. Secondo quanto riferisce l'emittente televisiva "al Jazeera", la città dove vivono circa mezzo milione di abitanti è stata presa di mira dall'aviazione siriana. Vi sono stati in particolare otto raid aerei sui quartieri residenziali della città. Uno di questi ha preso di mira una zona densamente abitata intorno al museo nel centro cittadino e un'altra area abitata vicino alla zona industriale. E' di 125 morti il bilancio delle vittime dei raid aerei compiuti contro la città capitale siriana dello Stato islamico.

Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa "Masar Press", vicina ai Fratelli musulmani siriani, i raid aerei hanno colpito anche un deposito di carburante nella stazione dei treni, nonché il mercato locale che si trova nella via del Congresso. E' stata colpita anche la zona vicina alla sede delle forze di sicurezza. Dai minareti delle moschee cittadine sono partiti ieri appelli alla popolazione per le donazioni di sangue necessarie per soccorrere i feriti. Testimoni parlano di intere famiglie sterminate e sostengono che il bilancio delle vittime sia destinato a salire ancora a causa dell'alto numero di feriti.